#ComeACasa, un sms per va a curarsi lontano

In Italia ogni anno circa 400 mila persone affette da gravi patologie sono costrette a spostarsi lontano dalla propria città per ricevere le cure necessarie; un numero molto importante che ingloba anche tante famiglie che, a causa di fragilità economiche, non possono permettersi un alloggio.  Con un sms da cellulare o una chiamata da rete fissa al 45588 sarà possibile dare un aiuto concreto ai numerosi “pendolari della salute”.

Lo segnala l’Associazione CasAmica Onlus, organizzazione di volontariato che da oltre 30 anni accoglie i malati costretti ad attraversare l’Italia per sottoporsi a cure mediche e i loro familiari accompagnatori.

Fino al 9 giugno sarà attiva la Campagna Sms Solidale #ComeACasa, attraverso la quale sarà possibile sostenere le preziose attività solidali e sociali dell’Associazione.

I soli errori terapeutici costano 42 mld di dollari all’anno, il 5% dei pazienti incorre
“Il Sany Water Plus è uno strumento che può aiutare una struttura sanitaria a essere
Fino a 700.000 casi di infezioni ospedaliere su 9 milioni di ricoveri, l’1% dei quali

Malattie cardiovascolari: 1 paziente su 4 non aderisce alle terapie

Rimini Meeting Salute 2017 – Cardiovascolare: 1 paziente su 4 non aderisce alle terapie.  Dopo ictus, circa 1 paziente su 3 smette di curarsi

La percentuale di aderenza media alle terapie cardiovascolari è pari al 76%, ovvero su 100 pazienti solo 76 seguono correttamente la terapia prescritta. E’ inoltre dimostrato che, dopo un anno dall’evento acuto (ad esempio, un ictus) la persistenza in terapia è variabile dal 50 all’80%, cioè dal 20 al 50 % dei pazienti smette di curarsi. Ad esempio il warfarin, noto anticoagulante, viene abbandonato nel 32 % dei casi dopo 1 anno. La non aderenza aumenta le recidive di eventi fatali e gravi da 3 a 7 volte.

IL MEETING SALUTE – Se ne parlerà durante gli appuntamenti della sezione salute del meeting di Rimini (20-26 agosto 2017). A tre grandi incontri in programma che vedono coinvolti personaggi di rilievo nel mondo della sanità, si affiancheranno appuntamenti quotidiani, disponibili in tre differenti orari (12.00, 16.00 e 18.00), presso la Sala Meeting Salute (pad. A2). In uno spazio appositamente dedicato, un vero e proprio Think Tank affronterà alcuni dei temi più “caldi” e attuali del momento: l’accesso ai farmaci e i diritti dei pazienti, le sfide e le opportunità di un paese che invecchia sempre di più, la questione dei vaccini, il ruolo dei BIG Data, la nutrizione, il dialogo tra ricerca, industrie e associazioni scientifiche, e molto altro ancora. Tanti i protagonisti coinvolti medici, scienziati, ricercatori, istituzioni, opinion leader.

LE MALATTIE PIU’ A RISCHIO – Le malattie in cui è maggiore la non-aderenza in ambito cardiovascolare sono l’ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale, lo scompenso cardiaco, il diabete mellito, le dislipidemie. “Se si pensa che al di là dei 75 anni sono dislipidemiche il 50 % delle persone, ipertese il 63 % e diabetiche il 20 % si comprende come sia vasto il problema della non aderenza – spiega il Dr. Alessandro Boccanelli, Dirigente Medico di II livello Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata Solo il 65 % dei dislipidemici si cura, il 78 % degli ipertesi e il 20 % dei diabetici”.

Le persone che aderiscono meno al trattamento  appartengono prevalentemente alle età più avanzate (oltre i 75 anni). Questo è dovuto a diversi ordini di motivi: la polifarmacoterapia (mediamente al di là degli 80 anni si assumono da 3 a 5 classi di farmaci), lo scarso supporto da parte di familiari o caregiver, il basso livello socioeconomico

“MENO FARMACI PER UNA MAGGIORE ADERENZA ALLA TERAPIA” – “I principali problemi presentati dalla terapia nell’anziano – aggiunge Alessandro Boccanelli sono la maggiore fragilità di fegato e rene, con conseguente pericolo di accumulo, le maggiori possibilità di interazioni tra farmaci, la diversa composizione del corpo per perdita di massa magra con alterata distribuzione dei farmaci. Inoltre alcuni farmaci sono meno tollerati per cui è più facile che si manifestino effetti collaterali. Per aumentare il livello di aderenza è  necessario ridurre al minimo i farmaci da somministrare. E quindi eliminare i farmaci non strettamente necessari, tenere una “regia” dei diversi farmaci specialistici, raccomandare caldamente al paziente e ai familiari l’assunzione dei farmaci indispensabili, privilegiare i farmaci in monosomministrazione, verificare periodicamente l’effettiva assunzione dei farmaci con il paziente e i familiari”.

 

 

I ricercatori britannici in un loro nuovo studio hanno trovato che gli alti e bassi
Fare 10 minuti di esercizio fisico intenso più volte a settimana aiuta a rimanere in
Aumentare il colesterolo buono (HDL) non ha assolutamente alcun effetto protettivo contro gli eventi cardiovascolari,

Un Manifesto per l’umanizzazione delle cure in oncologia

Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha presentato il Manifesto per l’umanizzazione delle cure in oncologia, spunto di riflessione sulle sfide dell’oncologia del prossimo futuro. Il documento intende definire un approccio multidisciplinare integrato volto a coniugare il progresso scientifico alla cura della persona nella sua interezza.

 

Ogni giorno in Italia circa 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore1. Tuttavia, dal 1994 al 2011, si evidenzia un miglioramento del trend di sopravvivenza per tutti i tumori2. Un trend in aumento legato all’individuazione di strumenti prognostici innovativi più efficaci e agli importanti progressi terapeutici degli ultimi anni che hanno portato proprio ad un costante incremento dei pazienti lungo – sopravviventi.

 

Lo scenario della terapia dei tumori sta cambiando radicalmente, anche nel nostro Paese – ha affermato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia -. Merck intende rispondere ai nuovi quesiti che si stanno delineando in oncologia attraverso un dialogo costante e proficuo con tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura. Questo al fine di individuare azioni utili all’umanizzazione dell’intero processo, per fare sempre di più una concreta differenza nella vita dei pazienti e delle persone che se ne prendono cura.”

 

Il Manifesto traccia quindi un percorso per il raggiungimento di una Human Based Oncology che passa attraverso le seguenti tappe:

1.    Il progresso nelle terapie oncologiche

2.    Il diritto alla salute e la sostenibilità delle terapie

3.    L’umanizzazione delle cure attraverso:

a.    L’applicazione del modello clinico bio-psico-sociale

b.    La comunicazione efficace medico-paziente

c.    Il patient empowerment

4.    La valutazione partecipata dell’umanizzazione

5.    Un maggiore contributo del volontariato

 

Il documento è il frutto di un think tank multidisciplinare, promosso da Merck, che ha visto riuniti i principali interlocutori nell’ambito dell’assistenza oncologica in Italia.

Il panel di esperti che ha dato vita al Manifesto ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica; della FAVO, Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia; dello IEO, Istituto Europeo di Oncologia e dell’Università degli Studi di Milano e della SIFO, Società Italiana di Farmacia Ospedaliera.

 

L’iniziativa rientra nelle attività realizzate da Merck in ambito oncologico per favorire una migliore qualità di vita e un maggior engagement del paziente nel percorso terapeutico, tra le quali figurano il recente contributo non condizionato al sito “Persone Che” e la creazione della App “La Mia Voce” per i pazienti colpiti da tumore della testa e del collo.

 

Bibliografia

1.     AIOM, Rapporto “Lo stato dell’Oncologia in Italia”, 2017

2.     AIRTUM Working Group, I tumori in Italia “La sopravvivenza dei pazienti oncologici in Italia”, Rapporto AIRTUM 2016

 

Presentato ieri a Milano l’evento ‘nnumari, “nel mare” in siciliano, che si svolgerà dal 2
E’ nato “Articolo 3343 - Dall’alto del futuro”, il documento di intenti per un turismo accessibile

Cure sanitarie: l’Italia è al 12esimo posto nel mondo

Secondo una classifica stilata dalla rivista Lancet, i paesi che hanno il più efficiente sistema sanitario si trovano in Europa.

Infatti, 13 dei 15 paesi che sono nella parte superiore di questa lista si trovano nella parte occidentale del Vecchio Continente.

Con un punteggio di 95 su 100, Andorra si trova in prima posizione, seguita dall’Islanda (94) e dalla Svizzera (92).

In Europa, vanno bene la Finlandia (n ° 7), la Spagna (n ° 8) i Paesi Bassi (n ° 9) e il Lussemburgo (n ° 10). L’Italia  è al 12esimo posto.

Nel mondo, l’Australia è al sesto posto e il Giappone all’11 °.

Il sistema sanitario degli Stati Uniti appare piuttosto fragile, posizionato al 35esimo posto, con soli 81 punti.

Per quanto riguarda il Regno Unito, esso è solo 30esimo (85 punti).

All’altra estremità di questa scala ci sono la Somalia (34esima), l’Afghanistan (32esimo) e, all’ultimo posto, la Repubblica Centrafricana (29esima).

Il lavoro, finanziato dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, è consistito in uno studio comparativo, condotto tra il 1990 e il 2015, che ha classificato i sistemi sanitari di 195 paesi, per valutare la qualità delle cure e l’accessibilità ad esse.

Una serie di criteri sono considerati in questa classifica, tra cui i tassi di mortalità per 32 malattie, comprese tubercolosi, cancro al seno, leucemia, malattie cardiovascolari, tutte malattie prevenibili e curabili, con un efficace e tempestivo accesso alle cure.
Nel complesso, lo studio mostra che c’è stato un generale miglioramento dei sistemi sanitari di tutto il mondo.

Ma l’aumento medio non nasconde profonde diseguaglianze tra i paesi, infatti, la distanza tra i primi e gli ultimi paesi è aumentata di quattro punti percentuali tra il 1990 e il 2015.
Inoltre, alcuni paesi sperimentano un ritardo significativo in relazione al loro livello di sviluppo. Questo è il caso degli Stati Uniti, il cui punteggio è inferiore a dieci punti, rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare di un paese con un livello economico alto.

Anche la Gran Bretagna si è classificata al di sotto dei livelli attesi.

Per gli autori, questi risultati sono un avvertimento: aumentare il livello di sviluppo non porta necessariamente ad una migliore qualità e all’accesso alle cure sanitarie.

Tra il 1990 e il 2015, i paesi che hanno registrato i più grandi miglioramenti sono stati la Corea del Sud, la Turchia, il Perù, la Cina e le Maldive.

 

Ci riempie di orgoglio l’intervento chirurgico di ricostruzione facciale effettuato all’A.O. Sant’Andrea che vanta pochissimi
Da una prima analisi sulla Manovra 2018 abbiamo verificato con soddisfazione come siano state effettuate
Le criticità nei servizi di soccorso sanitario di emergenza nel Lazio sembrano non cessare, anzi