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I benefici dell’eliminazione del divario di genere

Quali potrebbero essere i vantaggi se il divario di genere che riguarda la salute delle donne fosse eliminato? Le previsioni riguardanti l’eliminazione di questo divario sanitario sono contenute in un nuovo rapporto cha ha analizzato molti aspetti dal punto di vista della salute, del sesso, della carriera e dell’economia.

L’ANALISI CONTENUTA NEL RAPPORTO INTIMINA
Si chiama A World Without the Gender Health Gap ed è stato realizzato dal marchio di benessere intimo INTIMINA in collaborazione con Sarah Graham.
“Le disuguaglianze sanitarie di genere hanno conseguenze profonde su ogni aspetto della vita delle donne: dal sesso alle relazioni, dalla salute mentale alla carriera. Le problematiche da affrontare sono complesse e profondamente radicate – spiega Sarah GRAHAM, giornalista e autrice del libro “Rebel Bodie” – e non bisogna sottovalutare la mole di lavoro necessaria per eliminare il divario. Ci auguriamo che, attraverso questo rapporto, possiamo incoraggiare ogni soggetto coinvolto a prendere atto del cambiamento necessario e ad agire concretamente per metterlo in pratica”.

OLTRE 31 MILIONI DI GIORNI LAVORATIVI PERSI
Oltre ai benefici per il bilancio nazionale, il rapporto evidenzia inoltre che le donne non perderebbero più 31 milioni di giorni lavorativi all’anno a causa della menopausa e della sindrome premestruale (rispettivamente, 14 milioni di giorni lavorativi1 e 17 milioni di giorni lavorativi).
Sono dati che si riferiscono solo alle problematiche mestruali e riproduttive: se le disuguaglianze sanitarie di genere venissero eradicate in tutti gli aspetti della salute femminile, i benefici per le donne, la società e l’economia sarebbero di gran lunga maggiori. Un dato su tutti viene dal Regno Unito che, secondo il recente rapporto, risparmierebbe almeno 18 miliardi di sterline all’anno.

I LIMITI NELLA CARRIERA DELLE DONNE
Senza le disuguaglianze sanitarie di genere, le prospettive di carriera di milioni di donne che soffrono di problemi di salute legati agli aspetti riproduttivi migliorerebbero. Questo permetterebbe loro di avere maggiore successo al lavoro e di raggiungere livelli più elevati di carriera. In questo modo i titolari di aziende manterrebbero le donne alle proprie dipendenze più a lungo, invece di assistere alla fuoriuscita dalla forza lavoro di quasi 1 milione di loro, a causa di sintomi della menopausa non trattati. In più, ridurrebbero anche il divario retributivo tra uomini e donne: basterebbe infatti un miglioramento del 10% nella salute delle donne per aumentarne il reddito medio del 2%.

TEMPI DI DIAGNOSI PIU RAPIDI SOPRATTUTTO PER L’ENDOMETRIOSI
Secondo il rapporto di INTIMINA, se i problemi di salute riproduttiva delle donne fossero considerati gravi al pari di quelli degli uomini, i tempi di diagnosi per patologie come l’endometriosi si ridurrebbero in modo significativo. I sintomi debilitanti verrebbero giustamente considerati anormali e affrontati con l’urgenza necessaria.
Gli accertamenti inizierebbero dopo 1 solo appuntamento con il medico di base, anziché 10 o più. In questo modo le donne non dovrebbero più passare in media 8 anni a soffrire nell’attesa di una diagnosi. In effetti, se si considera che 1,5 milioni di donne colpite da endometriosi devono aspettare in media 8 anni prima di ricevere una diagnosi, complessivamente si parla di qualcosa come 12 milioni di anni sprecati alla ricerca di una risposta. Diagnosi precoci e trattamenti più efficaci aiuterebbero a ridurre il pesante prezzo, in termini di benessere mentale, dei problemi di salute mestruale e riproduttiva, riducendo l’incremento di depressione, ansia e senso di isolamento.

MENO DISFUNZIONI SESSUALI FEMMINILI
Eliminare le disuguaglianze di genere permetterebbe inoltre di colmare anche il divario di genere legato all’orgasmo. I medici disporrebbero di strumenti migliori per trattare le disfunzioni sessuali femminili e le donne si sentirebbero incoraggiate a esplorare il proprio corpo, rendendo così il sesso più appagante per ogni persona.

MENO CRISI DI COPPIA
Ci sarebbero anche meno crisi di coppia, poiché la salute riproduttiva non rappresenterebbe un ostacolo alle relazioni sane. Al contrario, le coppie sarebbero maggiormente aiutate a comprendere e gestire insieme le scelte riproduttive e i problemi di salute. Se infatti non esistessero le disuguaglianze sanitarie di genere, si potrebbe salvare fino alla metà delle relazioni che oggi finiscono a causa dei sintomi della menopausa.

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