L’igiene orale influisce sulla salute cardiovascolare

C’è un legame tra l’igiene orale e la salute cardiovascolare, secondo 2 studi dell’Università della Carolina del Sud, presentati alla Conferenza internazionale 2020 dell’American Stroke Association, in corso a Los Angeles.

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Malattie cardiovascolari, per le donne è diverso

Le malattie cardiovascolari costituiscono la principale causa di morte al mondo, ma non colpiscono allo stesso modo uomini e donne. Più donne che uomini muoiono per insufficienza cardiaca, ma solo il 50% dei casi di insufficienza cardiaca tra le donne è causata da un attacco di cuore.

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Non tutta l’attività fisica fa bene al cuore

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di mortalità in tutto il mondo, tuttavia, un gran numero di decessi prematuri potrebbe essere prevenuto adottando adeguate misure preventive. Tra queste misure, l’attività fisica si dice che abbia molteplici benefici e le linee guida internazionali sottolineano la necessità di essere attivi al fine di evitare la mortalità per malattie cardiovascolari.

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L’esercizio fisico contrasta le malattie cardiache

Una delle cose significative che una persona può fare per ridurre il rischio di malattie cardiache, oltre a controllarne gli effetti, è muoversi regolarmente svolgendo una qualche forma di attività fisica. Questo, in combinazione con il mangiare sano e il mantenere un peso moderato.

Uno studio pubblicato sul Journal of Physical Activity and Health e condotto dai ricercatori delle università degli Stati Uniti ha esaminato l’associazione tra sport ed esercizio fisico.

lo studio a lungo termine ha esaminato il modo di fare esercizio fisico su oltre 13.000 soggetti che avevano un’età compresa tra i 45 e i 64 anni quando lo studio è iniziato, nel 1984. Lo studio è andato avanti per 25 anni, fino al 2015.

Lo studio ha trovato che la partecipazione a specifici sport ed esercizio fisico può ridurre sostanzialmente il rischio di malattie cardiovascolari.

In particolare gli sport con racchetta, la corsa, l’aerobica e la camminata nello studio erano associati a un minor rischio di ictus.

Malattie cardiovascolari, l’attività fisica fa bene

Un nuovo studio ha mostrato, per la prima volta, che le persone con malattie cardiovascolari traggono maggiore beneficio dall’esercizio fisico, rispetto alle persone sane.

Rimanere fisicamente attivi può aiutare una persona a vivere più a lungo e l’esercizio fisico regolare può aiutare a prevenire molte condizioni croniche.

Ora, i ricercatori della Seoul National University, nella Corea del Sud, hanno confrontato gli effetti dell’esercizio fisico sul rischio di morte in un gruppo di partecipanti sani e in un altro gruppo di partecipanti con preesistenti malattie cardiovascolari.

Lo studio ha rivelato che gli individui con malattie cardiovascolari avevano tratto i maggiori benefici dall’esercizio fisico rispetto agli individui sani. I malati, più si erano esercitati, meglio era stato.

Il team, guidato dal dottor Sang-Woo Jeong, ha pubblicato i risultati del lavoro sull’European Heart Journal e li ha anche presentati al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) 2019, tenutosi a Parigi, in Francia.

Il dott. Jeong e colleghi hanno analizzato i dati di 441.798 partecipanti, di cui 131.558 presentavano malattie cardiovascolari preesistenti, mentre 310.240 erano sani. Tutti i partecipanti avevano 40 anni o più, con un’età media di 60 anni.

Seguiti per quasi 6 anni, i partecipanti hanno fornito informazioni sui loro livelli di attività fisica (esercizio aerobico che non includeva le attività quotidiane, come i lavori domestici).

Il dott. Jeong e il suo team hanno scoperto che, in un periodo di 6 anni, i partecipanti con malattie cardiovascolari avevano beneficiato maggiormente dell’attività fisica rispetto ai partecipanti sani.

“Abbiamo scoperto che circa la metà delle persone nello studio non raggiungeva il livello raccomandato di attività fisica nel tempo libero e che un quarto aveva uno stile di vita totalmente sedentario”, ha affermato, comunque, il dott. Jeong, secondo cui, i medici dovrebbero incoraggiare le persone con problemi cardiovascolari a non rinunciare all’esercizio fisico, spiegando che l’attività fisica può giovare alla salute.

Le linee guida ESC 2016 per la prevenzione primaria raccomandano agli adulti sani di tutte le età di fare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata o 75 minuti a settimana di attività fisica aerobica intensa.

Questo potrebbe voler dire che è necessario fare camminate veloci per 30 minuti, cinque volte alla settimana, o una vigorosa attività fisica per 2,5 ore, una volta alla settimana.

 

Una vacanza fa bene anche al cuore

Uno studio pubblicato sulla rivista Psychology and Health, ha confermato che qualsiasi tipo di vacanza è in grado non solo di alleviare lo stress, ma anche di ridurre i rischi di avere malattie cardiovascolari.

Nello studio, le persone che erano andate in vacanza più frequentemente negli ultimi 12 mesi avevano avuto un rischio ridotto per la sindrome metabolica, ha notato Bryce Hruska, assistente professore nella Syracuse University, negli Stati Uniti.

La sindrome metabolica è un insieme di fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Le persone con questa malattia hanno un rischio più elevato di essere colpiti dalle malattie cardiovascolari.

I segni della sindrome metabolica comprendono una circonferenza addominale di 90 centimetri per i maschi e 80 centimetri per le femmine. Anche avere una pressione sanguigna superiore a 130/85 mmHg, il colesterolo HDL inferiore a 40 e 50 (per pazienti di sesso femminile), i trigliceridi oltre 150 e livelli di zucchero nel sangue a digiuno superiori a 100, caratterizza le sindromi metaboliche.

Per lo studio, i ricercatori hanno incluso 63 dipendenti idonei per delle vacanze pagate. I partecipanti sono stati sottoposti a esami del sangue e hanno completato un test per valutare i comportamenti messi in atto in vacanza negli ultimi 12 mesi.

I risultati dello studio hanno mostrato che il rischio di sindrome metabolica era diminuito di quasi un quarto con ogni vacanza aggiuntiva fatta dai partecipanti.