I prodotti per il trucco sono pieni di superbatteri

La stragrande maggioranza dei prodotti per il trucco, come mascara e lucidalabbra, è contaminata da superbatteri potenzialmente letali, ha rivelato una nuova ricerca dell’Aston University pubblicata sul Journal of Applied Microbiology .

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Lotta ai super batteri, l’ozono può essere di aiuto

“Il Sany Water Plus è uno strumento che può aiutare una struttura sanitaria a essere più sana, abbattendo drasticamente la diffusione di malattie infettive: l’obiettivo è proprio quello di fare una grande prevenzione e arginare la diffusione delle infezioni” spiega Vittorio Hans Pinto, 35 anni, il creatore di questo sistema totalmente made in Italy

NUOVE TECNOLOGIE DI SANIFICAZIONE – Sicuramente il lavaggio delle mani resta sempre il modo più efficace per ridurre le infezioni, fino al 50%. Tuttavia, si usano sempre più diversi presidi igienici e tecniche di sanificazione degli ambienti sanitari. La sanificazione tradizionale è a base di cloro: gli specialisti assicurano che resta importante e va mantenuta come routine, ma con l’aggravarsi del fenomeno dei super batteri diventa necessario un ulteriore passaggio con strumenti più efficaci. Tra le nuove tecnologie di sanificazione degli ambienti, specie dove sono stati ricoverati pazienti con infezioni da batteri come il Clostridium difficile o altri multi resistenti tipo Klebsiella pneumoniae, secondo molti studi internazionali può essere di grande utilità l’utilizzo dell’ozono. Le ricerche basate su tamponi ambientali in vari siti delle stanze di degenza (maniglie delle porte, bagni, telefoni, letti di degenza, ecc,) dove erano ricoverati pazienti colonizzati o con infezioni vere e proprie da batteri multi resistenti hanno infatti dimostrato un abbattimento della carica del 100%. di tali batteri che invece erano presenti prima della sanificazione. Queste tecnologie saranno un valido presidio nella grande lotta che ormai si sta combattendo su tutti i fronti contro l’antibiotico-resistenza.

LA TECNOLOGIA MESSA A PUNTO – Il dispositivo Sany Water Plus di Sanity System è una macchina che mediante l’ozono elimina quasi il 100% di batteri, germi, virus, lieviti, muffe, funghi, spore, pollini e acari presenti in un ambiente. È già in commercio, ma la sua consacrazione a dispositivo di ausilio in ambito medico giunge proprio in occasione del Congresso AMIT – Argomenti di Malattie Infettive in corso a Milano, un consesso internazionale di primaria importanza nell’affrontare l’emergenza dei batteri multiresistenti. Le percentuali di abbattimento della carica microbica e di inattivazione dei virus di questo sistema si sono rivelate significative con un unico trattamento. La validazione scientifica è giunta dagli studi condotti dall’Università di Padova, dove il macchinario è stato testato su alcune famiglie di batteri tra le più ostiche da eliminare. L’indagine ha dimostrato che il sanificatore è capace di abbattere oltre il 99,98% dei principali microrganismi contaminanti dell’acqua (in particolare Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Candida albincans) e dell’aria. Il macchinario ha anche il Marchio CE e la Certificazione ISO 9001. “Sany Water Plus è uno strumento che può aiutare una struttura sanitaria a essere più sicura dal punto di vista microbiologico, abbattendo drasticamente le occasioni di contagio, il rischio di contrarre infezioni, così come la diffusione di malattie infettive. L’obiettivo è proprio questo: prevenire e arginare la diffusione delle infezioni” spiega Vittorio Hans Pinto, 35 anni, il creatore di questo sistema totalmente made in Italy. “Il Congresso AMIT di Milano è l’occasione per presentare i nostri dispositivi e soprattutto le più recenti innovazioni tecnologiche”. Il Sany Water Plus è già presente in molteplici strutture: oltre agli ospedali, si sta diffondendo molto anche nelle ambulanze.

Sanity System Srl è già presente in 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda, Spagna, Svezia, Emirati Arabi, Svizzera.

LOTTA AI SUPER BATTERI NUOVA EMERGENZA – La resistenza agli antibiotici in Europa continua a crescere, mentre i farmaci antimicrobici rischiano di diventare sempre meno efficaci nel trattamento delle infezioni. Attualmente qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi, quali polmoniti e sepsi, può essere causato da batteri antibiotico-resistenti. Sembra un paradosso, ma anche una persona che non ha mai preso antibiotici corre il rischio di avere un’infezione da batteri resistenti, soprattutto se si trova in ospedale o nelle altre strutture di assistenza sanitaria. I batteri non conoscono frontiere e le stesse resistenze che si trovano in Europa o negli Stati Uniti si possono evidenziare in villaggi sperduti in Africa ed in America Latina, come dimostra chiaramente anche un report dell’OMS. Nei Paesi dell’Unione europea si sono verificati 671.689 casi di infezioni antibiotico-resistenti, a cui sono attribuibili 33.110 decessi soprattutto nei bambini nei primi mesi di vita e negli anziani. In Italia, le infezioni colpiscono dal 5% all’8% dei pazienti ricoverati, soprattutto quelli assistiti nei reparti di area critica. In questo scenario emerge drammaticamente che il nostro Paese detiene il triste primato di un terzo di tutti i decessi (pari a 10 mila morti) correlati all’antibiotico resistenza rispetto al resto d’Europa.

LA COMUNITA’ SCIENTIFICA ALLEATA E INTERESSATA – Proprio Milano nelle giornate di giovedì 14 e venerdì 15 marzo, presso la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, Piazzale Morandi, 2, Vittorio Hans Pinto ha scelto di essere presente per illustrare alla comunità scientifica la sua idea e il suo brevetto di comprovato successo. L’occasione è il VII Congresso Internazionale AMIT, Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali, nella due giorni di approfondimento su batteri, patologie infettive e nuovi rimedi, con presenti oltre trecento specialisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Obiettivo primario del Congresso è la presentazione delle più significative novità nel campo delle malattie infettive con particolare attenzione alla gestione delle patologie da batteri multi resistenti (MDR).

Non è comunque la prima occasione in cui il mondo scientifico si interessa a questa innovazione, come dimostra la collaborazione con l’ospedale di Salerno che va avanti da un paio d’anni e che ora ha effettuato un salto di qualità: Sanity System si è infatti aggiudicata un importante bando. “La vittoria di questa gara rappresenta un grosso passo in avanti per noi” dichiara Vittorio Hans Pinto. “Da un uso di solo tre apparecchiature, il direttore sanitario ha deciso di estendere questi servizi a tutti i reparti dell’ospedale. Auspichiamo che questa operazione possa essere l’apripista per ulteriori progetti con altre strutture ospedaliere. Salerno si è dimostrata molto aperta all’innovazione, molto attenta alla cura del proprio personale e dei propri pazienti, cercando sul mercato lo strumento più efficace per la sanificazione della propria struttura. Questa scelta lo rende un pioniere nel settore ospedaliero per quanto riguarda la sanificazione perché ha scelto una strada efficace e rispettosa dell’ambiente visto l’impatto zero”.

La resistenza agli antibiotici farà 10mila vittime entro il 2050

Dieci milioni di persone all’anno, una ogni tre secondi, potrebbero morire a causa della resistenza agli antibiotici entro il 2050, secondo un rapporto britannico, commissionato dal Governo del Paese.

L’economista Jim O’Neill ha sottolineato che è necessario un intervento urgente per impedire il ritorno della medicina al Medioevo.

“Dobbiamo farne una priorità per tutti i capi di stato”, ha detto Jim O’Neill, proponendo una serie di misure da attuare.

Il suo rapporto chiede un drastico cambiamento nel modo di utilizzare gli antibiotici, il cui uso eccessivo e l’abuso promuovono la resistenza dei “superbatteri”.

Raccomanda il lancio di una vasta campagna di sensibilizzazione del pubblico, in gran parte “ignorante” di rischi.

Chiede che si stabilisca un fondo di ricerca di 2 miliardi di dollari e di ridurre l’uso degli antibiotici in zootecnia, premiando i laboratori che svilupperanno un nuovo antibiotico, attraverso un premio pari a un miliardo di dollari.

“Dobbiamo smettere di prendere gli antibiotici come fossero caramelle”, ha ancora detto Jim O’Neill.

Dall’inizio del lancio dello studio a metà del 2014, più di un milione di persone sono morte a causa di un’infezione correlata alla resistenza agli antibiotici, dice il rapporto.

Il bilancio potrebbe aumentare di circa 10 milioni di morti all’anno entro il 2050, con numeri superiori a quelli del cancro di oggi, e costare fino a 100.000 miliardi di dollari all’economia globale.

La resistenza agli antibiotici si verifica quando i batteri si evolvono e diventano resistenti ai medicinali usati per trattare le infezioni.

Usa: trovato un batterio resistente a tutti gli antibiotici

Per la prima volta negli Stati Uniti, i funzionari della sanità pubblica hanno trovato un ceppo dell’e. Coli resistente agli antibiotici, nelle urine di donna di 49 anni in Pennsylvania.

I ricercatori hanno determinato che la donna aveva un tipo di batterio resistente alla colistina, secondo uno studio pubblicato sulla rivista ‘Antimicrobial Agents and Chemotherapy’, della Società americana di microbiologia.

La colistina è un farmaco di ultima generazione sviluppato solo per il trattamento di questi super batteri. Se questo farmaco non riesce, non c’è un altro farmaco per trattare il super germe.

Casi simili erano stati già registrati in Europa, Canada e Cina, ma mai negli Stati Uniti.

Questo tipo di infezione potrebbe uccidere la metà delle persone che la sviluppa.

Il gene mutante dell’e. coli è stato trovato nella donna della Pennsylvania che aveva i sintomi di un’infezione delle vie urinarie.

Il gene che ha reso l’infezione resistente ai farmaci che vengono prescritti per trattare l’e. coli, si chiama MCR-1.

La resistenza agli antibiotici, causata dall’uso improprio di questi farmaci, ma anche dalle mutazioni genetiche dei germi, è un crescente problema di salute pubblica e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha già messo in guardia su questa crisi sanitaria globale.

Resistenza agli antibiotici: moriranno 10 milioni di persone all’anno in più, una ogni tre secondi

A causa della resistenza agli antibiotici, entro il 2050, moriranno 10 milioni di persone all’anno in più, una ogni tre secondi. Lo dice un rapporto scientifico commissionato dal governo britannico per studiare la resistenza antimicrobica.

L’economista Jim O’Neill, autore della relazione intitolata “Review on Antimicrobial Resistance”, pubblicata giovedì, ha detto che un’azione urgente è necessaria per evitare che la medicina ritorni al Medioevo.

“Deve diventare una priorità per tutti i capi di stato”, ha detto Jim O’Neill, in riferimento al contrasto ai superbatteri resistenti agli antibiotici.

L’esperto ha proposto una serie di misure da attuare. Nella sua relazione ha chiesto un drastico cambiamento nel modo di utilizzare gli antibiotici, evitando il consumo eccessivo e improprio.

“È necessario che si smetta di assumere gli antibiotici come fossero caramelle”, ha detto Jim O’Neill, sostenendo la necessità del lancio di una campagna di sensibilizzazione del pubblico, in gran parte “ignorante” dei rischi. Dice anche che si dovrebbe istituire un fondo di ricerca di 2 miliardi di dollari, per ridurre drasticamente l’uso degli antibiotici negli allevamenti e per ricompensare i laboratori che sviluppano un nuovo antibiotico, con un premio di un miliardo di dollari.

Dalla metà del 2014, data del lancio dello studio, voluto dal premier britannico David Cameron, più di un milione di persone sono morte a causa di un’infezione relazionata alla resistenza agli antibiotici che si verifica quando un batterio diventa resistente agli antibiotici usati per trattare le infezioni, dice il rapporto.

Nel mese di novembre, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva già rilevato il declino dell’efficacia degli antibiotici e aveva allertato contro il “pericolo enorme” di una nuova era pst antibiotici, in cui le infezioni più comuni saranno in grado di uccidere ancora.

Scoperto nuovo antibiotico efficace anche contro i superbatteri

Un team di ricercatori della Northeastern University ha scoperto un antibiotico completamente nuovo, la teixobactina, capace di uccidere vari agenti patogeni, tra cui quei batteri che hanno sviluppato una resistenza agli altri farmaci.

La scoperta di questo antibiotico trovato nel suolo è stata resa nota sulla rivista ‘Nature’.

I ricercatori sperano di poter utilizzare questa nuova sostanza contro i “superbatteri” che stanno sviluppano rapidamente una loro resistenza alle terapie esistenti.

Per anni, i batteri del suolo sono stati una fonte importante per i nuovi antibiotici, ma dal 1960 la risorsa era stata largamente sfruttata. Ora, però, una nuova tecnica si potranno far crescere quei batteri, utilizzando un dispositivo, chiamato iChip.

La teixobactina si è rivelata in grado di debellare lo Staphylococcus aureus, il Clostridium difficile e il Mycobacterium tuberculous, batteri molto difficili da uccidere.

E’, inoltre, una sostanza, contro cui più difficilmente si potrebbe sviluppare la resistenza, dato che si tratta di una molecola che si lega ai lipidi e non alle proteine, come gli altri antibiotici.

Allarme dall’India. Batterio killer che uccide i neonati

Allarme dall’India. Batterio killer che uccide i neonati. È un’epidemia letale che può avere anche conseguenze per il mondo intero. Uno ‘tsunami’ di resistenza agli antibiotici

È un’epidemia letale, che può avere anche conseguenze globali, quella che sta colpendo l’India, in particolare migliaia di bambini.

Si tratta di un’infezione causata da un batterio resistente praticamente a tutti i farmaci una volta efficaci.

Solo l’anno scorso quasi 60mila bambini sono morti, anche a pochi giorn dal parto, dopo essere nati con queste infezioni batteriche resistenti, forse per averle prese proprio dalla madre, nel passaggio lungo il tratto genitale materno.

Cinque anni fa, infezioni del genere erano quasi sconosciute. Ora quasi il 100% dei bambini che arrivano da noi ha un’infezione multiresistente ai farmaci.

Sempre più ricercatori rilevano come ormai molti dei batteri presenti in India, nell’acqua, negli animali, nel suolo, nei liquami e persino nelle madri, siano immuni praticamente a tutti gli antibiotici.

L’uso incontrollato degli antibiotici, il pessimo stato igienico e il sovraffollamento, uniti alla mancanza di monitoraggio del problema hanno creato uno ‘tsunami’ di resistenza agli antibiotici
in India che si sta diffondendo in tutto il mondo.

Giovanni D’AGATA