Microbiota, comorbidità e conseguenze

La flora intestinale, che viene modificata da fattori ambientali ancora poco conosciuti, determina nel corso della vita diversi tipi di alterazioni e conseguenze: dalle malattie infettive ad altre di tipo intestinale. Specialisti infettivologi e ibidologi a confronto su questo tema

Leggi tutto “Microbiota, comorbidità e conseguenze”

Tre giorni di digiuno riattivano il sistema immunitario

Digiunare per 72 ore può rigenerare l’intero sistema immunitario, secondo un nuovo studio fatto nella University of Southern California.

Quando il corpo ha fame può dare il via alla creazione di nuovi globuli bianchi.

Noti anche come leucociti, questi globuli sono le cellule che il sistema immunitario utilizza per combattere virus e batteri nocivi.

Gli scienziati della University of Southern California hanno scoperto che il digiuno potrebbe essere particolarmente vantaggioso per le persone che hanno sistemi immunitari danneggiati, come i malati di cancro in chemioterapia o le persone con disturbi autoimmuni.

Il professor Valter Longo ha condotto una serie di ricerche scientifiche sul digiuno che sono risultate assolutamente sorprendenti.

L’insulina rende efficiente il sistema immunitario

L’insulina aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue, e le persone i cui corpi che non ne producono abbastanza, o sono resistenti ad essa, sono esposti al diabete e all’obesità, ma anche alle infezioni.

L’insulina, infatti, ha anche un ruolo nel modo in cui i nostri corpi alimentano le risposte immunitarie, secondo gli specialisti del Toronto General Hospital Research Institute (TGHRI) in Canada, che hanno fatto un nuovo studio, per vedere l’impatto dell’insulina sul sistema immunitario.

Il dott. Sue Tsai col suo team ha trovato che le persone con diabete di tipo 2 o con obesità, dunque, a rischio di diabete, hanno risposte immunitarie molto più povere di fronte alle infezioni e agli agenti patogeni, rispetto alle altre persone senza questi problemi.

Una risposta immunitaria rapida ed efficace è vitale per l’efficienza con cui il corpo può distruggere i virus e combattere le infezioni.

Ricerche precedenti avevano rivelato che un tipo di cellule immunitarie chiamate cellule T presenti nel grasso addominale inducono risposte pro-infiammatorie, che influiscono negativamente sulla reattività del corpo all’insulina.

Ciò suggerisce l’esistenza di un importante legame tra l’infiammazione cronica, le risposte immunitarie inadeguate e la resistenza all’insulina.

I risultati del nuovo studio, illustrati sul giornale Cell Metabolism, dicono che l’insulina stimola l’attività delle cellule T, consentendo loro di moltiplicarsi rapidamente e di inviare ulteriori segnali, attivando il resto del sistema immunitario secondo necessità.

Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno lavorato con dei topi geneticamente modificati per esprimere delle cellule T che non avevano i recettori dell’insulina, in modo da simulare la resistenza all’insulina, esponendoli a diversi tipi di agenti patogeni.

Il gruppo di ricerca ha scoperto che le cellule T senza recettori di insulina avevano risposte più deboli e avevano bisogno di più segnali di “pericolo” del solito, per reagire a una minaccia.

Il lavoro apre nuove strade, che in futuro potranno aiutare a creare farmaci per una migliore regolazione del sistema immunitario e per sviluppare trattamenti più efficaci per le malattie infiammatorie.

Il cibo spazzatura modifica i geni

Alcuni ricercatori dell’Università di Bonn, in Germania, hanno scoperto che mangiare cibi grassi e zuccherati influenza il sistema immunitario e i geni ed è la causa dell’aumento delle malattie cardiovascolari e del diabete di tipo 2.

Si sapeva già che il troppo salato, il troppo dolce, il cibo ricco di grassi saturi e povero di fibre non nutre ed è nocivo, ma quelle che non si conoscevano sono le conseguenze di una tale alimentazione sui geni.

Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori, hanno nutrito dei topi con alimenti simili a quelli venduti nei fast-food, trovando che la quella moderna dieta occidentale altera l’espressione di determinati geni, come un’infezione.

“La dieta malsana ha portato ad un inaspettato aumento del numero di alcune cellule immunitarie nel sangue dei topi, in particolare i granulociti e i monociti“, hanno detto i ricercatori dell’Università di Bonn.

E poiché il sistema immunitario innato ha una qualche forma di memoria, crea quindi dei sensori specifici per riconoscere i fast food e reagire di conseguenza.

Dopo un’infezione, le difese del corpo rimangono in una sorta di stato di allarme, in modo che possano rispondere più rapidamente a un nuovo attacco”, dice lo studio.

Queste forti risposte infiammatorie sarebbero la causa dell’aumento delle malattie cardiovascolari e del diabete di tipo 2 nella popolazione.

Nello studio, dopo aver riportato a una dieta normale ed equilibrata i topi, i ricercatori hanno scoperto che i geni modificati “erano ancora attivi quattro settimane dopo l’esperimento”.

Gli scienziati esortano perciò a limitare l’assunzione dei moderni alimenti industriali e dei prodotti trasformati, incoraggiando le persone ad adottare una dieta ricca di frutta e verdura fresca.

ll fast food altera i geni e il sistema immunitario

Mangiare cibo del tipo fast food è come dare al corpo un’infezione batterica, secondo una nuova ricerca, fatta per rilevare come la dieta ricca di grassi influisca sul sistema immunitario.

Gli scienziati dell’Università di Bonn, in Germania, che hanno fatto la nuova ricerca su dei topi, hanno visto che nutrire gli animali con cibi ad alto contenuto di grassi e ad alto contenuto calorico induceva negli animali un’infiammazione sistemica, che persisteva anche dopo che i topi erano tornati alla loro dieta normale.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell, dice che gli alimenti forniti ai topi contenevano molto grasso, zucchero, sale e per lo più non consistevano in frutta fresca, verdura e fibre. Quando un topo li mangiava, la risposta infiammatoria del suo sistema immunitario era simile a ciò che l’organismo avrebbe fatto in presenza di un’infezione batterica.

La dieta malsana provocava un aumento inaspettato del numero delle cellule immunitarie nel sangue dei topi. Questo indica che gli alimenti malsani stimolano una risposta infiammatoria acuta e alterano i geni responsabili della proliferazione delle cellule immunitarie nel corpo.

La cosa più sorprendente è che la riprogrammazione genetica legata al cibo spazzatura rimaneva  nei roditori, anche dopo che i ricercatori li avevano riportati alla loro tipica dieta, a base di cereali per altre 4 settimane.

Perciò, sebbene l’infiammazione si dissipasse una volta che la dieta era stata sostituita da una migliore, i cambiamenti genetici legati ad una risposta immunitaria aggressiva che la dieta precedente aveva comportato, rimanevano.

Questo effetto persistente non è insolito: il corpo usa una sorta di “ricordo” delle sue esperienze passate, per proteggersi meglio in futuro, sebbene quelle esperienze passate siano spesso cose come le infezioni. Quando arriva un pericoloso agente patogeno, l’organismo sblocca le memorie del sistema immunitario in modo che le difese del corpo possano dare una risposta più rapida ed efficace.

Secondo gli scienziati, avere un sistema immunitario sempre stimolato potrebbe avere conseguenze sulla salute e provocare malattie, come il diabete, o problemi cardiaci.

La ricerca fatta dagli studiosi di Bonn ha coinvolto anche degli scienziati provenienti dai Paesi Bassi, dagli Stati Uniti e dalla Norvegia.

Mangiare le caccole del naso rafforza il sistema immunitario

Alcuni scienziati americani in un nuovo loro studio hanno trovato che mangiare le caccole del naso rafforza il sistema immunitario e proteggere i denti dalla carie.

Mettersi le dita nel naso, dunque, non è qualcosa di disdicevole. Secondo lo specialista austriaco, Friedrich Bischinger, nel mondo contemporaneo, l’ossessione dell’uomo per l’igiene ha portato a un aumento delle allergie e delle malattie autoimmuni.

Gli scienziati dell’Università di Harvard e dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts, che hanno fatto il nuovo studio sul muco nasale, dicono che ora vogliono creare un prodotto sintetico, realizzato in gomma o in dentifricio, per fornire gli stessi benefici delle caccole del naso al corpo.

Lo studio pubblicato sull’American Society for Microbiology, dice che il muco nasale ha batteri buoni per il corpo, che lo aiutano a difendersi contro le infezioni respiratorie, le ulcere dello stomaco e anche l’HIV.

Metabolismo e sistema immunitario dipendono dai batteri e dai nutrienti

Ogni pasto innesca un’infiammazione che attiva il sistema immunitario. Ogni volta che consumiamo un pasto, ingeriamo una quantità significativa di batteri e viene attivata una risposta infiammatoria nel corpo che attiva il sistema immunitario, secondo un nuovo studio.

Le persone in sovrappeso potrebbero non avere questa risposta e questo causerebbe lo sviluppo del diabete, secondo questa nuova ricerca i cui risultati sono comparsi sulla rivista ‘Nature Immunology‘.

Lo studio, fatto in Svizzera, spiega anche perché le malattie infettive si verificano più frequentemente nei periodi di carestia.

È noto che il diabete di tipo 2 o diabete dell’adulto conduce ad un’infiammazione cronica con una serie di impatti negativi tramite l’eccessiva produzione di una sostanza coinvolta in questo processo, l’interleuchina-1beta (IL-1beta). Un certo numero di studi clinici hanno quindi trattato il diabete impedendo l’eccessiva produzione di questa sostanza.

Nei pazienti con diabete,  IL-1beta innesca l’infiammazione cronica e provoca la morte delle cellule beta che producono l’insulina, secondo i ricercatori dell’ospedale universitario di Basilea in Svizzera.

Negli individui in buona salute, in breve tempo le risposte infiammatorie hanno un ruolo importante nell’assorbimento degli zuccheri e nell’attivazione del sistema immunitario.

I ricercatori hanno visto che il numero dei macrofagi, un tipo di cellula immunitaria, intorno all’intestino aumenta durante i pasti.

Queste “cellule spazzino” producono l’IL-1beta in quantità variabili, a seconda della concentrazione di glucosio nel sangue.

Questo, a sua volta, stimola la produzione di insulina nelle cellule beta pancreatiche. L’insulina provoca quindi che i macrofagi aumentino la produzione di IL-1beta.

L’insulina e IL-1beta lavorano insieme per regolare i livelli di zucchero nel sangue.

L’effetto deleterio dell’ attivazione cronica del sistema IL-1 beta era già conosciuto, ma non era stato documentato ancora il possibile ruolo fisiologico di questo nel metabolismo del glucosio.

Secondo i ricercatori, il metabolismo e il sistema immunitario dipendono dai batteri e dalle sostanze nutrienti che vengono ingerite durante i pasti.

Con i nutrienti sufficienti, il sistema immunitario è in grado di combattere adeguatamente i batteri estranei.

Al contrario, quando c’è una carenza di nutrienti, le poche calorie rimanenti sono conservate per le funzioni importanti della vita a scapito di una risposta immunitaria.

Questo spiega perché le malattie infettive si verificano più frequentemente nei periodi di carestia.