In Italia, 1 minore su 4 è in sovrappeso

I nostri bambini sono troppo grassi. E’ un problema. Per affrontarlo, l’Ospedale  Sacra Famiglia di Erba (Como) ha istituito recentemente un Ambulatorio di Nutrizione Pediatrica, dedicato a pazienti in età evolutiva da zero ai sedici anni. Una scelta dettata dall’emergenza dell’obesità infantile che attanaglia ormai anche la patria della dieta mediterranea: come attesta l’Istat, infatti, in Italia è in eccesso di peso un minore su quattro, una condizione che riguarda circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti.

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Mangiare a pasto sprona a muoversi

Limitare l’assunzione di cibo ai pasti o praticare il digiuno intermittente, può aiutare le persone in sovrappeso a fare esercizio fisico, a perdere peso e ad evitare complicazioni debilitanti come il diabete e le malattie cardiache.

Un nuovo studio fatto su dei topi e pubblicato nel Journal of Endocrinology ha rilevato che limitare l’accesso al cibo aumenta i livelli di grelina, cosa che può anche aumentare la motivazione a praticare esercizio fisico.

La ricerca rivela che un aumento dei livelli dell’ormone che promuove l’appetito, la grelina, dopo un periodo di digiuno, aveva portato i topi dello studio a iniziare a fare esercizio fisico, volontariamente.

In questo studio, il Dr. Yuji Tajiri e i suoi colleghi della Kurume University School of Medicine in Giappone hanno studiato la relazione tra l’esercizio fisico e livelli di grelina nei topi.

E’ emerso che mantenere una dieta sana, con pasti regolari o praticare il digiuno intermittente, può incoraggiare a fare esercizio fisico in chi è in sovrappeso.

Il medico e il suo team hanno ora in programma di condurre altri esperimenti per confermare questi risultati negli esseri umani.

Le noci possono aiutare a non aumentare di peso

Le noci possono aiutare ad evitare l’aumento di peso, nonostante siano ricche di calorie. Esse hanno una vasta gamma di benefici per la salute. Ad esempio, l’assunzione giornaliera di frutta a guscio può ridurre il rischio di malattie, come il diabete e il cancro, e di mortalità per qualsiasi causa.

Una porzione giornaliera di frutta a guscio può tenere lontano il peso extra che tendiamo a mettere su, da adulti, secondo uno studio fatto l’anno scorso.

Ora, una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista BMJ Nutrition, Prevention & Health, rafforza questi risultati.

Xiaoran Liu, Ph.D., ricercatore associato del Dipartimento di Nutrizione della Harvard TH Chan School of Public Health, a Boston, MA, con alcuni suoi colleghi, ha esaminato gli effetti del consumo di più noci sul controllo del peso.

Lo studio fatto su più di 140 persone libere da qualsiasi malattia cronica all’inizio dello studio, ha analizzato dei questionari fatti ogni 4 anni, con domande sul peso e sul consumo di noci. Il questionario indagava sulla frequenza con cui i partecipanti consumavano porzioni di noci da 28 grammi.

E’ emerso che l’assunzione di giornaliera di mezza porzione di noci era collegato a un rischio minore di aumentare di 2 o più chilogrammi di peso in un periodo di 4 anni.

 

Gli esercizi che contrastano i geni dell’obesità

Il sovrappeso e l’obesità portano migliaia di persone a iniziare una dieta e a fare esercizio fisico, tutte cose che non si seguono facilmente  e che spesso non generano i risultati attesi.

Gli esercizi fisici che vengono eseguiti, le diete prescritte e i fattori genetici hanno alcune implicazioni. E sebbene i risultati possano essere raggiunti, alla fine, per alcuni il processo è più semplice che per altri.

Un gruppo di scienziati dell’Università Nazionale di Taiwan, ha condotto uno studio, analizzando gli esercizi che più aiutano nella perdita di peso, anche le persone geneticamente inclini all’obesità.

In questo studio, pubblicato su PLOS Genetics, sono stati esaminati 18.424 adulti cinesi, le cui età andavano dai 30 ai 70 anni, tenendo conto dell’interazione della genetica con l’esercizio fisico eseguito.

Sono stati utilizzati dati come l’indice di massa corporea, la percentuale di grasso corporeo e il rapporto vita-fianchi.

E’ emerso che cinque esercizi sono più efficaci per perdere peso nelle persone con una maggiore predisposizione genetica all’obesità:

– Correre
– Camminare senza fermarsi
– Camminare intensamente
– Arrampicarsi
– Fare Yoga

Altri sport, come il ciclismo, il nuoto o la danza, non sarebbero invece così efficaci in persone con predisposizione all’obesità.

Tuttavia, lo studio sottolinea che la regolarità influisce anche sul raggiungimento dei buoni risultati e non esclude la pratica abituale di qualsiasi esercizio fisico, oltre a una dieta messa a punto da un medico nutrizionista.

 

L’avocado sopprime la fame

Un nuovo studio pubblicato dal Center for Nutrition Research dell’Illinois Institute of Technology, negli Usa, ha trovato che consumando l’avocado fresco come sostituto dei carboidrati raffinati, si può sopprimere la fame e aumentare la sazietà, negli adulti in sovrappeso e obesi.

Semplici cambiamenti nella dieta potrebbero perciò avere un impatto importante sulla gestione della fame e sul controllo metabolico.

La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Nutrients, ha valutato gli effetti dell’avocado sulla fame e sulla sazietà di 31 soggetti, in sovrappeso e obesi, nell’arco di sei ore.

La ricerca ha scoperto che i pasti che comprendevano l’avocado avevano provocato una riduzione significativa della fame e un aumento del modo in cui i partecipanti si sentivano sazi, stimolando anche un ormone intestinale chiamato PYY, che che dà un senso di sazietà molto prolungato.

L’avocado, secondo lo studio, aiuta pure a limitare i picchi di insulina e di glicemia, riducendo il rischio di diabete e di malattie cardiovascolari includendo grassi e fibre sane, in una dieta quotidiana regolare.

I quattro fattori che restringono il cervello

Alcuni fattori possono influenzare seriamente le capacità mentali.

Gli scienziati dell’Università di Edimburgo, nel Regno Unito, dicono che ci sono quattro abitudini o situazioni specifiche che causano l’invecchiamento precoce del cervello e la riduzione del suo volume:

fumo
pressione alta
obesità
diabete

Lo studio, pubblicato sull’European Heart Journal, per giungere a queste conclusioni ha esaminato in totale 9.772 soggetti, di età compresa tra i 44 e i 79 anni, utilizzando delle risonanze magnetiche.

E’ emerso che i soggetti con l’abitudine di fumare o con situazioni di diabete, sovrappeso e ipertensione, tendevano a ridurre la quantità di materia grigia nel loro cervello.

Il volume del cervello era diminuito e lo stato della sostanza bianca si era deteriorato in modo rilevabile tra i soggetti che avevano partecipato allo studio e che avevano insane abitudini o patologie non controllate.

Più longevi gli anziani in leggero sovrappeso

Si dice che per vivere a lungo ed essere in buona salute non bisogna bere alcol o essere in sovrappeso. Tuttavia, uno studio americano ha prodotto risultati che hanno mostrato il contrario.

Dal nuovo studio, fatto dall’ UC Irvine e chiamato 90+ Study, incentrato sulla longevità è emerso che:

le persone che bevevano quantità moderate di alcol o di caffè vivevano più a lungo di quelle che si astenevano.

Le persone che erano in sovrappeso a 70 anni vivevano più a lungo del normale o delle persone sottopeso.

Oltre il 40 per cento delle persone con più di 90 anni soffriva di demenza mentre quasi l’80% era disabile. Entrambe le condizioni erano più comuni nelle donne.

Circa la metà delle persone con demenza oltre i 90 anni non aveva una neuropatologia sufficiente nel cervello che spiegasse la perdita cognitiva.

Le persone di età pari o superiore a 90 anni con un gene chiamato APOE2 avevano meno probabilità di avere la demenza causata dall’Alzheimer, ma avevano molte più probabilità di avere la neuropatologia del morbo di Alzheimer nel loro cervello.

90+study era stato avviato nel 2003 per esaminare un gruppo di persone parecchio anziane. I partecipanti erano stati visitati ogni sei mesi dai ricercatori che li avevano sottoposti a test neurologici e neuropsicologici.