Pomodori: è vero che favoriscono i calcoli?

Il pomodoro è ricco di antiossidanti, vitamina C e altre vitamine, nonché di nutrienti, ma può essere un componente alimentare che porta alla formazione dei calcoli renali, specialmente in caso di predisposizione a svilupparli.

L’antiossidante principale contenuto in questi ortaggi è il licopene, essenziale per ridurre lo stress ossidativo, provocato da varie condizioni, tra cui il diabete, l’obesità, l’ipertensione, l’inquinamento, l’infezione e l’infiammazione del rene.

Queste condizioni possono influenzare molti altri organi, ma il rene è influenzato di più perché il licopene è concentrato nei tessuti urologici e genitali.

Il pomodoro, dunque, fa bene, anche ai reni, tuttavia, in alcuni casi, può essere nocivo.

I calcoli, composti dall’ossalato si possono anche formare a causa dei pomodori, dato che questi ortaggi forniscono ossalati. Ma se i pomodori sono cotti correttamente e sono privati dei semi, essi sono  abbastanza sicuri. Se invece sono mangiati crudi, vi è il rischio di sviluppare calcoli renali, soprattutto se una persona è incline ad avere questa patologia e consuma tanti pomodori.

Il consumo di pomodori e frutta ripara il danno polmonare

Una dieta ricca di pomodori e frutta, in particolare di mele, può aiutare a ripristinare il danno polmonare causato dal fumo, secondo un nuovo studio, fatto nella Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (Stati Uniti).

La ricerca pubblicata sull’European Respiratory Journal ha rilevato che il declino naturale della funzionalità polmonare, su un periodo di 10 anni, era stato più lento tra gli ex fumatori, quando avevano seguito una dieta ricca di pomodori e frutta.

I ricercatori hanno scoperto che gli adulti, che in media mangiavano più di due pomodori o più di tre porzioni di frutta fresca al giorno, avevano avuto un declino più lento nella loro funzionalità polmonare, rispetto a quelli che avevano mangiato meno di un pomodoro o meno di una porzione di frutta al giorno.

I ricercatori si sono informati su altre fonti alimentari, come piatti e alimenti trasformati contenenti frutta e verdura, ad es. salsa di pomodoro, ma l‘effetto protettivo c’era stato solo con la frutta e la verdura fresca.

Una scarsa funzionalità polmonare è stata collegata ai rischi di mortalità per tutte le malattie, compresi la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le malattie cardiache e il cancro ai polmoni.

Per lo studio, i ricercatori hanno valutato la dieta e la funzionalità polmonare di 680 adulti, nel 2002, e poi hanno ripetuto i test di funzionalità polmonare sullo stesso gruppo di partecipanti,10 anni dopo.

I soggetti, provenienti Germania, Norvegia e Regno Unito, hanno completato questionari sulle loro diete e il loro apporto nutrizionale. Sono stati anche sottoposti a spirometria, per misurare la capacità dei polmoni di assumere ossigeno.

Lo studio ha controllato anche fattori quali età, altezza, sesso, indice di massa corporea, stato socio-economico, attività fisica e apporto energetico totale.

E’ emerso che tra gli ex fumatori, la connessione tra polmone e dieta era stata ancora più sorprendente.

Gli ex fumatori che avevano seguito una dieta ricca di pomodori e frutta avevano avuto un declino polmonare più lento, in un decennio.

Ciò suggerisce che i nutrienti della dieta aiutano a riparare i danni causati dal fumo.

La funzione polmonare inizia a diminuire intorno ai 30 anni a velocità variabile a seconda della salute generale e specifica degli individui..

Gli alimenti che abbassano la pressione arteriosa

La corretta alimentazione può aiutare a ridurre la pressione sanguigna. Ci sono vari alimenti che a lungo termine possono aiutare gli ipertesi. Il succo di melograno, le foglie di spinaci, i pistacchi, il succo di barbabietola e altri prodotti, ad esempio.

Il succo di melograno al cento per cento è uno dei succhi più sani del mondo. Preso regolarmente, riduce la pressione sanguigna

Le foglie di spinaci, con i loro alti livelli di antiossidanti possono a loro volta aiutare a ridurre l’ipertensione

Un’altra bevanda che dovrebbe essere inclusa nella dieta delle persone che vogliono ridurre la pressione sanguigna è il succo di barbabietola, utile per ridurre sia la minima che la massima.

Ad essere utile è in particolare il succo di barbabietola crudo. Gli anziani obesi dovrebbero bere a lungo il succo di barbabietola per ottenere l’abbassamento della pressione sanguigna, mentre per gli altri è sufficiente un periodo più breve

Anche il cioccolato nero aiuta a ridurre la pressione sanguigna. Ricco di flavonoidi che agiscono come antiossidanti, può essere utile quando il cacao è di circa l’80%.

L’uso regolare di semi di lino, per 12 settimane, che contengono gli acidi grassi omega 3 ha un effetto ipotensivo.

Anche il sedano provoca l’abbassamento della pressione alta. In questo caso, la verdura cotta ha un maggiore impatto sulla salute rispetto a quella cruda.

Pure il pomodoro contiene un glicogeno nutriente sano, ma al contrario del sedano, va mangiato fresco.

L’olio di semi di sesamo invece aiuta a ridurre i livelli di sodio e ad aumentare i livelli di potassio nel sangue. Più il sodio è nel corpo, più l’acqua accumulata aumenta la pressione sanguigna. Ma il potassio aiuta a proteggere sia l’accumulo di liquidi che l’ipertensione.

Un altro prodotto con molti antiossidanti e effetti ipertensivi è il tè alla cannella, che ha un effetto altamente efficace nella riduzione della pressione arteriosa.

Il formaggio che cresce sugli alberi

Sono lontani i tempi in cui i bambini vivevano a contatto con la natura. Quello che era scontato cinquanta anni fa, oggi non lo è più.

Un bambino su cinque in età prescolare, e scolare, in Gran Bretagna crede che i bastoncini di pesce siano fatti con il pollo, mentre uno su tre è convinto che il formaggio cresca sugli alberi.

Inoltre, più di uno su cinque bambini di 5-7 anni e uno su dieci, di 8-11 anni, crede che la pasta provenga dagli animali.

Lo ha rivelato un sondaggio inglese fatto da British Nutrition Foundation (BNF) su 5.040 bambini e adolescenti di età compresa tra i 5 e i 16 anni.

Il 29% dei bambini di età compresa tra 5 e 7 anni, che ha partecipato al sondaggio, e il 25% dei bambini di età compresa tra 8 e 11 anni  ha detto che i formaggi provengono dalle piante.

Inoltre, il 22% dei bambini più piccoli e il 13% dei più grandi ha detto che gli animali ci forniscono la pasta, mentre rispettivamente il 18% e il 6% dei partecipanti ha asserito che i bastoncini di pesce sono costituiti da pollo e non da merluzzo, come è in realtà.

Una ignoranza simile è stata osservata in altri alimenti: il 22% dei bambini di 5-7 anni ha detto che i gamberi vengono dalle piante e 20% di quelli più grandi. Dagli animali viene il pane, secondo il 10% dei bambini di età compresa tra 8 e 11 anni.

L’11% dei partecipanti di età 11-14 anni e il 10% di 14-16 anni ha indicato che i pomodori crescono sotto il suolo, come le patate.

Il 40% dei bambini di età compresa tra i 5 e7 anni ha risposto che i pomodori crescono nei vigneti e il 22% nei cespugli. Nei bambini di 8-11 anni la percentuale di chi ha risposto in modo simile sono state del 49% e del 18%.

L’11% dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 16 anni ha detto che le caramelle aromatizzate alla frutta sono da mangiare ogni giorno per essere in buona salute, mentre il 27% dei bambini di età compresa tra i 5 e i 7 anni e il 26% dei bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni ha detto che lo stesso vale per la marmellata di fragole.

Nel complesso, solo il 31% degli adolescenti di 11-14 anni e il 28% di quelli di 14-16 anni, nel sondaggio, sapeva mangiare sano.

Il 77 per cento dei bambini della scuola elementare e l’88 per cento di quelli della scuola secondaria coinvolti nella ricerca sapeva che si dovrebbero consumare cinque o più porzioni di frutta e verdura ogni giorno, ma il 67 per cento dei bambini della scuola primaria e l’81 per cento di quelli della scuola secondaria ha detto di mangiare quattro o meno porzioni di frutta e verdura al giorno.

L’8 per cento dei bambini di 5-8 anni, il 24 per cento di quelli di 11-14 anni e il 32 per cento dei 14-16enni ha riferito di saltare la prima colazione.

“Le scuole e le famiglie dovrebbero lavorare per educare meglio i bambini e motivarli a fare scelte più sane nella loro dieta”, ha detto l. Roy Balam, CEO di BNF.

L’indagine era parte del programma “La Settimana del Mangiare sano”, organizzata dalla BNF e lanciata dalla HRH The Princess Royal.

 

Generare elettricità con gli scarti dei pomodori

Alcuni ricercatori negli Stati Uniti dicono che è possibile generare elettricità dai pomodori non adatti per la vendita.

Un progetto pilota basato su una cella di combustibile biologico, utilizza i rifiuti di questi frutti nelle colture della Florida.

Il team di Namita Shrestha e Venkataramana Gadhamshetty, del Dakota del sud, negli Stati Uniti, ha scoperto che i pomodori decomposti e danneggiati possono essere una fonte di energia particolarmente potente se utilizzata in una cella elettrochimica microbica.

I pomodori sono un prodotto essenziale nello stato americano della Florida e la nuova tecnologia potrebbe essere pratica e importante lì, come in ogni villaggio agricolo, di altre parti del mondo, in cui ci sono molte coltivazioni.

Nel caso dell’America del sud, più di 396 mila tonnellate di rifiuti di pomodori vengono generati ogni anno, ma manca un buon sistema per il loro riutilizzo.

“Le celle elettrochimiche microbiche possono avvantaggiarsi dei rifiuti per generare elettricità. A tal fine, utilizzerebbero dei batteri per decomporre e ossidare le sostanze organiche dei pomodori inadatti per l’industria alimentare”, ha spiegato Gadhamshetty.

Il processo di ossidazione, innescato dai microorganismi che interagiscono con i rifiuti vegetali, libera elettroni che vengono catturati nella cella a combustibile e diventano una fonte di alimentazione.

I ricercatori hanno trovato che il licopene, il pigmento dei pomodori, è un eccellente mediatore per promuovere la generazione di carichi elettrici da frutta danneggiata.

“Il processo aiuta anche a purificare i rifiuti solidi dai pomodori e le acque di scarico associate”, ha detto Shrestha.

I pomodori favoriscono l’aumento di acido urico

Il consumo di pomodori è legato ad elevati livelli elevati di acido urico nel sangue, che è la principale causa della gotta.

Secondo uno studio dell’Università di Otago in Nuova Zelanda i pomodori sono gli alimenti che più scatenano la gotta, dopo il pesce, l’alcol e la carne rossa.

I ricercatori neozelandesi hanno fatto uno studio su 2.051 persone con gotta. I pomodori sono stati tra gli alimenti elencati dai partecipanti nel 20 per cento dei casi.

Dopo aver determinato che i pomodori sono un cibo che aumenta l’acido urico, gli autori dello studio hanno riunito ed analizzato i dati relativi a 12.720 membri maschi e femminili, che avevano partecipato a tre studi di lunga durata fatti negli Usa.

E’ emerso che il pomodoro può alterare i livelli di acido urico in misura paragonabile ad altri cibi sconsigliati per la gotta.

Insalata di gamberi, rucola e papaya

Ingredienti
10 gamberi cotti, rucola 60-80 g, mezza papaia matura, 6-8 pomodorini, 3 cucchiai di olio d’oliva, un pizzico di peperoncino, aglio schiacciato e tritato, 1/2 cucchiaino di aceto, 1 arancia, sale.

Preparazione
Sbucciare i gamberi, rimuovendo le viscere. Disporrli in una ciotola e mescolarli con il succo di mezza arancia, un cucchiaio di olio d’oliva, un pizzico di peperoncino e il sale. Coprire e lasciare marinare per almeno 30 minuti.

Lavare e asciugare accuratamente la rucola se necessario. Lavare i pomodori, togliere i semi e spezzarli. Sbucciare papaia, privandola dei semi e tagliarla a cubetti.

Mettere il resto dell’olio d’oliva con il succo di mezza arancia, l’aceto, il peperoncino, l’aglio e il sale in una insalatiera. Mescolare la rucola, i gamberetti, la papaia e i pomodori con il condimento.