La fibra è amica del cuore

I pazienti con insufficienza cardiaca che consumano più fibre alimentari tendono ad avere batteri intestinali più sani, cosa collegata a un minor rischio di morte o alla necessità di un trapianto di cuore.

Lo studio sulle fibre è stato presentato domenica a “Heart Failure 2019”, un congresso scientifico della European Society of Cardiology.

“Il nostro microbiota intestinale è costituito da miliardi di microrganismi che possono influire sulla nostra salute”, ha affermato l’autore dello studio, la dott.ssa Cristiane Mayerhofer dell’Ospedale universitario di Oslo, in Norvegia.

“Una ricerca precedente ha rilevato una riduzione della biodiversità microbica nell’intestino di pazienti con insufficienza cardiaca, e oggi mostriamo per la prima volta che questo è legato a basso consumo di fibre”, ha aggiunto.

Il lavoro ha anche collegato l’assunzione di carne con livelli più elevati di trimetilammina-N-ossido (TMAO) in pazienti con insufficienza cardiaca.

Ricerche precedenti avevano dimostrato che livelli più elevati di TMAO sono associati ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari e che i microbi intestinali svolgono un ruolo nella loro formazione.

Sarebbe prudente per i pazienti con insufficienza cardiaca limitare il consumo di carne a due o tre volte alla settimana, dice lo studio.

Il nostro microbiota intestinale è costituito da miliardi di microrganismi che possono influire sulla nostra salute.

“I nostri risultati suggeriscono che la composizione alterata del microbiota presente nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica può essere collegata a un basso apporto di fibre”, ha detto la Mayerhofer.

I volti del SaloneSatellite in mostra al Milano Photofestival 2019

Dall’incontro tra il SaloneSatellite e il Milano Photofestival nasce un progetto inedito: giovanissimi fotografi incontrano e ritraggono i talenti in erba del design per raccontare il fattore umano della Manifestazione più importante nel mondo del progetto under 35. Dal 3 al 30 giugno presso il Centro Culturale di Milano.

Il SaloneSatellite è, da sempre, la palestra di giovani designer di grande creatività, ben preparati a utilizzare tutte le potenzialità della trasformazione tecnologica e digitale in atto, pronti a rischiare puntando su ricerca e sperimentazione pur non dimenticando mai la tradizione artigianale e l’origine del design. È questa la nuova generazione di progettisti passata in rassegna da alcuni studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia e del Corso di fotografia e video di scena dell’Accademia Teatro alla Scala. Dal loro incontro, è nato un fascinoso reportage video e fotografico, realizzato nel corso del SaloneSatellite 2019 svoltosi lo scorso aprile in sinergia con il Salone del Mobile.Milano, che è riuscito a catturare la quotidianità e l’emozione del più prestigioso palcoscenico del design emergente.

Dal 3 al 30 giugno, nell’ambito della 14ª edizione del Photofestival 2019, rassegna milanese di fotografia promossa da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging, e in concomitanza con la 3ª edizione di Milano Photo Week, presso il Centro Culturale di Milano andrà in scena “Volti di design al SaloneSatellite”, racconto per immagini che, con schiettezza e semplicità, ci svela i protagonisti – con i loro prodotti e le loro emozioni –, l’attività, gli eventi e la speciale atmosfera che si respira, ogni anno, al SaloneSatellite.

Un’iniziativa promossa per sostenere e mettere a confronto le potenzialità creative delle nuove generazioni. I designer under 35, ripresi in un apposito set fotografico targato Photofestival e allestito nei padiglioni del SaloneSatellite, sono stati messi in posa in un’atmosfera spiritosa e informale, ma anche ritratti nel pieno dell’attività di proposta della loro ricerca creativa a confronto con i visitatori. “Volti di design al SaloneSatellite” fissa, così, il fattore umano del SaloneSatelllite, attraverso un obiettivo puntato con illimitata curiosità sui mille volti che lo compongono. Una mostra da vedere per cogliere nuove promesse e quello che ancora non è “avverato”, ma presto lo sarà.

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