Family day aziendali per superare le crisi familiari

Secondo i dati Eurispses, il tasso di separazione in Italia, negli ultimi venti anni, è aumentato da 14,4 a 43,4 su 100 matrimoni e quello dei divorzi è passato da 8,8 a 26,3 su 100.  Il maggior numero di scioglimenti si registra al Nord (54,6%), ma i valori crescono anche al Centro (dal 17,8% del 1991 al 22,1% del 2011) e al Sud, dove i casi sono più che raddoppiati in valori assoluti (da 5.482 nel 1991 a 12.562 nel 2011). Le cause di questi incrementi non sono facilmente identificabili o perlomeno non lo sono in maniera netta. Tuttavia pare che le probabilità di divorzio aumentino nel caso di determinati percorsi di carriera lavorativa che richiedono molto tempo e quindi riducono le ore di presenza in casa. Si parla quindi di Manager, Ceo e di tutte le altre figure manageriali a capo di un’azienda. “Tutto questo ha portato le aziende ad avere un’attenzione maggiore verso la Corporate Social Responsibility, cioè l’impegno dell’impresa a comportarsi in modo etico e corretto, andando oltre il semplice rispetto della legge, e arricchendo le scelte di gestione con considerazioni etiche, sociali e ambientali.” – afferma Emanuele Davenia,  Founder di KIDS ANIMAZIONE and event creator for kids che ha fondato la sua società nel 2012, specializzata nell’organizzazione di veri e propri Family Day.

“I family day aziendali non sono semplicemente una moda –  spiega Emanuele – ma iniziative sempre più adottate da aziende italiane e straniere e incluse nei piani di HR management e social responsability. Una giornata trascorsa in azienda con la famiglia può avere un impatto addirittura superiore a quello di un team building fatto con i colleghi” , continua Emanuele Davenia. Attraverso attività di questa natura, si crea quindi una sorta di ‘osmosi’ tra le aziende e le famiglie. I bimbi entrano finalmente nel vivo dell’attività aziendale dei genitori, comprendendone il valore e la mission, sentendosi inclusi e coinvolti.

“Ma perché un Family Day sia efficace va organizzato con criteri e accortezze precise”, aggiunge Davenia, che ha alle spalle una significativa esperienza nel settore della progettazione e realizzazione di grandi eventi aziendali e attualmente fornisce consulenze di marketing a diverse agenzie di animazione. “Per creare questo coinvolgimento, infatti, vengono organizzate esperienze di brand pensate ad hoc, tali da far vivere ai bimbi un’esperienza quanto più reale possibile. Non si tratta solo di aprire le porte dell’azienda per un giro turistico dei vari reparti e neppure di intrattenere i figli dei dipendenti con giochi e svaghi di ogni tipo. L’obiettivo finale è aumentare l’engagement del personale attraverso un’esperienza ad alto impatto emotivo, vissuta con la propria famiglia. Per un giorno l’ordinario posto di lavoro si trasforma in un luogo straordinario, ricco di significati positivi da condividere con i propri cari e i colleghi” – conclude Davenia.

Separazione: tenore di vita sì, ma solo fino al divorzio

“La Cassazione non si contraddice, in regime di separazione vale il principio del vincolo coniugale che lascia intatto il dovere di assistenza”
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da Berlusconi, confermando  il  principio del diritto del coniuge più debole a mantenere il tenore di vita matrimoniale e lasciando immutata  la sentenza con cui la Corte d’appello di Milano, nel 2014, aveva quantificato l’assegno mensile di mantenimento a favore della Sig.ra Veronica Lario, a due milioni di euro, riducendolo rispetto ai tre milioni stabiliti dalla sentenza di separazione.
“Contrariamente a quanto potrebbe apparire, il Supremo Collegio non si contraddice affatto rispetto a quanto affermato qualche giorno prima nella nota sentenza 11504 dell’11 maggio, sul principio di “autosufficienza” quale parametro per il riconoscimento dell’assegno di divorzio, in luogo di quello tradizionale legato al tenore di vita. – Spiega l’Avvocato Donatella De Caria, che da molti anni si occupa della materia del diritto di famiglia – A differenza del precedente caso, infatti, dove i Supremi giudici erano stati chiamati a decidere sulla domanda di riconoscimento dell’assegno divorzile proposta da un ex coniuge nei confronti dell’altro (un ex ministro), nel secondo caso, riguardante il ricorso proposto da Berlusconi nei confronti della moglie, la Corte affronta una  questione riguardante l’assegno di mantenimento dovuto in costanza di separazione (e non di divorzio). In costanza di separazione, le parti sono ancora marito e moglie, mentre nel divorzio, il matrimonio si scioglie e ciascuno riacquista il proprio stato libero.  In questa seconda sentenza riguardante i celebri coniugi – continua De Caria – viene semplicemente ribadito il principio che il permanere del vincolo coniugale durante la separazione lascia intatto il dovere di assistenza, cui sia il marito, sia la moglie sono obbligati fin dalla celebrazione del matrimonio e pertanto il diritto del coniuge più debole a vedersi riconosciuto il precedente tenore di vita.  Al contrario, nella precedente sentenza la Cassazione evidenzia che il divorzio recide, in modo definitivo, i rapporti tra i coniugi, compresi quelli di carattere economico e patrimoniale. I tempi per godere dell’assegno di mantenimento e quindi del precedente tenore di vita, sono, tuttavia, oggi, dopo le recenti riforme, piuttosto brevi – conclude De Caria – in quanto al divorzio si perviene in tempi brevissimi, cioè di sei mesi (in caso di separazione consensuale) o di un anno (in caso di separazione giudiziale) decorrenti dalla data di comparizione davanti al Presidente del Tribunale”.

Nuovi criteri per l’assegno di divorzio

Nuovi criteri per l’assegno di divorzio. Conta l’autosufficienza economica, non più il tenore di vita
Il nuovo e più moderno orientamento della Corte di Cassazione sull’assegno di divorzio, con molta probabilità cambierà le regole sull’assegno divorzile. Il cambiamento epocale, iniziato dal Legislatore con l’equiparazione dei figli nati fuori dal matrimonio e con la legge Cirinnà sulle unioni civili, sembra non fermarsi.
Anche la Corte di Cassazione sembra voler procedere verso un concetto più moderno di matrimonio. Con la Sentenza n. 11504, (depositata in data 10.05.2017), i Supremi Giudici, nel respingere il ricorso proposto dalla ex moglie  di un ex Ministro,  la quale si era vista negare l’assegno di divorzio nei precedenti gradi di giudizio, muovendosi nel senso di superare definitivamente la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come sistemazione definitiva,  ha affermato: “E’ ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, (ed) in quanto tale (è) dissolubile.
La Corte ha stabilito, quindi, che una volta sciolto il matrimonio, (o cessati degli effetti civili del matrimonio concordatario), il riconoscimento dell’assegno di divorzio rimane condizionato all’accertamento giudiziale della mancanza di “mezzi adeguati” dell’ex coniuge che richiede l’assegno o, comunque, dell’impossibilità dello stesso di procurarseli per ragioni oggettive e che grava su quest’ultimo l’obbligo di dimostrare in giudizio la sussistenza di tali presupposti.
Il parametro per stabilire l’adeguatezza o l’inadeguatezza dei redditi, fin dalla fine degli anni ’70 ed ancora di più, dopo le pronunce della Corte di Cassazione a  Sezioni Unite risalenti al 1990, veniva individuato dai Tribunali e dalla stessa Cassazione nel “tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente e ragionevolmente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio stesso”.
“A distanza di quasi ventisette anni – spiega l’Avvocato Donatella De Caria, che da molti anni si occupa della materia del diritto di famiglia –  la Suprema Corte ritiene che  tale orientamento non sia più attuale e che  il  parametro di riferimento, cui rapportare il giudizio sull’adeguatezza-inadeguatezza dei “mezzi” dell’ex coniuge che richiede l’assegno di divorzio e sulla possibilità impossibilità “per ragioni oggettive” dello stesso di procurarseli, vada individuato nel raggiungimento dell’ indipendenza economica del  richiedente: se è accertato che quest’ultimo è “economicamente indipendente” o è effettivamente in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto il relativo diritto. Tale sentenza – continua l’Avvocato De Caria  – sta producendo reazioni contrastanti nell’opinione pubblica,  c’è chi considera epocale la sentenza che ristabilisce una vera e propria parità di genere, ma c’è anche chi sostiene il contrario, in quanto  con questo provvedimento il coniuge ‘più debole’ resterebbe tale. Credo invece – spiega la De Caria – che la sentenza non sia né contro l’uomo, né contro la donna, visto che sempre più spesso, oggi, la donna produce redditi superiori a quelli del  marito, rivestendo ruoli importanti nell’ambito lavorativo e può essere quindi considerata il coniuge “economicamente più forte”. Si tratta, bensì, di una sentenza che rilegge in chiave moderna e laica il concetto di matrimonio, come atto di libertà e di autoresponsabilità dissolubile”.

Angelina Jolie vuole divorziare da Brad Pitt

Angelina Jolie vuole mettere fine al suo matrimonio con Brad Pitt. L’attrice ha presentato la richiesta di divorzio in tribunale e ha chiesto la custodia dei sei figli: Maddox, Pax, Zahara, Shiloh e i gemelli Knox e Vivienne, per “la salute della famiglia”.

I due attori sono stati negli ultimi anni una delle coppie più famose di Hollywood, con dodici anni di relazione e due di matrimonio.

Brad Pitt e Angelina Jolie avevano formalizzato la loro unione nel 2014 con una cerimonia privata in un villaggio della Provenza, in Francia.

Secondo fonti citate da TMZ, l’attrice non approva i metodi educativi di Brad e si sarebbe stancata dell’usanza del marito di fumare marijuana e bere alcolici, temendo per i suoi figli.

L’attrice ha chiesto non ricevere alcun tipo di rendita o di supporto economico da parte di suo marito.

Vari media americani e internazionali hanno scritto che ci sarebbe anche tra i motivi della richiesta di divorzio una presunta infedeltà di Pitt con l’attrice francese Marion Cotillard, con cui l’attore ha lavorato durante le riprese del film ‘Allied’, in cui entrambi sono i protagonisti.

Melanie Griffith e Antonio Banderas si sono separati

Melanie Griffith e Antonio Banderas si sono separati. L’attrice, 56 anni, ha presentato domanda di divorzio il 6 giugno, dopo 18 anni di matrimonio.

Si ritiene, però, che la coppia stesse da tempo aspettando il momento giusto per annunciare la rottura del loro rapporto.

I due si sarebbero separati “diversi mesi fa”, nonostante abbiano annunciato la rottura del loro legame solo il 6 giugno.

In un comunicato congiunto Melanie e Antonio, 53 anni, hanno detto: abbiamo deciso di porre fine il nostro matrimonio in modo amichevole onorando e rispettandoci, così come rispettiamo la nostra famiglia, gli amici e il tempo bello che abbiamo trascorso insieme.

Anche l’affido della loro figlia 17enne sarà congiunto.

Chris Martin: mi sono separato da Gwyneth Patrow per colpa mia

Per la prima volta, dalla sua separazione, il cantante Chris Martin ha parlato della fine del suo rapporto con l’attrice Gwyneth Patrow.

Martin ha detto che è colpa sua se con l’attrice si sono separati dopo dieci anni di matrimonio.

Gwyneth e Chris sono genitori di due bambini e hanno annunciato nel mese di marzo che si sarebbero separati.

Durante la realizzazione del nuovo album con la sua band Coldplay, Martin ha detto di essere il fulcro dei suoi problemi e che deve lavorare su se stesso per poter essere una persona migliore, anche se è improbabile che il matrimonio con Gwyneth potrà essere recuperato.

Martin, oltre che sul suo carattere, sta lavorando anche sul suo fisico, dato che, recentemente, si fa aiutare da un personal trainer, raccomandatogli dal rapper Jay-Z.

Gwyneth Paltrow e Chris Martin si separano

Gwyneth Paltrow e Chris Martin hanno annunciato “con il cuore pieno di dolore” la loro separazione, dopo 10 anni di matrimonio.

La famosa attrice e suo marito, membro della popolare band Coldplay, hanno annunciato martedì, sul sito “Goop” della diva, la loro decisione di divorziare.

La Paltrow, 41 anni, e Martin, 37 anni, si erano uniti in matrimonio nel dicembre 2003 e hanno due ragazzini, Apple e Moses.

Annunciando la loro separazione, i due ex coniugi hanno fatto sapere che congiuntamente si prenderanno cura dei loro figli.