Vede tutto in miniatura dopo un ictus

Un uomo di 64 anni dopo aver avuto un ictus vede tutto in miniatura. Conosciuta come micropsia o “Sindrome di Alice nel paese delle meraviglie”, questo uomo vede tutto ridotto del 70 percento rispetto alle reali dimensioni.

L’uomo è arrivato in un ospedale nei Paesi Bassi dicendo che aveva una debolezza del braccio sinistro e aveva subito una perdita temporanea della vista 11 giorni prima di andare in ospedale.

I medici hanno gli hanno fatto una TAC e hanno scoperto che aveva avuto un ictus che gli aveva colpito una regione nervosa legata alla vista.

L‘uomo vedeva e vede se stesso in modo ridotto e, adesso, ha iniziato a comprare magliette molto più grandi della taglia che indossa, dato che tutte gli sembrano troppo piccole.

La nostra vista in un mondo sempre più digitale

La rivoluzione tecnologica ha cambiato drasticamente stili di vita e abitudini visive.
Ogni giorno i nostri occhi rispondono a migliaia di stimoli digitali. Secondo una ricerca condotta da Captain Cook Reaserch per conto di Hoya1) – azienda giapponese di primo piano nel settore delle lenti da vista – ogni giorno tra utilizzo di smartphone, computer, tablet, tv e altri dispositivi, la maggior parte delle persone trascorre in media 8-10 ore (con picchi fino a 15 ore) guardando schermi a distanza ravvicinata (il 33% da 3 a 5 ore, il 32% da 6 a 9 ore e il 28% oltre le 10 ore).

La prolungata esposizione agli schermi digitali è accentuata dalla pratica sempre più diffusa di utilizzare contemporaneamente più dispositivi: smartphone e portatile (64%), smartphone e pc (56%), smartphone e tablet (50%)2).
Una consuetudine che, tra continue messe a fuoco e cambi di intensità della luce, richiede costanti e rapidi adattamenti visivi, causando il cosiddetto “stress accomodativo”.

L’utilizzo di tali dispositivi, comporta la fruizione ad una distanza di visione ravvicinata (mediamente tra i 20 e i 40 cm) e la concentrazione su immagini e testi in movimento e di ridotte dimensioni: uno sforzo visivo che attiva continuamente il sistema accomodativo dei nostri occhi, con una incessante richiesta di rimbalzo della messa a fuoco.

Infatti, nell’arco di un’ora una persona adulta impegnata nell’utilizzo di dispositivi digitali cambia il punto di messa a fuoco in media 333 volte (con un picco di 745 volte per alcuni soggetti) e – in media – nessuna singola messa a fuoco dura più di 6 minuti su uno stesso monitor (tv esclusa)1).

Come reagiscono i nostri occhi ai continui stimoli digitali?
I 5 sintomi più frequenti dell’eccessivo utilizzo di tecnologia

Le implicazioni di questi comportamenti visivi, in crescita esponenziale nel corso degli ultimi dieci anni, si manifestano con sintomi diversi, tra i quali questi cinque sono i più frequenti:

– irritazione degli occhi per la visione prolungata di schermi retroilluminati
– secchezza oculare causata dalla scarsa lubrificazione dovuta al ridotto ammiccamento                                                – visione offuscata a intermittenza dovuta all’eccessiva luminosità dei supporti
– mal di testa per stanchezza anche dopo sole due ore di utilizzo3).                                                      – dolori posturali in più parti del corpo

Infine, a generare ulteriore attenzione circa la necessità di proteggere in modo efficace i nostri occhi dalla “visione multi-device” è l’allarme diffuso che stima che nei prossimi 50 anni la digitalizzazione contribuirà sensibilmente ad un aumento generalizzato della miopia nella popolazione mondiale4).. Infatti, l’insorgenza e sviluppo di tale disturbo visivo è multifattoriale: dipende non soltanto da fattori genetici, ma anche da altre possibili cause, tra cui si annovera anche l’intensiva visione a distanze ravvicinate.

La soluzione: le nuove lenti Sync di Hoya per una visione ottimale multi-screen

Per rispondere alle moderne esigenze di un uso sempre più intensivo dei dispositivi digitali e ridurne l’impatto sui nostri occhi, nasce Sync, la nuova linea di lenti monofocali evolute a supporto accomodativo.

Frutto di ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, supportati da approfondite indagini scientifiche sul comportamento umano1), la linea Sync di Hoya nasce con l’obiettivo di prevenire o ridurre i disturbi di affaticamento visivo migliorando il comfort degli occhi durante l’utilizzo di device digitali a distanza ravvicinata.

Le lenti Sync consentono una visione ottimale da lontano e presentano, in particolare, una “zona potenziata” nella parte inferiore della lente, ottimizzata per la visione da vicino. Una soluzione che favorisce il rilassamento dei muscoli oculari e consente una più facile messa a fuoco alleviando lo stress degli occhi in occasione di attività prolungate su schermi digitali.

Salvare la vista a chi è affetto da cheratocono

Il cheratocono è una deformazione della cornea che si manifesta in genere fra i 20 e i 30 anni e compromette la possibilità di condurre una vita normale. Alberto Bellone, medico specializzato in micro chirurgia oculare, è autore di “Cheratocono? La soluzione esiste!”, che fa luce su questa malattia poco conosciuta: «Diagnosi precoce e terapie tempestive sono importantissime»

 

Il cheratocono, malattia della cornea degenerativa e invalidante, colpisce 1 persona su 500, nel 96% dei casi è bilaterale e si manifesta in giovane età, in genere fra i 20 e i 30 anni. Le cause sono ancora sconosciute: in alcuni casi c’è una componente ereditaria, mentre in persone predisposte si pensa che l’uso di lenti a contatto o lo sfregamento continuo degli occhi possano favorirne l’insorgenza. Se il cheratocono non viene fermato con interventi di corneoplastica, nel 22% dei pazienti si arriva al trapianto di cornea nel giro di 7-8 anni dalla prima diagnosi.

Sono solo alcune delle informazioni essenziali contenute in un nuovo ebook che fa luce su una delle patologie degli occhi più pericolose, ma anche meno conosciute: Cheratocono? La soluzione esiste! è l’opera divulgativa di Alberto Bellone, medico specializzato in micro chirurgia oculare che fa luce sulle caratteristiche, sulle tecniche per una diagnosi precoce corretta e sulle nuove terapie disponibili in Italia.

 

Vede rosso a causa di troppo Viagra

Un uomo di 31 anni vede letteralmente la vita in rosso dopo aver preso troppo Viagra, acquistato su Internet.

L’uomo è un americano di 31 anni ed ha ormai la visita cambiata in modo permanente, dopo che ha ingerito un farmaco comunemente usato per trattare i disturbi erettili.

Secondo l’articolo che ha diffuso la notizia, sulla rivista Retinal Cases & Brief Reports, si tratterebbe di un caso medico molto raro.

L’uomo ha comprato una bottiglia di citrato di Sildenafil, ossia lo stesso principio attivo contenuto nel Viagra, su un sito web discutibile. Ha bevuto il farmaco e, poco dopo, ha iniziato a vedere rosso e ad avere negli occhi lampi di luce.

Il giorno dopo, i lampi erano spariti ma il filtro rosso era ancora presente.

In ospedale, gli oculisti gli hanno trovato numerose ferite microscopiche sui coni, i fotorecettori situati nella parte posteriore dell’occhio che permettono la visione dei colori.

Con la tossicità retinica persistente, il paziente vedrà il rosso per tutta la vita.

Anche se raro, il sildenafil può causare disturbi visivi come cambiamenti nella visione del colore o perdita della vista. Ma questi sintomi di solito non sono gravi e scompaiono rapidamente.

Nel caso presente, il danno irreversibile osservato nel paziente, può essere spiegato dalla quantità di prodotto consumato, molto più alta della dose raccomandata.

Per il trattamento della disfunzione erettile il dosaggio del farmaco va dai 25 ai 100 mg e deve essere assunto un’ora prima dell’attività sessuale.

Il paziente americano, a causa del sovradosaggio, ha riportato fotopsia bilaterale multicolore (lampi di luce percepiti) ed eritropsia (visione di colore rosso)

Cieco da un occhio dopo l’orgasmo

Un uomo di 29 anni è dovuto andare in ospedale dopo aver perso la vista in un occhio a seguito di un intenso orgasmo.

Secondo un articolo pubblicato sul British Medical Journal, l’uomo si era svegliato con un blocco alla vista e, poiché la diagnosi non era chiara, era dovuto tornare in ospedale tre giorni dopo.

Alla sua seconda visita, il medico lo aveva interrogato sulla sua vita sessuale e il paziente aveva ricordato che la notte prima di diventare “cieco”, aveva avuto un incontro di “sesso vigoroso”. Con questa informazione chiave, gli fu diagnosticata un’emorragia che aveva bloccato in parte la sua vista.

Secondo il British Medical Journal, i medici hanno riscontrato un’emorragia nell’occhio del soggetto, causata da un accumulo di pressione nel vaso sanguigno.

I ricercatori hanno concluso che trattenere il respiro durante un orgasmo, per esempio, o durante la manovra di Valsalva, che è un qualsiasi tentativo di espirare l’aria con la glottide chiusa o con la bocca e il naso chiusi, può far esplodere i vasi sanguigni.

La manovra di Valsalva può essere utilizzata per scopi diversi, ad esempio per diminuire la frequenza cardiaca in caso di tachicardia o per calmare il singhiozzo.

“Gli effetti dell’orgasmo nell’occhio sono ben noti e sono stati associati ad altre patologie oculari, incluso il glaucoma ad angolo chiuso”, hanno detto i medici che hanno seguito il caso.

L’infortunio del giovane è stato tuttavia temporaneo.

Solo sei casi simili sono stati registrati in medicina.

Scoperte causa e cura della dislessia

Due ricercatori francesi hanno detto di aver trovato una causa fisiologica e apparentemente trattabile per la dislessia.

La ragione per cui molte persone soffrono di dislessia sarebbe nascosta nelle piccole cellule dei recettori della luce dell’occhio umano, dice lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati nella rivista ‘Proceedings of the Royal Society B’.

Nelle persone non dislessiche, le cellule sono disposte in modo asimmetrico, permettendo ai segnali provenienti da un occhio di essere sovrascritti dall’altro per creare una singola immagine nel cervello.

Nelle persone con disabilità di lettura, invece, le cellule sono disposte in modo corrispondente, in entrambi gli occhi, cosa che può confondere il cervello producendo immagini a “specchio”.

Guy Ropars, uno degli autori dello studio e professore dell’Università di Rennes, ha detto che la diagnosi della dislessia è “relativamente semplice”, così come la cura.

Un ritardo di circa 10 millesimi di secondo tra l’immagine primaria e l’immagine speculare negli emisferi opposti del cervello, ha permesso agli autori dello studio, infatti, di sviluppare un metodo per cancellare l’immagine speculare che confondeva le persone dislessiche, utilizzando una lampada a LED.

Tutti gli esseri umani hanno un occhio dominante. Avendo due occhi, che registrano versioni leggermente diverse della stessa immagine, il cervello deve selezionare una delle due, creando una “non-simmetria”.

L’occhio dominante ha più connessioni neurali col cervello di quello più debole.

I segnali di immagine vengono catturati con aste e coni nell’occhio. I coni sono responsabili del colore.

La maggioranza dei coni, dei colori primari, si trovano in un piccolo punto al centro della cornea dell’occhio noto come fovea. Ma c’è un piccolo foro di circa 0,1-0,15 millimetri di diametro, senza coni blu.

Nel nuovo studio, gli autori hanno trovato una grande differenza nella disposizione dei coni tra gli occhi delle persone dislessiche e quelle non dislessiche.

Nelle persone NON dislessiche, il punto senza cono blu in un occhio, quello dominante, è rotondo e nell’altro occhio ha una forma irregolare.

Nelle persone dislessiche, invece, entrambi gli occhi hanno lo stesso punto rotondo: questo vuol dire che i dislessici NON hanno un occhio dominante.

La mancanza di asimmetria potrebbe essere la base biologica e anatomica della dislessia.

Ora sono necessari ulteriori test per confermare che l’uso di  una lampada a LED sia utile per cancellare una delle due immagini che si formano nei dislessici.

Sicurezza stradale: l’importanza di effettuare controlli periodici della vista

La Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) ed Essilor hanno annunciato – il 2 settembre scorso in occasione del GP di Monza – l’avvio di una partnership triennale per quanto riguarda la sicurezza stradale. Nell’ambito del programma “FIA Action for Road Safety”, Essilor e FIA promuoveranno la buona visione quale pilastro della sicurezza stradale attraverso un vasto numero di campagne di sensibilizzazione. 


Secondo la WHO – World Health Organization – ogni anno in tutto il mondo 1,25 milioni di persone sono coinvolte in incidenti stradali mortali a cui si aggiungono più di 50 milioni di feriti su strada. La sicurezza stradale inizia con una buona visione, la vista è infatti il più importante dei cinque sensi quando si tratta di prendere decisioni alla guida. Tuttavia, tale consapevolezza risulta bassa presso il grande pubblico e l’accesso a occhiali da vista di qualità resta limitato in svariate aree del pianeta. Inoltre, molti automobilisti non sono consapevoli della necessità di prendere le giuste precauzioni contro l’abbagliamento alla guida nelle giornate di sole o durante le ore notturne.

L’obiettivo della partnership triennale tra Essilor e FIA è quello di combattere l’insufficiente consapevolezza a livello globale di questa problematica relativa alla salute, sensibilizzando il pubblico sull’importanza di effettuare controlli periodici della vista per garantire la sicurezza sulle strade. La campagna mira a promuovere l’appello alla mobilizzazione “Controllati la vista” nei confronti di autorità locali, istituzioni, ONG, professionisti nel campo dell’ottica e dell’oculistica, operatori sanitari e scuole guida.

“Controllati la vista”, una nuova Golden Rule vitale

Il recente annuncio dell’8 maggio da parte di FIA dell’introduzione di una nuova Golden Rule, denominata “Controllati la vista” rappresenta un passo fondamentale verso l’obiettivo di incrementare la consapevolezza di quanto la cattiva visione rappresenti un problema di salute pubblica. Questa Golden Rule va ad aggiungersi alle altre già esistenti Golden Rule adottate da FIA nell’ambito della sicurezza stradale su altri fattori di rischio come velocità, tasso alcolemico e cinture di sicurezza (“Rispetta i limiti di velocità”, “Non guidare se hai bevuto”, “Allaccia le cinture”, ecc.)

Essilor sosterrà la campagna per la sicurezza stradale attraverso messaggi, dati e analisi a supporto della comunicazione di FIA sul ruolo cruciale della vista nella lotta contro gli incidenti stradali mortali. Inoltre, Essilor rafforzerà ulteriormente la propria gamma di prodotti sulla base delle esigenze specifiche degli automobilisti. Essilor continuerà infine a far leva sull’innovazione per correggere e proteggere al meglio la vista dei cosiddetti “utenti vulnerabili della strada” (pedoni, ciclisti, ecc.).

“Sono lieto di accogliere Essilor come partner della campagna di FIA per la sicurezza stradale. La vista ha un ruolo fondamentale quando si prendono decisioni alla guida. Sono entusiasta di cominciare la collaborazione con Essilor per promuovere questo importante messaggio in tutto il mondo”, ha dichiarato il Presidente di FIA, Jean Todt.

Laurent Vacherot, Chief Operating Officer di Essilor, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di unire le nostre forze con quelle di FIA nella creazione di questa partnership. Lavoreremo insieme per aumentare la consapevolezza e fornire alle persone in tutto il mondo una buona capacità visiva affinché guidatori e strade siano più sicuri. Oggi si stima che quasi un automobilista su cinque guidi senza un’adeguata correzione dei propri difetti di vista e ciò rappresenta un fattore di rischio maggiore nell’ambito della sicurezza stradale. Con questa partnership, Essilor compie un ulteriore passo avanti nell’ambito della missione del Gruppo: migliorare la vista per migliorare la vita”.

Grazie a questa partnership, Essilor e FIA fanno convergere due obiettivi in un’aspirazione comune nell’interesse di tutti: garantire una mobilità sicura in tutto il mondo migliorando la vista delle persone.