Dimagrire con la pillola che riduce lo spazio nello stomaco

Un ricercatore del MIT ha affermato che il suo team ha sviluppato una pillola sofisticata che potrebbe ridurre lo spazio all’interno dello stomaco, rendendo più facile evitare le calorie in eccesso.

Xuanhe Zhao, un professore associato di ingegneria meccanica al MIT, fa parte del team che ha sviluppato questa pillola che si gonfia assumendo le dimensioni di una pallina da golf dopo essere stata ingerita e che potrebbe rimanere all’interno lo stomaco per un mese.

La pillola viene ancora testata, ma i ricercatori sperano di poterla commercializzare.

L’attrattiva della pillola che si espande è la sua semplicità, ha detto Zhao. La pasticca è composta da due tipi di idrogel: miscele di polimeri e acqua. Una volta gonfiata ha una consistenza simile a quella del tofu.

Per rimuovere le pillole dallo stomaco, ha detto Zhao, un paziente potrebbe bere una soluzione di calcio (a una concentrazione superiore a quella contenuta nel latte) che ridurrebbe le pillole alla loro dimensione originale, consentendo loro di passare attraverso il sistema digestivo.

La pillola che ci farà vivere fino a 150 anni

Una nuova pillola anti-invecchiamento potrebbe aiutare gli esseri umani a vivere fino a 150 anni. Il medicinale, messo a punto dal professor David Sinclair della Harvard Medical School di Boston e dai ricercatori dell’Università del New South Wales potrebbe anche consentire alle persone di far ricrescere i loro organi già nel 2020.

Secondo il dott. Sinclair, il processo, che prevede la riprogrammazione delle cellule, potrebbe persino aiutare i pazienti che hanno avuto una paralisi a spostarsi di nuovo.

I ricercatori hanno scoperto che la durata della vita dei topi trattati con una pillola derivata dalla vitamina B era aumentata almeno del 10%. Hanno anche scoperto che la pillola potrebbe anche avere effetti positivi, riducendo, ad esempio, la perdita dei capelli, dovuta all’invecchiamento, e aumentando il metabolismo negli anziani.

Dopo le dovute sperimentazioni umane, i ricercatori sperano che la pillola possa essere disponibile al pubblico e che possa costare quanto una tazza di caffè giornaliera.

Alla base della nuova tecnica c’è la molecola chiamata nicotinamide adenina dinucleotide (NAD), che si trova in tutte le cellule viventi.

Il NAD svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell’invecchiamento cellulare e nel mantenimento delle corrette funzioni corporee.

La sostanza chimica è già utilizzata come integratore per il trattamento del morbo di Parkinson e per altre patologie.

Il professor Sinclair ha detto che la sua età biologica è diminuita di 24 anni dopo l’assunzione della pillola e ha raccontato che suo padre, 79 anni, ora fa sport acquatici e di montagna, dopo aver usato la molecola un anno e mezzo fa.

Il professore ha anche detto che sua cognata, che aveva avuto la menopausa a 40 anni, ora è di nuovo fertile, dopo aver usato la pillola.

Fonte Daily Mail

Punture di insulina addio, ora c’è una pillola

Alcuni medici in California e a Boston hanno sviluppato prima pillola di insulina al mondo che aiuterà le persone affette da diabete ad assumere una dose di farmaco senza dover fare delle antipatiche iniezioni.

Secondo i loro realizzatori, guidati dal professor Samir Mitragotri, docente di bioingegneria nell’università di Boston, le compresse sono assolutamente innocue per lo stomaco.

Le nuove pillole di insulina utilizzano una miscela di sali, che non contiene acqua, ma si comporta come un fluido, proteggendo il principio attivo dall’acido gastrico.

Quando la compressa raggiunge lo stomaco, il guscio la protegge dalla dissoluzione, ma nell’intestino tenue l’insulina arriva ed esplica la sua azione per 12 ore.

Tuttavia, ci vorranno diversi anni prima che le compresse appaiano sul mercato, con il completamento delle sperimentazioni cliniche, dicono i ricercatori che hanno divulgato i risultati del loro lavoro sulla rivista scientifica Pnas.

Secondo gli ultimi dati, ora nel mondo, circa 340 milioni di persone soffrono di diabete. Circa la metà di esse deve fare fino a sei iniezioni al giorno di insulina, per mantenere un livello stabile di glucosio nel sangue.

Molto spesso la gente non si regola ed esagera con la dose, o viceversa, dimentica di fare una iniezione, mentre è al lavoro o in viaggio, con gravi conseguenze.

Per evitare questo, gli scienziati negli ultimi dieci anni hanno cercato di sviluppare nuovi metodi per introdurre l’ormone nel corpo.

La nuova pillola per lui senza effetti collaterali

Un nuovo studio ha trovato che un composto chiamato EP055 si lega alle proteine dello sperma per rallentare significativamente la mobilità complessiva del seme maschile senza influenzare gli ormoni,

L’EP055 potrebbe, perciò, essere una potenziale pillola maschile, senza effetti collaterali.

Il composto inibisce la capacità dello sperma di nuotare, limitando significativamente le possibilità di fecondazione, dicono i ricercatori della University of North Carolina, autori dello studio.

Questo rende EP055 un candidato ideale per la contraccezione maschile non-ormonale, spiegano.

Attualmente, i preservativi e la vasectomia chirurgica sono le uniche forme sicure di controllo delle nascite disponibili per gli uomini. Ci sono in sperimentazione farmaci ormonali molto simili ai contraccettivi femminili.

Nel nuovo studio, è emerso che nelle trenta ore seguenti un’infusione endovenosa ad alta dose di EP055 sui macachi maschi, non c’era più la motilità normale dello sperma. Inoltre, non c’erano effetti collaterali fisici, secondo i ricercatori della University of North Carolina e i ricercatori del Centro nazionale di ricerca sui Primati dell’Oregon, a OHSU, Portland, in Oregon.

A 18 giorni dall’infusione, tutti i macachi dello studio avevano mostrato segni di recupero completo, suggerendo che il composto EP055 ha effetti reversibili.

Tuttavia, altro lavoro è necessario prima che l’EP055 diventi disponibile per uso umano.

Diabete: la pillola che sostituisce l’insulina

Una pillola somministrata una volta al giorno può migliorare significativamente la salute delle persone con diabete di tipo 2, secondo i ricercatori dell’Università di Leicester, nel Regno Unito.

La pillola semaglutide ha rivelato di poter abbassare i livelli di glucosio nel sangue di quasi il due per cento e di aiutare i pazienti a perdere peso.

Il farmaco permette ai pazienti di controllare meglio la loro condizione e di ridurre la necessità di fare iniezioni di insulina.

A differenza di molti trattamenti attuali, inoltre, il semaglutide non provoca il rischio di un abbassamento del livello di zucchero nel sangue o quello di un aumento di peso.

La sostanza funziona stimolando la produzione di insulina mentre sopprime sia il glucagone (l’ormone che aumenta i livelli di glucosio) che l’appetito.

Per giungere ai loro risultati i ricercatori hanno sperimentato la pillola su 632 partecipanti a uno studio di 26 settimane.

Dal lavoro è emerso che il 90% dei soggetti che avevano preso il farmaco, avevano visto abbassarsi i loro livelli di zucchero nel sangue,riducendo la necessità di insulina.

La perdita di peso si era verificata invece nel 71 per cento dei pazienti che avevano assunto la pillola.

I risultati dello studio di fase II sono stati pubblicati nella rivista medica JAMA.

La pillola che prolunga la vita sarà sperimentata sull’uomo

Una pillola che può prolungare la vita è stata sviluppata da un team internazionale di scienziati. Questa cura incomincerà ad essere testata sugli esseri umani, entro i prossimi sei mesi.

Se tutto andrà bene, la pillola potrà iniziare ad essere commercializzata entro tre-cinque anni.

Il farmaco contiene un enzima chiamato Nicotinamide Mononucleotide (NMN) e attiva il metabolita NAD +, che è naturalmente presente in ogni cellula del corpo e ha un ruolo fondamentale come regolatore delle interazioni tra le proteine che controllano la riparazione del DNA.

Il metabolita è estremamente importante per la sopravvivenza umana, perché il materiale genetico subisce danni permanenti non solo per i fattori ambientali (per esempio, per le radiazioni ultraviolette del sole e per il fumo) ma anche per errori casuali che si verificano in ciascuna riproduzione delle cellule.

Gli esperimenti fatti nei topi anziani hanno già mostrato che questi animali, quando avevano ricevuto l’enzima NMN erano vissuti il 20% più a lungo e il loro stato fisico era migliorato notevolmente, raggiungendo i livelli dei giovani topi, dopo una sola settimana di trattamento.

La pillola si basa sugli esperenti fatti dai ricercatori del New South Wales University di Sydney e della Harvard University.

All’inizio della ricerca, lo stesso enzima, utilizzato dagli scienziati dal Giappone, ha dimostrato di poter migliorare la vista, la densità ossea, la massa muscolare, il sistema immunitario e la funzione del fegato,  nei topi.

Come spiegato dal dottor David Sinclair dell’Università del Nuovo Galles del Sud, ora di base presso l’Università di Harvard in Usa, e dai suoi colleghi sulla rivista ‘Science’, la capacità delle cellule umane di riparare i danni al DNA si riduce con l’avanzare dell’età.

Prendere una pillola solo ogni 15 giorni: perché no?

La creazione di una pillola sperimentale, che può rimanere nello stomaco fino a due settimane, diffondendo gradualmente un farmaco potrà forse, fra poco, ridurre il numero delle dosi necessarie per trattare una malattia.

Il professor Robert Langer e i suoi colleghi del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno sperimentato un prototipo nei suini con un farmaco antiparassitario chiamato ivermectin.

Finora, le compresse non durano mai più di 24 ore. Questa nuova capsula spiana la strada per la produzione di un farmaco orale che ha un sistema di trasmissione a lunghissimo termine. In pratica, anziché tutti i giorni, uno può prendere lo stesso farmaco sono ogni due settimane.

Una volta nello stomaco, i due centimetri nella capsula si dispiegano in un polimero a stella di quattro centimetri, che impedisce al farmaco di uscire dallo stomaco, senza dare fastidio al passaggio del cibo.

Questa nuova tecnologia potrebbe essere vantaggiosa per le persone che hanno bisogno di un trattamento graduale, come quelle che soffrono di malattie neuropsichiatriche o di malattie croniche, che attualmente ogni giorno devono prendere un farmaco.

La pillola si dissolve naturalmente dopo diverse settimane.

“Assumere il farmaco su base giornaliera per lunghi periodi può essere davvero problematico”, ha osservato il Andrew Bellinger, cardiologo del Brigham and Women Hospital e Chief Scientist della Lyndra.

La società americana Lyndra sta attualmente sviluppando il prodotto per la commercializzazione.

I dettagli di questa ricerca di un farmaco che dura due settimane sono stati illustrati sulla rivista Science Translational Medicine.

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