Un minuto di danza al giorno contro il dolore e la violenza nel mondo

Domenica 22 agosto nel Parco Pubblico di Cortona, la rassegna dedicata al meglio della cinematografia e dei documentari che raccontano le suggestioni del corpo umano in movimento, ospita la pellicola che racconta il progetto di ribellione attraverso la danza della coreografa francese: dai fatti di Charlie Hebdo, ogni giorno un minuto per agire attraverso il sensibile contro la violenza nel mondo.

Un minuto di danza al giorno da sei anni: è il coinvolgente atto di resistenza della coreografa francese Nadia Vadori-Gauthier che dal 7 gennaio del 2015, giorno dell’attacco a Charlie Hebdo, ha trovato in questo momento di arte, sola o in interazione con le persone che quotidianamente incontra, un impegno estetico, poetico ed etico personale contro il dolore e la violenza nel mondo. Il progetto è raccontato nel film “Une joie secrète”, del regista Jérôme Cassou, uscito in Francia nel settembre 2019 e che sarà proiettato a Cortona per CinemaèDanza, domenica 22 agosto alle 21.30 nella splendida cornice del Parterre, per la prima volta sottotitolato in italiano.

Dal 2014 CinemaèDanza riunisce i migliori film che incontrano le espressioni del corpo, dedicati all’universo eterogeneo della danza, senza distinzioni di genere. Giunta alla sua settima edizione, la rassegna ideata dall’Associazione Sosta Palmizi entra nel suo vivo e fino a settembre è pronta ad ospitare 3 appuntamenti in alcune delle location più suggestive del territorio al confine tra l’Umbria e la Toscana: Cortona, Castiglion Fiorentino e Arezzo. Gli antichi borghi, i chiostri e le rocche medievali, le piazze e le strade dei borghi saranno “abitate” da artisti della danza contemporanea italiana, sostenuti da Sosta Palmizi, protagonisti di performance e improvvisazioni.

Domenica 22 agosto al Parterre di Cortona (ore 21.30), gli splendidi giardini pubblici, con “Une Joie Secrète” il docu-film che vede protagonista la coreografa Nadia Vadori-Gauthier con il suo progetto “Une minute de danse par jour”: nel 2015, sotto choc per l’attentato a “Charlie Hebdo”, la coreografa prende la decisione di danzare un minuto ogni giorno. Ovunque si trovi e qualsiasi cosa stia facendo Nadia si interrompe, sistema la sua fotocamera su un cavalletto e danza, carica il video su Vimeo e lo linka nella sua pagina Facebook. Nel corso degli anni le sue danze si sono intrecciate con il tessuto del quotidiano, cavalcano l’onda dell’attualità più bruciante (attentati, scioperi, manifestazioni, elezioni, sconvolgimenti climatici, scioperi, incendio di Notre-Dame, movimenti per la parità dei diritti, i mondiali di calcio, alluvioni, accoglienza dei profughi, e oggi il contenimento a causa dell’epidemia) o dei micro-avvenimenti della vita quotidiana. Il progetto si mostra come un gesto di resistenza poetica agita nei contesti più vari e in qualsiasi circostanza.

“Volevo agire assegnandomi una piccola ma reale e ripetuta azione quotidiana, che funzionasse come poesia in azione, mettendomi davvero in gioco, da sola o in relazione agli altri. Gli attentati parigini dei giorni successivi a Charlie Hebdo rafforzarono questa determinazione – afferma la coreografa – È in questo mondo che ballo ogni giorno, senza altre armi che quelle del sensibile, per non cedere all’anestesia, alla paura o alla pietrificazione e per creare connessioni viventi con gli ambienti”. Così ha ballato al chiuso o all’aperto, in città o in campagna, in Francia e all’estero (Italia, Portogallo, Belgio, Svizzera, Irlanda, Germania, Canada, Cuba, Stati Uniti).

Il regista Jérôme Cassou ha realizzato una sorta di road movie seguendo la performer con una telecamera a mano, nel modo più realistico e confidenziale, in giro per Parigi, raccogliendo preziose testimonianze durante il processo di lavorazione su corpi, volti, voci. Le immagini sono riprese in movimento, restituendo una visione il più possibile vicina alla realtà. Il film mostra una parte invisibile del processo al lavoro. Crea legami, attraverso l’immagine, tra il bisogno dell’artista, la produzione effettiva dell’opera e le questioni collettive sollevate da questo artista impegnato nel cuore della realtà.

Un minuto di danza al giorno non cambierà il mondo, ma il propagarsi della performance, secondo Nadia, può avere l’effetto della goccia d’acqua che alla fine attraverserà la pietra, come nell’antico proverbio cinese. Il suo progetto, infatti, non si è esaurito nemmeno nel periodo pandemico, durante il quale la coreografa ha lanciato un invito a creare e postare su Facebook o Instagram un minuto di danza a chiunque avesse il desiderio di compiere questo gioioso atto di resistenza poetica per far fronte alle difficili circostanze attuali. E la call ha richiamato una grande attenzione e coinvolto numerose persone anche in Italia.

Sempre il 22 agosto meraviglia, forza, vita e poesia animeranno i vicoli, le piazze e i giardini di Cortona: una simbolica Carta Bianca guiderà le performance di improvvisazione degli artisti ospiti di questa edizione, per esprimere la bellezza del movimento dal vivo nelle giornate di proiezione:, Castiglion Fiorentino e Castiglione del Lago. Autori dal tratto nobile e dal respiro sensibile come i fratelli Elisabetta e Gennaro Lauro offriranno il loro gesto intenso e sapiente; Chiara Marolla accompagnerà il pubblico sul filo di una immaginazione intima ed arcaica, lasciandolo viaggiare in un mondo ricco di risonanze; l’energia e la vitalità di Sofia Nappi, insieme ad Adriano Popolo Rubbio e Paolo Piancastelli, lasceranno che gli sguardi si perdano in un vortice fluido e vigoroso.

CinemaèDanza proseguirà il 24 agosto a Castiglion Fiorentino raccontando il potenziale benefico della danza attraverso due pellicole emozionanti: “L’age d’or” (ore 21.30), il cortometraggio del pluripremiato coreografo e artista visivo Eric Mihn Cuong Castaing, un’opera tra il documentario e la fiction che ripercorre il toccante esperimento coreografico nato dall’incontro tra un gruppo di bambini con disturbi motori e la compagnia di danzatori del Balletto di Marsiglia; “Dancing dreams sui Passi di Pina Bausch”, una storia emozionante che mette in scena un capolavoro della coreografa tedesca, “Kontakthof” adattandolo per un gruppo di adolescenti.

La rassegna si chiuderà il 15 settembre ad Arezzo con un’altra figura cardine della storia della danza contemporanea. Nel film “Cunningham” (ore 21.00) la regista Alla Kovgan ripercorre il pensiero rivoluzionario e la vita artistica di Merce Cunningham, a partire dai primi anni come ballerino che lotta per affermarsi nella New York del dopoguerra, fino a quando si impone come uno dei coreografi più visionari e influenti del mondo. Attraverso immagini rare della sua eccezionale carriera e grazie alla tecnologia, la filosofia e le vicende di Cunningham vengono intrecciate, dando luogo a un percorso in profondità all’interno del mondo del coreografo. Sempre il 15 settembre, insieme alla giornalista Francesca Rosso, autrice di un’originale pubblicazione sulla storia del cinema raccontata attraverso l’arte coreutica, si parlerà del rapporto tra la danza e la macchina da presa.

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