Le emissioni nocive minacciano la sopravvivenza

La sopravvivenza di parte della popolazione mondiale potrà essere minacciata dalla malnutrizione causata delle emissioni di anidride carbonica prodotte dall’uomo.

I livelli di anidride carbonica in aumento potrebbero, infatti, avere un effetto collaterale inaspettato sulle colture alimentari, diminuendo le sostanze nutritive fondamentali.

Circa 150 milioni di persone a livello mondiale potranno essere a rischio di carenza di proteine ​​entro il 2050 a causa di un aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera, ha sostenuto un nuovo studio.

Uno studio del 2014 aveva già mostrato che i livelli più alti di anidride carbonica nell’atmosfera minacciano il contenuto di proteine, ferro e zinco, in riso, grano, piselli e altre colture alimentari.

Samuel Myers, ricercatore nella Harvard School of Public Health, con i suoi colleghi ha voluto, poi, quantificare ciò che questi cambiamenti potrebbero significare per le persone di tutto il mondo.

Per fare questo, ha costruito un database elencando il “consumo pro capite di 225 alimenti in 152 diversi paesi”.

Il lavoro ha evidenziato le differenze nelle diete in ogni paese, in base all’età e al sesso.

Lo studio pubblicato su ‘Environmental Health Perspectives’ aveva stimato che le diminuzioni previste del contenuto proteico delle colture alimentari potranno mettere circa 150 milioni di persone in più a rischio di carenza di proteine, ​​entro il 2050.

Il grano e il riso non hanno  un alto contenuto di proteine, ma quasi tre quarti della popolazione mondiale usa questi due raccolti come “fonti di proteine ​​primarie”, come dice lo studio, sulla base dei dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

E così, qualsiasi riduzione delle proteine ​​contenute in queste colture potrà causare problemi sanitari, in particolare alle persone più povere dei paesi a basso reddito.

Diciotto paesi dell’Asia e dell’Africa, tra cui India, Bangladesh, Turchia, Egitto, Iran e Iraq, potrebbero risultare carenti di proteine, in futuro.

La carenza di proteine ​​provoca basso peso alla nascita, problemi di crescita e altri problemi che influenzano la salute generale e il benessere.

Se i livelli di CO2 continuano a salire come previsto, le popolazioni di 18 paesi potrebbero perdere oltre il 5 per cento delle loro proteine ​​dietetiche entro il 2050 a causa di una diminuzione del valore nutrizionale di riso, grano e altre colture fondamentali, hanno detto i ricercatori di Harvard.

Entro il 2050, le concentrazioni più elevate di CO2 diminuiranno il contenuto proteico dell’orzo del 14,6 per cento, del riso del 7,6 per cento, del grano del 7,8 per cento e delle patate del 6,4 per cento,

Lo studio di Harvard evidenzia l’urgenza di ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

I gioielli Pietro Ferrante a sostegno delle donne vittime di violenza

Da Fabrizio Frizzi ad Alba Parietti passando per Alessio Bernabei, Daniele Battaglia, Serena Garitta, Giulia Pelagatti e Mercedesz Henger. Sono solo alcuni dei volti noti che hanno deciso di supportare il lodevole pink project #tunonmifaipaura, promosso dalla BasketArtisti Unicusano, partito con ottimi riscontri nei giorni scorsi dalla Versilia.

Obiettivo: raccogliere fondi per aiutare le donne vittime di violenza che necessitano di interventi di chirurgia ricostruttiva ed estetica e sensibilizzare il pubblico su questo argomento sempre più tristemente d’attualità.

Un team di medici specializzati si presterà a seguirle mettendo a disposizione cure ed interventi a titolo gratuito e supporto psicologico. Eventuali costi accessori, come trasferte, ospitalità e spese per accompagnatori, saranno coperti invece dalle donazioni raccolte tramite questa iniziativa.

Tra i partner del progetto, il brand di gioielli made in Italy Pietro Ferrante, che per l’occasione ha dato forma ad un bracciale e una collana unisex che vedono protagonista una palla da basket fusa ad un grande cuore, da acquistare presso tutti i rivenditori autorizzati o sul sito www.pietroferrante.com. Il 20% del ricavato sarà destinato alle donne vittime di violenza per aiutarle nel lungo percorso di ritorno alla serenità.

Tra gli intenti del pink project promosso con l’hashtag #tunonmifaipaura, quello di spronare alla denuncia ed assicurare un supporto costante a donne come la ventiseienne riminese che qualche mese fa è stata sfigurata con l’acido dall’ex fidanzato.

Lady D, il mito rivive: all’asta l’auto di ‘Dodi’ Al-Fayed

Il 31 agosto cade il 20° anniversario della morte di Lady D e si sta parlando già molto di lei. Su Catawiki – sito di aste online per oggetti unici e introvabili, è all’asta la Maserati Merak 3000 appartenuta al compagno di Lady D ‘Dodi’ Al-Fayed, sulla quale è presumibile che sia salita anche la principessa.

Non scopriremo mai se a Lady D piaceva questa vettura o se ci è mai salita, ma una cosa è certa: si tratta sicuramente di una vettura di un’eleganza regale, quasi quanto la sua. Sarà all’asta fino al 13 agosto alle 20 (qui il link) su Catawiki – sito di aste online per oggetti unici e speciali, l’esclusiva Maserati Merak 3000 (a questo link una gallery di immagini) appartenuta a ‘Dodi’ Al-Fayed, il compagno della principessa Diana tragicamente scomparso con lei la notte del 31 agosto 1997 nell’incidente che li vide protagonisti sotto il Pont de l’Alma a Parigi.

La vettura, il cui numero seriale è 352 (ne furono prodotti pochi esemplari), fu costruita in Italia nel 1973 su ordinazione del padre del compagno di Lady Diana, il quale la volle per trasferirla poi al figlio e impreziosire la sua collezione di auto di lusso. Completamente originale e mai restaurata, la vettura si presenta in perfette condizioni poiché ha percorso appena 17.000 chilometri, mentre le ruote portano in dotazione ancora gli pneumatici originali del ’73. Registrata e custodita in Finlandia, la vettura è di proprietà di un collezionista finlandese.

Progettata dall’Ingegner Giulio Alfieri ed equipaggiata con la carrozzeria disegnata da Giorgetto Giugiaro,la Merak fu prodotta dal 1972 al 1982 dalla Maserati (di proprietà della Citroën fino al 1976) dopo aver debuttato ufficialmente al Salone Mondial de l’Automobile di Parigi dell’ottobre 1972. Contravvenendo ad una tradizione ormai consolidata, per la Merak non fu scelto il nome di un vento, ma piuttosto quello di una stella della costellazione dell’Orsa Maggiore, mentre furbamente Giugiaro decise di mantenere le linee della Bora, la vettura gemella di gran successo prodotta dalla casa bolognese a partire dal 1971 per contrastare la Lamborghini Miura e la De Tomaso Mangusta.

“Per le condizioni in cui si trova e per il ricordo che hanno lasciato Dodi e Diana nell’immaginario comune, questa vettura farebbe la gioia di tutti i collezionisti di auto classiche – ha dichiarato Franco Vigorito, esperto auto classiche per Catawiki –. Si tratta di una vettura in splendide condizioni e che ha fatto la storia delle super car sportive, un po’ come tutta la Maserati. Il fatto che il proprietario abbia deciso di metterla all’asta su Catawiki rappresenta un motivo di orgoglio per tutti noi”.  

Per le sue caratteristiche questo modello incarna tutta l’innovazione che Maserati portò nel settore dell’auto: la casa bolognese, insieme alle sorelle rivali Ferrari e Lamborghini, rivoluzionò il segmento delle auto sportive, rendendo consuetudine il posizionamento del motore al centro della vettura. Questo garantiva un miglior bilanciamento della vettura, mentre viste le piccole quantità di esemplari prodotti, la particolare procedura di assemblaggio e l’alta qualità dei materiali, il prezzo d’acquisto risultava essere particolarmente elevato.

 

 

 

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