Morto Ernst Nolte, controverso storico del Nazismo

Ernst Nolte, uno degli storici tedeschi più famosi e più controversi è morto giovedì all’età di 93 anni. Il celebre filosofo e storico tedesco, si è spento in una clinica di Berlino, dopo una breve malattia.

Allievo di Martin Heidegger a Friburgo e di Eugen Fink, nel 1980 aveva fatto scalpore dopo la pubblicazione di un articolo, intitolato “Il passato che non vuole passare”, sul Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Aveva cercato di tracciare parallelismi tra comunismo, fascismo e nazismo e considerava quest’ultimo una conseguenza del primo.

La sua tesi che il socialismo sarebbe stata una reazione alla ‘minaccia esistenziale’, provocata dalla rivoluzione russa.

Il nesso di causalità tra i Gulag e i campi di concentramento tedeschi gli valse l’accusa di voler ridurre al minimo i crimini nazisti e il sospetto di revisionismo.

Per Nolte, il Nazionalsocialismo è stata una reazione al bolscevismo che nel 1917, con la Rivoluzione d’Ottobre, aveva determinato la nascita dell’Unione Sovietica.

Nato a Witten (ovest), Ernst Nolte aveva insegnato a lungo nella Freie Universität di Berlino.

Tra i suoi lavori più famosi, ‘Il fascismo nella sua epoca’ (1963), e ‘La guerra civile europea, 1917-1945. Nazionalsocialismo e bolscevismo’ (1987).

L’Associated Press avrebbe collaborato con Hitler

L’Associated Press (AP), la più importante agenzia di notizie degli Stati Uniti, avrebbe mantenuto una collaborazione formale con il regime nazista, negli anni Trenta, fornendo ai giornalisti materiale prodotto e diffuso dal Ministero della Propaganda del terzo Reich, secondo la storica tedesca Harriet Scharnberg, citata dal giornale britannico ‘The Guardian’.

Scharnberg, in un articolo pubblicato sulla rivista ‘Studies in Contemporary History’, dice di aver scoperto documenti che indicano come l’AP fosse l’unica agenzia occidentale con uffici in Germania, grazie a un accordo di cooperazione con il regime di Hitler.

L’Agenzia si impegnava a non pubblicare materiale che potesse indebolire il Reich all’estero o in patria.

L’AP chiedeva che fossero assunti i giornalisti che lavoravano anche per la divisione della propaganda del Partito Nazista.

Uno dei quattro fotografi impiegati da AP, Franz Roth, era un membro dell’unità delle SS, i cui fotografi erano stati selezionati personalmente dalla propaganda di Hitler.

L’AP ha respinto l’idea che ci sia stata una collaborazione volontaria con il regime nazista.

Ex contabile di Auschwitz chiede perdono

Nel primo giorno del suo processo in Germania, Oskar Gröning, ex impiegato del campo di concentramento di Auschwitz, si è “scusato” con le vittime dell’Olocausto e si è assunto la sua “colpa morale”, anche se ha voluto distinguere il suo ruolo da quello dei carnefici.

“Non c’è dubbio che condivido una colpa morale” ha detto l’ex membro delle SS, 93 anni, chiedendo perdono.

L’udienza che si è svolta in presenza di 67 parti civili, dei superstiti e dei discendenti delle vittime, è stata tradotta simultaneamente in inglese, ebraico e ungherese.

Gröning, vedovo, pensionato, con due figli di 65 e 70 anni, ha detto di aver aderito volontariamente ai Waffen SS, la milizia nazista, nell’ottobre del 1940 e di essere stato trasferito ad Auschwitz nel 1942, posto in cui era rimasto fino all’autunno del 1944.

L’imputato ha detto che il suo lavoro consisteva nella “prevenzione dei furti” dei bagagli dei deportati e che non aveva niente a che fare con gli omicidi e ha insistito nel dire di aver chiesto di essere trasferito al fronte, invano, “scioccato” dalle scene a cui aveva partecipato.

Zanzare infettate con la malaria, armi biologiche dei nazisti

I nazisti verso la fine della Seconda guerra mondiale, avevano allevato delle zanzare Anopheles e cercato delle formule per aumentare la loro aspettativa di vita al fine di utilizzarle come armi biologiche contro gli alleati.

L’idea era quella di allevare una zanzara più resistente per portarla in guerra, ha detto il biologo Klaus Reinhardt, dell’Università di Tübinga, in un articolo pubblicato nella rivista Endeavour.

Lo studio di Reinhardt è basato su documenti del campo di concentramento di Dachau, vicino a Monaco di Baviera, dove dal 1942 c’era un Istituto di entomologia, ordinato dal capo delle SS, Heinrich Himmler.

Nel 1944, secondo Reinhardt, la ricerca era finalizzata a trovare dei modi per estendere la vita delle zanzare infettate di malaria, che avrebbero potuto essere utilizzate come armi biologiche contro gli alleati.

Reinhardt dubita, però, che le zanzare siano state effettivamente utilizzate dai nazisti sui campi di battaglia.

Ritrovate a Monaco 1500 opere razziate dai nazisti

monaco.opere.sequestrate.nazisti(1)Un tesoro del valore di oltre un miliardo di euro, composto da opere d’arte confiscate dai nazisti, tra cui capolavori di Picasso, Renoir, Matisse, è stato scoperto in un vecchio appartamento di Monaco.

Tra la polvere, dietro un muro di lattine e scatolette scadute, le opere d’arte sono state ritrovate nell’appartamento di una ricca famiglia tedesca, ubicato nel quartiere di Schwabing.

Gran parte della collezione si pensava che fosse stata distrutta nelle incursioni della RAF.
Leggi tutto “Ritrovate a Monaco 1500 opere razziate dai nazisti”