Le mille cose che si possono fare con le vecchie ruote

Tra i trend del 2020, data la dirompenza del messaggio di Greta Thunberg e il successo dei FridayForFuture, c’è sicuramente l’attenzione per l’ambiente. In tutti i settori l’eco sostenibilità è diventata un aspetto con cui fare i conti: dal food all’accoglienza, passando per il fashion e l’auto-motive i maggiori brand internazionali hanno iniziato a dare rilievo a queste tematiche. Sia a livello collettivo sia personale si sviluppano nuovi modi di guardare al riciclo, allo spreco e all’inquinamento. L’ultima ING International Survey diffusa a gennaio, mette in luce come le 3R (riduzione dei rifiuti, riciclo e riutilizzo), sono oggi tra le priorità della maggioranza degli italiani.

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Luminarie con materiale di riciclo, concorso aperto

Aperte le iscrizioni al concorso artistico dedicato al rispetto dell’ambiente, al risparmio energetico e all’eco-design

In palio premi da 2.000 €, 1.000 € e 500 € per i primi tre classificati. Iscrizioni aperte fino al 15 novembre

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I’m a Dreamer, prodotti creativi e originali con i residui di produzione

Dare nuova vita a residui di produzione, ideare prodotti creativi e originali e offrire opportunità di occupazione a persone fragili e svantaggiate. Questa la filosofia di I’M A DREAMER SOGNO_RICICLO_CREO, il progetto sociale promosso da Dorelan, azienda di primo piano nel settore del bedding.

Partita nel 2017, l’iniziativa prevede il riutilizzo di tessuti e materiali provenienti da materassi e letti dell’azienda romagnola che oggi si trasformano in una collezione di 6 differenti tipologie di prodotto pronte per la commercializzazione.

Ogni creazione è frutto di un lavoro di squadra che vede Dorelan a fianco di CavaRei, impresa sociale che gestisce servizi educativi e produttivi nel territorio forlivese, e del ‘Sistema Moda’ dell’Istituto Tecnico Saffi-Alberti di Forlì.

Un progetto sintesi di sostenibilità, inclusione e alternanza scuola lavoro

 

I’M A DREAMER SOGNO_RICICLO_CREO rappresenta un incubatore di idee che valorizza tutte le persone coinvolte offrendo un forte sostegno al tessuto economico locale.

Tra i 20 prototipi realizzati, sono stati scelti i 6 migliori inviati poi a CavaRei per la realizzazione e produzione finale in serie, con l’intento di incentivare e offrire nuove opportunità occupazionali e favorire l’inclusione di persone con fragilità.

Ad oggi sono 6 le referenze realizzate artigianalmente: il borsone “Olvidar”, la sacca “Queen”, la palla/cuscino “La La Ball”, il portacellulare da ricarica “Viju”, la cuccia “Puppy” e le ciabattine da camera in busta “Neve”. Pezzi “unici” e “irripetibili” perché i residui di produzione sono sempre differenti nelle trame, nei tessuti e nei colori.

“Fin da subito abbiamo individuato in Dorelan un ottimo partner insieme al quale dare forma a un progetto imprenditoriale ad alta rilevanza sociale. Un’iniziativa non solo sostenibile ma che ha le potenzialità per generare numeri importanti: più il mercato accoglierà favorevolmente i prodotti di I’M A DREAMER e più persone con disabilità e fragilità troveranno occupazione attraverso un lavoro che contribuirà nella costruzione della dignità della persona” – afferma Maurizia Squarzi, Presidente di CavaRei che aggiunge: “I risultati sono già tangibili: grazie al progetto abbiamo avuto la possibilità di integrare nella nostra struttura due nuove risorse”.

Accanto a Dorelan e CavaRei, il terzo polo protagonista dell’iniziativa è la scuola con i propri studenti. I’M a DREAMER è un’opportunità virtuosa di avvicinamento al mondo del lavoro che ha permesso a tutti i giovani coinvolti di entrare in contatto con il Terzo Settore, in forte espansione in Italia, grazie ad un’esperienza formativa che può trasformarsi in opportunità di lavoro.

Nato come una qualsiasi formula di alternanza scuola-lavoro, il progetto si è trasformato in poco tempo in un vero e proprio laboratorio di idee, dove i giovani studenti hanno avuto modo di mettersi in gioco, di tradurre  in pratica le conoscenze e le competenze acquisite e di vivere a 360° un vero e proprio progetto: dall’ideazione alla comunicazione sino al lancio commerciale di un prodotto da loro ideato. Occasione che sicuramente la scuola da sola non avrebbe potuto offrire” – commenta Sabrina Lucchi, docente dell’Istituto Tecnico Saffi-Alberti di Forlì e coordinatrice del team studenti che ha preso parte al progetto.

Da ottobre 2019 i prodotti entreranno a far parte della grande famiglia Dorelan: saranno, infatti, venduti in oltre 20 negozi monomarca dell’azienda. Attraverso l’acquisto di questi oggetti, chiunque potrà contribuire a valorizzare e far crescere I’M A DREAMER e a diffonderne la commercializzazione.

Economia circolare, gli scarti di produzione diventano oggetti di design

L’economia circolare non solamente si può toccare, sfogliare e persino mangiare, ma fa pensare. Perpetua Recorder the magnetic notebook racchiude in un oggetto parole quali recupero, riuso, riciclo, innovazione e design. A prima vista è un taccuino con la sua matita, ma se si guarda alla sua anima si scoprono acciaio, grafite e ferro che, presi direttamente dagli scarti di lavorazioni industriali, riscrivono le leggi dell’attrazione facendo riscoprire la propria libertà.

«L’economia circolare diventa virtuosa, non solamente perché questo progetto muove i suoi passi dalla volontà di riutilizzare ciò che viene erroneamente creduto un rifiuto, ma anche perché mette al centro un’idea di connessione fondata sulle persone, senza il bisogno di un wi-fi», spiega Susanna Martucci, fondatrice e CEO di Alisea, l’azienda vicentina che già nel 1994 aveva messo al centro della propria attività il concetto di economia circolare e da 25 anni fa innovazione nei materiali e nei processi produttivi progettando e realizzando oggetti di design per la comunicazione aziendale. «Con Perpetua Recorder the magnetic notebook tocchiamo con mano il fascino che può emanare un’economia circolare virtuosa, ma, soprattutto, riscopriamo la libertà perché scegliamo di scrivere e condividere dove, quando e con chi vogliamo le nostre storie, i nostri sogni e il nostro futuro». Recorder di Alisea fa sintesi: «In un unico oggetto abbiamo voluto connettere magneticamente il taccuino e Perpetua la matita, due elementi che trovano la loro ragion d’essere reciprocamente: una matita senza quaderno non scrive, un quaderno senza matita non serve. In Perpetua Recorder inoltre abbiamo associato brevetti e tecnologie innovative, tutti made in Italy; è il risultato corale di una filiera etica, dove tutti i partner condividono la stessa filosofia e la stessa mission: rispetto per l’ambiente e le persone in nome di un futuro realmente sostenibile».

Recorder è stato raccontato in anteprima al Tedx Vicenza alla presenza di più di mille persone, ma è Starbucks che per la sua Reserve Roastery a Milano ha per primo colto e fatto proprio il messaggio valoriale che lo rende unico, espandendolo ai propri clienti.
Perpetua Recorder the magnetic notebook racconta cosa è l’economia circolare con un oggetto concreto e di uso quotidiano con una grande attenzione al design. I due elementi che vivono in simbiosi sono il taccuino e Perpetua la matita. Il primo, composto da pagine in carta riciclata al 100%, ha nella cover un’anima d’acciaio sottilissima prodotta al 60% dal recupero e riciclo dei rottami. Per la copertina, inoltre, è stata utilizzata Ecophilosophy, una carta materica unica stampata utilizzando l’energia del sole con inchiostri ecologici derivati dalla soia da Grafiche Antiga. Perpetua, invece, è l’iconica matita già esposta, tra gli altri, al Moma di New York e Hong Kong e al Guggenheim di Bilbao e voluta come testimonial dal Senato della Repubblica Italiana e dal Ministero dell’Istruzione per celebrare i 70 anni della firma della Costituzione. È realizzata con un materiale innovativo e tecnologico, lo Zantech, composto per l’80% da polvere di grafite ottenuta dagli scarti della lavorazione di elettrodi. «Attorno a Perpetua Recorder non c’è quindi una sola realtà imprenditoriale, ma una filiera etica dove più aziende condividono un preciso modo di operare», prosegue Martucci. «L’impegno nella tutela dell’ambiente è responsabilità condivisa che deve essere testimoniata».

Alisea è stata tra le prime aziende italiane a costituirsi come società benefit: sviluppa processi produttivi innovativi nell’ottica di dare nuova vita ai materiali di scarto attraverso i quali realizza «Oggetti Comunicanti», come li definisce la sua fondatrice. «Il punto di partenza è sempre il rifiuto: da questa fonte di materie, sviluppiamo idee e processi affinché il riciclo non si esaurisca con le materie prime seconde ottenute, ma sia uno stimolo creativo capace di dare valore al progetto». Una filosofia che Alisea chiede che sia condivisa da tutti i partner coinvolti.

Perpetua Recorder the magnetic notebook è nato in Italia ed è disponibile solo tailor made. È  rivolto alle aziende che desiderano condividere un messaggio che parla di sostenibilità, innovazione e design.

Raccolta di bottiglie di plastica, l’Italia eccelle

“Mineracqua, insieme alla Federazione europea delle acque in bottiglia – EFBW – è sempre più protesa a potenziare la raccolta di bottiglie in Pet (materiale riciclabile al 100%) nell’ottica di aumentare la “sostenibilità” e garantire il maggior utilizzo del Pet riciclato. Questi obiettivi si realizzano oggi in Italia attraverso la raccolta differenziata, anche se Mineracqua – insieme alle altre Associazioni europee – intende operare una valutazione su sistemi di incentivo per il consumatore che riconsegni le bottiglie post-consumo”, ha spiegato l’Avv. Ettore Fortuna, Vicepresidente di Mineracqua.

La posizione di Mineracqua e di EFBW è in linea con gli impegni di sostenibilità – da concretizzare entro il 2025 – assunti pubblicamente dalle aziende del settore già il 15 maggio del 2018. Una posizione che si è rilevata in accordo con quanto deciso dalla UE con la Direttiva sulla plastica monouso del 21 maggio 2019, che punta a un obiettivo di raccolta differenziata del 90% per la plastica delle bottiglie entro il 2029 (77% entro il 2025) e a incorporare il 25% di plastica riciclata nelle bottiglie in PET dal 2025 (il 30% in tutte le bottiglie di plastica dal 2030).

Obiettivi importanti rispetto ai quali l’Italia sembra partire da una posizione d’eccellenza. Nel 2018, infatti, su un totale di 2,3 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica immessi al consumo, circa 320.000 tonnellate erano di bottiglie di acqua minerale in Pet (fonte Corepla). Di queste bottiglie in Pet solo 30.000 tonnellate non sono state recuperate (ossia l’1,3% degli imballaggi di plastica immessi al consumo in Italia). Il nostro Paese – continua Fortuna  è, per varie ragioni, un’eccellenza nel recupero e riciclo di Pet. Lo è perché ben il 55% di bottiglie in Pet viene avviato a riciclo (contro una media del 43,5% per gli imballaggi in plastica) e perché con una produzione di acqua che è aumentata di circa 3 miliardi di litri in 10 anni siamo riusciti a immettere sul mercato la medesima quantità di Pet, grazie a bottiglie sempre più leggere, ma a parità di sicurezza. Non vogliamo però accontentarci di questi risultati e intendiamo esplorare sempre nuove soluzioni e iniziative utili a migliorare le nostre performance. Da qui nasce la nuova sfida di sostenibilità rivolta a tutti gli attori della catena del valore, affinché si collabori con noi in questo percorso virtuoso verso una maggiore circolarità del Pet in Europa”.

 

Acqua: un approccio high tech

La tecnologia ha la soluzione per risolvere il problema della scarsità idrica, sempre più grave a livello mondiale. Gli investitori tematici possono trarre un grande profitto da questa opportunità.

Lo 0,25% del totale.  Questa  è la quantità di acqua utilizzabile al mondo. Il resto è troppo salata, troppo inquinata o ghiacciata. Dato che la popolazione mondiale aumenta, e così pure il ceto medio, la pressione su questa risorsa vitale, ma scarsa, cresce sempre più. Secondo l’UNESCO, entro il 2030, il nostro pianeta dovrà fare i conti con una carenza del 40% di acqua dolce.

Dobbiamo chiaramente fare un passo  avanti con l’acqua. Ciò significa consumare meno, riciclare di più e attingere alle riserve attualmente inutilizzabili.

Per raggiungere questo obiettivo occorrono investimenti sia nel settore pubblico che in quello privato, in programmi educativi per tutte  le età e servono tecnologia  e innovazione per migliorare la produttività dell’acqua come risorsa. La strategia Water di Pictet Asset Management è incentrata sul contributo che gli investimenti e la tecnologia  possono offrire.

Consumare meno

L’agricoltura è uno dei principali campi di applicazione della tecnologia  idrica, dato che l’ammontare di gran lunga maggiore del prezioso liquido è utilizzato in questo settore.

Rappresenta il 70% del consumo totale mondiale,  pari a circa 5.000 km cubi l’anno.

L’irrigazione di precisione è una delle innovazioni che mirano a tutelare la risorsa idrica, sia riducendo il consumo idrico nell’agricoltura, sia limitando il quantitativo di fungicidi, erbicidi e pesticidi necessari, in modo tale da ridurre l’inquinamento dell’acqua.

La nuova tecnologia  IoT basata su sensori,  ad esempio, è in grado di stabilire esattamente quando occorre  irrigare e in che quantità. Ciò riduce il consumo di acqua e aumenta il rendimento del raccolto.

Su scala più ridotta, gli irrigatori intelligenti, controllati attraverso una app per smartphone, possono ridurre il consumo idrico per il giardinaggio domestico. Queste  tecnologie  costituiscono già un grande  business. Si prevede che entro il 2025 il mercato dei sistemi di micro-irrigazione  triplicherà  le sue dimensioni fino a raggiungere 14,9 miliardi di dollari.

Riciclare di più

Oltre a utilizzare meno acqua, dobbiamo riciclarne di più. Le società del settore privato sono pronte  alla sfida, con un mercato del recupero delle acque reflue che cresce del 20% l’anno. Qui il problema tecnologico consiste nell’eliminare i micro-inquinanti, che possono causare problemi ambientali e di salute. Se possiamo ripulirle, tuttavia,  le acque di scarico diventano una risorsa formidabile.

Grazie ai progressi  della chimica analitica, siamo adesso in grado di misurare le concentrazioni fino a particelle  per migliaia di miliardi, l’equivalente di una goccia di impurità in 500.000 barili di acqua. Ciò offre un livello di attendibilità superiore per la qualità dell’acqua trattata, addirittura spalancando la porta alla possibilità che l’acqua riciclata diventi idonea al consumo umano,  invece che solo per uso industriale.

Nuove prospettive di vita

Occorre innovazione non solo per creare nuovi impianti, ma anche per mantenere quelli esistenti. L’invecchiamento delle infrastrutture è un problema importante. Nei soli Stati Uniti, 6400  miliardi di litri di acqua potabile  trattata vanno sprecati ogni anno a causa delle perdite  della rete idrica, per un costo pari a 2,6 miliardi di dollari. La tecnologia  può aiutarci ad individuare più rapidamente le anomalie, offrendo nuove prospettive di vita alle vecchie tubature.

Sovente i contatori dell’acqua intelligenti possono essere il primo punto di partenza, in quanto saranno in grado di registrare le variazioni nell’uso dell’acqua. A Barcellona, ad esempio, i clienti dotati di contatore intelligente  sono avvisati tramite  email o telefono quando vengono rilevati consumi  maggiori o perdite, Questo strumento ha aiutato  la città a ridurre di un quinto il consumo idrico pro capite.

Per ottenere l’effetto massimo, i dati dei contatori intelligenti devono essere amalgamati, uniti alle informazioni provenienti da altri sensori e analizzati per identificare problemi esistenti o futuri. Qui entrano in gioco società come Visenti, con sede  a Singapore. La piattaforma IoT di Visenti può gestire i dati sui flussi, sul volume totale,  sulla pressione e sulla qualità dell’acqua, fornendo  informazioni in tempo reale e inviando avvisi in caso di anomalie.

Gli ispettori di rete robotici, come quelli progettati da Pure Technologies, sono un’altra linea di difesa, soprattutto per condutture di grosso calibro. La società di proprietà di Xylem ha anche sviluppato SmartBall, un dispositivo natante in grado di misurare l’attività acustica al fine di rilevare le perdite.

Insieme, queste tecnologie  comprovate, e quelle nuove attualmente in fase di sviluppo,  possono contribuire a garantire che vi sia sufficiente  acqua pulita sul pianeta. In quanto investitori, abbiamo l’opportunità di essere in prima linea in questa ondata nuova e in rapida crescita.

da Pictet Asset Management (a cura di Cédric Lecamp e Marc-Olivier Buffle)

Maglie e felpe da bottiglie di plastica

Felpe, polo e giacconi ottenuti da bottiglie di plastica salvate dalla discarica e dagli oceani: è il progetto Made in Italy Q-Bottles che è stato finanziato con il crowdfunding sulla piattaforma Ulule.
Q-Bottles nasce interamente in Piemonte, con lo scopo di realizzare capi di abbigliamento confortevoli e resistenti, riciclando materie plastiche presenti sul territorio: un vantaggio per l’ambiente e per la moda.

Secondo l’UNEP (United Nations Environment Programme) ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani, causando 8 miliardi di dollari di danni agli ecosistemi marini.
Grazie allo sviluppo della tecnologia anche la moda può dare il suo contributo per cercare di ridurre la quantità di rifiuti che ogni anno finiscono in discarica o abbandonati sui litorali. Per questo, Quagga, azienda italiana che realizza capi costituiti al 100% da fibre riciclate prive di sostanze nocive, ha lanciato sulla piattaforma di crowdfunding Ulule il progetto Q-Bottles, per trasformare semplici bottiglie di plastica in abbigliamento sostenibile, cruelty free e Made in Italy.

Con Q-Bottles infatti ogni giacca, felpa e polo è stata realizzata con la plastica di bottiglie rinnovate, che non vengono così abbandonate nell’ambiente: grazie alle tecniche oggi disponibili, dalle bottiglie si riescono infatti ad ottenere tessuti d’avanguardia come per esempio un jersey in poliestere leggero, traspirante e resistente che viene poi colorato con tinture eco-compatibili.

“Vogliamo dimostrare che è possibile ottenere il comfort e le caratteristiche del cotone utilizzando fibre ottenute dal riciclo di materie plastiche presenti sul territorio, con assoluti vantaggi in termini di ecocompatibilità: a fine vita i capi in poliestere possono essere nuovamente riciclati”, spiegano i progettisti di Quagga.

Il progetto Q-Bottles di Quagga nasce interamente in Piemonte: la fibra riciclata Newlife è stata prodotta da Sinterama Spa (Biella) con certificazione Global Recycle Standard stabilita da ICEA e Confidence in Textiles (Oeko Tex Standard 100). La trasformazione delle fibre in tessuto è invece opera di Alpimaglia Srl, in provincia di Torino.

L’obiettivo di 50 prevendite che Quagga intendeva raggiungere con il progetto Q-Bottles su Ulule è stato ampiamente superato: il crowdfunding si è infatti chiuso con 146 capi etici e sostenibili prenotati, a dimostrazione che una moda responsabile e attenta all’ambiente, completamente Made in Italy, è possibile.