Facebook può indicare l’hotspot Wifi gratuito più vicino

Facebook, il social network più grande del mondo, ha lanciato la versione beta di una funzionalità che consente agli utenti di trovare l’hotspot Wifi gratuito più vicino a una determinata posizione.

La prima volta, l’utente dovrà dare l’autorizzazione all’applicazione del cellulare “Trova Wi-Fi” e abilitare quindi la posizione del dispositivo. Dopo questo passaggio, una mappa della zona indicherà l’hotspot più vicino.

È possibile scegliere tra due formati: lo scorrimento sulla mappa in una città o un paese o la consultazione di un elenco. Per quest’ultimo, si deve premere “Cerca in questa zona” e verranno visualizzati i punti di accesso wireless disponibili.

Questa opzione esiste, per ora, in una versione beta per alcuni utenti di Android e iOS.

Svelata la struttura del virus Zika

I ricercatori della Purdue University, negli Stati Uniti, hanno studiato un ceppo di Zika, determinando la struttura del virus.

Il ceppo è stato isolato in un paziente infettato durante l’epidemia che ha imperversato nella Polinesia francese.

Lo studio, apparso sulla rivista ‘Science’, trovato che la struttura di Zika è molto simile a quella di altri flavivirus, come dengue, West Nile, febbre gialla, encefalite giapponese…

Secondo lo studio, una proteina chiave può spiegare perché le cellule nervose sono attaccate da Zika mentre non lo sono con altri virus della stessa famiglia.

“La struttura del virus fornisce una mappa che mostra le regioni del virus che potrebbero essere presa di mira da un trattamento terapeutico, e potrebbe essere utilizzata per creare un vaccino efficace o per migliorare la nostra capacità di diagnosticare e distinguere l’infezione da Zika da quella di altri virus collegati” ha detto Richard Kuhn della Purdue University.

Il virus Zika è stato scoperto in Uganda nel 1947, ma solo recentemente è stata rilevata la sua potenziale pericolosità.

A partire da ottobre, il virus ha iniziato a diffondersi in Brasile, paese in cui è stato collegato alla microcefalia, ossia alla nascita di feti dalle teste anormalmente piccole.

La mappa delle donne più sexy del mondo

TargetMap ha pubblicato una mappa con le donne più sexy del pianeta.

Le donne con una maggiore attrazione fisica e sessuale sono risultate le latine le baltiche.

In particolare, sono sexy le donne dell’Argentina, della Colombia, dell’Estonia, della Lettonia (in verde scuro sulla mappa).

Vanno bene anche le donne della maggior parte dei paesi dell’est (repubbliche dell’ex URSS, Repubblica Ceca, Bosnia-Herzegobina, Serbia, Macedonia), ma anche quelle di Iran, Egitto, Etiopia, Svezia, Brasile, Venezuela e quelle asiatiche di Indonesia, Giappone, Corea, Vietnam del sud.

Donne più normali dal punto di vista dell’attraziuone sono quelle che vivono nella maggior parte dell’Europa, nei paesi del Nord Africa, in Cina, in Cile, in Ecuador e in Messico.

Sono considerate poco sexy le americane, le inglesi, le portoghesi, le tedesche, le australiane, le indiane e quelle dell’Arabia Saudita.

Le meno attraenti del mondo sono le donne dei paesi centrafricani (Mauritania, Niger, Ciad, Repubblica centrafricana e Congo), dell’Afghanistan e della Bolivia.

LA MAPPA:

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Ogni emozione ha la sua espressione corporea

Le emozioni stimolano specifiche parti del nostro corpo. L’amore stimola quasi tutto il corpo.

A questa conclusione è giunto un team di ricercatori della Finlandia che ha fatto uno studio per vedere quali parti del corpo venissero stimolate dalle più comuni emozioni, come paura, irritazione, disgusto, ansia, depressione…

La scoperta è stata sorprendente perché, qualunque fosse l’origine e la cultura dei volontari coinvolti nello studio (700 soggetti di Finlandia, Svezia e Taiwan) le emozioni stimolavano le stesse parti del corpo.

L’invidia stimola, ad esempio, l’arrossamento del volto, la rabbia il torace, i pugni e il viso, l’amore la sensazione di calore diffuso per tutto il corpo.

Lauri Nummenmaa, psicologo dell’Università di Aalto (Finlandia), responsabile di questo studio, ha detto: “Il nostro sistema emotivo, situato nel nostro cervello, invia segnali al nostro corpo, che ci permettono di gestire le diverse situazioni”.

Se “si vede un serpente, automaticamente, si sente la paura. Il sistema nervoso aumenta l’ossigeno nei muscoli e aumenta la frequenza cardiaca, permettendo di gestire la minaccia. Questo è un sistema automatico”.

Lo studio è stato presentato su Pnas.