Marte: un vulcano ha eruttato per miliardi di anni

Un raro meteorite marziano chiamato Northwest Africa 7635 (NWA 7635), trovato in Algeria nel 2012, ha dato informazioni ai ricercatori sul’attività vulcanica esistente nel pianeta rosso, mostrando qualcosa di mai visto sulla terra.

L’analisi di NWA 7635 ha contribuito a determinare che 4,5 miliardi di anni fa, Marte aveva un unico vulcano che ha eruttato continuamente per più di 2 miliardi di anni.

“I nostri risultati offrono nuovi indizi per come si è evoluto Marte”, ha detto l’autore studio Tom Lapen, dell’Università di Houston.

Gran parte di ciò che sappiamo circa la composizione delle rocce dei vulcani su Marte proviene dai  meteoriti trovati sulla terra.

L’analisi di diverse sostanze fornisce informazioni circa l’età del meteorite, la fonte di magma, la lunghezza di tempo passato nello spazio e quella del tempo passato sulla superficie terrestre.

Qualcosa deve aver sbattuto sulla superficie di Marte più di un milione anni fa, colpendo un vulcano o lava della pianura, dice lo studio comparso sulla rivista ‘Science Advances’..

Questo impatto ha espulso le rocce nello spazio e i frammenti di queste rocce hanno attraversato l’orbita terrestre cadendo come meteoriti.

Undici di questi meteoriti marziane, con composizione chimica simile erano già stati trovati.

NWA 7635 è stato espulso da Marte 1,1 milioni di anni fa, mentre almeno altri 10 shergottiti impoveriti erano stati espulsi un miliardo di anni fa.

Dalle analisi è emerso che questi ultimi avevano tra 327 e 600 milioni di anni, mentre NWA 7635 2,4 miliardi di anni.

Ciò significa per i ricercatori che per 2 miliardi anni c’è stata una sorta di un costante eruzione di magma in un’unica posizione sulla superficie di Marte.

Lo ha detto il coautore dello studio Marc Caffee, della Purdue University.

Non abbiamo mai visto niente di simile sulla terra, come un vulcano in eruzione per 2 miliardi di anni in una posizione specifica.

Marte è conosciuta perché ha i più bei vulcani del sistema solare;;7635 NWA è un tipo di roccia vulcanica chiamata shergottite.

Il più grande vulcano marziano, Olympus Mons ha quasi 17 miglia d’altezza, quasi il triplo dell’altezza del vulcano più alto della terra, Mauna Kea, che è di 6,25 miglia.

“Non sappiamo a questo punto da dove questo particolare meteorite sia venuto, se dall’Olympus Mons o da un’altra posizione,” ha detto Caffee.

Marziani vulcani possono crescere a tali proporzioni enormi, perché, a differenza della terra, Marte non ha placche tettoniche.

Così un vulcano, come quello da cui è giunto NWA 7635, ha potuto eruttare per miliardi di anni.

Curiosity trova su Marte oggetto dal volto umano

Il rover Curiosity ha trovato su Marte uno strano oggetto, di colore metallico che ricorda un volto umano.

Subito è volata la fantasia e ci si è posti degli interrogati sul fatto che potesse trattarsi di un manufatto alieno. di spazzatura spaziale o, addirittura, di una forma sconosciuta di vita…

Ma, la foto scattata sulla superficie di Marte il 30 ottobre scorso, riguarda solo un meteorite di ferro.

Curiosity ha trovato l’oggetto nella zona del monte Aeolis Mons e ha usato il suo laser per analizzare la composizione chimica della roccia. Questo test ha rivelato che si trattava di un meteorite di ferro-nichel, caduto sul cielo marziano.

L’oggetto, infatti, sembra non abbia niente in comune con le tipiche rocce rosso-arancio che normalmente si vedono su Marte.

Questo piccolo meteorite delle dimensioni di una pallina da golf è stato chiamato dagli scienziati Egg Rock, Uovo Roccia. E’ composto da ferro, nichel, fosforo e da pochi altri oligoelementi. Gli scienziati hanno concluso che è un meteorite non nativo del pianeta rosso.

Questi tipi di meteoriti, trovati anche sulla Terra, provengono dai nuclei fusi degli asteroidi.

Opportunity alla scoperta di un canalone su Marte

Il rover della NASA Opportunity sarà, per la prima volta, in un lungo un canalone che potrebbe essere stato scolpito da un fluido che avrebbe potuto essere acqua.

In una dichiarazione rilasciata dalla NASA è stato rivelato che varie missioni avevano scoperto canaloni intagliati dai fluidi sulla superficie del pianeta dal 1970, ma che non sono stati esaminati da vicino.

L’esplorazione di questo canalone, si inserisce nella proroga di due anni della missione di Opportunity, iniziata l’1 ottobre.

“Opportunity inizia la sua ultima missione estesa nella “Bitterroot Valley” del bordo occidentale del cratere Endeavour, un bacino di 22 km di diametro, scavato dall’impatto di un meteorite miliardi di anni fa”, ha detto John Callas, Opportunity Project Manager del Jet Propulsion Laboratory della NASA, a Pasadena, in California.

Opportunity era giunto su Marte il 24 gennaio 2004.

Aveva raggiunto l’orlo del cratere nel 2011 dopo più di sette anni di indagini su una serie di crateri più piccoli. Lì aveva trovato le prove dell’esistenza di antica acqua acida che aveva inumidito gli strati di terra e talvolta ricoperto la superficie.

Adesso, per la prima volta, il più antico veicolo giunto su Marte visiterà l’interno del cratere Endeavour, secondo i più recenti piani della missione prorogata due anni.

Gli scienziati della NASA sono fermamente convinti che l’acqua ha determinato la scultura di questo burrone.

Attraverso l’esame di Opportunity del canalone, il team della missione intende vedere, in primo luogo, se il liquido era una colata detritica con molta acqua e macerie o solo acqua e altri materiali.

Il secondo obiettivo di Opportunity è di confrontare le rocce all’interno del cratere Endeavour con il tipo dominante di roccia esaminata sulle pianure che esplorate prima di raggiungere Endeavour.

Il terzo obiettivo scientifico principale della nuova missione è trovare ed esaminare le rocce di un livello geologico esistente prima dell’impatto che ha creato il cratere Endeavour.

Partito per Marte il razzo Proton

Il lancio di due sonde su Marte dal Kazakistan è stato condotto con successo lunedì.

La missione ExoMars è un progetto congiunto della Russia e dell’Agenzia spaziale europea (ESA).

Il razzo Proton è partito alle 10,31 dal cosmodromo di Baikonur.

Una delle sonde è in orbita attorno al pianeta. Il razzo Proton porta una sonda in grado di rilevare tracce di gas, è la Trace Gas Orbiter (TGO) che misura i gas esistenti nell’atmosfera di Marte. Il dispositivo ricerca principalmente il metano, un gas che può indicare forme minori di vita.

Dopo un viaggio di sette mesi, un lander, lo Schiaparelli, si separerà dalla sonda il 16 ottobre e atterrerà su Marte tre giorni più tardi.

Il lander Schiaparelli, tutto italiano, pesa 600 chilogrammi e ha le dimensioni di una piccola auto.

Si chiama così in onore del piemontese Giovanni Schiaparelli, grande studioso di Marte nell’Ottocento.

In Exomars sono convolti dieci dei 22 paesi dell’agenzia spaziale europea.

A questa esperienza, ne seguirà un’altra russo-europea, ExoMars 2018, che ricercherà tracce di vita passata su Marte.

Cinque pianeti allineati in cielo fino al 20 febbraio

Fino al 20 febbraio, gli abitanti della Terra potranno vedere a occhio nudo cinque pianeti allineati nel cielo.

Giove, Marte, Venere, Saturno e Mercurio offriranno uno spettacolo che si ripete raramente.

L’evento astronomico è iniziato il 20 gennaio.

Per questo fenomeno celeste, non è necessario l’utilizzo di appositi dispositivi, ma coloro che vogliono vedere più in dettaglio le quattro lune di Giove possono utilizzare un binocolo.

I pianeti possono essere visti da qualsiasi punto della Terra. Il momento migliore per osservarli è poco prima dell’alba, quando Mercurio è ancora visibile.

La Nasa conferma: c’è acqua su Marte

La NASA in una conferenza stampa, lunedì, ha svelato che esiste dell’acqua salata su Marte.

Non si sa di preciso da dove venga l’acqua, ma una cosa è certa: Marte non è il pianeta secco, arido che abbiamo sempre considerato in passato.

Gli scienziati hanno visto striature scure, strette, di circa 100 metri di lunghezza sul pianeta rosso nei pendii del cratere Hale, che sono state fatte dall’acqua liquida. Questi rivoli compaiono periodicamente. I flussi vengono visualizzati in varie parti di Marte, quando le temperature sono superiori ai 23 gradi Celsius (° c) e scompaiono nelle stagioni più fredde.

La conferma dell’esistenza dell’acqua su Marte è stata possibile grazie alle immagini della sonda MRO (Mars Reconnaissance Orbiter).

I dati della sonda MRO hanno permesso di scoprire che queste linee scure sono associate a depositi di sale che possono cambiare il punto di congelamento dell’acqua, permettendo ad essa di rimanere liquida più a lungo e che possa scorrere nonostante le basse temperature.

Nasa: le tempeste di polvere su Marte non sono completamente innocue

La NASA ha rivelato i pericoli delle tempeste di polvere su Marte, alcune delle quali possono essere viste con i telescopi dalla terra.

L’Agenzia spaziale americana ha spiegato che le tempeste di polvere non sono la caratteristica più sgradevole del pianeta rosso.

Secondo gli scienziati, su Marte ci sono anche dei venti violenti che sollevano la polvere sulla sua superficie, una volta ogni tre anni marziani, ossia ogni 5,5 anni terrestri.

Ma anche queste tempeste di polvere non sono tali da danneggiare o distruggere le apparecchiature di fabbricazione umana dato che la velocità dei venti di Marte è inferiore ai 27 metri al secondo e che la densità dell’atmosfera marziana è 100 volte inferiore a quella del nostro pianeta.

Tuttavia, le tempeste di polvere su Marte non sono completamente innocue. Alcune particelle di polvere più piccole possono trasportare una carica elettrostatica e aderire a diverse superfici, in particolare, alle finestre e ai componenti delle apparecchiature scientifiche. I ricercatori dicono che la neutralizzazione elettrostatica e la rimozione dell’inquinamento da polvere è stato uno dei principali problemi che hanno dovuto risolvere gli ingegneri che hanno progettato le attrezzature per l’esplorazione di Marte.