Necessaria l’istituzione di Centri Vaccinali presso gli ospedali

Le vaccinazioni sono universalmente considerate uno dei principali strumenti di sanità pubblica. Ad esse è dovuto un profondo e radicale cambiamento del quadro di morbilità e mortalità a livello globale ed un eccezionale guadagno di anni di vita rispetto all’era pre-vaccinale”, ha dichiarato il prof. Galli

IL PROFESSOR GALLI IN AUDIZIONE AL SENATO SUI VACCINI – Sembra evidente che nell’arco dell’ultimo ventennio il compiacimento per i risultati ottenuti abbia indotto una parte degli operatori sanitari e dei decisori politici ad abbassare la guardia; parallelamente, nella popolazione generale lo stesso successo dei vaccini e la conseguente riduzione dell’incidenza delle infezioni contro le quali essi offrono protezione ha portato a sottovalutare il rischio di malattie per molti diventate quasi sconosciute. Ne è conseguito un allarmante calo delle coperture vaccinali richieste, ben al di sotto dei livelli atti a conferire un’immunità di gregge secondo quanto indicato dall’OMS. L’effetto sulle coperture richieste della reintroduzione dell’obbligo per otto vaccinazioni potrà essere pienamente valutato quando saranno resi noti i dati della prima assunzione dei vaccini nei nati del 2018.

IL MORBILLO RESTA UNA MINACCIA ANCHE NEGLI USA – Particolarmente critica è la situazione riguardante il morbillo. La copertura vaccinale al 24° mese di vita dei nati nel 2015 risultava essere, per questa malattia, del 91,68%, con il solo Lazio che poteva vantare una copertura superiore, per quanto di poco, alla soglia richiesta del 95% (dati ISS). Ma la percentuale di bambini vaccinati nel 2016 per il morbillo nel corso del loro primo anno di vita in Italia risultava essere dell’85%, in assoluto la più bassa in Europa. La copertura vaccinale per morbillo, parotite e rosolia (MPR) aveva raggiunto, nel 2010, il 91%, per poi diminuire drasticamente fino all’85%. Nel secolo scorso non aveva mai superato il 75%. Non meraviglia quindi che il paese abbia dovuto sopportare un’epidemia di morbillo con oltre 20.000 casi stimati nel 2002, con un ulteriore segnale d’allarme nel 2013 e nel 2014 (rispettivamente 2258 e 1696 casi segnalati). Nel 2017 casi segnalati sono stati 4885, con 4 decessi. Nel 2018 i casi al 30 novembre erano 2427, il 50% dei quali nella sola Sicilia, con otto decessi. L’88% dei casi del 2017 e il 90,8% di quelli del 2018 non era stato mai vaccinato.

L’età mediana dei colpiti, pari a 27 anni nel 2017 e a 25 anni nel 2018 è un chiaro indicatore della presenza nel nostro paese di centinaia di migliaia di adulti suscettibili al morbillo perché mai vaccinati o perché non si sono mai infettati e non hanno quindi acquisito per via naturale l’immunità all’infezione. Tra gli adulti suscettibili all’infezione sono comprese molte donne in età fertile. Dato allarmante perché i bambini che si infettano in assenza della copertura anticirpale materna durante il primo anno di vita risultano a più alto rischio di sviluppare una panencefalite subacuta sclerosante (PESS). Urgono quindi interventi che garantiscano l’immunizzazione per lo meno nelle donne in età fertile e provvedimenti più decisi sulla vaccinazione degli operatori sanitari, considerato i 422 casi di infezione solo negli ultimi due anni in questa categoria e che il numero riproduttivo basale (R0) del morbillo, ovverossia i casi generati da ogni singolo caso, arriva a 18. Dall’inizio del millennio ad oggi, i CDC di Atlanta stimano che le vaccinazioni contro il morbillo abbiano salvato 20,4 milioni di vite. Su un tema come questo, non è più tempo per esitazioni o sottovalutazioni.

LE ALTRE MALATTIE, UN QUADRO ALLARMANTE – Una breve valutazione della copertura vaccinale di altre malattie evidenzia che nella coorte del 2015, la copertura per la pertosse, tetano e difterite al 24° mese superava il 95% in 12 regioni soltanto, quella per l’epatite B in 10. Solo il 38,5% dei bambini nati nel 2015 risultava vaccinato per il meningococco B al compimento del 24° mese di vita. Le vaccinazioni antimeningococciche sono state prima inserite, poi tolte dall’elenco delle vaccinazioni obbligatorie attualmente previste per legge in Italia e mantenute come raccomandate. Evidentemente la raccomandazione non basta. Così questo andamento si continueranno anche a piangere decessi evitabili e si consentirà a sierogruppi di meningococco a più alta patogenicità di continuare a circolare, specie tra i più giovani.

In una situazione così precaria ed intrinsecamente fragile, ogni intervento sulla situazione esistente anche sul piano legislativo deve essere accuratamente ponderata e misurata alla realtà” – ha sottolineato il prof. Galli. “Qualsiasi intervento da parte del legislatore va considerato con estrema cautela, ad evitare che, indipendentemente dalle intenzioni, possa contribuire ad alimentare la confusione, la sfiducia, l’indifferenza, la sottovalutazione nei confronti dei vaccini. Va inoltre preso atto con chiarezza che la rimozione dell’obbligatorietà potrà molto difficilmente essere considerata in un futuro prossimo”.

VACCINI IMPRESCINDIBILI – Da quanto discusso deriva la necessità di ribadire che l’abolizione dell’obbligatorietà dei vaccini a breve termine confligge con l’effettiva possibilità di conseguire i risultati necessari con la dovuta tempestività. Va inoltre aggiunto che, in un mondo globalizzato, non solo è cambiata la composizione sociale del Paese, che pongono interrogativi sullo stato vaccinale della popolazione residente, ma i flussi turistici e migratori implicano considerazioni ulteriori sulla protezione vaccinale della popolazione adulta. A tale proposito va anche segnalata la situazione di cronica insufficienza dei tassi vaccinali raggiunti per le vaccinazioni dell’anziano previste dal Piano Nazionale Vaccini e la ancor più grave carenza che persiste nei portatori di patologie croniche (pazienti oncologici, pazienti sottoposti a trapianto d’organo, persone in trattamento con farmaci biologici immunosoppressori per malattia infiammatoria cronica intestinale, malattie reumatologiche, malattie dermatologiche o sclerosi multipla, pazienti con infezione da HIV) in preparazione alla gravidanza e nelle gravide.

A copertura di queste non più differibili esigenze è necessaria l’istituzione di Centri Vaccinali presso gli ospedali, accompagnata dalle opportune campagne informative.

SIMIT suggerisce che questo aspetto venga inserito nel decreto.

UN VACCINO PER PREVENIRE IL CANCRO DELLA CERVICE UTERINA – Parlando del possibile ruolo dei vaccini va infine ricordato che ogni anno, nel mondo, oltre 300mila donne muoiono di cancro della cervice uterina, mentre oltre mezzo milione vengono diagnosticati: secondo l’OMS, questo tipo di cancro è una delle maggiori minacce alla salute delle donne. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la diagnosi è tardiva L’obiettivo è garantire che tutte le giovani ricevano il vaccino anti-Hpv e che ogni donna possa sottoporsi alle indagini che consentono una diagnosi precoce.

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Il morbillo torna a colpire, anche il civilissimo Giappone

La segnalazione all’OMS di un’epidemia di morbillo in corso in Giappone merita alcune considerazioni. Al 20 maggio 2018 il Giappone conta 161 casi di morbillo. Il caso indice, da cui l’epidemia avrebbe avuto origine è probabilmente un viaggiatore internazionale in cui il morbillo è stato diagnosticato nella prefettura di Okinawa il 20 marzo 2018. Va sottolineato che il Giappone era stato dichiarato libero dal morbillo nel marzo 2015, quando era stato possibile verificare che per 36 mesi consecutivi non si era verificata alcuna trasmissione dell’infezione all’interno del Paese.

Un risultato ottenuto sia per mezzo di alte coperture vaccinali sia attraverso l’individuazione rapida e la rapida risposta a ogni caso di morbillo. Nel 2016, la copertura vaccinale della prima dose, somministrata ai bambini di un anno, risultava del 97%; quella della seconda dose, prevista un anno prima dell’inizio della scuola primaria del 93%. Più del 95% dei bambini a due anni di età sono risultati positivi per gli anticorpi indotti dal vaccino a titolo agglutinante ≥16 e quindi da considerarsi immuni.

VACCINARSI E’ L’UNICO RIMEDIO – Ma allora, come è potuto accadere? Il Prof. Massimo Galli, Presidente della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, sottolinea il pericolo e lancia un appello in favore della vaccinazione:

“Come in tutto il mondo, anche nel civilissimo e organizzatissimo Giappone una parte importante della popolazione adulta non è stata mai vaccinata e non ha mai incontrato il virus del morbillo. È quindi suscettibile all’infezione. L’età mediana dei colpiti in Giappone, 29 anni, spiega quello che è successo. Questa è la ragione per cui l’OMS ha raccomandato,in luoghi con bassa incidenza ed elevato rischio di importazione del virus del morbillo, la vaccinazione della popolazione ad alto rischio di esposizione al virus importato (senza certificato di vaccinazione o immunità contro morbillo e rosolia), quali operatori sanitari, persone che operano nel turismo e nei trasporti (hotel e catering, aeroporti, autisti di taxi, ecc.). va ricordato che il morbillo è una delle malattie più contagiose che si conoscano e che ogni persona colpita arriva a contagiarne in media fino ad altre diciotto”.

IN ITALIA NON VA MEGLIO – E in Italia ? Dall’1 gennaio al 31 maggio 2018 sono stati segnalati da 20 regioni un totale di 1716 casi di morbillo (ben 397 nel solo mese di maggio), inclusi 4 decessi. Anche in Italia, non a caso, l’età mediana delle persone colpite è stata di 25 anni, a segnalare che la maggioranza dei casi si è verificata in adulti o giovani adulti. Il 20% dei colpiti aveva però meno di cinque anni, a conferma delle note carenze di copertura vaccinale tra i più piccoli. Il fatto tuttavia che in 107 casi si trattasse siano di bambini di meno di un anno di età sottolinea l’importanza di vaccinare le donne che programmano una gravidanza.

I bambini che si ammalano di morbillo entro l’anno di vita sono spesso figli di madri non vaccinate e che non hanno mai incontrato il virus, e che quindi non hanno potuto trasmettere al bambino i loro anticorpi. Vi è anche la possibilità che il morbillo venga contratto dalla madre non vaccinata in gravidanza e trasmesso al bambino. Va anche sottolineato che contrarre il morbillo molto precocemente, al di sotto dei due anni di vita, comporta un aumentato rischio di incorrere nelle complicanze più gravi dell’infezione. Va infine ricordato che, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornati al 28 febbraio 2018, la copertura vaccinale a due anni di età dei bambini nati nel 2015 in Italia era del 91,68%, quindi ben al di sotto della soglia richiesta del 95%.

“Le vaccinazioni sono universalmente considerate uno dei principali strumenti di sanità pubblica. Ad esse è
Nel 2017 in Europa il morbillo ha ucciso 30 persone e ne ha colpite 14.451, circa il
E' partita la prima edizione del Meeting Salute di Rimini, dal 20 al 26 agosto.

Morbillo, tasso di mortalità in crescita

Nel 2017 in Europa il morbillo ha ucciso 30 persone e ne ha colpite 14.451, circa il 400% in più rispetto all’anno precedente, quando sono stati registrati solo 4.643 casi. I paesi dove l’epidemia si è manifestata più violentemente sono stati Romania (5560) e Italia (5004). Un numero molto alto quello italiano, pari a un terzo di tutti i casi europei, sopratutto se si considera che secondo i dati del Ministero della Salute nel 2016 erano stati soltanto 862. Il maggior numero di morti in Romania con 19 morti, secondo posto in Italia con 4 decessi sugli oltre 5mila casi, mantenendo un incidenza che spesso si ripete nelle epidemie di morbillo di un morto ogni circa mille casi. A sostegno dei dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il parere degli specialisti della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT.

L’88% di tutti i casi italiani del 2017 si è registrato in soggetti non vaccinati; un altro 6% in persone che hanno fatto una sola dose. Quindi il 94% dei pazienti sono persone che non si sono adeguatamente vaccinate. Un altro dato interessante è che ben il 44% dei malati hanno avuto un quadro clinico tale da portarli al ricovero, per un totale di circa 2000 ricoveri.

Nel primo mese del 2018 ci sono stati 164 casi di morbillo in Italia – rileva il Prof. Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma “Tor Vergata” – Ben due i decessi, un 38enne e un 41enne. Il trend di mortalità è quindi molto aumentato, con un morto ogni 80 casi. Le regioni più colpite nel 2018 sono la Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria dove si sono registrati l’80% dei casiIl 93% di tutti i casi del nuovo anno è avvenuto in pazienti che non hanno eseguito la vaccinazione; un caso su due è finito in ospedale”.

UNA PREVISIONE PER I PROSSIMI MESI – “Probabilmente, dobbiamo aspettarci una progressiva riduzione dei casi nel corso del 2018 – afferma il Prof. Andreoni – ma siamo ancora in piena fase epidemica, quindi si consiglia ancora di vaccinarsi o di completare la vaccinazione con la dose di richiamo. I due casi letali del 2018 devono ricordarci come questa malattia che noi consideriamo una malattia poco fastidiosa potrebbe provocare addirittura il decesso della persona”.

L’IMPORTANZA DEL VACCINO – “L’unico vero strumento capace di proteggerci è il vaccino – conclude Andreoni – la diffusione dello scorso anno e l’aumento di mortalità ci deve far riflettere sull’importanza che questo assume. Non solo per coloro per i quali è previsto l’obbligo della vaccinazione, ma anche per i giovani adulti, per i quali è un richiamo. La causa principale dell’esplosione del morbillo, infatti, è proprio l’alto numero di persone non protette che permette una più ampia circolazione del virus. Più le persone non si vaccinano, maggiore è il rischio di registrare un aumento dei casi”.

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Al via Rimini Meeting Salute 2017

E’ partita la prima edizione del Meeting Salute di Rimini, dal 20 al 26 agosto. Politica sanitaria, ricerca, etica e le priorità del mondo della salute in decine di incontri con centinaia di specialisti, politici, uomini di scienza e di pensiero

Al via Rimini Meeting Salute 2017 – Domani focus su morbillo e vaccini. Prof. Galli “Vaccinare i bambini è indispensabile, ma potrebbe non bastare”

Se ne parlerà al Meeting Salute di Rimini domani 21 agosto, in una sessione dedicata alle vaccinazioni dell’anziano e delle persone portatrici di patologie croniche, per garantire una vita più lunga e più sana.

 

I DATI – Con le 86 nuove segnalazioni della prima settimana d’agosto i casi segnalati dall’inizio dell’anno hanno raggiunto quota 4.087. Tre i morti. L’’89% dei casi si è verificato in persone non vaccinate, un altro 6% aveva ricevuto una sola dose di vaccino. L’età media dei colpiti dalla malattia è di 27 anni. Ben 277 i casi sono stati segnalati fra gli operatori sanitari.

Una situazione che ci pone al primo posto in Europa nel 2017 per numero dei casi di morbillo e nellaimbarazzante condizione di vedere CDC di Atlanta, l’agenzia governativa per il controllo delle malattie degli USA, raccomandare a chi programma un viaggio in Italia di sincerarsi di essere vaccinato o di ricorrere alla vaccinazione” – sottolinea il Prof. Massimo Galli, Professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università di Milano e Vice Presidente della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali.

Un’emergenza conseguente alla progressiva riduzione della percentuale dei vaccinati e che richiede interventi importanti, il primo dei quali è stato il recente decreto che reintroduce l’obbligatorietà della vaccinazione per morbillo,parotite e rosolia (MMR). È possibile, tuttavia che ci voglia anche dell’altro. Il 56% dei casi di quest’anno ha riguardato persone di età compresa tra i 15 e i 39 anni”.

L’APPUNTAMENTO – A Rimini la prima edizione del Meeting Salute all’interno del 38° Meeting tra i popoli (Lunedì 21 agosto 2017 19:00 Sala Neri), tra gli incontri inaugurali punta proprio sul tema vaccini con un confronto sulle prospettive delle vaccinazioni nel SSN cui partecipano assieme al Prof. Massimo Galli, Vice Presidente di SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali), Ranieri Guerra, Direttore Generale della Direzione della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Roberto Bernabei, Presidente dell’Associazione Italia Longeva Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, e Luigi Cammi, ideatore del Meeting Salute e A.d. di PLS Educational.

IL MEETING SALUTE – Per la prima volta, il consueto appuntamento del Meeting per l’Amicizia tra i Popoli di Rimini avrà una sezione interamente dedicata alla salute. Un ciclo di incontri per il pubblico e gli operatori del settore con l’obiettivo di confrontarsi e discutere attorno al mondo della salute e delle sanità. A tre grandi incontri in programma che vedono coinvolti personaggi di rilievo nel mondo della sanità, si affiancheranno appuntamenti quotidiani, disponibili in tre differenti orari (12.00, 16.00 e 18.00), presso la Sala Meeting Salute (pad. A2). “Il Meeting di Rimini rappresenta un momento di riflessione di grande importanza nel calendario annuale ed è punto di riferimento, fin dalle prime edizioni, per il mondo della politica, della cultura, dell’impresa e dell’associazionismo per i suoi valori e gli obiettivi che si propone” – sottolinea Luigi Cammi, ideatore del Meeting Salute, novità dell’edizione 2017 del Meeting per l’Amicizia tra i Popoli. “Un luogo di ascolto, rispetto, comprensione, futuro, in un mondo sempre più disorientato. Il ‘Meeting Salute’ è un progetto triennale finalizzato a riportare al centro l’uomo e l’etica, la scienza al di là delle false credenze”.

 

I TEMI DELL’APPUNTAMENTO – In uno spazio appositamente dedicato, un vero e proprio Think Tank affronterà alcuni dei temi più “caldi” e attuali del momento: l’accesso ai farmaci e i diritti dei pazienti, le sfide e le opportunità di un paese che invecchia sempre di più, la questione dei vaccini, il ruolo dei BIG Data, la nutrizione, il dialogo tra ricerca, industrie e associazioni scientifiche, e molto altro ancora. Tanti i protagonisti coinvolti: medici, scienziati, ricercatori, istituzioni, opinion leader. I padiglioni di Rimini Fiera diventeranno cosi un luogo di dialogo e ascolto anche in merito a questo settore per poter progettare al meglio nuove iniziative per i pazienti e le loro famiglie.

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