Una dieta sana preserva anche l’udito

Una dieta sana può fare molto di più, che far perdere il peso. Un nuovo studio ha trovato che potrebbe pure contribuire a ridurre i rischi di compromissione dell’udito.

Lo studio, fatto dal Brigham and Women’s Hospital di Boston, negli Usa, ha analizzato il collegamento tra il mangiare sano e la perdita dell’udito nelle donne.

Sono state esaminate tre diverse diete:

la Mediterranea,
quella per l’ipertensione o dieta Dash,
l’Alternative Healthy Eating Index-2010, dieta con alto apporto di cereali integrali, di acidi grassi polinsaturi, di grassi Omega-3 a catena lunga e basso apporto di carni rosse/trasformate, di cereali raffinati e di bevande zuccherate e zucchero.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha concluso che l’aderenza ai modelli dietetici sani è associata con un rischio più basso di perdita dell’udito nelle donne e con la riduzione del rischio della perdita dell’udito acquisita.

Lo studio ha esaminato 81.818 donne di età compresa tra i 27 e i 44 anni, di cui sono stati analizzati i modelli di dieta per oltre 22 anni.
I ricercatori hanno trovato che le donne che avevano seguito la dieta Mediterranea e la dieta Dash avevano avuto una probabilità del 30 per cento in meno di sviluppare la perdita dell’udito, moderata o completa.

Dormire in aereo può provocare sordità

Molti passeggeri che viaggiano in aereo si trovavano a dover affrontare un fenomeno spiacevole come la pressione alle orecchie, mentre sono in volo. Questo più spesso avviene durante il decollo, l’atterraggio o in altre situazioni di rapido cambiamento di altitudine, quando la pressione esterna non coincide con la pressione che è all’interno dell’orecchio.

Una persona sana si libera di una simile condizione semplicemente sbadigliando o deglutendo. Poi le trombe di Eustacchio, un sottile canale che collega la cavità dell’orecchio medio con la faringe, permette di livellare la pressione, così la sensazione dolorosa passa.

Tuttavia, se una persona si addormenta, allora può non sbadigliare o deglutire, all’occorrenza e la membrana timpanica rimane sotto pressione per lungo tempo, pertanto il tubo uditivo è bloccato.

A volte ciò è senza conseguenze, ma, altre volte nell’orecchio medio si forma un fluido, in cui l’infezione si sviluppa rapidamente. Di conseguenza, la persona perde l’acutezza dell’udito.

Barotraumi simili possono verificarsi nei subacquei quando si tuffano in profondità e persino durante l’equitazione sulle tratte ad alta velocità.

Per evitare il mal di orecchie, quando si vola si può masticare un Chew Gum o succhiare delle caramelle dure. Se si continua a sperimentare il dolore alle orecchie, dopo l’atterraggio, uno spray decongestionante può aiutare.

Fondazione Akusia dona due impianti cocleari all’Etiopia

L’intervento al St. Paul Hospital di Addis Abeba

Milano – Fondazione Akusia Onlus ha sostenuto il primo intervento di impianto cocleare avvenuto in Etiopia,  donando all’Ospedale St. Paul di Addis Abeba due impianti cocleari.

 

La donazione dei due impianti, segna il primo passo concreto nella lotta alle patologie limitative della capacità di comunicazione in un contesto complesso quale quello dell’Etiopia e costituisce un gesto di solidarietà a favore del benessere delle popolazioni locali e una speranza di poter accedere a tecnologie sanitarie all’avanguardia.

 

La donazione allo staff medico del St. Paul, avvenuta il 19 dicembre 2016, è stata possibile grazie alla collaborazione tra Fondazione Akusia e l’Ambasciata d’Italia in Etiopia. Il giorno successivo, il 20 dicembre, si è tenuto con successo il primo intervento chirurgico di questo genere nel Paese, su una paziente di 11 anni.

L’impianto cocleare è un dispositivo elettronico, molto sofisticato in grado di sostituire il funzionamento dell’orecchio interno, la coclea.

Uno scarafaggio le entra nell’orecchio

Una donna cinese identificata come Su, aveva uno scarafaggio nel suo orecchio, che probabilmente gli era entrato dentro mentre dormiva.

La donna aveva prima provato a rimuovere l’insetto da sola, prima di andare all’ospedale, ma l’animale le era entrato ancora di più nell’orecchio, entrando sempre più dentro ogni volta che lei cercava di toglierlo con un batuffolo di cotone.

Quando poi era andata in ospedale, i medici le avevano spruzzato delle sostanze chimiche nell’orecchio per stordire lo scarafaggio e rimuoverlo.

La donna che risiede a Hecheng, nel Distretto Huaihua, ha detto che i medici non sapevano il momento esatto in cui lo scarafaggio potesse essere entrato nel suo orecchio.

Il Capo del dipartimento del reparto ORL dell’ospedale, Meng Jie, ha riferito che la paziente era andata a lamentarsi per il dolore all’orecchio, sostenendo che un insetto le era entrato dentro e che era ancora vivo.

“Abbiamo individuato lo scarafaggio nel profondo del condotto uditivo e in effetti le sue zampe erano ancora in movimento”, ha raccontato lo specialista, aggiungendo: l’abbiamo tirato fuori dopo aver dato alla paziente alcuni anestetici locali.

Il medico ha anche consigliato ai proprietari dell’abitazione di evitare di tenere sui comodini snack o altri alimenti e ha esortato gli individui a rivolgersi ai medici, anziché tentare di rimuovere i parassiti da soli.

L’estrazione dello scarafaggio è stata registrata in un video, che è stato pubblicato su LiveLeak.

https://www.youtube.com/watch?v=QsEa7YMYuz8

I sordi tentano il suicidio tre volte più degli altri

I tentativi di suicidio tra i sordi sono tre volte superiori rispetto al resto della popolazione, secondo un nuovo studio francese, pubblicato sul Bulletin épidémiologique hebdomadaire (BEH).

Lo studio fatto dall’Institut de veille sanitaire (InVS) e dall’Institut national de prévention et d’éducation pour la santé (Inpes) ha trovato che negli individui sordi, i pensieri suicidi, negli ultimi 12 mesi erano stati cinque volte più frequenti che nella gente dall’udito normale e i tentativi di suicidio erano stati tre volte più elevati.

La ricerca fatta su 3.000 persone che avevano più di 15 anni dice che la sordità, è una disabilità vissuta principalmente con ridotte possibilità di informazione e comunicazione e con conseguenze potenzialmente molto negative sulla qualità delle relazioni commerciali e sociali e quindi sulla qualità della vita e del benessere.

Ma i sordi hanno anche due o tre più probabilità di essere oggetto di violenza fisica, psicologica e sessuale, rispetto alla popolazione generale.

Scoperte le aree del cervello che hanno un ruolo negli acufeni

Molte persone soffrono di acufeni, sono cioè affette da un disturbo uditivo caratterizzato dal sentire rumori o fischi nelle orecchie, in modo continuo o intermittente, senza che questi rumori ci siano nell’ambiente.

L’ascolto prolungato della musica, l’usura dell’orecchio dovuta all’età, uno shock emotivo possono favorire la comparsa del tinnito.

Non esiste alcun trattamento per questo disturbo, meno che mai se non si conoscono le sue origini, quindi potrebbe essere utile la prevenzione dei fattori di rischio.

Ora, uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Georgetown negli Stati Uniti e dell’Università tecnica di Monaco in Germania hanno identificato diverse aree del cervello che giocano un ruolo nella percezione dei suoni e delle sensazioni. Queste percezioni dipenderebbero da diversi neurotrasmettitori, tra cui la dopamina e la serotonina. In una persona che soffre di tinnito, questa trasmissione sarebbe disturbata.

La nuova scoperta dovrebbe permettere ai ricercatori di sviluppare nuovi trattamenti e di agire direttamente sui neurotrasmettitori. Fino a che, però, non si troverà un trattamento efficace per il tinnito, conviene consultare uno specialista entro 48 ore, se si è stati vittime di un trauma uditivo, per ridurre l’entità delle conseguenze.