Bambini, i consigli dei pediatri per un buon sonno

disturbi del sonno con esordio in età neonatale tendono generalmente a protrarsi anche negli anni successivi: nei bambini e negli adolescenti, gli ormoni che stimolano la crescita vengono rilasciati infatti durante il sonno. Anche se sembrano distinti, sonno e alimentazione sono in realtà due aspetti correlati fra loro: come dormiamo incide su come mangiamo e viceversa, infatti, in molti casi uno stile di vita alimentare sbagliato o alcune malattie dell’apparato digerente, influiscono sul corretto riposo notturno.

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Come iniziare l’anno scolastico nel migliore dei modi

Per gli studenti di tutta Italia stanno per riaprirsi le porte della scuola. L’estate e le vacanze sono quasi finite e stanno per lasciare il posto al rientro sui banchi e allo studio.

Per l’occasione la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha stilato un decalogo per affrontare al meglio il ritorno in classe:

Secondo gli esperti della SIPPS l’organismo del bambino ha bisogno di regolarità in tutte le sue funzioni. Questo aspetto aiuta a riprendere il ritmo giusto, quindi:

  1. Impostare l’orario di sveglia adeguato alla ripresa dell’attività scolastica
  2. Andare a letto prima la sera per avere ore di sonno sufficienti a far riposare l’organismo, evitando l’uso di tablet, videogiochi o televisione
  3. Utilizzare un’alimentazione regolare basata su 5 pasti al giorno scanditi come segue: colazione, spuntino di metà mattino, pranzo, merenda, cena, applicando i principi della dieta mediterranea, con cibi provenienti da coltivazione biologica, abbandonando gli inevitabili strappi alimentari fuori programma dell’estate
  4. Finire i compiti delle vacanze dando spazio alla ripresa di periodi di studio alternati al gioco: una ripresa graduale del leggere o dello scrivere serve a non arrivare a scuola con in testa solo il divertimento e il gioco
  5. Programmare o riprendere uno stile di vita sano nell’accompagnare il bambino a scuola: sì a percorsi pedonali condivisi, no all’accompagnamento in auto fin sotto i gradini della scuola
  6. Non trasmettere ansie al bambino per l’organizzazione dei tempi e degli impegni che inevitabilmente i genitori devono considerare nella ripresa della vita quotidiana
  7. Prendersi del tempo tra genitori e figli per ripensare alle esperienze estive (positive e/o negative per memorizzarle e renderle un patrimonio importante nel percorso di crescita)
  8. Coinvolgere il bambino nelle scelte per il nuovo anno scolastico: acquisto di una nuova cartella, ovvero sistemazione degli “arnesi di lavoro” pronti per la ripresa delle attività (penne, astuccio, quaderni, ecc.)
  9. Riprendere i contatti con i coetanei compagni di scuola per ricollegarsi in modo piacevole alla prossima routine scolastica
  10. Pensare all’iscrizione a corsi di sport o di giochi strutturati per l’anno a venire in base alle attitudini del bambino

“Si tratta – spiega il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – di semplici ma efficaci regole per consentire agli studenti di avere un rientro a scuola piacevole e soprattutto graduale.

Fondamentale è anche praticare sport durante il giorno: fare regolare attività fisica scarica lo stress, combatte i malumori in maniera naturale ed è fondamentale per conciliare il sonno”.

“Il decalogo – aggiunge il Dottor Leo Venturelli, Responsabile della Comunicazione e della Educazione alla salute della SIPPS – è inoltre uno strumento per rendere più piacevole il suono della campanella del primo giorno di scuola e per lasciarsi definitivamente alle spalle il ricordo delle nuotate in mare, delle passeggiate in montagna e degli strappi alla regola in tema di alimentazione”.

“Queste regole – conclude il Dottor Luca Bernardo, Responsabile Rapporti con Enti e Istituzioni della SIPPS e Direttore Casa Pediatrica ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano – sono davvero utili per tornare tra i banchi, riaprire i libri e ricominciare a fare i compiti senza particolare stress. Nelle ore serali, infine, si consiglia fortemente di non utilizzare videogiochi, tablet, computer o televisione, che possono provocare ansia e agitazione, anche per vivere a pieno un momento di riunione, che è sempre più raro, in famiglia”.

Chi è ottimista dorme meglio

Uno studio fatto su dei giovani e degli adulti di mezza età ha scoperto che le persone più ottimiste tendono a dormire meglio.

I ricercatori dell’Università dell’Illinois (UI), per giungere a questa conclusione, hanno esaminato più di 3.500 persone di età compresa tra i 32 e i 51 anni.

I livelli di ottimismo dei partecipanti sono stati misurati utilizzando un test. I punteggi dei test andavano dai sei, per i meno ottimisti, ai 30 dei più ottimisti.

Il sondaggio ha anche valutato l’insonnia, la difficoltà ad addormentarsi e il numero di ore di sonno effettivo di ogni notte.

E’ emerso che le persone con maggiori livelli di ottimismo avevano maggiori probabilità di dormire adeguatamente, dormendo da sei a nove ore a notte. Ed avevano il 74 percento in più probabilità di non avere sintomi di insonnia e meno sonnolenza diurna.

“La mancanza di sonno sano è una preoccupazione per la salute pubblica, poiché la scarsa qualità del sonno è associata a molteplici problemi di salute, tra cui maggiori rischi di obesità, ipertensione e mortalità per qualsiasi causa”, ha detto Rosalba Hernandez, professore di assistenza sociale presso UI.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Behavioral Medicine.

Sonno e estate: come rimettersi in sesto

Sonno e estate: un connubio che se ben gestito riesce a contrastare lo stress e la fatica accumulati durante l’anno con un importante beneficio per il nostro cervello e la nostra salute. È il messaggio che la Società Italiana di Neurologia (SIN) vuole trasmettere alla vigilia delle vacanze d’agosto che riguardano la maggior parte degli italiani.

Il nostro sonno è influenzato dalle ore di luce che in estate aumentano riducendo le ore di riposo soprattutto nelle ore serali. Inoltre, in vacanza si arriva stanchi, generalmente si dorme di più al mattino, si schiaccia un pisolino pomeridiano e poi la notte si va a dormire più tardi.

“L’estate – afferma il Prof. Giuseppe Plazzi, Presidente AIMS, Associazione Italiana Medicina del Sonno aderente alla SIN –  rappresenta il momento in cui le persone possono recuperare energia fisica e mentale attraverso un sonno di buona qualità che si ottiene applicando alcune semplici regole: la sera è importante non andare a dormire oltre la mezzanotte e al mattino non dormire a oltranza ma svegliarsi al massimo entro le ore 10. È consigliabile praticare l’attività fisica a inizio giornata per poi riposarsi con un pisolino al pomeriggio per massimo un’ora”.

Per un buon sonno notturno, inoltre, la SIN suggerisce di evitare di cenare tardi e bere alcolici in eccesso; andare a letto con lo stomaco pieno può, infatti, provocare una digestione più lunga e un sonno di pessima qualità.

Se invece è il caldo a causare un sonno disturbato, sarebbe opportuno spostarsi in una stanza più fresca, lontano da rumore e luce, e nel pasto serale privilegiare verdura, frutta e carboidrati che vengono digeriti più rapidamente.

Infine, per le persone che in vacanza stanno sveglie a lungo la sera, è consigliabile tornare agli orari tradizionali prima di rientrare alla vita normale per prepararsi gradualmente a una situazione di privazione del sonno.

Il sonno in viaggio

Partire, che sia per un weekend o per una breve vacanza. Esiste un modo migliore per inaugurare la bella stagione alle porte? Visitare un posto nuovo e scegliere una vacanza particolarmente attiva può essere la ricetta perfetta per sfuggire dalla città e dare una scossa alla propria routine. Le possibilità e le offerte in circolazione sono davvero molte, sia per chi vuole dedicarsi al completo relax, sia per chi, al contrario, ha voglia di fare movimento e rimettersi in forma.

Il viaggio, però, diventa spesso dispendioso in termini di energie fisiche e mentali, per non parlare del cambio di materasso che causa spesso un calo di qualità e quantità del sonno. Il riposo è fondamentale per il benessere e la salute di chi conduce uno stile di vita attivo: il recupero è infatti il momento in cui avvengono i processi fisiologici che determinano il ripristino delle energie spese durante la giornata e un miglioramento delle prestazioni.

Il set da viaggio ReActive firmato Dorelan, da oltre 50 anni azienda di riferimento del settore Bedding, risponde a questa esigenza garantendo comfort e un facile adattamento del corpo al nuovo ambiente: topper, guanciale e trolley, realizzati per assicurare un corretto recupero anche lontano da casa.

Dormire supini peggiora le malattie neurodegenerative

La posizione della testa durante il sonno può avere effetti negativi sulle malattie neurodegenerative.

Dormire sulla schiena potrebbe aumentare il rischio di queste malattie che interessano il cervello, secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease.

“Abbiamo confrontato i ritmi del sonno a casa in pazienti con compromissione della memoria a causa di malattie neurodegenerative con quelli di un ampio gruppo di persone anziane con capacità mentali normali”, ha detto Daniel J. Levendowski, autore principale dello studio e presidente di Advanced Brain Monitoring.

“Dormire a testa in giù (cioè in posizione supina) per più di 2 ore è risultato nello studio un marker notturno essenziale per caratterizzare chi ha problemi di memoria dopo aver controllato fattori come età, sesso, russamento, apnea ostruttiva del sonno e movimenti durante la notte.”

Secondo gli esperti, la posizione della testa durante il sonno potrebbe influenzare la clearance delle proteine ​​neurotossiche nel cervello.

Dormire bene evita l’aterosclerosi

In uno studio, illustrato su Nature, i ricercatori della Harvard Medical School di Boston hanno studiato l’indurimento delle arterie o l’aterosclerosi.

Servendosi di alcuni topi geneticamente modificati per sviluppare l’ aterosclerosi, hanno fatto dormire normalmente alcuni topi, mentre hanno disturbato altri, nel sonno.

Nel corso del tempo i topi che avevano dormito male avevano sviluppato più lesioni nelle loro arterie: le loro placche ateroma erano grandi e gli animali avevano nel loro sangue il doppio degli altri di cellule infiammatorie. Anche il livello di ipocretina – un neuroormone prodotto dall’ipotalamo – era più basso.

Le ipocretine, o orixine, sono neuropeptidi che derivano il loro nome da una contrazione tra le parole “ipotalamo” e “secretine”.

I neuroni ipotalamici che producono l’ipocretina hanno proiezioni che possono essere dirette ad altre regioni del sistema nervoso centrale.

L’ipocretina induce i ratti a svegliarsi, perché ha un ruolo nel sonno e nella veglia.

Per gli autori, il sonno controlla l’emopoiesi, cioè la produzione delle cellule del sangue e protegge contro l’aterosclerosi.

Alcune cellule del midollo osseo, che precorrono i globuli bianchi, hanno recettori dell’ipocretina. In presenza di ipocretina, i topi hanno meno monociti circolanti e meno aterosclerosi. Al contrario, senza ipocretina, i topi hanno più monociti e aterosclerosi.

I ricercatori hanno anche testato l’effetto della supplementazione di ipocretina nei topi.

Maggiore ipocretina aveva permesso ai topi dello studio che dormivano male di produrre meno cellule infiammatorie e di sviluppare lesioni più piccole rispetto ai topi non trattati col supplemento.

Il sonno scarso, dunque, è accompagnato da una diminuzione del livello di ipocretina, cosa che promuove l’ infiammazione e l’aterosclerosi. Ma ci vorrà ancora del lavoro per scoprire se l’ipocretina potrebbe essere usata per una terapia umana.

Una cosa è comunque certa, dormire bene è fondamentale.