Concerti nelle Marche a sostegno delle terre terremotate

Domenica 22 al Radeche fonne e lunedì 23 dicembre allo Spulla i concerti in solo di Laminae Cantus, dopo i successi di Savona, Alessandria e Lecco ritorna l’originale progetto di Emanuele Cedrone dedicato alla Melodiosa. Un “ritorno a casa” per il musicista e un impegno importante: “La Melodiosa è uno strumento che arriva dalla seghe dei boscaioli, e io con questo strumento che di solito gli alberi temono, ma che è dotato di una voce angelicaPorterò il mio contributo nel voler continuare a far vivere e crescere una terra che, grazie ai suoi abitanti, sta rialzando la testa dopo il terremoto. Un repertorio dove si alterneranno musica classicarock,  musica popolare e poesia, Trilussa, Montale, Di Giacomo con la possibilità di unirsi ad Emanuele per una jam, duetti improvvisati, magari ospiti a sorpresa.
 

Leggi tutto “Concerti nelle Marche a sostegno delle terre terremotate”

Albania, 9 mila bambini hanno bisogno di supporto vitale

 

Mentre in Albania proseguono le scosse a seguito del devastante terremoto di martedì scorso, sono 9 mila i bambini che, assieme alle loro famiglie, hanno bisogno di supporto vitale, con alcuni dei quali che a causa del sisma hanno perduto la loro casa.

Leggi tutto “Albania, 9 mila bambini hanno bisogno di supporto vitale”

Sibillini Live con Anffas al Lauro Rossi di Macerata

Subito dopo Natale, mercoledì 26 dicembre alle ore 21, torna l’appuntamento con Sibillini Live, il festival itinerante organizzato da Arci Marche in collaborazione con Comuni, associazioni e artisti locali e nazionali e sotto la direzione artistica di Musicamdo, nato nell’ambito dell’Accordo di Programma Mibac – Regione Marche per i progetti e le attività culturali nei territori della Regione interessati dagli eventi sismici del 2016.

Presso il Teatro Lauro Rossi di Macerata assieme ad Anffas, una serata di beneficienza con lo spettacolo del comico marchigiano Piero Massimo Macchini e il suo “Radical Grezzo”. Ospite d’onore della serata, il testimonial di Anffas, l’attore Cesare Bocci.

 

Lo spettacolo di Macchini si sviluppa a partire dal suo alter ego più comunicativo, il Provincialotto, colui che sceglie di rivelare al mondo il suo codice etico, sintetizzato perfettamente in due sole parole: radical grezzo. Stanco della marchigianità da cartolina dichiara guerra a chi si vergogna della propria identità territoriale e abbandona ogni sentimento di pluralismo intellettuale per un sano e moderno bigottismo cosmopolita. Il Provincialotto sente di poter contribuire alla solidità della “cultura media” e alla nascita di una nuova maschera per la commedia dell’arte. In un mondo in cui tutti sono opinionisti, tutti sono bravissimi a giudicare, ma nessuno sbaglia mai, il Provincialotto si dissocia con un atto di grande incoerenza. Dichiara con orgoglio e con quel poco di onestà intellettuale che possiede: “Sì, io sono un radical grezzo e affronto tutto, ma proprio tutto con il sorriso sulle labbra”.

 

Il festival nato con l’obiettivo di rafforzare i legami sociali e i tessuti culturali di quei luoghi e di quelle popolazioni colpite duramente dal terremoto, quest’anno adotta il claim della campagna Arci Nazionale “Più cultura, meno paura”, e lavora sulla proposta culturale per combattere la paura, ovunque si annidi con il fine di riportare i luoghi colpiti irrimediabilmente dal sisma ad essere fucine di cura delle anime e della socialità, tessuti produttivi di giovialità e cultura, riserve di benessere e di convivialità.

La serata con ingresso a biglietto unico di 12 euro, devolverà l’incasso all’associazione.

Torna “Sibillini Live – Percorsi culturali per la ricostruzione”

È il secondo anno per “Sibillini Live – Percorsi culturali per la ricostruzione”, il festival itinerante organizzato da Arci Marche in collaborazione con Comuni, associazioni e artisti locali e nazionali e sotto la direzione artistica di Musicamdo. Nato nell’ambito dell’Accordo di Programma Mibac – Regione Marche per i progetti e le attività culturali nei territori della Regione interessati dagli eventi sismici del 2016, il festival ha l’obiettivo di rafforzare i legami sociali e i tessuti culturali di quei luoghi e di quelle popolazioni colpite duramente dal terremoto. Cuore della rassegna è il claim “Più cultura, meno paura”, e cioè lavorare sulla proposta culturale per combattere la paura, ovunque si annidi e riportare i luoghi colpiti irrimediabilmente dal sisma ad essere fucine di cura delle anime e della socialità, tessuti produttivi di giovialità e cultura, riserve di benessere e di convivialità. Come lo scorso anno, due sono le anime del festival, il teatro e la musica.

<<Sulla scorta dell’esperienza di Risorgimarche e del grande lavoro di Neri Marcoré, anche in Sibillini Live centrale è il territorio – spiega Massimiliano Bianchini, presidente Arci Marche – non solo perché il festival si muove sul territorio colpito dal sisma, tra le comunità del sisma, ma anche perché chi lavora per la realizzazione della manifestazione, è del territorio. Inoltre – continua – accanto ai grandi artisti del nazionale di grande sensibilità coinvolti, importantissimo è il lavoro che le compagnie teatrali del territorio svolgono nelle scuole con i ragazzi, col fine di far superare il trauma del sisma e recuperare il rapporto col territorio>>.

Tre grandi nomi nazionali campeggiano nel cartellone. Il primo è Ascanio Celestini che salirà sul palco dell’Auditorium Benedetto XIII di Camerino giovedì 29 novembre alle 21.15 con il suo spettacolo “Pueblo”. Il secondo è il gradito ritorno di Ginevra Di Marco ormai legatissima alla manifestazione essendoci già stata lo scorso anno. “Donna Ginevra e le Stazioni Lunari”, questo il nome del progetto che andrà in scena presso la Tensostruttura di San Ginesio sabato 1 dicembre alle 21.30.

A chiudere la rassegna poi il 2 febbraio al Teatro Feronia di San Severino Marche alle 21.30, Ambrogio Sparagna con il suo “Il viaggio di Giuseppantonio”.

Ma se queste sono le punte di diamante di Sibillini Live edizione 2018, non è certo da meno il grande movimento teatrale protagonista della rassegna.

Partita già nei mesi scorsi con i progetti nelle scuole, la rassegna di teatro si apre al pubblico sabato 17 ad Amandola con la seconda residenza artistica della Compagnia Bartolini/Baronio che presso il Cineteatro Europa porterà in scena “Dove tutto è stato preso” a cura di “TU, tenerezze urbane” di Sabrina Maggiori.

Sotterraneo e radicale il lavoro fatto nelle scuole di Mogliano, Gualdo e Monte San Martino dal Teatro Rebis con “Cosa Vien Dopo?” o quello itinerante per la provincia di Ascoli Piceno con Ruvidoteatro e “Le avventure di Arlecchino”. Il 25 di novembre invece presso il Teatro Gentile di Fabriano, “E questo è il fiore: canto la libertà”, canzoni, poesie e racconti del Canzoniere dell’ANPI e Gruppo Arci Voce.

Dicembre si apre domenica 2 a Tolentino con “Le strade di Oliver Twist”, a cura dell’Associazione Culturale Teatri della Plebe, spettacolo itinerante per le vie del centro storico risultante del laboratorio teatrale condotto da Antonio Mingarelli nelle scuole.

Chiude poi la rassegna il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata, la serata ANFFAS con lo spettacolo comico “Radical Grezzo” di e con Piero Massimo Macchini e la partecipazione straordinaria di Cesare Bocci.

Tutti gli spettacoli di Sibillini Live sono ad ingresso gratuito.

Cracking Art e il teatro per i bambini di Arquata del Tronto

L’arte rigenera l’arte e, nel caso di Arquata del Tronto, non solo. Il Comune dell’ascolano infatti, colpito duramente dal sisma del 2016, è protagonista di un progetto dedicato ai bambini dell’asilo, scuola elementare e media riuniti tutti nello stesso edificio scolastico.

 

Da un’idea e con il contributo di Fainplast, azienda del territorio leader nella produzione di compound, e con il coordinamento dell’Associazione Culturale Verticale D’Arte, ha preso vita un progetto che vuole mettere l’arte al centro del processo di rigenerazione e rinascita della comunità dopo il sisma.

 

Come farlo se non partendo dai bambini, motore di ogni società, dandogli la possibilità di avere e di riappropriarsi di un luogo di aggregazione attraverso la creatività? È così che l’arte contemporanea di Cracking Art e il teatro della Fly Communications entreranno nella scuola e coinvolgeranno i bambini per tutto l’anno scolastico, da novembre e maggio.

 

Il Comune di Arquata del Tronto, racchiuso all’interno di due aree naturali protette – il Parco Nazionale del Gran Sasso e quello dei Monti Sibillini – è da sempre un crocevia di popoli, culture e leggende millenarie che dall’alto medioevo hanno accompagnato la storia di questa terra, simboleggiata dalla Rocca fortificata, l’unica costruzione, seppur lesionata, che ancora è rimasta in piedi nel piccolo paese.

 

Il sisma del 2016 e in particolare la scossa del 30 ottobre, hanno distrutto infatti la maggior parte delle abitazioni e gli abitanti da 1120 prima del terremoto sono oggi scesi drasticamente a 620. Più del 45% della popolazione si è spostata sulla costa o nel capoluogo ascolano, ma in chi è rimasto c’è volontà di resilienza, di adattarsi al cambiamento certo, ma non in maniera passiva, bensì propositiva e attiva, puntando sui bambini e le loro famiglie.

 

Durante i mesi estivi la mostra Cracking Art. Arte rigenerante, con le installazioni artistiche popolate di animali di Cracking Art ha animato la Fortezza di Acquaviva Picena e il Giardino “Nuttate de Lune” di San Benedetto del Tronto. Un grande successo e soprattutto un forte coinvolgimento del pubblico che ha interagito con le sculture e le ha vissute in prima persona. Da qui l’idea di Battista e Roberta Faraotti di Fainplast, main sponsor della mostra, di trasportare quell’atmosfera ad Arquata del Tronto. Cracking Art ha subito accolto la proposta e ha donato una delle rondini che campeggiavano a San Benedetto del Tronto alla Scuola di Arquata.

 

Così è nato il progetto Arquata Arte Rigenerante, titolo quanto mai azzeccato, che mutua la filosofia che sta alla base di Cracking Art e in un certo senso la fa propria. Cracking Art crea da 25 anni animali in plastica che viene rigenerata mostra dopo mostra e ha coniato lo slogan l’”Arte rigenera l’arte”: l’arte mira alla salvaguardia dell’ambiente, del ricco patrimonio storico artistico, e nel caso di Arquata del Tronto alla rinascita sociale di un territorio colpito fortemente dal Sisma. Cracking Art diventa in questo caso un ossimoro: qualcosa di rotto che può essere ricostruito attraverso l’arte.

 

La scuola e la palestra di Arquata sono le uniche strutture ricostruite ex-novo grazie alla Fondazione “La Stampa – Specchio dei tempi” attraverso le donazioni dei lettori del quotidiano La Stampa e di fatto sono l’unico luogo di aggregazione del paese. Da sabato 20 ottobre una rondine di Cracking Art farà il suo nido nel giardino della Scuola di Arquata del Tronto, un nido collettivo e condiviso, che diventerà luogo di gioco e di incontro, attraverso l’arte, per i 70 bambini dell’asilo e delle scuole elementari e medie.

 

Ma Arquata Arte Rigenerante non finisce qui perché oltre alle arti visive, verrà inaugurato anche un progetto teatrale che da novembre a maggio coinvolgerà tutti gli studenti, grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale Fly Communications di Ascoli Piceno.

I bambini saranno suddivisi in tre gruppi in base alle fasce d’età e il laboratorio teatrale non contemplerà solo la recitazione, ma anche il canto e la danza con l’obiettivo di creare un musical che li vedrà tutti coinvolti e che sarà presentato alla fine dell’anno scolastico.

Lo spettacolo finale sarà anche l’occasione per raccogliere fondi che saranno poi impiegati per la realizzazione di un progetto utile alla città di Arquata del Tronto.

 

Il progetto Arquata Arte Rigenerante, vuole dimostrare che, anche dopo un evento traumatico o una calamità come quella del sisma, è possibile ricostruire non solo gli edifici e le cose, ma anche l’entusiasmo e la volontà di cambiamento ed evoluzione delle persone e quale modo migliore di farlo se non partendo dai bambini e dalla scuola.

 

In Indonesia molti bambini sono rimasti orfani

I bambini che hanno perso i propri genitori o sono rimasti separati dalle loro famiglie durante il devastante terremoto e lo tsunami di venerdì scorso devono essere urgentemente identificati e ricongiunti con i parenti sopravvissuti.

 

Questo l’appello di Save the Children e del suo partner locale in Indonesia, secondo cui molti bambini sono attualmente in stato di shock, soli e traumatizzati.

 

Più di 46.000 bambini, secondo le autorità indonesiane, hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria, mentre è stato confermato che le vittime del disastro sono più di 1.400, tra cui centinaia di bambini, e oltre 65.000 abitazioni sono andate distrutte.

 

“Girando per le strade si osserva distruzione ovunque. L’entità del disastro è talmente grande che è impossibile anche solo riconoscere dove prima sorgevano degli edifici. Sono preoccupato soprattutto per i bambini che sono rimasti orfani o che hanno smarrito le proprie famiglie. Molti di loro dormono per strada perché semplicemente non sanno dove andare. È difficile immaginare una situazione più spaventosa per un bambino”, ha affermato Zubedy Koteng, che a Palu si sta occupando della protezione dei minori.

 

Puri*, una bambina di 9 anni, è sopravvissuta al disastro dopo essere rimasta intrappolata sotto le macerie per più di cinque ore. A raccontare la storia allo staff del partner locale di Save the Children è sua sorella Dimas.

 

Puri, racconta la sorella, è stata trovata sepolta accanto a un cadavere e in quel momento era a malapena cosciente. Fortunatamente, aveva una mano libera ed è riuscita ad attirare l’attenzione delle persone che hanno iniziato a rimuovere le macerie fino a liberarla.

 

“Ề un miracolo che Puri sia sopravvissuta. La casa dove vivevamo è stata spostata a circa 50 metri dalla sua posizione originale e pochissime case rimangono ancora in piedi”, ha raccontato Dimas.

 

Save the Children, attraverso il partner locale Yayasan Sayangi Tunas Cilik (YSTC), sta lavorando, in collaborazione con le altre agenzie, per implementare procedure che permettano di individuare i familiari dei bambini e facilitarne la riunificazione, così come per stabilire meccanismi per garantire la protezione dei minori

 

“Riunire i bambini separati con i loro familiari sopravvissuti è una priorità assoluta per garantire la loro protezione e implica un attento coordinamento tra le agenzie e il governo. Faremo di tutto anche per ricongiungere i minori rimasti orfani con altri parenti che possano prendersi cura di loro – ha spiegato Koteng – Raggiungere le comunità a Sulawesi, tuttavia, è molto complicato per via della devastazione che ha provocato lo tsunami e dei collegamenti che sono stati interrotti, e questo contribuisce a rendere ancora più vulnerabili i bambini che sono rimasti separati dalle loro famiglie”.

 

Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, è intervenuta a Palu sin dai primi momenti successivi al terremoto e allo tsunami di venerdì 28 settembre, impegnandosi nella distribuzione di beni di prima necessità, come teli in plastica e corde per costruire rifugi temporanei, taniche e bacinelle per l’acqua, e kit igienici che comprendono sapone e prodotti per la pulizia per prevenire malattie. L’Organizzazione sta inoltre organizzando spazi sicuri per i bambini per proteggerli dal panico delle operazioni di soccorso.

 

Save the Children opera in Indonesia dal 1976 con una risposta umanitaria ai molti disastri naturali tra cui il recente terremoto a Lombok e lo tsunami nel giorno di Santo Stefano del 2004.

 

Per supportare gli interventi di Save the Children nell’emergenza in Indonesia: https://www.savethechildren.it/dona-fondo-emergenze

 

Giovani artisti da tutta Italia per rilanciare il Piceno

 Un bando per la selezione di undici creativi under 35 provenienti da tutta Italia per rilanciare il turismo nel Piceno colpito dal terremoto attraverso i linguaggi espressivi della contemporaneità. L’iniziativa è promossa dal progetto “Invasioni contemporanee. Valorizzazione e promozione dei luoghi attraverso narrazioni innovative”, realizzato insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno dal Comune di Ascoli Piceno, Melting Pro, Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Accademia di Belle Arti di Macerata, Cotton Lab, Defloyd, Dimensione Ascoli.

“Dall’agosto 2016 la Fondazione – dichiara il Presidente Angelo Davide Galeati – è ininterrottamente impegnata nell’analisi dei bisogni e nella proposizione, nel sostegno e nella realizzazione di progetti che offrano alla comunità soluzioni innovative e sostenibili di rilancio. Invasioni contemporanee è a pieno titolo una di queste iniziative che promettono di contribuire, attraverso i giovani e l’arte, a valorizzare la nostra terra ed a riaccendere la curiosità ed il turismo di scoperta del Piceno”.

Gli artisti avranno un ruolo fondamentale per animare i luoghi del Piceno attraverso la realizzazione di performance site-specific che deriveranno dalla duplice relazione con lo spazio e con le comunità territoriali, coinvolte come soggetti attivi dell’iniziativa. L’obiettivo è quello di aprire una riflessione sul tema della fragilità sociale (di cui il sisma è manifestazione tangibile) e di come superarla, alla ricerca di soluzioni “anti-fragili”. Diversi i linguaggi espressivi e le competenze richieste dal bando, che riserva spazio per 4 artisti nella disciplina del Teatro/danza, 4 della Musica contemporanea e 3 del Lighting design.

“Questa selezione – dichiara la project manager Maura Romano di Melting Pro – è sicuramente un’opportunità per i territori e per le comunità che accoglieranno le performance artistiche realizzate da giovani creativi nei loro spazi di vita. Ma l’opportunità più grande è soprattutto per quegli artisti il cui lavoro è animato e ispirato da una particolare sensibilità sociale. A loro, questo bando, si rivolge”. I giovani selezionati parteciperanno ad Atelier Urbani finalizzati alla creazione e realizzazione di performance innovative: da un lato i patrimoni culturali e paesaggistici saranno reinterpretati in chiave creativa, dall’altro saranno palcoscenico naturale delle performances. Per fare tutto questo, gli artisti si immergeranno nei luoghi prescelti in una full immersion per la quale è prevista una retribuzione lorda pari a 6.000,00 euro. Gli Atelier si concluderanno con uno spettacolo che si svolgerà presso il Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno.

“Il prezioso sodalizio con la Fondazione CARISAP, dichiara il Sindaco del Comune di Ascoli Piceno Guido Castelli – ci consente di sviluppare progetti innovativi in collaborazione con gli altri comuni colpiti dal sisma. É proprio dall’arte, dalla cultura e dal turismo che bisogna ripartire”.

Per partecipare alla selezione basta scaricare l’avviso pubblico sul sito del Comune di Ascoli Piceno (www.comuneap.gov.it) e inviare la domanda entro il 2 dicembre 2018.