Macchine per costruzioni, sì alle tecnologie intelligenti

Verona – L’innovazione è una delle principali leve per l’acquisto di nuove macchine per costruzioni, secondo gli utilizzatori: i requisiti chiave sono l’efficienza e il contenuto green, in termini di emissioni e rumorosità. Un ruolo sempre più centrale, nel comparto, lo vanno acquisendo le macchine intelligenti: il 16% degli utilizzatori e il 31% dei noleggiatori le ritengono un criterio di scelta rilevante per l’acquisto. Quasi il 4% degli utilizzatori (con punte del 16% nel settore estrattivo), inoltre, ha sostituito mezzi tradizionali ancora funzionanti in favore di modelli smart.

Sono alcuni degli aspetti che emergono dall’indagine a cura di SaMoTer-Veronafiere, in collaborazione con Prometeia e realizzata con il supporto di Ance Verona, Anepla, Assodimi – Assonolo, Nad, Unacea, presentata oggi nel corso della sesta edizione del SaMoTer Day, in programma al Centro Congressi di Veronafiere. La ricerca fornisce una mappatura aggiornata del parco macchine per costruzioni attivo in Italia e mette in luce i cambiamenti intercorsi nel decennio 2008-2018 con riferimento alle sue dimensioni, alle caratteristiche tecnologiche, all’età media e ai principali aspetti connessi alle modalità d’uso dei macchinari, in proprietà e a noleggio.

«Con il SaMoTer Day, giornata di incontro e confronto per la community di SaMoTer, vogliamo mettere a disposizione delle imprese un vero e proprio strumento di market intelligence con cui affrontare gli scenari economici attuali e futuri, sempre più in rapido mutamento», è il commento del direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani«Un moderno operatore fieristico, infatti, oggi deve affiancare alla promozione di prodotto il ruolo di fornitore di soluzioni ai propri clienti».

Il campione preso in esame dalla ricerca è di 514 realtà, di diversi settori di attività e dimensioni. Il mercato di riferimento in Italia, che si estende dalle aziende di costruzioni a quelle manifatturiere, estrattive, agricole o specializzate in scavo, conta complessivamente 120.224 imprese e 1,018 milioni di addetti per un valore della produzione di 188,71 miliardi di euro.
PARCO MACCHINE PER COSTRUZIONI. Il parco macchine per costruzioni, stimato in 179.224 mezzi, è composto principalmente da macchine per il movimento terra (66,1%), per il sollevamento (20,7%), stradali (8,2%), per il calcestruzzo (4%) e quelle per la perforazione (1,1%). In media, il 30% di questi mezzi fa capo ai noleggiatori, con rilevanti distinzioni tra le diverse tipologie di macchine: il peso del parco noleggio spazia dal 61% dei mezzi per il sollevamento al 2% di quelli per il calcestruzzo.<MACCHINE INTELLIGENTI. Il manifatturiero è il settore che ha maggiormente rinnovato il proprio parco mezzi introducendo macchine intelligenti, seguito dalle grandi imprese di costruzioni. A influire sulla decisione di acquistare queste nuove tecnologie è stata soprattutto la ricerca di modelli più innovativi (67,9%).
Rilevante nella scelta di acquisto è la possibilità di accedere a misure di agevolazione: il 44% degli intervistati ha dichiarato di averne utilizzate per acquistare le macchine in parco, in particolare super ammortamento, nuova Sabatini e bandi ISI.
La caratteristica più diffusa tra le diverse tecnologie di macchine, sia nel parco degli utilizzatori che in quello dei noleggiatori, è la geolocalizzazione, mentre i benefici ritenuti più strategici da parte delle imprese (67,4% degli intervistati) riguardano la sicurezza, ma anche la sostenibilità ambientale, in particolare per le grandi imprese di costruzioni, il manifatturiero, le multiutility e le aziende agricole. Guardando al futuro, le aziende si aspettano un aumento della strategicità delle tecnologie intelligenti nei prossimi anni: la manutenzione predittiva è quella riconosciuta più determinante oggi e in futuro, la motorizzazione elettrica è quella che, invece, secondo gli intervistati, vedrà la crescita maggiore.

PARCO UTILIZZATORI E NOLEGGIATORI. Il parco macchine per costruzioni facente capo agli utilizzatori è stimato in poco meno di 120 mila unità, di cui oltre il 70% è rappresentato dal comparto del movimento terra. In media, il 78% del parco è costituito da macchine acquistate nuove, il restante 22% da usate. La quota di usato è particolarmente elevata nelle macchine per la perforazione, dove supera il 40%. Per il movimento terra è in aumento al 22%, dal 7% dell’indagine 2008.  La scelta di ricorre a macchine a noleggio, rispetto all’utilizzo di quelle in proprietà, ha inciso per circa il 30% nell’ultimo biennio. Le piccole imprese di costruzioni, i vivai, e le aziende agricole sono le categorie di imprese che maggiormente fanno ricorso a servizi di noleggio.
Le macchine di proprietà vengono utilizzate in media per 759 ore annue, contro le 281 delle macchine noleggiate. Per il movimento terra il dato medio (690 ore) è in linea con quello del 2008. Guardando alla composizione del parco per fasi di motorizzazione, nel campione analizzato si rileva una più alta incidenza di macchine obsolete (Fase I e II) tra le macchine per il calcestruzzo e per la perforazione. Movimento terra e macchine stradali, invece, vantano circa un terzo delle macchine in parco in Fase IV e V (di recente inserimento).
L’età media è di circa 11 anni, seppur con qualche distinzione: macchine stradali e movimento terra mostrano un’età media intorno ai 10 anni, le macchine per il sollevamento oltre i 14. Tra gli operatori, il parco più “giovane” è detenuto dalle imprese di raccolta e smaltimento rifiuti, scavi e demolizioni e grandi imprese di costruzioni, il più “anziano” dalle piccole imprese di costruzioni.

MACCHINE MOVIMENTO TERRA. L’indagine stima che le macchine movimento terra siano 118.402: il parco mezzi risulta dimezzato rispetto al 2008, con un calo più forte per gli utilizzatori (-59%) rispetto ai noleggiatori (-19%), in linea con il ridimensionamento del mercato determinato dalla crisi del settore edile. A fronte di ciò, il peso del noleggio nel movimento terra appare in forte aumento nell’ultimo decennio, salendo al 29.6%, dal 18% stimato nel 2008.
Più nel dettaglio, la riduzione del parco è stata nettamente più forte per gli utilizzatori rispetto ai noleggiatori: per gli utilizzatori il calo ha interessato tutte le tipologie di macchine, con una fortissima flessione per le terne (-75%) e solo una piccola correzione (-18%) per i dumpers. I noleggiatori hanno, invece, dismesso principalmente le macchine più grandi e «tradizionali» (apripista, dumpers, terne, pale cingolate), puntando sulle macchine più piccole e versatili (miniescavatori, minipale, telescopici) che hanno sostanzialmente mantenuto i livelli del 2008.

Focus Africa per l’inaugurazione di Marmomac 2019

 Fino a sabato a Verona il 54° salone internazionale dedicato al marmo,  

L’Africa con le sue ricchezze minerarie e l’estro creativo dei suoi designer emergenti. È questo il tema dell’inaugurazione della 54esima edizione di Marmomac, in programma alla fiera di Verona dal 25 al 28 settembre 2019. Si tratta del più importante evento mondiale dedicato a pietra naturale, graniti, tecnologie di lavorazione, mezzi di trasporto e sollevamento, accessori e servizi.

Una rassegna sempre più internazionale, come dimostrano i numeri di questa edizione: le aziende espositrici sono oltre 1.650, di cui il 64% estere da 60 Paesi oltre all’Italia, mentre sono attesi operatori specializzati e buyer da 150 nazioni. Una vetrina da oltre 80mila metri quadri di spazio espositivo, distribuiti tra i 12 padiglioni e le aree esterne.

L’apertura della manifestazione è alle ore 9,30, mentre l’inaugurazione è in programma alle ore 11 nell’Area Forum del padiglione 1 – The Italian Stone Theatre, palcoscenico che accoglie installazioni d’avanguardia di famosi progettisti internazionali, realizzate da aziende italiane. In sala il presidente di Veronafiere Maurizio Danese e il direttore generale Giovanni Mantovani, il presidente della Regione Luca Zaia, il sindaco di Verona Federico Sboarina, il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, il presidente di Confindustria Marmomacchine Marco De Angelis, il direttore delle Relazioni esterne dell’agenzia Ice Giovanni Rodia e molte autorità, tra le quali il ministro etiope delle Risorse minerarie Samuel Hurkato e il governatore brasiliano dello Stato di Espirito Santo Renato Casagrande. Nei prossimi giorni, inoltre, arriveranno anche altri ministri competenti per il settore dei governi della Croazia, Spagna e Angola.
Dopo gli interventi istituzionali l’architetto franco-marocchino Hicham Lahlou, designer di fama internazionale e membro del Board dell’Organizzazione Mondiale del Design, racconta gli ultimi sviluppi del mondo del design nel continente africano nel suo discorso “African Generation – The power of design”.

DATI SETTORE. Marmomac è la piattaforma di promozione di riferimento per il comparto lapideo, un mercato che sfiora i 18 miliardi di euro di interscambio globale, dove l’Italia mantiene saldo il proprio primato di qualità e valore aggiunto, in particolare per i prodotti finiti e le tecnologie di lavorazione.

Le aziende italiane della filiera sono 3.251 per un totale di 33.800 addetti. Il valore della produzione, sulla base dei dati di Confindustria Marmomacchine del 2018, ammonta a 4 miliardi di euro per un export complessivo di 2,9 miliardi (1,8 miliardi di marmo e pietre, per il 78,1% lavorati, e 1,1 miliardi di euro di tecnologie). L’import è pari a 332,5 milioni di euro. Nel primo semestre del 2019 si registra un aumento dell’export del 3% di materiali grezzi lapidei (per un totale di 212,1 milioni di euro) e del 2,9% di tecnologie (553 milioni), mentre si assiste a un calo delle esportazioni di prodotti lapidei lavorati e semilavorati del 6,1% (658,8 milioni) e del 4% dei materiali grezzi (872 milioni di euro).

Uil Scuola Rua: a Verona si vuol tornare al Medioevo

“Qualcuno a Verona sta provando a portare l’orologio della storia e dei diritti al medioevo: un’offesa violenta non solo a tutte le donne ma anche a tutti coloro che si sono battuti per l’emancipazione e per far sì che nella nostra società, nel diritto e nel mondo del lavoro si superassero, almeno dal punto di vista formale, tutte le ingiustizie che l’universo femminile ha dovuto subire”. Lo dichiara Sonia Ostrica segretaria nazionale della Federazione della Uil Scuola Rua e leader dei settori Ricerca, Università e Afam.
“Come se non bastassero gli oscurantisti di casa nostra – ogni riferimento al senatore Pillon non è casuale – dobbiamo fare i conti anche con i movimenti di estrema destra americana, della destra russa e qualche fascistoide nostrano che con la scusa di difendere la famiglia naturale propone l’abolizione di diritti come l’aborto, il divorzio, delle unioni civili. Il fatto che il governo si sia fatto coinvolgere in un evento di questo tipo (addirittura concedendo un patrocinio poi, fortunatamente ritirato) e che alcuni ministri partecipino a questa iniziativa retrograda e oscurantista la dice lunga su quanta strada abbiano ancora davanti le donne per affermare concretamente i propri diritti”, conclude la sindacalista.

Asiago DOP accende il gusto di Vinitaly & The City

Da venerdì 5 a lunedì 8 aprile, a Verona, l’eclettica eccellenza di Asiago DOP sposa la quarta edizione di Vinitaly & The City, il “Fuori Salone del Vinitaly” e diventa il formaggio di riferimento della manifestazione con decine di appuntamenti nelle sedi più glamour della movida veronese e percorsi dedicati alla naturalità a Palazzo Carli, degustazioni di esclusive rarità nelle decine di Masterclass organizzate nell’elegante Loggia Antica e incontri con autori alla Loggia di Fra’ Giocondo e Cortile del Mercato.

Nel cortile dello storico Palazzo Carli, ufficio del Comando delle Forze Operative terrestri di Supporto, per l’occasione eccezionalmente aperto al pubblico, da venerdì 5 a lunedì 8 aprile 2019, la naturalità di Asiago DOP incontra ed esalta le 80 migliori etichette italiane di vino sostenibile. In questa sede, trasformata nel Palazzo del Vino Sostenibile, il visitatore potrà realizzare un viaggio indimenticabile nei sapori e profumi delle diverse tipologie di Asiago DOP sperimentando il patrimonio di tradizioni, cura rispettosa dell’ambiente, attenzione alla biodiversità che questa specialità esprime da secoli. Si spazia dall’Asiago Fresco, formaggio giovane, dal sapore di latte appena munto e di consistenza morbida, dalla breve stagionatura e grande versatilità per arrivare all’Asiago Stagionato, che offre emozioni intense, un gusto saporito con una personalità che diventa via via più intensa a seconda della stagionatura passando da mezzano (4-6 mesi), vecchio (oltre i 10 mesi) o stravecchio (oltre i 15 mesi).

Protagonista di tutte le imperdibili e prestigiose Masterclass che si svolgeranno alla Loggia Antica, l’eclettica eccellenza di Asiago DOP accompagnerà oltre 1000 persone, tra visitatori, ospiti istituzionali, giornalisti e foodblogger con una selezione esclusiva di quattro stagionature: dall’Asiago DOP Fresco a latte intero di 30 giorni vincitore del World Cheese Awards 2018, fino all’Asiago DOP Stagionato Stravecchio di oltre 30 mesi Presidio Slow Food in abbinamento a grandi vini: dai migliori spumanti metodo classico, ai prestigiosi bianchi nazionali, ai pluripremiati rossi. Nella Masterclass in programma sabato 6 aprile alle ore 12, condotta dal giornalista Paolo Massobrio, l’esaltante esperienza della degustazione di alcune tra le più rare e premiate a livello internazionale forme di Asiago DOP racconterà la millenaria storia di questo prodotto eclettico, l’unico al mondo ad offrire stagionature che vanno dai 20 giorni, con l’Asiago DOP Fresco, agli oltre 10 anni, con l’Asiago DOP Stagionato Stravecchio, quotato fino a 300 euro al chilogrammo e che, grazie a questa sua caratteristica esclusiva, si abbina perfettamente ai vini d’eccellenza.


A Vinitaly & The City il Consorzio Tutela Formagg
io Asiago rinnova e rafforza anche la collaborazione con Sorsi D’Autore, la ventennale rassegna promossa da Fondazione Aida, che celebra lo stretto legame tra la cultura dei luoghi e l’enogastronomia incontrando grandi autori contemporanei. Nella Loggia di Fra’ Giocondo e nel Cortile del Mercato Vecchio, cuore di Verona, con Asiago DOP si potrà vedere, venerdì 5 aprile alle ore 18.30, Paolo Hendel intervistato da Alessio Corazza, sabato 6 aprile alle ore 21, Pif e Luca Telese, domenica 7 aprile alle ore 16.30, Damiano Carrara con Federico Bonati, domenica 7 aprile alle ore 20.30, Patrizio Roversi e Pino Costalunga in un’occasione unica per ri-scoprire il piacere dello stare insieme degustando il meglio della produzione casearia veneta.

 

“Vogliamo offrire ai tanti appassionati che affolleranno Vinitaly & The City –  afferma Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago –  un’esperienza unica, originale, che permetta, attraverso percorsi diversi, di incontrare  la grande varietà e ricchezza della nostra DOP, naturale, attenta alla biodiversità, compagna perfetta di tante occasioni conviviali e, proprio per la sua eclettica eccellenza, capace di abbinarsi con le migliori proposte vitivinicole protagoniste di questa manifestazione”.

In crescita l’export italiano di macchine per costruzioni

A settembre l’export italiano di macchine per costruzioni ha toccato i 2 miliardi e 187 milioni di euro. I primi nove mesi del 2018 fanno segnare un aumento del 6,2% in valore sullo stesso periodo del 2017. Lo certificano le ultime rilevazioni disponibili dell’Osservatorio Samoter-Prometeia con il contributo informativo di Unacea.

Macchinari e attrezzature made in Italy per il movimento terra rappresentano la parte più consistente degli ordinativi dall’estero, con un controvalore di oltre 1 miliardo di euro (+13%). Seguono le macchine per la preparazione degli inerti (382 milioni di euro/+0,9%), per la perforazione (276 milioni di euro/-0,9%) e per il calcestruzzo (211 milioni di euro/-3%). Segno positivo per le esportazioni di gru a torre (196 milioni di euro/+10,7%), mentre le macchine stradali totalizzano 93 milioni di euro, in flessione del 3,6 per cento.

A livello di mercati di destinazione, l’Europa occidentale si conferma anche nel terzo trimestre dell’anno l’area di riferimento (915 milioni di euro/+6,9%); al secondo posto l’America del Nord (287 milioni di euro/+19,6%) e al terzo l’Europa centro orientale, compresa la Turchia (275,8 milioni di euro/+14%). In crescita l’export verso Medio oriente (108 milioni di euro/+4,4%) e India (42 milioni di euro/+6,8%). Segno negativo per America centro-meridionale (99,7 milioni di euro/-17,75), paesi del Nordafrica (75 milioni di euro/-12,9%), Russia (56 milioni di euro/-0,2%) e Cina (46 milioni di euro/-1,4%).

Per quanto riguarda il mercato interno, da gennaio a settembre, le importazioni di macchine e attrezzature da cantiere e per l’edilizia hanno raggiunto i 710,5 milioni di euro, con un balzo in avanti del 14,4% sui primi nove mesi del 2017.

Investimenti in crescita nel comparto delle costruzioni: le stime per il biennio 2019-2020
A contribuire al risultato dell’import di mezzi e macchinari anche la continua ripresa nel settore delle costruzioni nazionali. I dati elaborati dall’Osservatorio Samoter-Prometeia registrano un terzo trimestre dell’anno con investimenti in crescita dello 0,5 per cento.

Riviste quindi al rialzo le proiezioni sul consuntivo 2018 che chiuderà così a 140,5 miliardi di euro impiegati, in aumento dell’1,9 per cento. L’edilizia residenziale (+2,6%) si conferma comparto trainante nel 2018, grazie a ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche; bene anche il non residenziale (+1,7%), mentre le opere pubbliche faticano ancora a decollare (+0,3%).

Per il prossimo biennio le stime dell’Osservatorio prevedono un rafforzamento della fase espansiva del 2,1% annuo di media, soprattutto per la forte spinta degli stanziamenti pubblici nel genio civile che nel 2020 porteranno gli investimenti totali in infrastrutture a salire del 6 per cento, dopo il +2,5% previsto nel 2019.

Segnali beneaguranti in vista della 31ª edizione di Samoter, l’unica manifestazione in Italia dedicata a tutti i comparti delle macchine per costruzioni, in programma a Veronafiere dal 21 al 25 marzo 2020 con un focus tematico su innovazione ed efficientamento delle tecnologie.

Mobilitá elettrica? No, a 4 zampe

Per sport o per hobby più che per lavoro – passando dalla rivoluzione industriale fino a quella digitale – la millenaria passione per il cavallo coinvolge ancora oggi un italiano su 4 e il 30% delle famiglie italiane, con uno ‘zoccolo duro’ di 3,2 milioni di praticanti (8%) della popolazione attiva (18-65 anni, a esclusione quindi dei minorenni) che è montato in sella negli ultimi 12 mesi. Un esercito pacifico di cavalieri composto in maggioranza dai generation X, laureato, del Nord Italia, con reddito medio-alto e soprattutto con una predilezione quasi plebiscitaria per passeggiate e turismo equestre, praticati nel 90% dei casi.

È quanto emerso dell’indagine Fieracavalli-Nomisma Cavallo che passione, svelata oggi da Veronafiere nel corso della giornata di apertura della 120ª Fieracavalli in presenza del ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Un’indagine, condotta su un doppio panel – uno generalista rappresentativo della popolazione italiana attiva (18-65enni) e uno di praticanti – che per la prima volta fa luce sulla domanda equestre che dichiara di spendere mediamente 1.500 euro a persona l’anno in ragione di benefici espressi che vanno dal senso di libertà al relax, dall’armonia al divertimento all’impegno. E anche tra i ‘non user’ la perception verso l’universo equestre è alta, con quasi la metà degli italiani che proverebbe l’esperienza, specie tra gli under 35 (58%).
Per il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese: “I risultati tracciano un profilo inaspettato per le cifre e l’attualità di una passione senza tempo. Un binomio che negli anni si è rinnovato assumendo forme diverse di interazione e che ancora oggi conta su circa 10 milioni di italiani maggiorenni che nell’ultimo anno sono entrati in contatto con il cavallo, in sella per fare passeggiate e per sport, oppure hanno frequentato maneggi e fiere dedicate al cavallo”. “Queste rilevazioni – ha aggiunto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –, ci aiutano a capire perché Fieracavalli non mostra mai sintomi di vecchiaia, anzi si rinnova di nuove attrazioni e business di generazione in generazione. È stata la nostra prima fiera, che 120 anni fa inglobava per evidenti affinità anche quella agricola e la parola chiave era ‘lavoro’; ora è sport ma prima ancora passione e soprattutto turismo, con il 43% della popolazione che dichiara di conoscerla e con quasi 3 milioni che l’hanno visitata, bambini esclusi”.

EQUITURISMO:
LIAISON TRA CAVALLO, NATURA ED ENOGASTRONOMIA PER 2,8MLN DI CAVALIERI
Un binomio vincente che – spiega l’indagine nel panel dei praticanti – trova la sua naturale vocazione nel turismo equestre, con 9 horse-addicted su 10 che hanno fatto passeggiate a cavallo nell’ultimo anno (il 35% regolarmente), principalmente della durata di 2-3 ore (44%) ma anche di mezza/intera giornata (26%), o di un week end (3%). L’equiturista, che spende in media 150 euro al giorno (21 euro l’ora per le passeggiate), preferisce come scenario i boschi (22%) alle colline e ai prati in pianura (20%) mentre il mare è il tour ideale per il 14% del campione. Un turismo complementare ad altre forme della vacanza dove nei desiderata non possono mancare le soste enogastronomiche (41% in risposta multipla) e i momenti di relax in centri benessere (29%). E proprio l’abbinamento con l’enogastronomia è un must nei servizi aggiuntivi utilizzati, con il 46% che nel corso della sua ultima escursione ha provato prodotti tipici territoriali o degustato vini (34%). Inoltre, menzione speciale per la qualità dell’esperienza, molto positiva nell’81% dei casi, con l’84% del campione che reputa ottimi/buoni i percorsi scelti, l’80% i cavalli compagni di viaggio, il 73% il personale tecnico, il 68% l’organizzazione dell’offerta. Un alto gradimento che si evince infine nei programmi futuri, con il 35% degli appassionati che ha già organizzato un’escursione di una o più giornate entro i prossimi 12 mesi e un altro 47% che la considera un’idea da programmare.

HOBBY, COMPETIZIONI ED EMPATIA, UNA PASSIONE PUROSANGUE
Contatto con la natura, empatia con l’animale, riduzione dello stress sono i principali punti di forza dichiarati che contraddistinguono il binomio uomo-cavallo in passeggiata come in maneggio, legati a doppio filo anche nella pratica. Chi fa turismo equestre, infatti, fa anche attività in maneggio (84%, 29% i regolari), mentre risultano più esclusive altre forme di fruizione, come il dressage (51%, con l’11% di regolari) e il salto ostacoli (48%, 10% i regolari). La passione per i cavalli ha in buona parte radici famigliari (‘mi è stata trasmessa dalla famiglia’, ‘sono cresciuto in un ambiente equestre’) che sembrano proseguire ancora oggi, con il 72% dei praticanti che in famiglia ha qualcun altro con la stessa passione. Il costo troppo alto (59%) e le poche strutture (34%) sono però i principali punti di debolezza di una passione-cavallo che fa dell’empatia (23%), della libertà (19%), della bellezza (11%) le principali immagini evocate dagli intervistati. Una passione che potrebbe anche diventare un lavoro: il 57% degli intervistati confessa infatti di pensare spesso (15%) o qualche volta (42%) di cambiare vita in favore un’attività lavorativa collegata al mondo dei cavalli.

Verona: Fieracavalli taglia il traguardo delle 120 edizioni

Nata alla fine del XIX secolo come mercato equestre, quest’anno Fieracavalli taglia il traguardo delle 120 edizioni alla Fiera di Verona (25-28 ottobre). Dal 1898 la rassegna accompagna l’evoluzione del ruolo del cavallo attraverso la storia del Paese: da strumento di lavoro nei campi e mezzo di trasporto, a compagno fidato nello sport, nella pet-therapy e nella vita all’aria aperta.
Fieracavalli è la più importante manifestazione internazionale di settore: si estende su oltre 128mila metri quadrati espositivi ed è visitata ogni anno da 160mila appassionati da oltre 60 nazioni. Il segreto di questo successo è la capacità di rappresentare in modo completo e trasversale tutto il comparto, con una formula che coniuga allevamento, sport e business, turismo e spettacolo.
Dopo le tappe di avvicinamento del Fieracavalli summer tour in Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, la 120ª edizione della rassegna è stata presentata oggi a Milano da Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, Simone Perillo, segretario generale di Fise, Duccio Bartalucci, ct della Fise e nuovo Event director di Jumping Verona, e Vittorio Garrone, fondatore del Team Wow. Presenti anche Clara Campese, presidente della Fise Veneto e gli atleti azzurri Giulia Martinengo e Bruno Chimirri.
«Il 2018 è una data speciale per Fieracavalli – commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere –. È una tappa importante per la manifestazione a cui dobbiamo la nascita della Fiera di Verona e rappresenta uno stimolo ulteriore a lavorare con impegno per innovare costantemente format e contenuti. La nostra ambizione è confermare per altri 120 anni questa rassegna punto di riferimento per il settore equestre, valorizzando la figura del cavallo come elemento di passione e attività economica».
Protagonista indiscusso a Verona resta sempre il cavallo, con 3mila esemplari di 60 razze da tutto il mondo portati in fiera a Verona da 35 associazioni allevatoriali. Centrali ogni anno sono i padiglioni dedicati alla biodiversità nazionale e allo sviluppo del cavallo da sella italiano, così come quelli che ospitano le razze araba, spagnola e frisona, impegnate in competizioni morfologiche di alto livello.
In fiera si può inoltre trovare tutto per la cura e l’alimentazione del cavallo, così come attrezzature per l’equitazione. Nei padiglioni commerciali, infatti, espongono oltre 750 aziende da 25 paesi, con i più prestigiosi marchi internazionali.
Si va dai produttori di scuderie e trailer per trasporto cavalli, fino a selle, vestiario e caschi alla moda. Sono numerose le novità presentate ogni anno al salone come il fieno biologico che si mantiene umido, lo zainetto-airbag che protegge la schiena del cavaliere in caso di cadute, la coperta-asciugatrice per il manto dell’animale, le staffe di sicurezza che evitano infortuni alle caviglie, fino al tapis-roulant a misura di cavallo, per allenamenti e riabilitazione.
«Fieracavalli, nonostante stia investendo molto su sport, turismo e spettacolo, non smentisce le sue origini mercantili – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Quest’anno l’area commerciale del padiglione 6 era sold-out già a luglio, con lo spazio espositivo aumentato del 18 per cento. Una crescita che ha riguardato anche l’internazionalità delle aziende presenti, con quelle provenienti dall’Europa e dall’America Latina che hanno registrato un incremento del 20 per cento. Continua inoltre la collaborazione con ICE-Agenzia per un incoming mirato di buyer da Germania, area dei Balcani, Stati Uniti, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Oman, Cina e Mongolia».

Fieracavalli ha poi un’anima sportiva: in quattro giorni sono decine le gare in calendario con i concorsi ippici targati Fise-Federazione italiana sport equestri. L’evento più atteso è, senza dubbio, Jumping Verona, unica tappa italiana della Longines FEI Jumping World CupTM che porta in città i campioni del salto ostacoli internazionale.
Quest’anno debutta il 120×120 Gran Premio Fieracavalli, competizione che vede affrontarsi 120 binomi, per celebrare i 120 anni di storia della manifestazione. Non mancano le specialità legate all’immaginario dei cowboy, riunite nel Westernshow di Fieracavalli con sfide di team penning, ranch sorting, working cow horse e, per la prima volta, reining.
L’equiturismo, fenomeno in continua crescita in Europa, è diventato negli anni parte integrante dell’offerta di Fieracavalli che riunisce le migliori proposte di agenzie di viaggio, agriturismi specializzati e maneggi. In fiera è possibile pianificare e prenotare ogni tipo di vacanza in sella, sia in Italia che all’estero, alla scoperta delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche dei territori.
Dopo la realizzazione della guida “L’Italia a Cavallo” pubblicata insieme al Touring Club e il patrocinio al primo master in Italia sul turismo equestre, Fieracavalli ha creato quest’anno Horse friendly, la prima certificazione che, attraverso un proprio marchio, segnala e mette in rete tutte le realtà che dispongono di servizi per l’equiturismo.  E nella giornata inaugurale della manifestazione viene presentata in anteprima la nuova ricerca Fieracavalli-Nomisma sugli italiani a cavallo, con un focus sul turismo equestre.
Fieracavalli si conferma poi una rassegna a misura di tutta la famiglia, grazie alle iniziative ludico-didattiche del Villaggio del bambino, tra cui il battesimo della sella, senza dimenticare gli spettacoli del Gala d’oro “Anniversary” con le stelle dell’arte equestre internazionale e l’intrattenimento delle aperture serali con le “Le notti di Fieracavalli”.
Come sempre, Fieracavalli investe molte risorse nella tutela del benessere degli animali, garantito nel corso della manifestazione da strutture adeguate e da una commissione etica ed una tecnico-scientifica che hanno redatto un codice di comportamento rivolto ai proprietari e ai responsabili dei cavalli.
Un impegno che si rafforza quest’anno con il progetto Horse training Fieracavalli che porta a Verona i massimi esperti in tema di addestramento etologico per un confronto sui diversi metodi che meglio valorizzano l’intesa tra uomo e animale.
Al via anche la collaborazione con il Team Wow per portare a Fieracavalli l’innovativo approccio etico e metodologico all’equitazione, sviluppato negli allevamenti fondati dall’imprenditore Vittorio Garrone.
Prosegue, infine, la collaborazione con Progetto Islander, realtà no profit che si occupa del recupero di cavalli salvati da situazioni di maltrattamento.