La chirurgia plastica aiuta a smettere di fumare

La chirurgia plastica ha un vantaggio inaspettato per la salute, aiuta le persone a smettere di fumare, secondo un nuovo studio.

I pazienti sono tenuti a non fumare per almeno un mese prima di qualsiasi intervento estetico, in quanto la nicotina limita il flusso sanguigno e ostacola la guarigione della pelle.

La nuova ricerca pubblicata su Plastic and Reconstructive Surgery (la rivista dell’American Society of Plastic Surgeons) ha trovato che smettere di fumare per un mese aveva portato il 25 per cento dei fumatori a non fumare più, completamente, un altro 40% a fumare occasionalmente e il 70 per cento a sperimentare per la prima volta la rinuncia al fumo.

L’autore capo dello studio, Aaron C. Van Slyke, dell’University of British Columbia, a Vancouver, ha detto che “i chirurghi che chiedono la cessazione preoperatoria del fumo possono influenzare lo stato a lungo termine dei pazienti fumatori”.

Il fumo uccide 7 milioni di persone ogni anno

Il tabacco uccide più di 7.000.000 di persone nel mondo ogni anno. A dirlo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha invitato le autorità a vietare la promozione del fumo e ad aumentare il suo prezzo e la sua tassazione.

In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, l’OMS ha valutato anche l’impatto ambientale del tabacco nel mondo.

E’ emerso che la coltivazione del tabacco è in parte responsabile della deforestazione. Per ogni 300 sigarette, un albero è perduto, dicono gli esperti.

“il tabacco è una minaccia per tutti noi”, ha detto il direttore esecutivo OMS, Margaret Chan, in un comunicato, aggiungend che esso “esacerba la povertà, frena la produttività economica, spinge le famiglie a fare scelte alimentari povere e inquina l’aria interna”.

Il fumo ora uccide più di 7.000.000 persone all’anno, un numero che quasi è raddoppiato dall’inizio del ventunesimo secolo ( i morti causati  dal fumo erano 4 millioni all’inizio del 21esimo secolo).

Il tabacco uccide metà delle persone che lo consumano, secondo la relazione dell’OMS, ed è la principale causa di morte prevenibile tra le malattie non trasmissibili.

Le sigarette contengono più di 7.000 sostanze chimiche tossiche che avvelenano l’ambiente.

La Giornata mondiale senza tabacco è celebrata annualmente, ogni 31 maggio.

Fumare da giovani aumenta il rischio di ictus dopo i 50 anni

Una ricerca britannica ha rivelato che la cattiva abitudine di fumare aumenta il rischio di avere un ictus nelle persone giovani rispetto ai non-fumatori o agli ex fumatori.

Dal 1950, il fumo è associato a un aumentato rischio cardiovascolare, ha detto il team della nuova ricerca, guidato da Ever Grech, del Northern General Hospital di Sheffield, nel Regno Unito.

Dallo studio è emerso che, ogni anno, 60 fumatori sotto l’età di 50 anni, ogni 100 mila persone potrebbero avere un attacco di cuore, rispetto ai 7 non fumatori o ex fumatori dello stesso gruppo di età.

In definitiva, c’è un aumentato rischio di ictus pari a otto volte negli adolescenti che fumano rispetto ai non fumatori. Il pericolo quintuplica tra i fumatori di età compresa tra i 50 e i 65 anni, mentre triplica fra i fumatori che hanno più di 65 anni.

Gli autori dello studio per giungere alle loro conclusioni hanno analizzato i dati di molti pazienti trattati per infarti causati dal blocco di una delle principali arterie cardiache, ha detto un articolo pubblicato sulla rivista ‘Heart’.

Il 49 per cento di essi fumava, il 27 aveva fumato e il 24 non aveva mai utilizzato tabacco.

Molti sottovalutano il rischio del fumo, ma le osservazioni confermano è nociva la pratica di fumare in gioventù, dice lo studio.

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità (OMS), il fumo è una delle più grandi minacce alla qualità della vita che il mondo abbia mai affrontato.

Uccide, secondo l’OMS, quasi 6 milioni di persone all’anno, di cui più di 5 milioni tra i consumatori diretti di tabacco e più di 600 mila tra i non fumatori esposti al fumo passivo.

Il cuore può essere può vecchio della sua età reale

Una ricerca condotta dall’U. S. centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha rivelato che tre americani su cinque hanno un cuore più vecchio della loro età anagrafica.

I ricercatori, basandosi su dei dati raccolti tramite lo studio fatto col programma Framingham su milioni di americani, sono giunti a questa conclusione.

Secondo questo studio, quasi 69 milioni di americani adulti hanno un’età del cuore più vecchia dell’età reale. Il 49% degli uomini e il 39% delle donne hanno un’età cardiaca superiore di circa 5 anni rispetto a quella effettiva.

Per essere più precisi, il cuore degli uomini è più vecchio di 7-8 anni rispetto alla realtà, mentre quello delle donne lo è di 4-5 anni.

In questo contesto, secondo l’American Heart Association, l’età media del primo attacco di cuore è di 64 anni, per i maschi, e di 72 per le femmine.

Ma cosa si può fare per ringiovanire il proprio cuore?

Un’alimentazione sana, un peso forma, unito al movimento fisico e all’abbandono del fumo possono fare la differenza.

E tu vuoi conoscere l’età del tuo cuore? Se sì, fai questo test:

Giornata mondiale contro il fumo: aumentate le vendite delle sigarette

Il consumo di tabacco continua a salire. Questa è la triste rivelazione emersa in occasione del Congresso dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), organizzato in occasione della Giornata Mondiale contro il fumo, che si è celebrata in tutto il mondo il 31 maggio.

Dallo studio annuale dell’Iss e dell’istituto Mario Negri di Milano, è emerso che le vendite delle sigarette sono salite, anche se solo dello 0,5%, con i fumatori che in Italia rimangono stabili e sono 11 milioni.

Il fumo, in Italia, provoca tra i 70 e gli 85mila morti ogni anno, di cui il 10% solo per il fumo passivo.

Nonostante una riduzione dei fumatori avvenuta in seguito alla legge Sirchia, che ha introdotto il divieto di fumo nei locali pubblici (entrata in vigore nel 2005), ora è sostanzialmente stabile la percentuale di coloro che non rinunciano alle sigarette.

Fumare può far scomparire il cromosoma Y negli uomini

Fumare può far scomparire cromosoma Y dalle cellule del sangue degli uomini.

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista ‘Science’, ha trovato che gli uomini che fumano perdono il cromosoma Y nelle cellule del sangue, più frequentemente rispetto ai non fumatori. Più fumano e meno cromosomi Y hanno.

Questa perdita del cromosoma Y potrebbe spiegare perché i maschi fumatori sono a più alto rischio di cancro delle fumatrici.

“Le cellule che perdono il cromosoma Y… non muoiono”, ha detto uno degli autori dello studio Lars Forsberg, dell’Università di Uppsala in Svezia. “Ma noi pensiamo che abbiano una funzione biologica perturbata”.

Le cellule immunitarie nel sangue che hanno il compito di combattere il cancro possono essere ostacolate in questo loro compito, senza il loro cromosoma Y, ha detto Forsberg.

Il cromosoma Y è uno dei due cromosomi che terminano il sesso maschile, che hanno un cromosoma X e uno Y, mentre le donne hanno due cromosomi X.

La mancanza del cromosoma Y è più comune negli uomini anziani che negli uomini più giovani, secondo lo studio.

Quando manca un cromosoma, in genere la cellula muore, ma questo non avviene con la perdita del cromosoma Y.

La buona notizia è che “quando si smette di fumare, questi cloni cellulari con perdita del cromosoma Y scompaiono dalla circolazione” ha detto Forsberg.

La perdita del cromosoma Y nel sangue ha poco a che fare con la virilità, nonostante l’associazione del cromosoma con il sesso.

“Il cromosoma Y è coinvolto nella determinazione del sesso e nella riproduzione” ha spiegato Forsberg.

La perdita del cromosoma Y è invece legata a un maggior sviluppo del tumore.

Il fumo favorisce l’obesità, anche quello passivo

Per più di 50 anni, si è ritenuto che le sigarette aiutassero a essere snelli, ma un nuovo studio ha trovato l’esatto contrario. Il fumo causa un aumento di peso.

Una ricerca della Brigham Young University ha trovato che il fumo di sigaretta non sopprime l’appetito e non porta alla perdita di peso.

Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Physiology: Endocrinology and Metabolism dice di tenere lontani i bambini dall’esposizione al fumo, perché il fumo passivo aumenta il rischio di problemi cardiovascolari o metabolici.

Nella ricerca, i topi esposti al fumo hanno guadagnato peso.

Si sospetta che il fumo provochi nel corpo l’insulino-resistenza, che rende difficile all’organismo bilanciare i livelli di zucchero nel sangue e causa il diabete di tipo 2.

Il fumo passivo nei topi alimentati con una dieta ad alto contenuto di zuccheri ha provocato danni irreversibili, oltre all’aumento di peso.