L’ultimo bambino di Auschwitz, la storia di Oleg Mandic

L’ultimo bambino di Auschwitz, la storia di Oleg Mandic diventa parte di un docufilm sull’Olocausto, e una testimonianza indipendente per il 75° anniversario della liberazione di Auschwitz: se ne parlerà il 9 maggio alle 21:00 al Teatro Sociale di Cittadella
Oleg Mandic fu l’ultimo bambino ad uscire da Auschwitz, di fatto a chiudere il cancello dell’orrore, al Teatro Sociale di Cittadella racconterà la sua testimonianza all’interno del set cinematografico del docufilm per la regia di William Carrer
Appuntamento al Teatro Sociale di Cittadella (PD) il 9 maggio alle ore 21:00 (Via Indipendenza, 19) per un incontro testimonianza con Oleg Mandic, l’ultimo bambino di Auschwitz a chiudere il cancello dell’orrore che sarà parte di un docufilm sull’Olocausto per la regia di William Carrer attraverso un progetto artistico-culturale a cura di Irisfilm Produzioni, Giulio Pizzato Commercial Films, Dino Lab, La Cadet Service e Studio Pointer.
Una serata culturale che porta il patrocinio del Comune di Cittadella e che vuole condividere con la cittadinanza un importante messaggio: “per non dimenticare”.
Sul palco ci saranno Oleg Mandic e la sua storia circondati dagli oggetti di scena delle riprese cinematografiche che avranno luogo la mattina stessa: 16 telecamere montate su carrelli, cavalletti, proiezioni di visual realizzati appositamente per la produzione, una scenografia luminosa, filo spinato e il pigiama a righe utilizzato per l’intero docufilm.
Durante la serata la testimonianza verrà accompagnata dal violoncello di Riccardo Pes attraverso un’improvvisazione sulle parole dello stesso Mandic.
Coinvolgimento emozionale, messaggi forti, una testimonianza lucida e potente quella di Mandic, all’epoca dodicenne, ultimo bambino a chiudere il cancello dell’orrore.
Conservare la memoria per le generazioni future, questo è ciò che ha fatto Oleg Mandic e continuare a testimoniare “per non dimenticare” gli orrori che può concepire e arrivare a compiere l’essere umano, è anche la volontà del progetto artistico culturale del quale la testimonianza è parte.
Di quel luogo dell’orrore Auschwitz-Birkenau, Mandic ha parlato in molte occasioni, il 9 maggio ne parlerà a Cittadella e, in quella stessa giornata, diventerà un estratto del docufilm sotto la regia di William Carrer. Una produzione che, in occasione della giornata della memoria 27 gennaio 2020, quest’anno il 75° anniversario, circuiterà come estratto-testimonianza indipendente.

 

20 anni di Banca Etica, dal 1999 volumi in crescita

L’8 marzo 2019 Banca Etica ha festeggiato 20 anni dall’apertura del primo sportello a Padova. Nata dall’impegno di tante organizzazioni della società civile e tantissime persone che volevano una banca al servizio dello sviluppo sostenibile, che utilizzasse in trasparenza il risparmio di famiglie e organizzazioni per finanziare realtà non profit e imprese sociali, oggi Banca Etica è una realtà solida e riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Banca Etica serve decine di migliaia di clienti attraverso servizi di home e mobile banking e conta:

  • 17 filiali in Italia (Padova, Treviso, Vicenza, Milano, Bergamo, Torino, Genova, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Perugia, Ancona, Roma, Napoli, Bari e Palermo) e 30 banchieri ambulanti (promotori finanziari) che servono le aree dove non c’è una filiale

  • 1 filiale in Spagna a Bilbao e uffici a Madrid e Barcellona

  • 265 dipendenti in Italia e 18 dipendenti in Spagna

  • 42.500 soci

  • 70 milioni € di capitale sociale

  • impieghi per 916 milioni €

  • raccolta di risparmio per un miliardo e mezzo di euro

Una banca cooperativa di proprietà di oltre 42 mila soci, per l’83% persone fisiche e per il 17% di organizzazioni (tra cui enti pubblici, parrocchie, società cooperative; ditte individuali; imprese sociali; etc.).

Banca Etica finanzia progetti in settori strategici per la crescita economica sostenibile e solidale dell’Italia: cooperazione e innovazione sociale; profit responsabile; tutela dell’ambiente; qualità della vita, cultura e sport; cooperazione internazionale.

Banca Etica è ancora oggi l’unico istituto di credito italiano interamente dedito alla finanza etica: questo significa che – oltre a indirizzare il credito esclusivamente verso progetti a impatto sociale e ambientale positivo – presta grande attenzione alla trasparenza verso i clienti, che possono sempre verificare sul sito della banca quali realtà vengono finanziate con i loro risparmi; si è dota di regole chiare per la governance prevedendo limiti di mandati per i componenti del CdA e tetti agli stipendi dei manager (niente maxi-bonus: lo stipendio più alto non può superare di più di 6 volte lo stipendio inferiore).

 

Un modo di fare banca che si è dimostrato resiliente anche negli anni più duri della crisi finanziaria innescata dal 2008: anche mentre le altre banche fronteggiavano crisi, scandali e credit crunch Banca Etica è riuscita a crescere a tassi medi del 10% annuo per quanto riguarda raccolta e impieghi; a mantenere le sofferenze a livelli inferiori rispetto alla media del sistema bancario e ha sempre chiuso i bilanci in utile senza mai gravare sulle casse dello stato.

 

Il riconoscimento istituzionale

Le istituzioni hanno riconosciuto il valore e la specificità della finanza etica: il Parlamento italiano è stato il primo in Europa a varare – alle fine del 2016 – una norma che ha introdotto nel Testo Unico Bancario il riconoscimento della finanza etica (di cui però ancora si attendono i decreti attuativi). I vertici di Banca Etica sono stati ricevuti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in diverse occasioni ha auspicato una maggiore diffusione dei valori della finanza etica in tutto il sistema bancario nazionale ed europeo.

 

Nel mondo

A partire dallo scoppio della grande crisi finanziaria del 2008 il movimento della finanza etica è cresciuto in tutto il mondo: nel 2009 Banca Etica è stata tra i fondatori della Global Alliance for Banking on Values (Gabv) che – nei suoi 10 anni di vita – è riuscita a riunire oltre 50 istituzioni finanziarie (da 40 diversi Paesi) che si impegnano e si confrontano per costruire modelli sempre più efficaci e innovativi di applicazione pratica dei principi della finanza etica e sostenibile. Banca Etica è l’unica istituzione italiana aderente alla Gabv.

 

In Europa

Insieme alla collaborazione con Gabv Banca Etica ha sviluppato i network europei di finanza etica: è stata tra i fondatori di Febea-Federazione europea delle banche etiche e alternative, partecipa attivamente allo European Microfinance Network (EMN). Tramite la Fondazione Finanza Etica, Banca Etica collabora anche con Finance Watch, ong basata a bruxelles che sensibilizza le istituzioni europee sui problemi sociali, ambientali ed economici generati da alcuni comportamenti della finanza speculativa.

Dal 2018 la Commissione UE è impegnata in un lavoro di studio e ricerca per approvare un action plan europeo per la finanza sostenibile, e Banca Etica insieme ai partner europei sta seguendo i lavori cercando di evitare che la doverosa definizione e riconoscimento della finanza sostenibile aprano varchi per ufficializzare attività di mero greenwashing del settore finanziario.

 

Quando Banca Etica è nata, la sostenibilità economica, sociale e ambientale del sistema finanziario era argomento per pochi appassionati. Dopo la crisi del 2008 il tema è diventato sensibile per ampie fasce dell’opinione pubblica globale, le istituzioni hanno iniziato a occuparsene e moltissime banche hanno colto l’opportunità di mercato e di posizionamento, proponendo alla clientela prodotti finanziari green, o a impatto sociale. Contagiare il sistema finanziario era uno degli obiettivi che ci eravamo dati al momento della fondazione di Banca Etica: il fatto che ciò stia accadendo è un’ottima notizia, ma richiede un’attenzione particolare per evitare che le strategie di marketing prevalgano sulla necessità di operare un vero cambiamento sostanziale”. – dice Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica.

 

Prima mondiale: intervento al fegato eseguito a Padova

Il paziente di 47 anni, in questi giorni è ritornato a casa e ha ripreso la sua attività ordinaria.

Era affetto da multiple metastasi epatiche da tumore del colon e giudicato inoperabile per il numero di metastasi che interessavano tutti i segmenti del fegato.

Il Prof. Umberto Cillo Direttore della Chirurgia Epatobiliare e dei Trapianti Epatici dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova con il suo staff di professionisti altamente qualificati ha optato per un innovativo intervento che nasce dalla lunga esperienza nell’ambito della trapiantologia oncologica della Clinica di Chirurgia Epatobiliare.

L’INTERVENTO CHIRURGICO

L’intervento chirurgico si è svolto in due tempi: nel primo intervento un piccolo frammento di fegato donato da un familiare è stato trapiantato a fianco del fegato malato. Dopo la crescita del frammento donato che in 17 giorni ha raggiunto un volume tale da sostenere la vita, nel secondo intervento il fegato metastatico del paziente è stato rimosso per la prima volta al mondo a Padova con tecnica mini-invasiva in videolaparoscopia. Il folto team di esperti (chirurghi, anestesisti, tecnici della perfusione, strumentisti, infermieri e operatori di sala operatoria, oltre 20 persone specializzate) ha eseguito il delicatissimo intervento chirurgico combinando le 3 tecniche chirurgiche di alta specializzazione:

  1. L’asportazione di metà del fegato affetto da metastasi;

  1. Il trapianto in posizione ausiliaria della porzione di fegato donato (a fianco del fegato malato);

  1. L’asportazione in videolaparoscopia del fegato malato residuo dopo aver ottenuto una rigenerazione fino ad oltre il doppio del volume della porzione del fegato donato.

Step 1

L’intervento chirurgico è stato eseguito presso l’Azienda Ospedaliera/Università di Padova, ha avuto inizio alle 8:00 del mattino e si è concluso alle ore 02:00 di notte del giorno successivo.

Nella prima fase è stata condotta l’esplorazione addominale sul paziente che ha ricevuto il trapianto. Accertata l’assenza di malattia extraepatica, in una sala operatoria adiacente ha avuto inizio l’intervento chirurgico sul donatore che ha portato all’asportazione del lobo sinistro del fegato, circa il 20% della massa epatica.

Fino ad oggi il trapianto da vivente veniva eseguito utilizzando almeno il 60-65% della massa epatica del donatore con significativo aumento del rischio.

Nella sala operatoria vicina, è stata eseguita in contemporanea l’asportazione del lobo sinistro del fegato del ricevente. La porzione di fegato prelevata dal donatore è stata impiantata con tecniche di ricostruzione vascolare microchirurgica e con l’ausilio del microscopio operatorio.

E’ stato eseguito un trapianto di fegato ausiliario da donatore vivente con tecnica RAPID.

Il ramo destro della vena porta del ricevente è stato quindi interrotto per garantire tutto l’apporto ematico al lobo sinistro trapiantato stimolandone una rapida (RAPID) rigenerazione epatica. Questo primo intervento è durato 15 ore.

Step 2

A distanza di 15 giorni con un esame TAC è stato eseguito il calcolo volumetrico del fegato donato dopo rigenerazione. La TAC ha dimostrato che il fegato trapiantato dopo incubazione e rigenerazione ha raggiunto più del doppio del volume iniziale dimostrando di essere funzionalmente sufficiente a sostenere la vita del paziente.

Si è quindi eseguito il secondo intervento 17 giorni dopo. L’intervento è durato 6 ore e si è svolto interamente con tecnica mini-invasiva videolaparoscopica ed è consistito nell’asportazione del fegato malato residuo. Con tecnica mini-invasiva per via videolaparoscopica è stato rimosso il lobo destro malato lasciando in sede solo il lobo sinistro trapiantato da donatore vivente, incubato e rigenerato, per la prima volta al mondo.

È la sesta volta che sulla Terra viene eseguito questo complesso intervento, il secondo nel mondo da donatore vivente e Padova ha realizzato lo Step 2, per la prima volta al mondo, interamente con tecnica mini-invasiva in video laparoscopia.

L’EQUIPE

L’intervento è stato eseguito da tre equipes chirurgiche della Chirurgia Epatobiliare coordinate in contemporanea: Prof. Umberto Cillo, Prof. Enrico Gringeri, Dott. Riccardo Boetto, Dott. Domenico Bassi, Dott.ssa Marina Polacco, Dott.ssa Michela Di Giunta, Dott.ssa Alessandra Bertacco, Dott. Alessio Pasquale, Dott.ssa Federica Scolari.

L’equipe anestesiologica: Dott. Paolo Feltracco, Dott.ssa Stefania Barbieri, Dott. Helmut Galligioni, Dott. Stefano Veronese. Si sono alternati nell’arco della lunga maratona chirurgica oltre 20 tra strumentisti, infermieri e operatori di sala operatoria. Hanno contribuito i Radiologi dell’Azienda Ospedaliera diretti dal Dott. Camillo Aliberti.

Il paziente è stato seguito e selezionato per il trapianto dalla Dott.ssa Vittorina Zagonel dell’Istituto Oncologico Veneto e dalla sua equipe: Dott.ssa Sara Lonardi, Dott. Fotios Lupakis, Dott.ssa Francesca Bergamo, Dott. Vincenzo D’Adduzio.

LA TECNICA

La tecnica RAPID configura un tipo di trapianto di fegato parziale ausiliario in due Step. La procedura consiste in un primo tempo chirurgico con il prelievo di una piccola porzione di fegato (lobo sinistro) dal donatore (vivente o deceduto) attraverso un intervento chirurgico di resezione epatica. Nel ricevente viene asportata la stessa porzione di fegato (lobo sinistro) al posto della quale viene impiantata, nella stessa sede, la porzione di fegato sinistro del donatore. La porzione destra del fegato malato del ricevente (lobo destro) rimane ancora in sede a dare un aiuto temporaneo al lobo sinistro trapiantato nello svolgimento delle sue funzioni. La vena che garantisce il flusso di sangue al fegato destro – ramo destro della vena porta – viene occlusa e tutto il flusso di sangue attraverso il quale arrivano anche i fattori di rigenerazione, viene esclusivamente convogliato al lobo sinistro trapiantato.

2 settimane dopo vengono eseguiti il calcolo del volume della nuova porzione di fegato trapiantato (lobo sinistro) e un test di funzione mediante scintigrafia epatobiliare. Se il volume epatico risulta sufficiente a sostenere la vita del paziente, si procede al 2° Step chirurgico in cui il lobo destro malato viene definitivamente rimosso, mantenendo in sede solo il lobo sinistro trapiantato adeguatamente rigenerato e funzionante.

IL FUTURO

Se gli studi confermeranno le premesse, la tecnica RAPID rappresenterà una straordinaria fonte di donazione aggiuntiva a quella oggi disponibile, caratterizzata da un bassissimo rischio di complicanze per i donatori viventi, vista la bassa percentuale di fegato donata (solo 20%).

Questa tecnica inoltre rappresenta una possibilità concreta di trapianto di fegato per i numerosissimi pazienti con metastasi inoperabili da tumore del Colon-retto oggi affidati alla sola chemioterapia.

 

Universerìe, quando la vita universitaria va sul palco

Uno studente di Economia, un ricercatore di Fisica quantistica, una laureanda in Medicina e un docente di Diritto privato si incontrano sul palcoscenico di un teatro insieme ad altri colleghi e mettono in scena la loro vita da universitari come se fossero in una serie televisiva.

È Universerìe, il laboratorio di drammaturgia e recitazione rivolto agli universitari della città di Padova, promosso dal Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con la giovane compagnia teatrale Amor Vacui, che porta in scena la vita e le dinamiche del mondo accademico con un format unico e originale del serial teatrale scritto e interpretato direttamente dagli universitari. Un’occasione per studenti, ricercatori e docenti di tutte le discipline di avvicinarsi al mondo delle arti sceniche esprimendo così il proprio talento.

Dopo la positiva esperienza delle prime tre edizioni svolte dal 2016 al 2018, il progetto ritorna sul palco del Teatro Verdi di Padova con un nuovo bando di partecipazione aperto fino al 2 marzo 2019 e dedicato alla New generation per indagare scelte di vita e percorsi personali degli studenti universitari. Un format originale, un inedito esperimento di instant-drama che mescola finzione e realtà e che si tradurrà in una mini-serie teatrale composta da quattro episodi di circa 20 minuti ciascuno e un finale di stagione che ripercorrerà in un unico spettacolo tutte le puntate.

Rispetto alle precedenti edizioni nella stagione New generation, lo stile di recitazione cambia: senza rinunciare a un approccio ironico e fresco, gli episodi avranno, infatti, un taglio più “documentaristico”, in cui le esperienze di vita dei partecipanti, opportunamente rielaborate e rese drammaturgia, saranno il punto di partenza di un’indagine teatrale sulle dinamiche relazionali e sulle scelte di vita della “generazione” universitaria.

Gli studenti, coordinati dal regista Lorenzo Maragoni e del drammaturgo Michele Ruol, prima del percorso tradizionale fatto di scrittura e di prove, parteciperanno a sei incontri di laboratorio dedicati alla drammaturgia, alla messa in scena e ai social media. In questa prima fase attori, drammaturghi e social media manager potranno conoscersi e condividere i materiali utili alla stesura dei testi e raccontare attraverso un “diario di bordo” sui canali social la loro esperienza teatrale e la vita da palcoscenico.

Il bando, scaricabile dal sito del Teatro Stabile del Veneto, è aperto fino al 2 marzo e si rivolge a tutti gli studenti universitari, dottorandi, assegnisti, specializzandi, ricercatori, professori, personale tecnico e amministrativo, collaboratori esterni, magnifici rettori, e a tutti coloro che, a vario titolo, abbiano un rapporto formalizzato con l’Università di Padova. Requisiti particolari (almeno uno tra questi): sentirsi parte della vita universitaria patavina, aver visto almeno una serie tv in modo compulsivo, avere o avere avuto durante la vita universitaria un rapporto di amicizia, una storia sentimentale, una scelta di vita non andata proprio come ci si aspettava.

‘Sconcerto’ al teatro Verdi di Padova

Né melologo né opera lirica, ma un raffinato intreccio di diversi linguaggi espressivi, di musica e parole, Sconcerto. Teatro di musica per attore e orchestra dal 13 al 18 novembre anima il palcoscenico del Teatro Verdi di Padova con Elio, Mangoni e l’Orchestra di Padova e del Veneto. Frutto dell’incrocio di tre differenti sensibilità e competenze artistiche, quella di Elio, dello scrittore e poeta Franco Marcoaldi e del compositore Giorgio Battistelli, dopo una prima versione del 2010, Sconcerto torna sulla scena con la nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto e dell’Orchestra di Padova e del Veneto, nuovamente insieme nel segno della preziosa collaborazione avviata nella scorsa stagione con le Lezioni di suono.

Sconcerto si presenta come una sorta di Prova d’orchestra felliniana al contrario, in cui non sono i musicisti a ribellarsi, ma è Elio stesso nei panni di direttore d’orchestra (nel 2010 il ruolo era stato di Toni Servillo) a entrare in confusione perdendo ogni capacità di dirigere: «ho troppo mondo nella testa» dice. Il tentativo di mettere ordine nei propri pensieri prende così la forma di un lungo e allucinato monologo continuamente bagnato dal suono degli strumenti, dalla musica che lambisce la parola. E il disordine viene a occupare la scena. Ad accompagnare Elio in questa nuova avventura,Luca Mangoni che sul palcoscenico si mescola con i musicisti dell’Orchestra di Padova e del Veneto, diretti dal maestroMarco Angius.

Autore della musica, Giorgio Battistelli, noto compositore contemporaneo già noto al pubblico padovano che ha avuto modo di conoscerlo nel corso della scorsa stagione con leLezioni di Suono, presenta uno stile che abbraccia la complessità e l’imperfezione, dialogando tra passato e presente per creare una musica sempre tesa e impegnata in grado di suscitare continue riflessioni.

La regia dello spettacolo, infine, è curata da Daniele De Plano, abituato a lavorare tanto con l’opera quanto con il teatro di prosa, con il cinema e con la televisione: per la Rai ha curato diverse apparizioni televisive dell’OPV come leLezioni di Suono e la partecipazione alla Biennale 2017.

 

Sconcerto, quasi-opera, quasi-performance, quasi-melologo, è alla fine puro teatro: uno spettacolo, per dirla con Artaud, in grado di «aprire un varco nel linguaggio per arrivare a toccare la vita». In scena dal concerto si passa così allo “sconcerto”, che poi è la condizione esistenziale più consona al tempo presente. Dietro alla convenzione del «concerto» come rito collettivo non si tarda, infatti, a individuare una porta d’accesso alle grandi crepe della contemporaneità: al disorientamento morale, ideologico, politico, esistenziale che sembra pervadere il momento attuale. D’altra parte, però, Sconcerto non si pone come una semplice presa d’atto rassegnata. Nello spettacolo la voce si fa strumento musicale e spetta a Elio prestare la sua al testo, costruendo una partitura che suona e risuona nelle orecchio dello spettatore.

Martedì 13 novembre il concerto è anticipato dalla replica riservata alle scuole alle ore 10.30. Venerdì 16 alle ore 18.00, inoltre, si terrà il tradizionale incontro con gli artisti organizzato dal Teatro Stabile del Veneto nel foyer del Teatro Verdi.

Il Teatro Stabile del Veneto è uno dei più importanti teatri di produzione d’Italia. fondato nel 1992 dalla Regione del Veneto e dai Comuni di Padova e di Venezia è sostenuto anche dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

La Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

Padova: innovativa operazione al cuore

RIMOZIONE DI UNA MASSA NELLA PARTE SINISTRA DEL CUORE IN UNA DONNA. INTERVENTO INNOVATIVO MAI REALIZZATO PRIMA D’ORA E NUOVO PRIMATO MONDIALE DEI CARDIOCHIRURGHI PADOVANI

Di norma si sarebbe dovuti intervenire con un’operazione a cuore aperto per salvarle la vita, ma l’equipe cardiochirurgica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova diretta dal Prof. Gino Gerosa che conta una nutrita esperienza di interventi eccezionali e pionieristici, non poteva non optare per un intervento, ancora una volta d’avanguardia, che contribuirà alla diffusione della conoscenza cardiochirurgica.

L’eccezionale operazione è stata eseguita su una donna con una massa di 3 cm. al cuore, scoperta grazie ad un ecocardiogramma che le aveva diagnosticato la presenza di un’anomalia intraventricolare sinistra. La signora già sottoposta recentemente ad intervento a cuore aperto, sarebbe stata ad alto rischio per un nuovo intervento cardochirurgico tradizionale.

Il team cardiochirurgico diretto dal Prof. Gino Gerosa del Centro Gallucci di Padova dopo aver studiato attentamente il caso, sceglie una soluzione del tutto innovativa e mai attuata prima d’ora.

L’intervento è stato pianificato nei minimi dettagli vista la delicatezza della situazione ed è stata valutata la tecnica più idonea e micro-invasiva per l’asportazione della massa evitando l’intervento tradizionale a cuore aperto. Informata dovutamente, la paziente acconsente e fiduciosa si affida al team multidisciplinare diretto dalla Cardiochirurgia, conscia dei rischi in cui sarebbe incorsa utilizzando invece la tecnica a cuore aperto con la riapertura dello sterno e l’arresto cardioplegico del cuore per asportarle la massa intracardiaca.

A dirigere ed eseguire la delicata operazione, il Prof. Gino Gerosa direttore della Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova coadiuvato da un team multidisciplinare composto dai cardiochirurghi Dott.i Vincenzo Tarzia, Augusto D’Onofrio, Lorenzo Bagozzi; anestesista ed esperto di ecocardiografia transesofagea tridimensionale Demetrio Pittarello; perfusionista Fabio Zanella; e personale infermieristico al completo.

Il Ministero della Salute autorizza la Cardiochirurgia di Padova a procedere con la nuova tecnica di intervento.

Padova: Nuove frontiere del danno di rilevanza medico-legale

 Si terrà nelle giornate dell’11 e del 12 maggio presso il Four Points by Sheraton di Padova il convegno medico-giuridico dal titolo Nuove frontiere del danno di rilevanza medico-legale, organizzato dalla Società Medico legale del Triveneto in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Medicina Legale dell’Università degli Studi di Padova e patrocinato da SIMLA Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni.

All’evento, per il quale sono previsti crediti formativi ECM, parteciperanno oratori prestigiosi a livello nazionale del mondo giuridico e medico-legale.

L’inizio dei lavori con la registrazione dei partecipanti è previsto alle ore 8.15 dell’11 maggio; la mattinata vedrà una prima sessione su tematiche quali spese e cure sanitarie, risarcibilità e ruolo dei medici legali. La seconda sessione si svolgerà nel pomeriggio e verterà in particolar modo sul danno biologico, per concludersi con una tavola rotonda, una ampio spazio dedicato alla discussione, fino alla chiusura dei lavori con un’assemblea SMLT alle ore 19. La mattinata del 12 maggio (inizio 8.15, termine ore 14) prevede una sessione sui concetti di microlesione, microdanno, microinvalidità e danno biologico; a conclusione, tavola rotonda e dibattito.
Tra gli illustri relatori esperti in ambito medico legale, il Prof. Riccardo Zoja Presidente SIMLA, il Dott. Franco Marozzi Consigliere nazionale SIMLA e Segretario FAMLI, il Dott. Lucio Di Mauro Segretario SIMLA e FAMLI, il Dott. Enrico Pedoja Consigliere nazionale SIMLA, Segretario nazionale SISMLA e Segretario SMLT, il Prof. Massimo Montisci Consigliere Nazionale SIMLA e il Prof. Santo Davide Ferrara, Presidente dello IALM (International Accademy of Legal Medicine).

SIMLA, che patrocina l’evento, da sempre si propone di promuovere e tutelare la cultura medico-legale a livello scientifico, legislativo, sociosanitario e professionale e di difenderne i principi etici e deontologici.