Epatite C: da Piazza San Pietro parte il “tour italiano” dell’ambulatorio mobile per screening ematici

L’obiettivo dell’OMS dell’eliminazione dell’Epatite C entro il 2030 è possibile per l’Italia grazie alle nuove terapie, rapide, efficaci e senza effetti collaterali. Ma servono nuove politiche sanitarie, che si concentrino soprattutto su tossicodipendenti e pazienti sottoposti a tatuaggi o piercing

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Natale sostenibile a Roma e Milano

Piazza del Duomo a Milano, tra i più simbolici luoghi d’Italia, festeggeranno il Natale in maniera sostenibile e certificata: hanno infatti scelto di abbellirsi con alberi di Natale provenienti da boschi e foreste certificati PEFC, lo schema più diffuso in Italia e nel mondo per la certificazione della gestione forestale sostenibile.
L’albero di Natale che è stato donato al Vaticano dall’arcidiocesi polacca di Elk proviene dalla Polonia: un abete rosso di 28 metri di altezza, certificato per la gestione sostenibile della foresta d’origine.

L’abete rosso, collocato al centro della Piazza del Bernini accanto all’obelisco, rimarrà acceso fino a domenica 7 gennaio 2018, giorno con cui si conclude il Tempo di Natale ed è stato decorato grazie ad alcuni bambini che hanno partecipato ad un programma di ceramico-terapia gestito dalla Fondazione Contessa Lene Thun Onlus all’interno di reparti oncologici.

Una tradizione, quella di offrire l’abete natalizio al Vaticano, iniziata nel 1982 con Papa Giovanni Paolo II che, per la prima volta, lo ebbe in dono da un contadino che trasportò fino a Roma sul suo camion un abete proveniente dalle foreste della Polonia.

 

Dal Trentino, dal bosco certificato PEFC Italia di Dimaro-Folgarida, è giunto invece l’albero di Natale per Piazza Duomo di Milano, che sarà illuminato fino al 7 gennaio da 100mila luci a led e decorato con oltre 700 palline natalizie. Individuato con la collaborazione del Corpo Forestale regionale del Trentino, l’abete è stato donato da Sky: con i suoi 30 metri si attesta come l’albero più alto mai esposto in piazza Duomo a Milano.

 

A Trento albero e presepe certificati PEFC

Firmato PEFC e Trentino è anche il Natale di Piazza Duomo a Trento: l’albero proviene infatti dai boschi certificati PEFC di Candriai, sul monte Bondone (Trentino). Alto 18 metri per 35 quintali di peso, l’abete è stato posizionato grazie alla collaborazione dei tecnici dell’Azienda Forestale di Trento e Sopramonte coordinati dal capoufficio del Servizio attività edilizia del Comune di Trento Dino Franzoi. Accanto all’albero ha preso posto il presepio di Tesero, realizzato anch’esso con legno certificato PEFC, sempre proveniente dai boschi trentini: la struttura è stata realizzata grazie all’esperienza dell’Associazione Amici del Presepio di Tesero, che nel 2015 allestì con legno PEFC anche il presepe di Piazza San Pietro a Roma.

 

Dalla Toscana a Londra: il Natale è certificato

In Toscana, dal Consorzio Forestale dell’Amiata, certificato PEFC Italia, provengono i numerosi abeti bianchi, alti dai 3 ai 5 metri, che sono stati posizionati nelle piazze comunali e nelle scuola dei comuni del grossetano Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Santa Fiora, Cinigiano e Castell’Azzara.

 

Cervia, in provincia di Ravenna, è stato innalzato in Piazza Garibaldi, al centro della pista di ghiaccio, un abete rosso di 18 metri, donato alla città dal Comune di Pinzolo-Madonna di Campiglio, provincia di Trento: anche i  boschi del Comune di Pinzolo sono certificati PEFC per la loro gestione sostenibile.

 

Anche all’estero, la famosissima Trafalgar Square a Londra e la Grand Place di Bruxelles, patrimonio UNESCO, ospitano abeti rossi certificati PEFC.

 

“Le festività natalizie sono ormai universalmente un periodo da dedicare al rapporto con la famiglia e gli amici. La relazione è proprio uno degli elementi cardine di queste settimane e va riscoperta e apprezzata in questo senso anche quella con il nostro ambiente e la natura”, afferma Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia. “Scegliere alberi certificati per festeggiare il Natale significa mandare un messaggio importante in favore del corretto utilizzo del patrimonio boschivo mondiale e sensibilizzare un pubblico sempre più ampio. Lo schema di certificazione garantisce infatti trasparenza per la tracciabilità e rispetto dei territorio: siamo quindi fieri di aver contribuito ad abbellire in modo sostenibile così tante piazze italiane”.

A Piazza San Pietro presidio sanitario per i poveri

Durante questa settimana, infatti, sino al 19 novembre, tutte le persone bisognose di assistenza sanitaria si potranno recare presso queste strutture per ricevere prestazioni mediche

Papa Francesco, a sorpresa, si è recato nel pomeriggio di ieri 16 novembre in visita al “presidio sanitario solidale”, un vero e proprio ospedale all’aperto che lui stesso ha voluto nell’ambito delle iniziative che accompagnano la Giornata Mondiale dei Poveri che il Papa ha istituito e che celebrerà domenica prossima. In Via della Conciliazione è stata allestito un vero e proprio  ospedale all’aperto adiacente a Piazza San Pietro, dedicato alla cura e all’assistenza dei poveri.

Durante questa settimana, infatti, sino al 19 novembre, tutte le persone bisognose di assistenza sanitaria si potranno recare presso queste strutture per ricevere prestazioni mediche in ambito ginecologico, dermatologico, cardiologico ed infettivologico. Sarà inoltre possibile eseguire prelievi di sangue finalizzati allo studio delle condizioni cliniche dei pazienti.

“Questa iniziativa sta riscontrando in questi giorni un grande successo e abbiamo ricevuto in queste strutture già  numerose persone in grande difficoltà sociale per offrire loro assistenza – ha sottolineato il Prof. Massimo Andreoni, Direttore scientifico della SIMIT – Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, presente in piazza – In particolare numerosi pazienti si sono recati presso la struttura di malattie Infettive gestita dei medici del Reparto di malattie Infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma per essere visitati. Infatti, nelle condizioni di maggiore indigenza e povertà sono frequenti proprio le patologie infettive di cui sempre di più si sta parlando negli ultimi anni a causa della recrudescenza di alcune forme a seguito anche dei cambiamenti climatici e dei flussi migratori in Europa. Accoglienza, ascolto e cura sono un dovere per tutti noi specialisti e per gli operatori coinvolti”.