L’inquinamento provoca 5 milioni di morti in tutto il mondo, la metà in Cina e India

L’inquinamento provoca 5,5 milioni di morti premature ogni anno in tutto il mondo, la metà dei quali in Cina e in India, due dei paesi con la crescita economica più veloce, secondo uno studio statunitense.

Attualmente, l’inquinamento dell’aria a Pechino e Nuova Delhi spesso supera a causa delle polveri sottili i 300 microgrammi per metro cubo d’aria, da otto a dieci volte la misura necessaria per preservare sani i polmoni e il sistema cardiovascolare.

In Cina e India il 55% dei decessi sono causati dall’inquinamento atmosferico, con 1,6 milioni di persone morte prematuramente in Cina e 1,4 milioni in India, nel 2013, ha detto Dan Greenbaum, CEO dell’Health Effects Institute, a margine dell’AAAS 2016 di Washington.

L’inquinamento atmosferico è la quarta causa di mortalità in tutto il mondo e di gran lunga la principale causa ambientale di malattia.

Nel corso degli ultimi cinquant’anni, il Nord America, l’Europa occidentale e il Giappone hanno fatto passi da gigante per combattere l’inquinamento con il passaggio a carburanti più puliti e limitando la combustione del carbone, ma non così le economie emergenti.

Uber vietata non solo a Nuova Delhi, anche in Spagna e Thailandia

Le autorità di Nuova Delhi, in India, stanno vietando l’applicazione Uber in città, dopo che un autista ha violentato una donna.

La donna, 26 anni, aveva utilizzato l’applicazione mobile per ordinare un taxi a casa sua, venerdì scorso, ma sostiene di essere stata portata in una zona appartata e di essere stata violentata in auto.

L’autista è stato arrestato domenica ed è comparso dinanzi alla Corte lunedi mattina.

L’Uber, società con sede a San Francisco, ha detto che la sicurezza dei passeggeri per loro è estremamente importante e che ha informazioni GPS di tutti i viaggi intrapresi.

“Il nostro team è dispiaciuto per la vittima di questo terribile fatto. Faremo tutto il possibile, per contribuire a portare i responsabili alla giustizia e a sostenere la vittima e la sua famiglia”, ha detto il CEO di Uber, Travis Kalanick, in una dichiarazione.

Ma Uber, che già aveva scatenato tante proteste tra i tassisti, oltre che in India, ora è stata vietata anche in Spagna, in Thailandia e in vari altri paesi del mondo.

Invita a casa lo stupratore di sua figlia e lo tortura fino ad ucciderlo

Singolare vendetta quella messa in atto da un 36enne indiano nei confronti di uno stupratore che aveva violentato la figlia 14enne, mettendola incinta e chiedendole di abortire

L’uomo, padre di altri sei figli, ha invitato lo strupratore, suo vicino di casa nel nordest di Nuova Delhi, a casa sua. Ma non c’è stato un banchetto normale, perché il 36enne ha legato lo stupratore, bruciandogli le parti intime, con delle pinze infuocate, prima di strangolarlo.

L’omicida ha detto alla polizia che avrebbe voluto solo punire lo stupratore della figlia minore, ma, evidentemente ha ecceduto con la violenza. Così, quando si è accorto di aver brutalmente assassinato il violentatore ha lasciato il suo corpo nella stanza, in cui aveva compiuto l’omicidio, ed è andato in Questura, portando con sé un’asta di ferro.

Il fatto è avvenuto sabato scorso. La polizia ha arrestato il reo confesso, mentre una squadra di agenti si è precipitata immediatamente nella casa segnalata, trovando il corpo di un uomo disteso sul pavimento con segni di strangolamento sulla gola e le parti intime bruciate.

Lo stupratore si chiamava Omkar Singh (45 anni) e aveva violentato la figlia 14enne del suo assassino, tre mesi fa. L’aveva anche minacciata di non dire niente alla polizia sostenendo che, avrebbe avuto conseguenze terribili se avesse parlato, avendo egli delle amicizie altolocate.

Singh, un rappresentante medico, aveva in affitto una stanza adiacente all’abitazione della famiglia della 14enne violentata.

(Nell’immagine, la zona in cui è avvenuto lo stupro)

Tigre bianca azzanna ragazzo in uno zoo di Nuova Delhi

Una tigre bianca in uno Zoo di Nuova Delhi ha ucciso un giovane di 20 anni che era all’interno del recinto del felino.

Per motivi che non sono ancora chiari, il giovane era entrato nel recinto in cui era racchiusa la tigre.

Secondo alcuni testimoni la barriera del recinto è bassa e la tigre ha approfittato di questa circostanza per balzare sul giovane, che lo stava guardando. Altri hanno assicurato che il ragazzo si è appoggiato sopra la barriera per scattare una foto ed è caduto dentro.

Già all’interno del recinto, il giovane è stato trascinato dalla tigre. Sembra che l’animale sia stato dieci minuti senza reagire e che abbia attaccato il ragazzo quando diversi visitatori hanno cercato di distrarlo lanciando sassi.

Nessuno ha aiutato la vittima quando era sotto attacco, secondo altri testimoni.