Viaggio fotografico alla scoperta del Senegal

Sabato 19 Gennaio, alle ore 18:00, presso la Galleria “Il Sipario” di Giulianello (LT), verrà presentato il libro fotografico “Diritti all’obiettivo. Viaggio fotografico alla scoperta delle periferie, dei paesaggi e dei volti del Senegal”. Si tratta di un racconto ricco di emozioni, ricordi, sensazioni, affetti; un album di immagini di donne, bambini e uomini che ogni giorno vivono in un contesto diverso e difficile. Ad essere protagonisti sono soprattutto le persone, con le loro storie e i propri sogni. Nelle pagine però c’è anche altro: Dakar, i suburbi, Camberene, Pikine, i villaggi, la discarica.

Le fotografie sono state scattate da volontari dell’Associazione Diritti al Cuore Onlus, ponte solidale tra Italia, Senegal e Gambia dove opera per l’affermazione dei diritti umani e il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche. I proventi della vendita serviranno all’autofinanziamento delle progettualità portate avanti in Senegal: visite mediche gratuite, supporto alle donne che studiano medicina ed infermieristica, sostegno a distanza per bimbi, microcredito per piccole attività commerciali e centro polifunzionale per la formazione, la prevenzione sanitaria e l’assistenza legale e medica.

Come si legge nella nota all’evento – l’iniziativa in programma è organizzata e promossa in collaborazione con l’associazione culturale “Il Sipario”, ed inaugura l’attività sul territorio di Oltreconfine, progetto nato alla fine del 2018 dalla volontà di persone con comuni valori e ideali di solidarietà e partecipazione democratica alla vita civica e politica di Cori e Giulianello, con l’obiettivo di contribuire a vincere le battaglie in difesa degli “ultimi”, per la valorizzazione e attuazione dei diritti civili, politici e sociali, patrimonio fondamentale che rende la vita di ciascun individuo degna di essere vissuta.

Primo World Water Forum nell’Africa subsahariana

La 9ª edizione del World Water Forum, il più grande evento mondiale legato all’acqua, si terrà per la prima volta nell’Africa sub-sahariana. Il nono World Water Forum, organizzato dal World Water Council e dal governo del Senegal, si svolgerà nell’area metropolitana di Dakar la terza settimana di marzo del 2021 e il tema sarà “Water Security for Peace and Development” (Sicurezza idrica per la pace e lo sviluppo). L’evento mobiliterà leader mondiali, professionisti e società civile per affrontare il tema dell’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari e alle questioni correlate in modo integrato.

L’accordo con il quale il Senegal e il World Water Council iniziano i preparativi per la nona edizione di questo significativo evento internazionale è stato firmato a Dakar, in Senegal, il 22 giugno, durante una speciale cerimonia. Il Presidente del Consiglio mondiale dell’acqua Benedito Braga e il primo ministro della Repubblica del Senegal Mahammed Boun Abdallah hanno rappresentato le diverse parti.

La nona edizione del World Water Forum vuole riunire i politici e gli attori coinvolti nei temi idrici di tutto il mondo per fare leva su un’azione collettiva per l’Africa e le altre regioni e per promuovere una forte cooperazione all’interno del continente e del resto del mondo per accelerare i progressi fatti verso gli obiettivi globali. Di fatto, migliorie marginali non saranno sufficienti per far fronte a una rapida urbanizzazione, resistere ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali o per fornire servizi igienici adeguati.

“Lo scopo del World Forum è di avvicinare esperti di temi idrici e professionisti con i decision-maker. Vogliamo che al Forum partecipino ministri, capi di stato, parlamentari, sindaci e governatori locali, per condividere la conoscenza e per fare in modo che si mobilitino sull’uso razionale dell’acqua e della sicurezza idrica globale”, spiega il Presidente del Consiglio mondiale dell’acqua, Benedito Braga.

Il cambiamento climatico continua ad avere effetti devastanti a livello globale. La siccità e le inondazioni sono aumentate in tutto il mondo e si prevede che peggiorino entro il 2030. Il World Water Council è consapevole che la sicurezza delle risorse idriche mondiali passa per l’aumento dei flussi finanziari per le infrastrutture idriche, per lo sviluppo di conoscenze e capacità e per il rafforzamento di pratiche di governo e gestione.

La necessità di agire sulle questioni idriche a livello globale significa che la coesione e le soluzioni comuni sono sempre più necessarie. Il 9º World Water Forum sarà il punto d’incontro globale per le questioni idriche e spera di poter catalizzare un notevole impatto all’interno del continente ospite. Questo evento rappresenta un punto d’incontro internazionale per discutere dei problemi idrici e trovare soluzioni per affrontare le sfide più urgenti. Il World Water Council invita tutti a unirsi al più grande evento mondiale sul tema dell’acqua, riunendo capi di stato, ministri, decision maker di alto livello, esperti idrici e professionisti, autorità locali e accademici. Fondato dal World Water Council, il World Water Forum pone l’acqua saldamente al centro dello sviluppo globale e rappresenta una chiamata all’azione per garantire futuro alle risorse idriche.

Nasce Wami, l’acqua con una missione sociale

Bere acqua fa bene, oggi ancora di più con WAMI, l’acqua con una missione.

WAMI è una startup che sta rivoluzionando il mercato nazionale dell’acqua, un nuovo brand di acqua oligominerale con una particolarità: con ognuna delle sue bottiglie si donano 100 litri di acqua potabile a chi ancora oggi non ha accesso a questa risorsa. Nel mondo infatti l’acqua continua ad essere un bene irraggiungibile per ben 700 milioni di persone, una cifra superiore all’intera popolazione europea.

Attualmente WAMI sta realizzando con Fondazione ACRA un acquedotto che garantisce l’accesso all’acqua potabile direttamente nella propria abitazione a 53 famiglie della comunità di Eguilaye in Senegal, nella regione di Tenghory.

WAMI si fonda su un meccanismo che si auto-alimenta: ha inizio individuando la comunità bisognosa e analizzando il sottosuolo per trovare una falda acquifera sicura e sostenibile. A questo punto si procede con la realizzazione del progetto idrico (pozzo, acquedotto…), istruendo gli abitanti del villaggio a mantenere adeguatamente le strutture donate. Solo dopo aver realizzato il progetto, WAMI recupera quello che è stato investito tramite la vendita delle bottiglie. In questo modo chiunque acquisti una bottiglia di Wami può già sapere quale progetto sta rifinanziando sul sito www.wa-mi.org

In occasione dell’operazione in Senegal, la startup ha ideato un nuovo prodotto, la WAMI Urban bottle, una borraccia pensata come la soluzione perfetta ed eco-friendly per portare il progetto di WAMI sempre con sé: leggera perché realizzata in acciaio inossidabile 18/8 e sostenibile in quanto riutilizzabile all’infinito e CO2 neutral.

Precedente a questo progetto, il primo pozzo costruito da WAMI è stato inaugurato nel 2016 in Etiopia presso la scuola di Ilu Dhina, dove serve oltre 900 bambini e circa 300 abitanti dei villaggi vicini.

WAMI significa “water with a mission” e nasce quando Giacomo Stefanini, il suo giovane fondatore, si trovava negli Stati Uniti per studiare. Durante un corso universitario di Corporate Social Responsibility ha conosciuto un nuovo modo di fare azienda che si sta diffondendo in tutto il mondo e che ha come obiettivo il valore sociale generato, e non il profitto. Questo nuovo modello chiamato “Buy One, Give One” consiste nel donare a chi ne ha bisogno il prodotto che compriamo per noi stessi, facendo un acquisto consapevole e responsabile.

Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti finora. A un anno dalla nascita di WAMI abbiamo già all’attivo due progetti e puntiamo a vederne realizzati entro un anno altri sei. Alcuni consentiranno, per esempio, di espandere la rete idrica in Senegal nei villaggi limitrofi a quello attuale”. – dice Giacomo Stefanini, fondatore di WAMI. “La parola chiave è trasparenza, dato che chi acquista WAMI sa già quale opera sta sostenendo. Bottiglia dopo bottiglia, grazie al contributo che ognuno vorrà dare per sostenere il nostro progetto, vogliamo dare l’accesso all’acqua potabile al maggior numero possibile di persone nel mondo”.

WAMI è un’acqua oligominerale che sgorga sulle Alpi a 650 metri sul livello del mare e viene imbottigliata utilizzando solo packaging completamente riciclabile.

Disponibile nei formati da 0,5L e 1,5L in PET e nel formato da 0,75L in vetro, l’acqua WAMI è distribuita in numerosi bar e ristoranti tra Milano, Bologna, Torino e la riviera romagnola; è presente in tutti i Carrefour Iper e in 200 Carrefour Market sparsi in tutta Italia con i formati PET 0,5L e vetro 0,75L; inoltre  in tutti i negozi Bio c’ Bon e online su Weygo.com.

 

Gambia e Senegal: rischio di emergenza umanitaria

Gambia e Senegal: Save the Children, rischio di emergenza umanitaria. Decine di migliaia di bambini sono già sfollati

 

 Decine di migliaia di bambini sfollati dalle loro case a causa delle violenze politiche in atto in Gambia stanno per riversarsi in ospedali, scuole e altri servizi pubblici nelle aree di confine tra il Paese e il Senegal. Questa la denuncia di Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti, che lancia l’allarme sul rischio di un’emergenza umanitaria su entrambi i lati del confine tra i due paesi.

Le tensioni in Gambia sono cresciute all’inizio dell’anno, nonostante il Segretario Generale entrante delle Nazioni Unite abbia chiesto ai cittadini, ai governi e ai leader politici un sforzo per superare le differenze e mettere la pace sopra ogni altro obiettivo. Secondo le stime delle Nazioni Unite circa 50.000 persone, nella grande maggioranza donne e bambini, hanno già lasciato i principali centri urbani del Gambia per raggiungere il confine del paese verso il Senegal. “Si tratta di bambini in fuga che si stanno spostando verso un’area dove i servizi pubblici e le strutture sanitarie sono già messe a dura prova”, spiega Bonzi Mathurin, Direttore di Save the Children in Senegal.

Alcune scuole che in Gambia avrebbero dovuto riaprire il 9 gennaio, sono invece rimaste chiuse e molti genitori hanno troppa paura di far frequentare quelle rimaste aperte ai loro figli. Un numero significativo di scuole hanno consigliato ai genitori di tenere a casa i propri figli fino a nuovo avviso. Molti bambini del Gambia si sono iscritti a scuola in Senegal, dove però viene insegnato il francese e non l’inglese come avviene in Gambia.

Gli ultimi dati forniti dal governo indicano che circa 26.000 persone hanno già attraversato il confine tra il Senegal e il Gambia dopo le elezioni, aumentando la pressione sulle comunità locali di questa area. “La migrazione tra il Gambia e il Senegal è stata sempre relativamente fluida, poiché molte persone che vivono in quest’area hanno membri della loro famiglia su entrambi i lati del confine. Tuttavia questo movimento improvviso e massiccio di persone potrebbe sopraffare i servizi pubblici, che stanno già combattendo per affrontare un’emergenza umanitaria”, spiega ancora Mathurin. “Durante gli spostamenti di massa delle persone, i bambini sono quelli più vulnerabili, perché perdono l’ambiente protetto della scuola, della famiglia e della comunità. In questi casi aumenta il rischio di violenze di genere, di mutilazioni genitali femminili e di matrimoni precoci. I più piccoli sono inoltre quelli più esposti a malattie mortali come la diarrea e la malaria, quando le strutture sanitarie non funzionano come dovrebbero. Per questo motivo è fondamentale fare in modo che questi bambini possano avere accesso ai servizi di base in questo periodo difficile”.

Le strutture sanitarie in Gambia sono ancora in funzione, ma la maggior parte dei medici stranieri hanno lasciato il paese, aumentando la pressione sulle strutture sanitarie pubbliche. Secondo l’Associazione dei Medici e Dentisti del Gambia, il sistema sanitario del paese non sarebbe in grado di far fronte a qualsiasi focolaio di violenza.

Save the Children ha messo in atto un piano di emergenza ed è pronta ad assistere la popolazione attraverso al distribuzione di aiuti in Senegal. L’Organizzazione è inoltre impegnata con i propri partner in Gambia e in Senegal per stabilire le aree che hanno maggiore necessità di intervento per raggiungere quelle dove è più urgente dare assistenza.

 

Bill Gates beve l’acqua estratta dagli escrementi

Il miliardario americano Bill Gates ha investito nella creazione di una macchina che estrae acqua potabile ed energia dalle feci umane.

L’apparecchiatura è in grado di generare 85 mila litri di acqua e di elettricità ed è il primo prototipo, realizzato negli Stati Uniti, che verrà spedito in Senegal.

La macchina, chiamata Omniprocessor, è stata progettata e costruita da Janicki Bioenergy, che ha ricevuto i fondi dalla Fondazione di Bill e Melinda Gates.

Per il fondatore di Microsoft, è possibile salvare tante vite con questa apparecchiatura, finalizzata a prevenire le malattie causate dall’acqua contaminata.

Ebola: primo caso accertato in Senegal

L’epidemia di Ebola, che ha provocato più di 1.500 morti, continua la sua inesorabile avanzata e ha toccato un quinto paese dell’Africa occidentale, il Senegal, dove un primo caso è stato annunciato venerdì dal ministro della sanità, Awa Marie Coll-Seck.

Il primo caso di febbre emorragica è stato accertato nel Paese, dopo diversi falsi allarmi.

Ad essere ammalato è un giovane uomo che è stato posto in quarantena, dopo che i risultati dei test hanno dato risultati positivi alla malattia..

Il paziente era appena arrivato dalla vicina Guinea.