Melograno e acido ialuronico alleati speciali per il natural glow

Freschezza e natural glow: il must per l’estate 2019 in fatto di skincare è valorizzare la naturale luminosità della pelle utilizzando pochi prodotti e semplici accorgimenti. Le regole d’oro per ottenere l’effetto “natural glow” sono ormai diventate parte della filosofia beauty: detergere la pelle con cura, eliminando make up ed impurità che si depositano quotidianamente sul viso; esfoliare per una pulizia ancora più profonda; idratare e nutrire stimolando la naturale produzione di collagene.

Alleato perfetto per la nuova frontiera della beauty routine estiva è il melograno, frutto che, già considerato miracoloso nell’Antica Grecia,  vanta molte proprietà benefiche grazie alla presenza di antiossidanti, vitamine, proteine, potassio, manganese e zinco. Un ingrediente versatile, con azioni nutritive e lenitive, che aiuta a rendere la pelle elastica e morbida in modo naturale.

 

Per questo Abiby, talent scout di prodotti must have e delle ultime novità nel mondo beauty, propone nella sua “Summer Hits”, la beauty box di luglio completamente dedicata all’estate, proprio un prodotto a base di melograno: Hyaluronic Serum 200 di Evolve Organic Beauty, potente siero ultra concentrato all’acido ialuronico ed estratto di melograno. Caratterizzato da una texture leggera e una formula oil free che lo rendono ideale per tutti i tipi di pelle, soprattutto nel periodo estivo, lo Hyaluronic Serum 200 rimpolpa la pelle e la rende luminosa e levigata, assicurando una bellezza al naturale. L’acido ialuronico puro contenuto nella formula penetra in profondità e stimola la naturale produzione di collagene, mentre l’estratto di Melograno biologico assicura una natural glowy skin anche nei mesi più caldi, addolcendo la pelle e proteggendola dall’invecchiamento cutaneo.

 

Un hero product pluripremiato organico, vegan, eco-friendly realizzato da Evolve Organic Beauty, il marchio inglese specializzato in prodotti di bellezza naturali e hand-made, che arriva ora direttamente nelle case delle beauty-addicted italiane grazie ad Abiby, che mese dopo mese realizza le Beauty Box in abbonamento con un tema sempre diverso, seguendo le tendenze del momento e selezionando i migliori prodotti premium di make-up e skincare.

 

“Con l’estate è arrivato il momento di tornare a splendere. Con questo obiettivo abbiamo selezionato Hyaluronic Serum 200 e gli altri prodotti a sorpresa contenuti nella box #Summerhits: risvegliare la naturale luminosità della nostra pelle. La scelta di una realtà come Evolve Organic Beauty nasce dalla volontà di collaborare con partner eccellenti ed attenti ad ogni parte della filiera produttiva. Evolve è un marchio handmade di alto livello, attento ai valori di sostenibilità e all’utilizzo di ingredienti totalmente naturali. Abiby sposa completamente la filosofia di questo brand e lo fa portando a casa delle clienti il suo prodotto di punta”,  sottolinea Valentina Abramo, Brand Partnership Manager di Abiby.

La Beauty Box di luglio “Summer Hits” sarà acquistabile online fino al 12 luglio, oltre al siero di Evolve Organic Beauty la box contiene altri prodotti non ancora rivelati per lasciare alle clienti che la riceveranno il gusto della sorpresa. Tramite le box di Abiby, le clienti hanno infatti la possibilità di scoprire e conoscere nuovi brand per la propria beauty routine, dalle creme corpo alle lozioni per capelli, grazie a collaborazioni non soltanto con marchi di fama internazionale ma anche con case di produzione e brand di nicchia non ancora presenti sul mercato. Il tutto ad un prezzo competitivo: a partire da 24,90 euro al mese per confezioni che contengono prodotti dal valore complessivo che supera i 90 euro. Basti pensare che, disponibile in Italia unicamente online tramite rivenditori selezionati, lo Hyaluronic Serum 200 di Evolve ha un prezzo – da solo – di 36 euro. Successivamente, il prodotto potrà essere riacquistato nell’ecommerce di Abiby.

Italiani sempre meno stanziali

Sempre più italiani decidonodi trascorrere le vacanze fuori dai confini nazionali soprattutto in un Paese europeo, così come scelgono meno le località di mare a beneficio di città d’arte e viaggi itineranti. Questa è la fotografia scattata dal nuovo Osservatorio mensile di Findomestic, realizzato in collaborazione con Doxa, da cui emerge anche che per questa estate il 65% degli intervistati ha programmato una vacanza mentre il 15% dovrà rinunciare soprattutto per problemi economici (53%). L’80% di coloro che partiranno non si concederà più di due settimane di ferie.

GLI ITALIANI SEMPRE MENO “STANZIALI”. Secondo lo studio della società di credito al consumo del Gruppo BNP Paribas negli ultimi tre anni è diminuito progressivamente il numero di italiani che scelgono di trascorrere le agognate ferie lungo la penisola: erano il 58% nel 2017 e quest’anno sono il 50%. Tutto a vantaggio dei Paesi UE graditi ormai da quasi un quarto degli italiani (23%). Le vacanze degli italiani sono sempre meno stanziali: il mare pur rimanendo la meta preferita, vede calare le preferenze dal 65% dell’anno scorso al 59%. Parallelamente chi sceglie un viaggio itinerante aumenta dal 10% del 2017 al 14% di quest’anno, mentre le città d’arte sfiorano il 10% dei consensi.

Invariata, rispetto allo scorso anno, la quota di coloro che non hanno ancora deciso la meta della propria vacanza (16%).

 

PER LA MAGGIORANZA SPESA MEDIA NON OLTRE 1.000 EURO A PERSONA. L’80% del campione non può concedersi più di due settimane di vacanza e la metà di questi non va oltre una settimana (39% degli intervistati). In compenso cresce la quota di italiani che trascorrerà un periodo di villeggiatura superiore ai 15 giorni: quasi un italiano su cinque (19,5%) rispetto al 16% dello scorso anno.

La sensazione prevalente degli intervistati è che si spenderà tanto quanto l’anno precedente (53%). E se il 14% è convinto di abbassare la propria soglia di spesa (nel 2018 quanti pensavano di spendere meno erano il 19%), più di un quarto dei vacanzieri italiani (26,5%) prevede, invece, di spendere più dell’anno passato. Tra questi, quasi il 70% si dichiara pronto a spendere dal 10% (24,4% delle risposte) al 30%  (45,3% dei rispondenti) in più rispetto al 2018. Il 16,4% è disposto ad alzare il budget fino al 50%. C’è, infine, un 9% del campione che mette in preventivo per le vacanze un esborso tra il 70% e il 100% superiore a quello dell’anno scorso.

La maggioranza (63%) di chi si concederà una vacanza non riesce a sostenere una spesa superiore ai 1.000 euro a persona e una buona metà di essi non supera i 500 (33%). Il 17,3% spenderà, invece, fino a 1.500€, mentre solo il 13,6% si spingerà oltre la soglia dei 2.000€.

CRESCONO ANCORA LE PRENOTAZIONI ONLINE. L’Osservatorio Findomestic rileva anche quest’anno un trend in costante ascesa. Ormai sette italiani su dieci si affidano a Internet per prenotare: il 42% lo fa attraverso siti dedicati come Booking, Tripadvisor e AirBnB, sempre più numerosi quelli che lo fanno attraverso il sito della struttura (dal 13% del 2018 al 17% di quest’anno) mentre risultano in calo le agenzie di viaggio online (dal 13 al 10% di quest’anno). Scendono al 19% (dal 22% del 2018) gli italiani che preferiscono contattare la struttura telefonicamente e il 9% vuole ancora recarsi in agenzia di viaggio.

L’HOTEL SI CONFERMA LA SOLUZIONE PREDILETTA. Anche quest’anno gli italiani dichiarano di prediligere la sistemazione in hotel: la percentuale di chi opta per questa soluzione sale al 34% dal 31% del 2018. Uno su cinque (19%) affitterà una casa, il 10% soggiornerà in un villaggio turistico (erano il 12% lo scorso anno) e oltre il 12% sceglierà un B&B, un ostello o una pensione. Sette su cento sfrutteranno la seconda casa, un ulteriore 7% alloggerà presso l’abitazione di amici e parenti mentre il 4% preferisce il campeggio o il camper.

ANCORA POCO DIFFUSO L’ACQUISTO RATEIZZATO DELLE VACANZE. La rateizzazione del costo di una vacanza rimane una pratica poco diffusa: solo il 4,1% degli italiani ha già acquistato a rate una vacanza e il 2,4% ha intenzione di farlo in futuro, dato in linea con quanto rilevato a partire dal 2014. Il 21% degli intervistati dichiara di non aver mai pensato alla possibilità di acquistare a rate una vacanza.

ITALIANI A CACCIA DI SCONTI SULLE PRENOTAZIONI (IN ANTICIPO O LAST MINUTE). Quando si tratta di prenotare una vacanza, gli italiani cercano le occasioni. Particolarmente apprezzati gli sconti sulle prenotazioni (il 38% cerca gli sconti per prenotazioni anticipate e il 23% per quelle «last minute») e i servizi extra inclusi nel prezzo (30,6%). Da segnalare come le donne, più degli uomini, valutino positivamente la presenza di transfer dalla stazione/aeroporto all’albergo: 17% contro il 11% degli uomini. Infine, chi ha figli è ovviamente interessato a sconti/riduzioni per il loro soggiorno (14% del totale campione) o per il viaggio (7%).

Anziani in estate: disidratazione, fratture, solitudine

L’estate per molti significa stacco, occasione di vacanze e di riposo alla ricerca di benessere. Per gli anziani, invece, è periodo di cambiamenti dovuti alle partenze e al rischio di sentirsi soli e isolati o abbandonati. Traumi, disidratazione e scarsa aderenza alle terapie farmacologiche sono i pericoli più comuni. Basterebbe guardare i dati dei mesi più caldi del 2015 quando, a causa delle temperature estreme, si è registrato un eccesso di mortalità di anziani, provocando una leggera, ma comunque importante, flessione sull’aspettativa di vita dell’ intero 2015. Dati che, fortunatamente, sono leggermente rientrati nel corso degli anni a seguire. Ma cosa ci aspetterà nel 2019 non ci è ancora dato di saperlo. Tuttavia ci sono dei rischi che non occorre sottovalutare.

I DATI ISTAT – Italia in “recessione demografica”- Il nostro è un paese di vecchi, secondo al mondo per longevità soltanto al Giappone. Si contano, infatti, oltre 15mila persone sopra i 100 anni. All’inizio del 2019 gli italiani con più di 85 anni, invece, sono 2,2 milioni, il 3,6% del totale della popolazione residente (15,6% della popolazione di 65 anni e oltre). Siamo sempre di meno e sempre più vecchi. Calano le nascite, anche perché, complice l’assenza di un lavoro stabile, sono pochi i giovani che lasciano la famiglia di origine e decidono di sposarsi facendo figli. Aumentano i decessi ma non il numero delle vedove, superato dalle anziane coniugate grazie all’aumento di sopravvivenza degli uomini. Dal 2015 i residenti nel nostro Paese sono in diminuzione: 60,4 milioni al primo gennaio di quest’anno, oltre 400mila in meno rispetto al primo gennaio di quattro anni fa. Un “declino demografico” che si spiega con un’ evidente riduzione delle nascite (439mila bambini iscritti all’anagrafe lo scorso anno, ben 140mila in meno rispetto al 2008) a fronte di un aumento dei decessi (633mila nel 2018, circa 50mila in più di 11 anni fa).

I RISCHI DELL’ESTATE – Per i soggetti malati anziani sono due i principali ordini di rischi durante i mesi estivi. Il primo è legato al clima, alle temperature estreme. Il caldo e l’afa, infatti, possono essere pericolosi, anche mortali, per la salute degli anziani. Non è un caso che durante l’estate possa osservarsi un aumento della mortalità rispetto alle stagioni più miti, soprattutto tra i soggetti più fragili. Il secondo possibile rischio, invece, è strettamente legato alla possibile alterazione, durante i periodi di ferie, della qualità e dell’ intensità dell’ assistenza, di solito garantita da familiari, badanti e organizzazioni di assistenza domiciliare. Una diminuita sorveglianza e assistenza si traducono, per esempio, in un maggior rischio di cadute, ma anche in un diminuito controllo della corretta assunzione di farmaci, alimenti e liquidi, oppure infine in una ritardata identificazione di peggioramenti acuti di malattie.

“Mentre nei mesi invernali – sottolinea Filippo Fimognari, Presidente SIGOT, Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio e Direttore della Geriatria dell’ Azienda Ospedaliera di Cosenza – notiamo che tra gli anziani prevalgono gli accessi in Ospedale per patologie infettive respiratorie acute (in parte legate all’ epidemia influenzale stagionale), che poi possono a loro volta determinare scompensi “a cascata” di altri organi, nei mesi estivi vi è un aumento di ricoveri dovuti a disidratazione: la perdita di liquidi e di acqua può avere gravi ripercussioni sullo stato di salute degli anziani fragili.

CADUTE E FRATTURE DEL FEMORE – Le cadute, come già accennato, rappresentano una vera e propria sindrome geriatrica, perché l’ “evento caduta” è sempre l’ effetto finale di una serie di modificazioni organiche che precedono di molto la caduta in sé. Occorre sempre la massima attenzione, quindi, nell’ identificazione precoce di questi segni di decadimento delle capacità funzionali.

“Le conseguenze più ricorrenti – spiega Amedeo Zurlo, Direttore della Geriatria dell’Ospedale Universitario di Ferrara – sono le fratture ossee, che costituiscono un problema spesso trascurato, sia in ambito clinico che in termini di percezione da parte dell’ opinione pubblica. Le più comuni, nonché in aumento a causa di polimorbidità e fragilità, sono quelle di femore: in Italia se ne contano più di 120mila l’anno, l’80% di queste a carico di ultra75enni. A distanza di 1 anno dalla frattura questi incidenti possono determinare la morte nel 20-30% dei casi, e una grave disabilità nel 40%. A tal proposito noi Geriatri proponiamo l’ Ortogeriatria, una metodologia che è in grado di prendere in carico il paziente dal suo ingresso in Ospedale sino al recupero funzionale, attraverso un’attività di integrazione multidisciplinare del Geriatra con l’Ortopedico e con le altre figure specialistiche interessate, come Anestesista, Fisiatra, Fisioterapista e Infermiere”.

IL RUOLO DELL’OSPEDALE – L’Ospedale si conferma luogo di soccorso per tutti gli anziani, soprattutto d’estate. “I pazienti anziani – aggiunge Fimognari – hanno spesso quadri clinici acuti, gravi e complessi che possono essere curati al meglio solo in Ospedali moderni e ben attrezzati. Inoltre, gli anziani spesso cercano nel nostro personale e nelle nostre strutture conforto e sicurezza. Questo vale in tutti periodi dell’anno, ma è evidente che in una fase dell’anno in cui tutto chiude, o comunque va a rilento, l’Ospedale, sempre aperto, diviene il punto di riferimento più immediato per la salute di tutti. Superato l’ evento acuto, d’ estate diventa ancora più difficile per l’ Ospedale dimettere anziani stabilizzati ma ancora bisognosi di cure a lungo termine. Questo a causa dell’ insufficiente sviluppo, soprattutto nelle Regioni del Sud, dell’ assistenza “territoriale”, che d’ estate mostra ancora di più i suoi limiti ricettivi”.

LA SOLITUDINE DEI SOGGETTI FRAGILI – Un altro fenomeno che deve essere ricordato è quello della solitudine, che può interessare tutti gli anziani, indipendentemente dal loro stato di salute. Durante l’ estate, inoltre, l’ assistenza agli anziani non autosufficienti può essere compromessa da periodi di discontinuità o dalla rotazione di personale imposta dalle ferie. Da un lato, questo può peggiorare lo stato di salute e le condizioni psicologiche degli anziani malati e disabili. Dall’ altro, possono osservarsi più frequentemente i cosiddetti “ricoveri ospedalieri sociali” o di “sollievo”: in alcuni casi, infatti, la famiglia ritiene di non poter più sostenere l’ enorme carico assistenziale imposto dall’ anziano disabile, e chiede – anche senza una vera ragione medica – l’intervento del Sistema Sanitario Nazionale e, quindi, del Pronto Soccorso.

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