Sorrento, festeggiamenti in occasione di Sant’Anna, una proposta

Il Grand Hotel Excelsior Vittoria, storico hotel di Sorrento e simbolo dell’ospitalità italiana di alto livello, grazie alla sua posizione privilegiata che abbraccia il Golfo di Napoli, sarà la location ideale per assistere ai festeggiamenti in occasione di Sant’Anna, il prossimo31 luglio 2017.

Ancora oggi, la suggestiva celebrazione di Sant’Anna, patrona del borgo marinaro di Marina Grande a Sorrento, è uno degli appuntamenti principali e più sentiti nella zona, che combina fede e folklore celebrando le tradizioni locali. 
In questa occasione il Grand Hotel Excelsior Vittoria organizza sulla panoramica Terrazza Vittoria un raffinato evento culinario, il cui delizioso menù sarà curato dall’Executive Chef dell’Hotel, Antonino Montefusco, sorrentino di nascita, mix di genio e sregolatezza, tenuto assieme da grande rigore, passione e tecnica. Si tratta un evento unico in quanto in via eccezionale la Terrazza sarà adibita a ristorante. Lo Chef proporrà ingredienti ed abbinamenti legati al “fil rouge” della serata, che resta, come  ogni anno, top secret fino alla fine, rendendolo un appuntamento unico  in una delle strutture più eleganti di Sorrento.

A fare da sfondo a questo evento d’eccezione saranno gli splendidi fuochi d’artificio di Sant’Anna, che gli ospiti, a seguito della cena, potranno ammirare da una posizione privilegiata sulla Terrazza Vittoria, esclusivo punto d’osservazione per lo spettacolo pirotecnico, che illuminerà la notte sul Golfo di Napoli.

L’evento può essere inoltre l’occasione ideale per un assaggio degliesclusivi cocktail dell’Excelsior Vittoria per la stagione 2017, legati adImagine, il tema scelto dall’hotel per questa estate, che dà il nome al signature cocktail Imagine.

Un braccialetto smart per la diagnosi e il controllo del Parkinson

Diagnosticare il morbo di Parkinson precocemente o monitorare la malattia, nel suo inevitabile progredire e peggiorare, non è più un problema con un’invenzione tutta italiana, sviluppata nell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna.

La malattia di Parkinson, si sa, oggi, non è curabile e il paziente che ne è affetto è destinato a peggiorare progressivamente.

Per rilevare la patologia in modo precoce, al fine di poterla un po’ contrastare con i pochi mezzi che la scienza ha oggi a disposizione, i ricercatori del centro toscano hanno ideato il ‘braccialetto smart’, che si è già aggiudicato anche il Premio iNEMO Design Challenge.

Il braccialetto, si compone appunto da un bracciale, che ha anche degli anelli inerziali, ed è un sistema sensorizzato.

Misura con precisione e con accuratezza il movimento e la posizione della mano e delle dita, valutando le prestazioni motorie del paziente.

Sviluppato nell’Assistive robotics laboratory dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, il dispositivo aiuta il neurologo a valutare le capacità motorie quando ancora possono essere osservate con difficoltà a occhio nudo.

ll sistema è stato già testato nel reparto di Neurologia dell’ospedale di Carrara (Asl1 Massa Carrara), sotto la direzione di Carlo Maremmani e ha coinvolto più di 150 pazienti e quasi 100 persone sane nella fase di controllo.

Ha confermato di essere in grado di distinguere e di quantificare, con elevata accuratezza, le prestazioni motorie di pazienti affetti dalla malattia di Parkinson.

Bambina con teratoma cistico salvata al Sant’Anna di Torino

Un teratoma cistico nel collo rischiava di uccidere una bambina non ancora nata. Con un parto normale il feto non avrebbe avuto la possibilità di respirare autonomamente e la neonata sarebbe morta in pochi minuti.

A salvare la piccola sono stati i medici del Sant’Anna di Torino con un difficile intervento fatto nel vicino ‘Regina Margherita’.

La mamma è stata fatta partorire con cesareo alla 31esima settimana e il feto è stato lasciato attaccato al cordone ombelicale, mentre i medici hanno rimosso il tumore maligno, la sciarpa di carne, che aveva due volte le dimensioni della testa della piccola.

La bambina rischiava di soffocare con il tumore di 300 grammi, che l’aveva colpita, ancor prima di nascere, e che si estendeva dal mento allo sterno, in altezza, e da un orecchio all’altro, in larghezza.

La neonata, ora, sta bene e si trova ricoverata nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna.

La tecnica messa in atto dai medici piemontesi è detta EXIT (Ex Utero Intrapartum Treatment).

Il teratoma cistico è un tumore rarissimo che colpisce un neonato ogni 40.000.

Un Robot Penis, potrà ridare il piacere maschile

Anche un Robot Penis, ossia una protesi per ridare funzionalità all’organo sessuale maschile, tra i progetti presentati nel corso High-tech business venturing, terminato ieri nella Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Il progetto per la costruzione di un Robot Penis è stato presentato agli investitori da tre dottorandi (Sergio Tarantino, Andrea Cafarelli e Alessandro Diodato) e ha suscitato curiosità e interesse, poiché una protesi sessuale capace di mettere in moto l’erezione e ridare il piacere sessuale, solo con il pensiero e gli stimoli nervosi, è senz’altro innovativa.

Se riuscirà a essere realizzata con i finanziamenti opportuni, la protesi potrà ridare la sessualità alle persone che a causa di un carcinoma, hanno subito una penectomia, o a coloro che vogliono cambiare sesso.

La mano bionica che si impianta senza intervento chirurgico

Una mano bionica, che si controlla col pensiero è stata messa a punto dall’istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

L’arto, che si impianta senza operazione chirurgica, è flessibile e permettere di essere utilizzato per i normali movimenti della vita quotidiana.

Studiato da alcuni designer, è anche un arto da esibire e non da nascondere, come ha detto il coordinatore del progetto, Christian Cipriani.

Realizzata nell’ambito del progetto ‘My Hand’, finanziato dal ministero per l’Istruzione, la mano, che sfrutta un meccanismo hi-tech che si trova al suo interno con tre motori, potrà essere sperimentata entro un mese su dei volontari disposti a provarla.

Leggera e meno costosa di un normale arto artificiale, la mano permette di afferrare anche gli oggetti più fini, come un foglio di carta.

Ictus, arriva da Pisa il guanto robotico che ridà il movimento

L’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, nell’ambito del progetto di ricerca Way, ha presentato in anteprima alla fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione Mecspe, che ha avuto luogo a Parma Fiere fino 28 marzo 2015, un guanto robotico che permette di poter muovere la mano dopo un danno neurologico.

Il prototipo indossabile, sviluppato sotto la guida di Nicola Vitiello, può essere usato da chi ancora possiede l’arto, ma non riesce più a utilizzarlo a causa dei danni neurologici subiti (ictus, lesioni del midollo spinale o del plesso brachiale).

L’esoscheletro si chiama HX e consente al paziente di riacquistare la funzionalità degli arti superiori e delle mani e il controllo dei movimenti, tramite sistemi a pulsantiera (utilizzabili anche in una carrozzella, alimentati a batterie) o tramite cuffie capaci di leggere direttamente i segnali elettroencefalografici.

Il guanto robotico si inserisce in un più ampio progetto progetto europeo denominato Way (Wearable interfaces for hAnd function recoverY) che vede la partecipazioni di vari istituti di ricerca.

Torino: quando un bambino nasce in Cardiochirurgia

Per la prima volta un parto è avvenuto in una sala operatoria di Cardiochirurgia. Il lieto evento ha avuto luogo nell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.

Il fatto eccezionale è avvenuto perché la mamma 30enne del piccolo è affetta da una grave cardiopatia congenita ed ha affrontato una gravidanza che poteva essere molto rischiosa per se stessa e per il feto.

Il neonato, di soli 1550 grammi di peso, è venuto al mondo a sole 31 settimane.

Il 19 marzo la madre è stata sottoposta a taglio cesareo e ha partorito mentre era tenuta in circolazione extracorporea, come durante un intervento cardiochirurgico.

A dare notizia dell’evento, conclusosi positivamente, è stato lo stesso ospedale torinese.

Il piccolo, a cui è stato dato il nome di Marco, dopo il parto, è stato “immediatamente sottoposto a rianimazione ed assistenza respiratoria, e successivamente trasferito nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Università dell’ospedale Sant’Anna”.

La mamma sta bene e sarà seguita “per il delicato periodo del postparto, dai cardiorianimatori delle Molinette e dagli ostetrici del Sant’Anna”.

Un lieto evento, in una sala operatoria di Cardiochirurgia, è una novità assoluta, per cui, nell’ospedale di Torino, nel reparto diretto dal professor Mauro Rinaldi, accanto all’équipe ostetrico – ginecologica del Sant’Anna, diretta dalla professoressa Tullia Todros, è intervenuta l’équipe della Terapia Intensiva Neonatale, diretta dal professor Enrico Bertino.

(Fonte Città della salute di Torino)