MASI Lugano, musei aperti per le feste

In occasione delle festività, le sedi del Museo d’arte della Svizzera italiana al LAC e Palazzo Reali resteranno aperte al pubblico secondo i consueti orari, tranne i giorni 23, 24 e 25 dicembre. Lunedì 30 dicembre e 6 gennaio apriranno straordinariamente e rimarranno invariati gli orari di visita, mentre il 1° gennaio le sedi saranno accessibili a partire dalle ore 13:00 Palazzo Reali e dalle14:00 LAC.

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Locri: Un giorno all’anno tutto l’anno (il 29 dicembre)

Sabato 29 dicembre 2018, alle ore 17.30, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio, si terrà l’iniziativa Un giorno all’anno tutto l’anno che si prefigge di assicurare il più ampio accesso ai luoghi e ai contenuti culturali; l’abbattimento delle barriere sensoriali per i sordi e il percorso accessibile al Museo.

Per concretizzare tale finalità Palazzo Nieddu Del Rio è stato dotato della VideoguidaLIS sviluppata per l’abbattimento delle barriere sensoriali dell’udito tramite la traduzione dall’Italiano alla Lingua dei Segni Italiana (LIS) ed è disponibile gratuitamente come Web-app all’indirizzo www.videoguidalis.it tramite i dispositivi mobile e personal computer. Le video traduzioni in LIS sono accompagnate da immagini didascaliche dell’argomento. I video in LIS si possono scegliere dal menu dell’applicazione, ma anche inquadrando i codici QR posizionati lungo il percorso espositivo del Museo.

Il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio ospita al piano terra e al primo piano manufatti dal territorio locrese frutto di recenti campagne di scavo dai risultati scientificamente interessanti e manufatti dal sito prostorico di Canale – Janchina. E’ stata così completata la narrazione della storia e della archeologia locrese.

I tre musei locresi, quindi, – due al Parco archeologico dedicati l’uno al periodo greco e l’altro alle testimonianze di età  romana – e il Palazzo Nieddu, dedicato al periodo anteriore alla fondazione della colonia e alle scoperte dal territorio, offriranno al pubblico una visione completa della Locride tra IX a.C. fino ad età tardo antica.

Interverranno all’iniziativa: Rossella Agostino, direttore del Museo; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri e Rosanna Pesce, fondatrice della Digi Art.

Il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio afferisce al Polo Museale della Calabria guidato da Angela Acordon.

 

Un giorno all’anno tutto l’anno

Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio

Locri (Reggio Calabria)

29 dicembre 2018 – Ore 17.30

A Milano nasce MAUA: il primo museo di arte urbana aumentata

Un museo diffuso a cielo aperto, per scoprire itinerari cittadini

fuori dal centro e dai circuiti ordinari dell’arte, 

con 50 opere di street art in realtà aumentata da esplorare

di quartiere in quartiere

 

Inaugurazione MAUA domenica 17 dicembre:

Primo tour del Giambellino già sold out.

A seguire mostra e presentazione in BASE

 

Al via dal 18 dicembre le prenotazioni dei tour urbani su mauamuseum.com

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Milano ha un nuovo museo, diffuso, a cielo aperto: si chiama MAUA ed è il primo museo di arte urbana aumentata, nato dall’idea di proporre itinerari culturali inediti, fuori dal centro e dai più tradizionali circuiti dell’arte. Così, 50 opere di street art animate in realtà aumentata diventano l’occasione per esplorare quartieri meno conosciuti della città. Si parte scegliendo il proprio percorso. Poi, arrivati sul posto, l’esperienza prosegue in forma digitale: ogni opera, inquadrata con lo smartphone, ne genera una nuova e si trasforma in un lavoro di digital art, appositamente creato per il museo grazie a tecnologie di realtà aumentata.

 

MAUA nasce a partire dal progetto “Milano Città Aumentata”, uno tra i 14 vincitori del “Bando alle Periferie” promosso dal Comune di Milano per ripensare e valorizzare i quartieri. Erano stati 160 i progetti presentati da quasi 500 associazioni in risposta al primo bando pubblico voluto dall’Amministrazione per sostenere – con un finanziamento totale di 548mila euro – alcune importanti iniziative delle forze sociali, culturali ed economiche presenti in città per migliorare la qualità della vita nei cinque ambiti strategici del Piano Periferie: Giambellino-Lorenteggio, Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese.

 

MAUA è realizzato grazie a una rete di partenariato composta da Bepart, come capofila, insieme ad altre sei realtà: BASE Milano, Avanzi – Sostenibilità per Azioni, Terre di Mezzo, scuola CFP Bauer, PUSH. e la Fondazione Arrigo e Pia Pini.

 

Un museo è un luogo in cui si testimonia un momento, un passaggio, un pensiero; uno spazio in cui si conserva la memoria di un tempo raccogliendone tracce e segni, in modo che quelle esperienze, viste, vissute e approfondite, possano essere utili allo sviluppo di una comunità. – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – Un’esperienza come quella del MAUA può quindi servire a raccontare anche questo nostro tempo, che fa sbocciare ovunque, spontanee, creatività e bellezza, ‘fissandole’ in uno spazio virtuale senza separarle dal loro contesto, e animandole là dove sono nate per invitare tutti ad alzare gli occhi, e scoprirle”.

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MAUA vuole essere un nuovo modello di museo, diffuso e partecipativo, capostipite di molti altri musei tecnologici del futuro, che vorranno dare vita a modalità innovative di fruizione e valorizzazione, accessibili a un ampio pubblico e aperte al territorio.

 

Nasce proprio da queste premesse l’idea di coinvolgere nel progetto MAUA gli stessi abitanti dei quartieri fin dalla prima fase di ricerca, svoltasi nei mesi di settembre e ottobre 2017, che ha portato alla creazione della più grande mappatura finora realizzata della street art a Milano con 218 opere e tour alternativi. A centinaia di abitanti, studenti e associazioni dei cinque quartieri è stato chiesto di selezionare le opere più rappresentative della propria zona e di fotografarle insieme a studenti e professori della scuola CFP Bauer, individuando una selezione finale di dieci murales. Un esperimento avanzato di curatela diffusache ha portato all’acquisizione di 50 opere in un immaginario grande museo a cielo aperto che, oltre alla scoperta di sorprendenti murales, offre l’opportunità di esplorare zone della città meno conosciute.

 

Per ciascun visitatore, la visita dal reale prosegue poi sul proprio smartphone attraverso l’app Bepart che grazie alla realtà aumentata, anima e trasforma le 50 opere in 50 lavori di digital art, sviluppati durante un workshop a BASE da 50 giovani animation designer. E, per chi non ha la possibilità di spostarsi, è comunque possibile vedere le animazioni in realtà aumentata inquadrandole sul catalogo di MAUA, edito da Terre di Mezzo.

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L’inaugurazione di MAUA domenica 17 dicembre

MAUA sarà inaugurato domenica 17 dicembre a BASE con una mostra fotografica delle 50 opereselezionate, che potranno essere ammirate anche in realtà aumentata offrendo un’anteprima della visita reale. In questa occasione sarà presentato il progetto, insieme al catalogo del Museo di Arte Urbana Aumentata e alle mappe cartacee dei quartieri, curate da Terre di mezzo. La giornata si aprirà con un tour guidato nel quartiere Giambellino, già sold out, in programma alle ore 11. Dalle ore 15, mostra e presentazione aperta al pubblico in BASE, via Bergognone 34.

 

A partire dal 18 dicembre sarà possibile prenotare il proprio tour urbano su mauamuseum.com. I tour partiranno appena sarà raggiunto il numero minimo di partecipanti.

 

Il programma nel dettaglio

– Ore 11.00 Tour guidato tra le opere e i murales del quartiere Giambellino, con partenza dalla Stazione di San Cristoforo e arrivo a BASE.

– Ore 15.00 MAUA, la nascita di un museo diffuso e il ruolo della street art in città. Con Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano – Cultura e Pao, street artist e designer.

– Ore 16.00 Visita alla mostra

– Ore 17.00 Proiezione del documentario “Banksy Does New York Movie” – 2014. Nel documentario, prodotto da HBO, Chris Moukarbel analizza la reazione del pubblico al progetto dell’artista “Better Out Than In”, e segue il percorso dei lavori creati segretamente ogni giorno da Banksy, dal lower East Side fino a Staten Island, da Williamsburg a Willets Point.

– Ingresso gratuito in BASE fino ad esaurimento posti.

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Come si visita il MAUA

Visitare il MAUA è semplice.

– Basta: consultare la mappa delle 50 opere di street art selezionate quartiere per quartiere dagli abitanti di ciascuna zona. La mappa completa è disponibile su streetartfactory.eu, sull’app Bepart o sul catalogo cartaceo del MAUA, in distribuzione a BASE Milano, all’infopoint del Comune e nelle librerie;

– selezionare una o più opere, costruire il proprio percorso, cominciare il tour; una volta sul posto, aprire l’app Bepart e inquadrare l’opera di street art con lo smartphone per vederla animarsi e trasformarsi in un’opera d’arte digitale. Condividere l’esperienza sui profili social con l’hashtag #maua #museoarteurbanaaumentata #realtaaumentata

– chi non ha la possibilità di recarsi fisicamente di fronte alle opere di street art potrà comunque fruire dei contenuti aumentati attraverso il catalogo.

 

I numeri del progetto

– 50 murales in realtà aumentata

– la più grande mappatura cittadina di street art

– 218 opere fotografate

– oltre 200 autori

– 115 ore di workshop

– 5 aree di Milano: Giambellino-Lorenteggio; Adriano-Padova-Rizzoli; Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare; Niguarda-Bovisa; QT8-Gallaratese.

– 150 ragazzi/e coinvolti sul territorio e 50 digital artist

– 1 premio appena ricevuto: il Digital Award – Il Coraggio di Innovare 2017, di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Meet the Media Guru, riservato ai migliori progetti dei settori della Moda e del Design che abbiano scelto il digitale come strategia vincente.

L’arte che ci ispira

Venerdì 18 Agosto 2017, alle ore 21.00, a Monasterace (Reggio Calabria), nella suggestiva location del Museo e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, sarà presentata la nuova linea di pelletteria ispirata ai Beni Culturali realizzata dal Brand “dA Collezioni”.
Artigianalità italiana, pellami pregiati e un design che si ispira ai reperti archeologici della Magna Grecia reinterpretati dai digital designers.
Il leitmotiv del Brand “dA Collezioni” è proprio reinterpretare i Beni Culturali quali icone di design per la moda.
Nel Museo Archeologico dell’antica Kaulon sarà esposta in anteprima la collezione di borse ispirate al Drago di Monasterace, ai Pinakes e al conio dell’antica Rhegion.
La presentazione sarà animata da un evento di Mapping 3d Indoor: i reperti archeologici e gli accessori moda saranno protagonisti di un emozionante spettacolo con effetti immersivi e tridimensionali; un evento appositamente realizzato dalla digi.Art servizi digitali per l’Arte per la comunicazione del Brand.
Al bookshop del Museo saranno disponibili le prime borse e pochette, scelte per la presentazione in diversi colori e modelli: dal passionale rosso del modello Pinakes ai colori della sabbia cristallina di Persefone, dal bianco ghiaccio al verde, fino alle stampe acquarello del Drago di Monasterace.
Questa linea di pelletteria pregiata “dA Collezioni” si inserisce in un contesto che mira a rafforzare la consapevolezza e l’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale ereditato dal nostro illustre passato ed è destinata ad un mercato nazionale e internazionale con l’obiettivo di esportare oltre confine la nostra Cultura millenaria apprezzata in tutto il mondo.
Il progetto di comunicazione e di design è stato sviluppato dalla digi.Art Servizi digitali per l’Arte fondata da Rosanna Pesce, specializzata nella promozione e valorizzazione dei Beni Culturali.
La linea di Borse e accessori moda sarà presentata dalla fondatrice della digi.Art servizi digitali per l’Arte, insieme al direttore del Museo e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, Rossella Agostino, e in collaborazione con la cooperativa Vivikaulon, gestore dei Servizi aggiuntivi del Museo.
Si ringraziano: Rosanna Pesce, Claudio Martino, Francesco Di Pietro, Carlo Murdolo, Gianfilippo Mafrici, Antonio Tarantello, Giuseppe Musicò, Rossana Crucitti che hanno partecipato alla realizzazione dei modelli esposti.

L’iniziativa è proposta nell’ambito delle aperture serali straordinarie programmate dalla Direzione del Museo per il periodo estivo nell’ambito del Piano di Valorizzazione dei Musei statali  promosso dal MiBACT.

Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon è afferente al Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon.

Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino

 

una Pavia: una mummia egizia in perfetto stato di conservazione

Nel 1824 il Gabinetto di anatomia Umana dell’Università di Pavia ricevette in dono una mummia egizia proveniente dal Cairo. Nel 1933 passò al Museo di Storia Naturale e quindi negli anni ‘60 fu collocata in una torre del Castello Visconteo di Pavia, dove è rimasta fino al trasferimento presso le raccolte archeologiche dell’ateneo.

La mummia è misteriosa: riposa in una cassa ottocentesca, il cui coperchio riporta l’enigmatica scritta “Mummia Egiziana di una donna morta 810 anni prima dell’era volgare. Dono di S. Giorgiani del Cairo del 1824“.

Per dare voce a questo reperto, solo apparentemente silenzioso, sono interventi il Prof. Maurizio Harari, direttore del Museo Archeologico dell’Ateneo e docente ordinario di Etruscologia ed Archeologia Italica dell’Università di Pavia e Sabina Malgora, archeologa e direttore del Mummy Project Research, équipe multidisciplinare votata allo studio delle mummie.

Dal 2013 la mummia è stata al centro di una serie di accurate ricerche con le più moderne tecniche di indagine medica e forense. Lo scopo è quello di restituirle l’identità, scoprire la sua età ed il periodo in cui è vissuta. Per questo è stata sottoposta alla tomografia computerizzata (TC) all’Ospedale San Matteo di Pavia e sono stati effettuati prelievi per analisi molecolari, tra cui quella del radio carbonio C14. Inoltre l’antropologa Chantal Milani ha studiato il profilo antropologico e lo specialista americano,  Jonathan Elias ha ricostruito il volto questa donna vissuta millenni prima di noi. Infine è stata creata una copia 3D del reperto ad opera di Spazio Geco di Pavia.

La ricerca sulla mummia è stata realizzata con il sostegno della Regione Lombardia nel progetto:“Condividere il patrimonio museale universitario: nuove modalità di fruizione rivolte anche agli utenti con disabilità sensoriali”.

Sabato 11 marzo 2017 i risultati degli studi saranno quindi resi noti per la prima volta al pubblico presso il Museo Archeologico dell’Università di Pavia, dove verrà presentata tutta la collezione egizia in una nuova esposizione.

È l’identità restituita alla mummia a dare il nome all’inaugurazione:

“Il volto dell’antico Egitto”

Un Egyptian Corner all’Università di Pavia

Museo Archeologico Sistema Museale dell’Università di Pavia

Strada Nuova 65 Pavia

11 marzo 2017 ore 17 e 30

Anna Frank non fu denunciata ai nazisti, venne trovata per caso

Il nascondiglio di Anna Frank potrebbe essere stato trovato ‘per caso’ dai nazisti, secondo un nuovo studio, fatto dai ricercatori del Museo di Amsterdam, per i quali gli ufficiali che arrestarono l’adolescente ebrea potrebbero essere andati all’indirizzo di Amsterdam, in Olanda, dove la ragazza si nascondeva con i suoi familiari e altri amici, solo per un altro controllo.

Non fu dunque a causa di una denuncia che l’adolescente ebrea con la sua famiglia fu arrestata, come si è sempre creduto, ma per caso, mentre le autorità stavano indagando su una frode relativa a dei buoni pasto.

Lo ha asserito il ricercatore Gertjan Broek, del Museo Anna Frank di Amsterdam, basandosi su nuovi documenti.

Anne Frank e i suoi parenti avevano cominciato a vivere nascosti nel luglio del 1942 per non cadere nelle mani dei nazisti. Rimasero lì con una famiglia amica fino all’agosto del 1944, prima di essere scoperti e inviati in un campo di concentramento.

Nel nascondiglio segreto, l’adolescente scrisse il suo famoso diario, uno dei libri più letti al mondo.

La ragazza morì di tifo, a soli 15 anni, nel 1945, mentre era nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, pochi giorni dopo la morte di sua sorella Margot. Suo padre, Otto Frank, unico sopravvissuto della famiglia, pubblicò il diario della figlia nel 1947.

Finora si era creduto che una soffiata anonima, fatta al Sicherheitsdienst, o SD, il servizio di sicurezza tedesco, avesse portato i nazisti a scoprire questi ebrei nascosti all’indirizzo Prinsengracht 263 di Amsterdam.

Dal giorno 10 marzo 1944 Anna però aveva scritto più volte dell’arresto di due uomini che stavano vendendo razioni alimentari illegalmente. I due, chiamati “B” e “D” (iniziali di Martin Brouwer e Pieter Daatzelaar) erano stati arrestati.

“B e D sono stati arrestati, quindi non abbiamo più i buoni…”, aveva scritto Anna il 14 marzo.

Questo dimostra che la famiglia Frank potrebbe aver avuto parte del cibo attraverso questi tagliandi venduti illegalmente dai due uomini.

Il Museo di Anna Frank, che ad Amsterdam si trova nella casa dove la ragazza con i familiari e altri amici, si nascosero, invita, chi può, ad approfondire ulteriormente la questione, con altri documenti e studi.

Apre i battenti il Museo Nazionale dell’Oman

Oggi, 30 luglio 2016, viene inaugurato il Museo Nazionale dell’Oman, nel cuore della capitale Mascate.

Con le sue 14 gallerie permanenti, il museo si candida quale leader e guida nel settore museale del Sultanato. Istituito con un decreto regio, il museo è un’ulteriore testimonianza del grande mecenatismo dell’Oman in campo artistico e culturale.

Tra gli obiettivi del Museo Nazionale c’è la preservazione del patrimonio storico e la promozione dei valori tradizionali del Paese, nonché la volontà di contribuire al network museale nazionale e internazionale. Situato nei pressi di Al Alam Palace nel cuore di Mascate, il complesso ospita 14 gallerie permanenti organizzate in ordine cronologico e tematico su 4mila m2, che custodiscono oltre 5mila artefatti, dalla preistoria al rinascimento. Da non perdere la sezione dedicata ai sistemi d’irrigazione Aflaj, patrimonio UNESCO dal 2006, la sezione marittima e quella dedicata alla cultura intangibile. A queste si aggiunge una galleria di quasi 400 metri quadrati riservata alle esposizioni temporanee.

Il museo è stato costruito in modo da essere fruibile da tutti, con alcuni pannelli e didascalie scritti in arabo braille. All’interno del complesso, che si estende su un’area di oltre 13mila m2, si trova il primo Learning Center del Sultanato e un’area dedicata al restauro delle opere selezionate dal piano museografico del 2010, che finora ha portato al ripristino di oltre 5mila artefatti.

Fino al 30 settembre, il museo sarà aperto al pubblico 4 giorni a settimana (lunedì, martedì, sabato, domenica) dalle 9 alle 15, con ultima entrata alle 14.30. Tre le tariffe d’accesso: €2,35 per cittadini di Mascate e per chi risiede in un Paese del CCG, Consiglio di cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar), €4,69 per i residenti e €11,73 per i turisti.
L’entrata è gratuita per bambini e studenti fino a 25 anni, residenti e cittadini del CCG oltre i 60 anni e disabili.