Zika può trasmettersi anche con le lacrime

Il virus di zika potrebbe diffondersi anche attraverso le lacrime, secondo un nuovo studio fatto dai ricercatori della scuola di medicina dell’University Washington a St. Louis.

Per il loro studio, questi scienziati hanno analizzato dei topi che erano stati infettati con zika attraverso una iniezione sotto la pelle, sime a una puntura di zanzara. Hanno quindi rilevato il virus dal vivo negli occhi dei topi e il relativo materiale genetico nelle lacrime degli animali.

Jonathan Miner, autore di un articolo sui risultati della ricerca, pubblicato sulla rivista ‘Cell Reports’, ha detto: “Potrebbero esserci momenti in cui le lacrime sono altamente contagiose e il virus potrebbe diffondersi attraverso di esse nelle persone che sono molto in contatto tra loro”.

Il virus era già stato rilevato in precedenza nel sangue, nell’urina, nello sperma, nella saliva e nel latte materno.

Il mondo scientifico non sa come il virus Zika possa arrivare agli occhi.

I risultati dello studio, però, potrebbero spiegare perché alcuni pazienti infettati da Zika sviluppano complicazioni come congiuntivite e, più raramente, uveite. Anche un terzo dei bambini infettati nell’utero materno hanno qualche tipo di danno al nervo ottico dell’occhio o alla retina.

Svelata la struttura del virus Zika

I ricercatori della Purdue University, negli Stati Uniti, hanno studiato un ceppo di Zika, determinando la struttura del virus.

Il ceppo è stato isolato in un paziente infettato durante l’epidemia che ha imperversato nella Polinesia francese.

Lo studio, apparso sulla rivista ‘Science’, trovato che la struttura di Zika è molto simile a quella di altri flavivirus, come dengue, West Nile, febbre gialla, encefalite giapponese…

Secondo lo studio, una proteina chiave può spiegare perché le cellule nervose sono attaccate da Zika mentre non lo sono con altri virus della stessa famiglia.

“La struttura del virus fornisce una mappa che mostra le regioni del virus che potrebbero essere presa di mira da un trattamento terapeutico, e potrebbe essere utilizzata per creare un vaccino efficace o per migliorare la nostra capacità di diagnosticare e distinguere l’infezione da Zika da quella di altri virus collegati” ha detto Richard Kuhn della Purdue University.

Il virus Zika è stato scoperto in Uganda nel 1947, ma solo recentemente è stata rilevata la sua potenziale pericolosità.

A partire da ottobre, il virus ha iniziato a diffondersi in Brasile, paese in cui è stato collegato alla microcefalia, ossia alla nascita di feti dalle teste anormalmente piccole.

E se a provocare la microcefalia non fosse Zika, ma un insetticida?

Un gruppo di ricercatori argentini dice che non è il virus Zika responsabile delle malformazioni congenite craniche dei bambini, ma un insetticida, utilizzato per eliminare le zanzare che portano il virus Zika.

Questo insetticida è il piriprossifen, un prodotto realizzato da Sumitomo Chemical, partner della Monsanto, introdotto nel 1996 negli Stati Uniti.

Versato nell’acqua per uccidere o impedire la riproduzione delle zanzare, il prodotto chimico causa deformità nelle larve e negli insetti adulti.

Il suo uso è raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la lotta contro l’epidemia di dengue in Sudamerica.

Il prodotto chimico è stato molto usato in Brasile da circa diciotto mesi e si trova nell’acqua potabile.

I casi di microcefalia sono stati trovati nei figli di madri che vivono nelle zone in cui il governo brasiliano ha aggiunto il pyriproxifen all’acqua potabile.

Secondo i ricercatori argentini, il Ministero della Salute ha detto che le deformazioni sono dovute al virus Zika, coprendo le cose.

I ricercatori argentini si basano anche su una relazione della ABRASCO, un’associazione di medici che ha studiato le politiche sanitarie brasiliane.

Nello studio è stato trovato che tra i 3893 casi di malformazioni individuati in Brasile, fino al 20 gennaio, solo cinque bambini erano stati effettivamente infettati dal virus Zika.

Virus Zika: aziende farmaceutiche e scienziati alla ricerca di un vaccino

Aziende farmaceutiche e scienziati stanno cercando di sviluppare un vaccino contro la malattia causata dal virus Zika, ora presente in 23 paesi, soprattutto nei territori dell’America, in cui si sta diffondendo rapidamente.

Un vaccino non potrebbe essere a disposizione del pubblico, almeno per mesi, se non, addirittura, per anni.

La società farmaceutica Inovio ha parlato di un possibile vaccino per fronteggiare situazioni di emergenza entro la fine dell’anno.
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