Calcio, ogni anno infortunate 150 mila persone ai legamenti del crociato

Il dramma sportivo che ha colpito il giocatore della Roma e della Nazionale Nicolò Zaniolo, vittima della rottura del legamento crociato al ginocchio nel corso del big match dell’Olimpico tra Roma e Juventus, è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più esteso.

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L’esercizio fisico contrasta le malattie cardiache

Una delle cose significative che una persona può fare per ridurre il rischio di malattie cardiache, oltre a controllarne gli effetti, è muoversi regolarmente svolgendo una qualche forma di attività fisica. Questo, in combinazione con il mangiare sano e il mantenere un peso moderato.

Uno studio pubblicato sul Journal of Physical Activity and Health e condotto dai ricercatori delle università degli Stati Uniti ha esaminato l’associazione tra sport ed esercizio fisico.

lo studio a lungo termine ha esaminato il modo di fare esercizio fisico su oltre 13.000 soggetti che avevano un’età compresa tra i 45 e i 64 anni quando lo studio è iniziato, nel 1984. Lo studio è andato avanti per 25 anni, fino al 2015.

Lo studio ha trovato che la partecipazione a specifici sport ed esercizio fisico può ridurre sostanzialmente il rischio di malattie cardiovascolari.

In particolare gli sport con racchetta, la corsa, l’aerobica e la camminata nello studio erano associati a un minor rischio di ictus.

Calcio e malattie neurologiche

È stato appena pubblicato sul New England Journal of Medicine uno studio epidemiologico retrospettivo condotto da Mackay e colleghi su 7676 ex calciatori scozzesi professionisti, identificati in un database, che fornisce “buone e cattive notizie” sulle potenziali conseguenze a lungo termine del giocare a calcio a livello professionale. In confronto alla popolazione generale, gli ex calciatori scozzesi presentavano una mortalità più bassa per le malattie neurologiche e non neurologiche comuni (ictus cerebrale e tumori del polmone) – la buona notizia – ma risultavano più elevate la mortalità per malattie neurodegenative e la prescrizione di farmaci per la demenza (la cattiva notizia).

“In particolare – ha commentato il Prof. Gioacchino TedeschiPresidente della Società Italiana di Neurologia e Direttore I Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, A.O.U Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli – dallo studio emerge come tra le malattie neurodegenerative sia riportata una maggiore mortalità per la malattia di Alzheimer mentre sia registrata una minore mortalità per la malattia di Parkinson. I risultati di questo studio si sommano a un filone di ricerca già portato avanti da diversi anni: fermo restando che l’esercizio fisico moderato, l’attività fisica, nonché la pratica sportiva a livelli  più competitivi hanno importanti benefici per la salute, tra cui ridurre il declino cognitivo ed il rischio di manifestare demenza1, alcuni sport di contatto che causano frequenti traumi o microtraumatismi ripetuti possono aumentare il rischio di compromissione cognitiva e neuropsichiatrica, ad esordio tardivo, dopo anni dall’attività agonistica, nonché il rischio di malattie neurodegenerative e di encefalopatia traumatica cronica (CTE)2. Particolarmente determinante – conclude il Prof. Tedeschi – è la durata dell’esposizione a traumatismi ripetuti, piuttosto che l’intensità di singoli, rari episodi traumatici. Questo ultimo dato è tranquillizzante per i calciatori amatoriali, poiché i soggetti a rischio sono solo i professionisti che per anni hanno subito dei micro traumatismi e quindi possiamo tutti continuare a giocare la “partitella” serale”.

Bibliografia:

  1. Xu et al, BMJ Open 2017
  2. McKee et al., Brain 2013

L’allenamento ideale? È scritto nei geni

Disponibile da novembre nei centri medici Cerba HealthCare l’analisi su 34 geni, affiancata dalla valutazione degli specialisti in medicina dello sport. Da un campione di saliva si ottengono indicazioni su potenziale atletico e predisposizione agli infortuni, per definire piani personalizzati ed efficaci. Serve a tutti: atleti, appassionati di fitness, personal trainer

 

 

Siamo più adatti ad attività sportive di potenza o di resistenza? A quale tipo di piccoli infortuni siamo più predisposti? Qual è il nostro tempo di recupero ideale dopo l’esercizio fisico? Sono domande a cui oggi può rispondere in modo molto preciso la genetica, analizzando il DNA estratto da un semplice campione di saliva.

Per la prima volta in Italia questo tipo di test sarà disponibile in un network di ambulatori, quelli appartenenti al gruppo Cerba HealthCare, che affiancheranno all’analisi anche una consulenza specialistica. «Nelle nostre strutture – spiega infatti il CEO di Cerba HC Italia Stefano Massaro – gli atleti, amatoriali o professionisti, sono sempre seguiti da specialisti in medicina dello sport, che interpretano i dati e danno indicazioni sui programmi di allenamento personalizzato, nell’ambito di una valutazione globale del soggetto. Perché, anche quando si tratta di wellness, le competenze di tipo sanitario fanno la differenza».

Oggi sono infatti diffusi test genetici in vendita online che si basano sul fai da te: ricevono i campioni per corrispondenza, analizzano un numero limitato di geni e si limitano a comunicare i risultati al cliente, che spesso non ha gli strumenti per interpretarli correttamente. Cerba HealthCare propone invece MyFitnessGenes, un test preciso al 99% che analizza 43 varianti genetiche da 34 geni, specificamente associati alle performance atletiche.

 

Come funziona – Il test fornisce indicazioni su otto aree chiave che determinano la risposta del fisico ai diversi tipi di allenamento. Molte caratteristiche di un atleta dipendono infatti in modo significativo da fattori genetici: per esempio determinano se si è più portati per gli sport di potenza, con sforzi brevi e intensi, per quelli di resistenza, con maggiore sopportazione della fatica, o per le attività miste.

Altre varianti genetiche sono poi associate all’assunzione massima di ossigeno (VO2), che dà indicazioni sulla capacità aerobica del soggetto; al recupero e alla rigenerazione muscolare dopo l’esercizio fisico; alla necessità di ricarica di energia, con conseguente fabbisogno nutrizionale; all’incremento della massa muscolare.

Non solo, la genetica ha un ruolo nella predisposizione agli infortuni a tendini, cartilagini e legamenti. «Questa è un’area alla quale i nostri specialisti di medicina sportiva riservano da sempre una grande attenzione – spiega sempre Stefano Massaro –. Il test genetico ci consente di personalizzare le raccomandazioni sugli esercizi, adottando le corrette strategie di prevenzione e migliorando le capacità di recupero delle lesioni».

 

Per chi è utile – Conoscere la valutazione genetica del proprio potenziale atletico è utile a qualsiasi età e a qualsiasi livello di pratica sportiva. Il test si fa una volta sola nella vita e i risultati sono sempre validi, spiega Paola Frangi, responsabile diagnostica specialistica di Cerba HC: «Può ricavarne indicazioni sia un atleta di alto livello, che vuole migliorare gli allenamenti specifici e proteggersi dagli infortuni, sia chi si dedica semplicemente al fitness e desidera indicazioni utili per scegliere lo sport o la dieta più efficaci per raggiungere i propri obiettivi». Inoltre, il test può essere utile anche per bambini e ragazzi: «Non certo per predire la nascita di un futuro campione – spiega Frangi – ma per evitare di spingere il bambino, demoralizzandolo, verso uno sport che non è nelle sue corde, e proponendogli invece attività da cui potrebbe trarre più soddisfazione». Il tutto sempre facendosi affiancare dagli specialisti per una valutazione completa di caratteristiche, esigenze e obiettivi di ciascuno.

 

MyFitnessGenes è disponibile in tutti i centri medici Cerba HealthCare.

Per informazioniwww.cerbahealthcare.it

Bambini e Sport, i falsi miti

“Non sudare che ti raffreddi!”, “Non camminare scalzo!”, “Non tuffarti in piscina che fa freddo!”. Quante volte le mamme e le nonne si raccomandano ai bambini quando si accingono a svolgere un’attività sportiva? Otiti, tonsilliti, faringiti, infezioni respiratorie e micosi sono i disturbi che spesso gli adulti chiamano erroneamente al banco degli imputati associandoli all’attività sportiva dei propri bambini. Ma quanto c’è di vero? L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) fa chiarezza su alcuni falsi miti, difficili ancora da sfatare, che ruotano attorno allo sport, attività essenziale per la salute psico-fisica di grandi e piccini.

Studi recenti evidenziano come l’allenamento moderato, svolto in modo regolare senza sottoporre il fisico a particolari stress tipici dello sport agonistico, contribuisca a potenziare la capacità di contrastare l’insorgenza delle infezioni prima che possano insorgere. Il motivo è da ricercarsi nella riduzione dello stato di infiammazione che lo sport esercita sull’organismo.

“Il sistema immunitario ha il compito di difendere l’organismo da agenti infettivi e di regolare il processo infiammatorio – ha spiegato la Prof.ssa Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Parma e Presidente WAidid. Attraverso un’attività fisica moderata, la risposta dei linfociti è migliore nella difesa contro gli agenti patogeni. Già con una sola seduta di attività fisica, infatti, avvengono importanti cambiamenti tra i globuli bianchi capaci di generare e modificare gli anticorpi che riconoscono antigeni specifici sulla superficie dei patogeni, neutralizzandoli.  Questo significa che muoversi rende più forte il sistema immunitario e, di conseguenza, la protezione da possibili stati infiammatori o patologici”.

Ma facciamo chiarezza.

“NON TUFFARTI IN PISCINA CHE FA FREDDO!”

FALSO

Il nuoto in sé non causa l’otite, che piuttosto è da attribuirsi alla mancanza delle basilari regole igieniche o a sbalzi di temperatura che contribuiscono a creare il microclima ideale per batteri e funghi.

L’otite media acuta, molto frequente nell’infanzia per motivi legati a caratteristiche anatomiche dei bambini, è un’infezione dell’orecchio che spesso si verifica in concomitanza con un raffreddore o un’infezione alla gola. Nei piccoli la tuba di Eustachio, cioè il canale che collega la gola e le cavità nasali con l’orecchio, è più stretta e più corta rispetto agli adulti. Il risultato è che eventuali batteri o virus presenti in gola o dietro al naso, a causa di un comune raffreddore, raggiungono più facilmente il cosiddetto orecchio medio, una piccola cavità separata dall’esterno dalla membrana del timpano. Da qui il pus e il dolore, manifestazioni tipiche dell’otite.

Ad avere un ruolo cruciale sono però i fattori immunitari: bambini con un sistema immunitario meno efficiente saranno più predisposti alla malattia, soprattutto se frequentano asilo nido o scuola materna. Al contrario, praticare nuoto si rivela fondamentale per rafforzare le difese immunitarie perché aumenta la produzione di linfociti T, in prima linea nella lotta a virus ed infezioni. Il nuoto, inoltre, risulta particolarmente indicato per i bambini con asma bronchiale in quanto l’immersione in acqua favorisce l’espirazione e l’incremento della ventilazione polmonare risulta moderato.

“NON SUDARE CHE TI RAFFREDDI!”

FALSO

Niente di più sbagliato! I bambini che praticano sport all’aperto hanno una maggiore resistenza fisica e meno possibilità di ammalarsi, perché riescono a rafforzare il sistema immunitario.

In questo caso, raffreddore, tosse, tonsillite non sono legate all’aria aperta in sé, quanto piuttosto all’utilizzo di un abbigliamento non idoneo o a sbalzi di temperatura a cui il bambino può andare incontro se non correttamente lavato e asciugato dopo l’attività.  Contrariamente a quanti molti pensano, praticare attività fisica al freddo non è di per sé una causa di malattie respiratorie più frequenti, neppure nei bambini. Se il bambino è sano, quindi, non c’è motivo di impedirgli di giocare a calcio, fare atletica o andare in bicicletta in inverno. Un bravo istruttore e l’abbigliamento corretto permettono ai bambini di allenarsi e divertirsi in piena sicurezza, senza aumentare il rischio di infezioni.

NON CAMMINARE SCALZO!

VERO (ma solo se non vengono seguite le corrette regole d’igiene!)

I bambini, sia per la loro scarsa attenzione alle questioni igieniche sia per un sistema immunitario non ancora completamente sviluppato, risultano maggiormente esposti al rischio di contrarre infezioni altamente contagiose. Piede dell’Atleta, fungo che causa prurito e piccole piaghe sulla pelle generalmente tra le dita dei piedi, e verruche sono le infezioni più frequenti.

La prevenzione e il rispetto di alcune norme igieniche generali rappresentano il modo migliore per aggirare l’ostacolo. È raccomandato l’uso di ciabatte e teli di spugna personali. Dopo l’attività, lavare il bambino e preoccuparsi di asciugare accuratamente la pelle per non lasciarla umida, prestando particolare attenzione ai piedi e alle dita prima di indossare calze e scarpe. Opportuno, inoltre, far indossare indumenti di cotone e non sintetici. Per chi soffre di arrossamenti alle pieghe, sarà utile applicare una crema a base di ossido di zinco e magnesio silicato.

 “Non solo infezioni – ha concluso la Professoressa Susanna Esposito -. Dal punto di vista fisiopatologico, la pratica di un’attività fisica regolare in età pediatrica rappresenta un’importante forma di prevenzione delle malattie respiratorie e cardiovascolari, dell’obesità delle malattie metaboliche. Uno strumento di prevenzione, quello dello sport, che svolge un ruolo fondamentale per la salute del bambino, di oggi e domani”.

 

Con l’inizio dell’anno scolastico, migliaia sono i genitori che stanno scegliendo l’attività sportiva da fare svolgere ai propri figli.

SPORT ETÀ SUGGERITA DI INIZIO ATTIVITÀ NON AGONISTICA ETÀ SUGGERITA DI INIZIO ATTIVITÀ AGONISTICA
Nuoto 3 anni 8 anni
Sci 4 anni 11 anni
Ginnastica 5 anni 8 anni
Atletica 5 anni 12 anni
Calcio 6 anni 12 anni
Rugby 6 anni 12 anni
Arti marziali 6 anni 12 anni
Basket 7 anni 11 anni
Pallavolo 7 anni 10 anni
Scherma 7 anni 10 anni
Tennis 7 anni 8 anni
Ciclismo 8 anni 13 anni

Ritorna Milano CalcioCity

Dal 27 al 30 settembre 2019 ritorna Milano CalcioCity

Milano CalcioCity è il primo evento dedicato alla cultura e al gioco del calcio: parlato, raccontato e giocato, in tutte le sue forme.

La manifestazione, con la direzione artistica di Stefano Boeri, Alessandro Riccini Ricci e Pierluigi Pardo, si terrà in Triennale e in varie altre sedi e campi da gioco diffusi in tutta Milano e farà parte del palinsesto YESMILANO.

Milano CalcioCity si dedica al calcio e allo sport, al suo racconto, al gioco e alle sue molteplici forme.

CalcioCity vuole tornare al grado zero del calcio: la strada, le storie, lo stare insieme. Il campo da calcio che diventa una piazza dover far convergere mondi tra loro diversi sempre includendo, mai escludendo e promuovendo valori positivi. Non sarà solo calcio parlato, ma anche giocato. Nelle strade e negli oratori. Ovunque ci sarà un pallone, ci sarà un campo da gioco aperto a tutti.

Numerosi saranno i temi trattati: dalle storie dei grandi protagonisti del calcio di ieri e di oggi al racconto che la letteratura, il cinema, la musica e il teatro hanno fatto di questo sport; dalle forme più ludiche di gioco ai progetti di inclusione sociale nelle periferie e al calcio integrato, dalle squadre dilettantistiche al calcio femminile. L’evento vuole anche essere una riflessione sullo stato attuale del calcio per capire, attraverso talk, proiezioni e incontri, in quale direzione futura stia andando.

Milano CalcioCity sarà un evento diffuso e avrà come sede principale Triennale Milano e coinvolgerà tutta la città e i suoi abitanti: dai giocatori di tutte le età ai tifosi, dalle società sportive ai centri ricreativi, con momenti pensati per famiglie, bambini e ragazzi.

La manifestazione è prodotta da Triennale Milano e Agenzia Creativa Immaginario. Milano CalcioCity è organizzata con il patrocinio di Comune di Milano, Regione Lombardia, Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza, Coldiretti Milano Lodi Monza Brianza e con la collaborazione delle principali istituzioni calcistiche a livello locale e nazionale come Istituto per il Credito Sportivo, Associazione Italiana Calciatori, Lega Serie A, Lega Nazionale Professionisti Serie B, Lega Pro, Centro Sportivo Italiano, Inter Campus e molti altri.

Il programma della manifestazione sarà presentato a settembre e le anticipazioni saranno pubblicate sul sito www.milanocalciocity.it.