Torna a Livorno ‘Il Senso del Ridicolo’

Dal 27 al 29 settembre si terrà a Livorno la quarta edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO,
dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira.

In tre giorni di eventi, attori, autori, filosofi, scrittori, giornalisti, radio-star, letterati e, naturalmente, comici si interrogheranno sul significato del riso e sulla straordinaria funzione illuminante dell’umorismo, della
comicità e della satira.

Dal guardaroba alla tavola, dagli oggetti da acquistare alle persone da conquistare, dall’etica all’etichetta ogni evenienza (quotidiana o no, materiale o spirituale che sia) ci ammonisce: il ridicolo è in agguato. Il festival livornese intitolato proprio al Senso del Ridicolo torna così per un’edizione, la quarta in cinque anni, curiosa degli angoli in cui si può annidare il ridicolo, nelle peripezie del costume, del potere, dell’animo umano.

Sono “le vicissitudini tragicomiche del desiderio”, ci dice Massimo Recalcati, uno dei più noti psicoanalisti italiani, nella lectio magistralis che venerdì 27 settembre, alle ore 17.30 in Piazza del Luogo Pio,inaugura il festival. Si oscilla fra il dolore e la farsa e gli umoristi sono coloro che sanno come approfittare dello slancio dato dal polo del tragico per sospingere il pendolo verso il polo del ridicolo. Era quello che sapeva fare forse meglio di tutti Achille Campanile, un inarrivabile campione dell’umorismo italiano del Novecento, di cui, sempre nella serata inaugurale di venerdì 27 settembre, alle ore 21 in Piazza del Luogo Pio, ascolteremo alcune pagine lette con l’ironica maestria di Anna Bonaiuto. Sono pagine dedicate a figure femminili, in particolare a mogli irragionevoli e scorbutiche, secondo uno stereotipo profondamente radicato. E d’altra parte non sono proprio i luoghi comuni, i cliché, gli stereotipi a costituire la base dell’umorismo?

Scozzesi avari, donnine disponibili, uomini infoiati, tedeschi rigidi, suocere arpie, Pierini insolenti… Per capire come mai per farci ridere occorre fare ricorso a un patrimonio di idee fisse, e spesso sbagliate, abbiamo la fortuna di poterci rivolgere a un attore di comprovata arte verbale che è anche un sagace ricercatore di usi e generi popolari come la fiaba, la canzone, l’aneddoto e ora la barzelletta. Ascanio Celestini sta dedicando alle storielle che animano da sempre la nostra convivialità un progetto multimediale, convinto come è che esse possano rivelare a noi stessi il fondo oscuro della nostra mentalità collettiva (domenica 29 settembre, ore 11.30, Piazza del Luogo Pio).

La dimostrazione della potenza dell’oscillazione fra comico e tragico si ha quando si pensa che nell’articolo che scrisse per la morte del suo amico Primo Levi, il grande musicologo Massimo Mila lo definì “un umorista”. La critica più recente ha reso giustizia alla figura di Levi come scrittore e non solo testimone della Shoah: il principale esponente e animatore di questa nuova corrente di critica leviana è Marco Belpoliti, che ha scelto per noi pagine ironiche e umoristiche dell’autore di Se questo è un uomo, pagine che verranno lette da una delle voci teatrali più forti e affermate dei nostri anni, quella dell’attrice Federica Fracassidomenica 29 settembre, ore 15, Bottini dell’Olio).

Un caso forse inverso è quello di Woody AllenIl senso del ridicolo gli dedica una rassegna di film curata come ogni anno da Gabriele Gimmelli: tre capolavori che testimoniano di altrettante stagioni della durevole creatività di Allen, nel tempo in cui un’ingiustificabile censura sociale è riuscita a mettere in ombra (speriamo solo momentaneamente) una stella di tale magnitudo (venerdì 27 – sabato 28 – domenica 29settembre, ore 21, Teatro Vertigo). A parlare del caso-Allen sarà la scrittrice Nadia Terranova, sensibile ai temi della discriminazione sessista, come a quelli della libertà dal più cieco stigma sociale (sabato 28settembre, ore 11.15, Bottini dell’Olio).

Ma fra tutti gli stereotipi, comici o drammatici, quello che nella circostanza è forse il più pertinente è il blasone di “maledetti” assegnato – per spirito, espressione, inclinazione al dissenso – ai livornesi. Solo un modo di dire? A provare a rispondere sarà lo scrittore, musicista e cantante Bobo Rondelli, assieme alla giornalista Eva Giovannini, anch’essa livornese (sabato 28 settembre, ore 12.30, Piazza del Luogo Pio).

Come livornesi saranno le persone che verranno a raccontarci la loro livornesità, sollecitate da un habitué del festival, l’attore, conduttore radiofonico e animatore di narrazioni collettive Matteo Caccia (domenica 29settembre, ore 18.45, Piazza del Luogo Pio).

Per una popolazione africana, il mondo si divideva in “cose vere” e “cose da ridere”. Le “cose vere” erano le storie degli dèi raccontate dai sacerdoti; le “cose da ridere” erano tutte le altre, le vicende della vita di tutti i giorni. “Cose da ridere” sono allora gli oggetti di design, seri eppure ridicoli, raccolti da Chiara Alessi(sabato 28 settembre, ore 10, Bottini dell’Olio). Sono le stravaganze più esilaranti della moda, selezionate da Sofia Gnoli (domenica 29 settembre, ore 10, Bottini dell’Olio). Sono le nostre infinite attenzioni al cibo, fra la squisitezza e la ghiottoneria, argomento delle sapienti digressioni di Bruno Gambarotta (domenica 29 settembre, ore 17.30, Piazza del Luogo Pio). Sono le stesse regole di bon ton, con i consigli per ben figurare in società e quelli per trovare marito, oggetto di un dialogo fra due collezioniste di manuali di galateo come l’attrice Maria Cassi e la giornalista Irene Soave (sabato 28 settembre, ore 18.30, Piazzadel Luogo Pio).

Per tutto il giorno cerchiamo di evitare di cadere nel ridicolo; per riposarci cerchiamo in tv, al cinema, a teatro, nei libri nuove cose da ridere. Ma chi è poi l’autore comico? Quali sono le sue doti? In cosa consiste il suo “mestiere”? Il festival si interroga su questa figura, accoglie opinioni in merito tramite i social network e, in un incontro in collaborazione con SIAE, ne discutono Stefano Andreoli, autore e animatore del sito Spinoza, Marco Ardemagni, Stefano Bartezzaghi, Sara Chiappori e l’attrice Pilar Fogliati (sabato 28settembre, ore 17.15, Bottini dell’Olio)Sulla Rete e alla radio quest’ultima è emersa come dotata riproduttrice di accenti e mentalità tipiche delle diverse zone e classi sociali di Roma, e non solo di Roma; un talento appena emerso, con cui parleremo anche di Roma come capitale della comicità italiana, volontaria e no (sabato 28 settembre, ore 15, Bottini dell’Olio). Ancora Pilar Fogliati aiuterà a mettere a confronto la Roma di un tempo e la Roma di oggi, partecipando come lettrice all’incontro con il giornalista e studioso Filippo Ceccarelli (sabato 28 settembre, ore 16, Bottini dell’Olio). Cronista di decenni di politica italiana,

Ceccarelli è un appassionato conoscitore dei sonetti di Giuseppe Gioacchino Belli, che definisce “invincibile maestro di scettico sarcasmo e amara dissacrazione”: papi e re d’epoca a confronto con i governanti di oggi, in un romanesco secolare che ha la sonorità di una lingua classica e la freschezza di un idioma che tuttora riecheggia nelle strade.L’ospite d’onore di quest’anno è un attore che è lecito definire “straordinario“, e proprio nel senso letterale dell’aggettivo. Extra-ordinario per la sua capacità di uscire dal consueto, superare la propria stessa espressione e la propria fisicità per liberare le energie di una comicità fatta non tanto di battute quanto di una condizione esistenziale. Silvio Orlando in un’occasione rara e quindi preziosa ha accettato di raccontarsi dal palco del Teatro Goldoni al direttore del festival Stefano Bartezzaghi e alla critica teatrale Sara Chiappori (sabato 28 settembre, ore 21, Teatro Goldoni)

IL SENSO DEL RIDICOLO
Livorno, 27-29 settembre 2019

Il Senso del Ridicolo dal 28 al 30 settembre a Livorno

Dal 28 al 30 settembre si terrà a Livorno la terza edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira.
Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi e promosso da Fondazione Livorno, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana. È partner della manifestazione Aedes Siiq, con il supporto di Pictet e la collaborazione di SIAE; Rai Radio2 è media partner.

 «Stelle o caporali?». La domanda è l’anagramma del nome e cognome di Paola Cortellesi, l’attrice, comica e cantante che è l’ospite d’onore della prima serata del festival Il senso del ridicolo (venerdì 28 settembre, ore 21,30). La domanda ci rimanda le attrazioni del varietà e il nonsense di Totò e, nella sua assurdità, ci ricorda quanto vasto sia il mondo della risata, dell’umorismo, del gioco.

Da bambini si ride anche per un enigma risolto, per una parola inventata, per un gioco logico che si è compreso: era quanto succedeva con il «Dirodorlando», storica trasmissione della Tv dei Ragazzi a cui è dedicata la lectio magistralis dialogata fra due dei suoi autori: la grande scrittrice Bianca Pitzorno e il traduttore e autore tv Davide Tortorella, che all’epoca in cui collaborava al Dirodorlando andava alle scuole medie inferiori (venerdì 28 settembre, ore 17,30).

Ma era anche quanto succedeva nella stanza dei giochi che l’artista Alighiero Boetti aveva allestito nel suo studio di Trastevere per giocare con i suoi figli. La figlia Agata ha trasportato quella stanza alla Fortezza Nuova e invita tutti, piccoli e grandi, ad ammirare lo zoo e a partecipare ai giochi che allora aveva inventato assieme a suo padre(inaugurazione: venerdì 28 settembre, ore 16). A questi giochi è dedicato «ABAB – La stanza dei giochi»: sono le iniziali di Alighiero Boetti e Agata Boetti, sono le rime alterne di una quartina e sono il titolo di un opuscolo, edito da Corraini, a proposito dello zoo boettiano. 

Parlando di serragli, è un bestiario anche quello della Rete. La sociolinguista Vera Gheno e il filosofo della comunicazione Bruno Mastroianni descriveranno la «fattoria degli animali social» (sabato 29 settembre,ore 15,30): gli esemplari più comuni e i più bizzarri che popolano le piazze telematiche e i loro comportamenti. Animali veri e propri sono invece le galline a tendenza suicida che Carlo Emilio Gadda descrive in una pagina della «Cognizione del dolore». Persino in un libro con quel titolo, infatti, la comicità si disputa la scena con il tragico. Del resto è la lezione di Amleto, di cui Gadda è stato un fine esegeta e di cui è un conoscitore appassionato l’attore Fabrizio Gifuni, che regala a Livorno una sua scelta delle pagine in cui il teatro gaddiano del mondo si fa più grottesco, e amaramente esilarante (sabato 29 settembre, ore 21).

Se Il senso del ridicolo vuole, edizione dopo edizione, intraprendere anche un giro d’Italia della comicità, con questa edizione Gadda ci fa partire da Milano, capitale anche umorale della Nazione. Come è la comicità milanese? La esploreremo con la rassegna dei film curata da Gabriele Gimmelli (28-29-30 settembre, ore 21) e con due eventi congiunti, ovvero un evento bino: prima evocheremo assieme a Marco Ardemagni, Sandro Paté e altri ospiti la Milano del cabaret, di quella linea che parte da Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Beppe Viola e arriva sino al cabaret di Zelig e all’omonimo programma televisivo (sabato 29 settembre, ore 17,15); poi ascolteremo la testimonianza di un protagonista della scena musicale e televisiva di questi anni, Rocco Tanica, che ci porterà frammenti della pluridecennale esperienza del gruppo di Elio e Le Storie Tese (sabato 29 settembre, ore 18,30). Di come la musica possa essere un veicolo o un fattore stesso di comicità ci parlerà poi, in un altro incontro, il critico musicale Ernesto Assante (domenica 30 settembre, ore 15).

Gadda e Milano, si diceva. Ma Gadda, divenuto romano anche nella scrittura, ricordava: «io sono una polpetta sbalzata fuori dalla padella lombarda». Infatti si ride per fuggire, secondo l’antropologo Adriano Favole (sabato 29 settembre, ore 10), e si fugge per ridere secondo due livornesi che si sono distaccati dalla città natale e di distacco hanno parlato nei loro rispettivi lavori: il cantautore e scrittore Simone Lenzi, recente autore del libro In esilio e la giornalista Concita De Gregorio, che con la sua inchiesta televisiva «FuoriRoma» esplora e rivela a sé stessa l’Italia lontana dal centro (sabato 29 settembre, ore 11).

L’umorismo ha le sue condizioni, come la singletudine femminile su cui la giornalista Irene Soave si è lungamente documentata tramite i galatei e la manualistica dedicata all’argomento. (domenica 30 settembre, ore 10). Ma l’umorismo ha anche i suoi ambiti e mezzi di comunicazione. Prendiamo la fotografia: come può l’arte che si imprime con la luce che colpisce la realtà arrivare a essere perfettamente surreale, comica, assurda? Di questo ci parla Michele Smargiassi (domenica 30 settembre, ore 12). Oppure il genere letterario del fantasy. È proprio vero che sia impermeabile all’ironia e al comico? Se non bastasse l’esempio incarnato da Bianca Pitzorno, a dimostrare che non è affatto così sarà l’incontro della scrittrice e conduttrice radiofonica Loredana Lipperini (domenica 30 settembre, ore 17,30). Nell’ambito della politica, com’è che una volta dare del «buffone» a un onorevole era un insulto cocente, mentre i politici contemporanei arrivano a fare scene da puro cabaret? Ne discutono un giornalista che ha seguito da molto vicino le primarie e le elezioni americane, Francesco Costa, e un politico che dopo essere stato parlamentare è tornato a fare politica «dal basso», Giuseppe Civati (domenica 30 settembre, ore 11).

Infine, la Comicità ha i suoi Poli: non solo il maschile e il femminile, l’austero e il buffone, ma anche Paolo e Lucia, fratello e sorella, legati da complicità e sapienza teatrale. Conversando con la critica Sara Chiappori, Lucia Poli ripercorrerà ricordi ed episodi della carriera e sceglierà qualche perla dalla collana del suo repertorio (domenica 30 settembre, ore 16,30)

Anche quest’anno, appassionato di Livorno, Matteo Caccia proseguirà la sua ricerca di storie e luoghi, presentando il risultato di un’esplorazione etnologico-immobiliare della città (domenica 30 settembre, ore 18,45), e la linguista Giulia Addazi animerà laboratori e giochi per bambini e ragazzi (sabato 29 settembre, ore 15 e 17 – domenica 30 settembre,ore 10, 11.30 e 17), in parte riprendendo i giochi della famiglia Boetti. Anche quest’anno Marco Ardemagni inventerà eventi radiofonici e multimediali per il festival e il suo media-partner Rai Radio2.

Come negli anni passati, il festival sarà incorniciato e sostenuto dall’attività di molti giovanissimi volontari, che a loro volta ascolteranno e guarderanno. Lo hanno fatto anche nelle precedenti edizioni e alla Bottega del Caffè si potranno ammirare le fotografie, bellissime, che hanno scattato ai protagonisti e al pubblico del festival, pubblicate anche nel libro Gli occhi del ridicolo.

Oltre a questo libro e al boettiano «ABAB», al Festival è legata un’altra pubblicazione uscita quest’anno. Nell’aprile del 2018 all’università Iulm si è tenuta una tavola rotonda sul tema della «Comicità dei copioni», i diritti d’autore nel campo dell’umorismo, organizzata dal Senso del Ridicolo con la partecipazione della Siae. L’ebook che raccoglie gli interventi dei partecipanti verrà presentato in un incontro del festival (sabato 29 settembre, alle ore 12), condotto da Gabriele Gimmelli, che ha curato la pubblicazione, e l’autore e scrittore comico Walter Fontana, che è stato fra i protagonisti della tavola rotonda.

IL SENSO DEL RIDICOLO

Livorno, 28-30 settembre 2018

www.ilsensodelridicolo.it 

A Livorno un festival dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira

Dal 28 al 30 settembre si terrà a Livorno la terza edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira.

Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi e promosso da Fondazione Livorno, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana. È partner della manifestazione Aedes Siiq, con il supporto di Pictet e la collaborazione di SIAE; Rai Radio2 è media partner.

«Stelle o caporali?». La domanda è l’anagramma del nome e cognome di Paola Cortellesi, l’attrice, comica e cantante che è l’ospite d’onore della prima serata del festival Il senso del ridicolo (venerdì 28 settembre, ore 21,30). La domanda ci rimanda le attrazioni del varietà e il nonsense di Totò e, nella sua assurdità, ci ricorda quanto vasto sia il mondo della risata, dell’umorismo, del gioco.

Da bambini si ride anche per un enigma risolto, per una parola inventata, per un gioco logico che si è compreso: era quanto succedeva con il «Dirodorlando», storica trasmissione della Tv dei Ragazzi a cui è dedicata la lectio magistralis dialogata fra due dei suoi autori: la grande scrittrice Bianca Pitzorno e il traduttore e autore tv Davide Tortorella, che all’epoca in cui collaborava al Dirodorlando andava alle scuole medie inferiori (venerdì 28 settembre, ore 17,30).

Ma era anche quanto succedeva nella stanza dei giochi che l’artista Alighiero Boetti aveva allestito nel suo studio di Trastevere per giocare con i suoi figli. La figlia Agata ha trasportato quella stanza alla Fortezza Nuova e invita tutti, piccoli e grandi, ad ammirare lo zoo e a partecipare ai giochi che allora aveva inventato assieme a suo padre (inaugurazione: venerdì 28 settembre, ore 16). A questi giochi è dedicato «ABAB – La stanza dei giochi»: sono le iniziali di Alighiero Boetti e Agata Boetti, sono le rime alterne di una quartina e sono il titolo di un opuscolo, edito da Corraini, a proposito dello zoo boettiano. 

Parlando di serragli, è un bestiario anche quello della Rete. La sociolinguista Vera Gheno e il filosofo della comunicazione Bruno Mastroianni descriveranno la «fattoria degli animali social» (sabato 29 settembre,ore 15,30): gli esemplari più comuni e i più bizzarri che popolano le piazze telematiche e i loro comportamenti. Animali veri e propri sono invece le galline a tendenza suicida che Carlo Emilio Gadda descrive in una pagina della «Cognizione del dolore». Persino in un libro con quel titolo, infatti, la comicità si disputa la scena con il tragico. Del resto è la lezione di Amleto, di cui Gadda è stato un fine esegeta e di cui è un conoscitore appassionato l’attore Fabrizio Gifuni, che regala a Livorno una sua scelta delle pagine in cui il teatro gaddiano del mondo si fa più grottesco, e amaramente esilarante (sabato 29 settembre, ore 21).

Se Il senso del ridicolo vuole, edizione dopo edizione, intraprendere anche un giro d’Italia della comicità, con questa edizione Gadda ci fa partire da Milano, capitale anche umorale della Nazione. Come è la comicità milanese? La esploreremo con la rassegna dei film curata da Gabriele Gimmelli (28-29-30 settembre, ore 21) e con due eventi congiunti, ovvero un evento bino: prima evocheremo assieme a Marco Ardemagni, Sandro Paté e altri ospiti la Milano del cabaret, di quella linea che parte da Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Beppe Viola e arriva sino al cabaret di Zelig e all’omonimo programma televisivo (sabato 29 settembre, ore 17,15); poi ascolteremo la testimonianza di un protagonista della scena musicale e televisiva di questi anni, Rocco Tanica, che ci porterà frammenti della pluridecennale esperienza del gruppo di Elio e Le Storie Tese (sabato 29 settembre, ore 18,30). Di come la musica possa essere un veicolo o un fattore stesso di comicità ci parlerà poi, in un altro incontro, il critico musicale Ernesto Assante (domenica 30 settembre, ore 15).

Gadda e Milano, si diceva. Ma Gadda, divenuto romano anche nella scrittura, ricordava: «io sono una polpetta sbalzata fuori dalla padella lombarda». Infatti si ride per fuggire, secondo l’antropologo Adriano Favole (sabato 29 settembre, ore 10), e si fugge per ridere secondo due livornesi che si sono distaccati dalla città natale e di distacco hanno parlato nei loro rispettivi lavori: il cantautore e scrittore Simone Lenzi, recente autore del libro In esilio e la giornalista Concita De Gregorio, che con la sua inchiesta televisiva «FuoriRoma» esplora e rivela a sé stessa l’Italia lontana dal centro (sabato 29 settembre, ore 11).

L’umorismo ha le sue condizioni, come la singletudine femminile su cui la giornalista Irene Soave si è lungamente documentata tramite i galatei e la manualistica dedicata all’argomento. (domenica 30 settembre, ore 10). Ma l’umorismo ha anche i suoi ambiti e mezzi di comunicazione. Prendiamo la fotografia: come può l’arte che si imprime con la luce che colpisce la realtà arrivare a essere perfettamente surreale, comica, assurda? Di questo ci parla Michele Smargiassi (domenica 30 settembre, ore 12). Oppure il genere letterario del fantasy. È proprio vero che sia impermeabile all’ironia e al comico? Se non bastasse l’esempio incarnato da Bianca Pitzorno, a dimostrare che non è affatto così sarà l’incontro della scrittrice e conduttrice radiofonica Loredana Lipperini (domenica 30 settembre, ore 17,30). Nell’ambito della politica, com’è che una volta dare del «buffone» a un onorevole era un insulto cocente, mentre i politici contemporanei arrivano a fare scene da puro cabaret? Ne discutono un giornalista che ha seguito da molto vicino le primarie e le elezioni americane, Francesco Costa, e un politico che dopo essere stato parlamentare è tornato a fare politica «dal basso», Giuseppe Civati (domenica 30 settembre, ore 11).

Infine, la Comicità ha i suoi Poli: non solo il maschile e il femminile, l’austero e il buffone, ma anche Paolo e Lucia, fratello e sorella, legati da complicità e sapienza teatrale. Conversando con la critica Sara Chiappori, Lucia Poli ripercorrerà ricordi ed episodi della carriera e sceglierà qualche perla dalla collana del suo repertorio (domenica 30 settembre, ore 16,30)

Anche quest’anno, appassionato di Livorno, Matteo Caccia proseguirà la sua ricerca di storie e luoghi, presentando il risultato di un’esplorazione etnologico-immobiliare della città (domenica 30 settembre, ore 18,45), e la linguista Giulia Addazi animerà laboratori e giochi per bambini e ragazzi (sabato 29 settembre, ore 15 e 17 – domenica 30 settembre, ore 10, 11.30 e 17), in parte riprendendo i giochi della famiglia Boetti. Anche quest’anno Marco Ardemagni inventerà eventi radiofonici e multimediali per il festival e il suo media-partner Rai Radio2.

Come negli anni passati, il festival sarà incorniciato e sostenuto dall’attività di molti giovanissimi volontari, che a loro volta ascolteranno e guarderanno. Lo hanno fatto anche nelle precedenti edizioni e alla Bottega del Caffè si potranno ammirare le fotografie, bellissime, che hanno scattato ai protagonisti e al pubblico del festival, pubblicate anche nel libro Gli occhi del ridicolo.

Oltre a questo libro e al boettiano «ABAB», al Festival è legata un’altra pubblicazione uscita quest’anno. Nell’aprile del 2018 all’università Iulm si è tenuta una tavola rotonda sul tema della «Comicità dei copioni», i diritti d’autore nel campo dell’umorismo, organizzata dal Senso del Ridicolo con la partecipazione della Siae. L’ebook che raccoglie gli interventi dei partecipanti verrà presentato in un incontro del festival (sabato 29 settembre, alle ore 12), condotto da Gabriele Gimmelli, che ha curato la pubblicazione, e l’autore e scrittore comico Walter Fontana, che è stato fra i protagonisti della tavola rotonda.