Nuovo coronavirus in Cina: nessun rischio prevedibile in Italia

La notizia del primo decesso causato in Cina da un nuovo coronavirus ha destato apprensioni, rammentando i precedenti di SARS e MERS, ma gli infettivologi rilevano una scarsa trasmissione del virus da persona a persona e l’epidemia sembra destinata a rimanere circoscritta ad una diffusione locale. Anche OMS e CDC non hanno ancora preso provvedimenti

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In Italia, 1 minore su 4 è in sovrappeso

I nostri bambini sono troppo grassi. E’ un problema. Per affrontarlo, l’Ospedale  Sacra Famiglia di Erba (Como) ha istituito recentemente un Ambulatorio di Nutrizione Pediatrica, dedicato a pazienti in età evolutiva da zero ai sedici anni. Una scelta dettata dall’emergenza dell’obesità infantile che attanaglia ormai anche la patria della dieta mediterranea: come attesta l’Istat, infatti, in Italia è in eccesso di peso un minore su quattro, una condizione che riguarda circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti.

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Palermo terza Fast Track City in Italia

A Palazzo delle Aquile, in contemporanea con il XVIII Congresso Simit, che si tiene nel capoluogo siciliano, un importante simbolico atto formale e sostanziale per la città e per il network di volontari e specialisti al centro di un impegno di solidarietà. Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha infatti firmato la Paris Declaration”, nata nel 2014, con cui la municipalità della città siciliana, terza città in Italia dopo Milano e Bergamo e prima nel Centro-Sud, si impegna a diventare una Fast Track City. Gli obiettivi conseguenti a tale firma sono due: azzerare i nuovi casi di infezione da HIV entro il 2030 e ridurre del 90-95% le nuove infezioni sino al 2022.

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Aumenta in Italia l’investimento in opere d’arte

Aumenta in Italia l’investimento in opere d’arte: +45%

Un mercato che negli ultimi 10 anni ha raddoppiato il suo valore, ma che presenta dei rischi. 1.232 falsi i falsi sequestrati nel 2018. Cazeau: “Necessaria una conoscenza approfondita del mercato, meglio affidarsi a dei professionisti. Il valore dei multipli di Picasso è raddoppiato in soli 5 anni”

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World Vegan Day: anche in Italia cresce l’interesse per la cucina vegana

Salutare per il corpo e per l’anima, la cucina vegana è una delle tendenze alimentari in crescita negli ultimi anni. L’attenzione a sostenibilità e salute conducono sempre più a una dieta senza carne, uova e altri derivati animali. Per questo TheFork, tra le principali app di prenotazione online di ristoranti, ha deciso di approfondire il fenomeno attraverso un sondaggio[1] su questo tema in occasione del World Vegan Day – il prossimo 1° novembre.

Ormai da diversi anni le opzioni vegan nel panorama alimentare sono in crescita così come l’interesse dei consumatori. In Europa, l’Italia ha registrato l’aumento più forte di prenotazioni presso i ristoranti che offrono anche piatti vegani: i booking sono cresciuti infatti di 26 volte dal 2016 al 2019. A seguire il Belgio – con un aumento di 12 volte – e la Francia – 10 volte.

L’Italia è anche il paese del gruppo TheFork con il maggior numero di ristoranti con opzioni vegane[2]: il 22% dei ristoranti partner offre almeno un piatto veg nel menù. Seguono la Danimarca con il 20% e il Belgio con il 17%.

Se l’Italia è il paese con il maggior numero di indirizzi vegan friendly, a livello di città è Parigi a offrire la più ampia scelta con 293 ristoranti, seguita da Barcellona (266). In Italia la top tre è costituita da Roma (264), Milano (124) e Torino (55).

Dal punto di vista dei consumatori, a livello europeo gli spagnoli si sono detti più interessati a questo trend (43% dei rispondenti), seguiti dai francesi (36,7%) e dagli italiani (26,4%).[3] Le donne sono in generale più propense a uno stile di vita vegano rispetto agli uomini (40% vs. 33%) e laddove i consumatori non si sono dimostrati interessati ad abbracciare questa filosofia, la maggior parte si è dichiarata disposto a ridurre il consumo di carne in futuro (51% dei rispondenti).

In Italia il trend risulta positivo con l’81% dei rispondenti che dichiara di voler provare un ristorante vegano e il 48% si dice interessato a limitare il consumo di carne in futuro.

Per semplificare la ricerca di ristoranti vegani, TheFork ha inserito tra i suoi tag di ricerca il filtro piatti vegani: basta digitarlo nell’apposito campo per avere una selezione dei ristoranti con opzioni veg nelle vicinanze. E per gli indecisi, ecco gli indirizzi che hanno ottenuto a oggi i giudizi migliori:

Pesto di Pistacchio, Trani

“Deliziosamente vegan”, così si definisce il ristorante Pesto di Pistacchi di Trani. La filosofia del ristorante non è tanto quella di seguire una “moda” ma quella di proporre una cucina di alta qualità ed etica allo stesso tempo. Da provare: Sformatino di patate e anacardi su vellutata di topinambur con tartufo in scaglie.

 

Flora Vegano e Gluten Free, Verona

A Verona il ristorante Flora è una certezza per celiaci e vegani: qui non troverete neanche una traccia di glutine e nessun prodotto di derivazione animale. Il motto è “Eat different”, mangiare in modo diverso senza dimenticare la gioia del buon cibo. Da provare: Vellutata di zucca con cous cous di macadamia.

 

Vitto Pitagorico, Napoli

Vitto Pitagorico è un ristorante pizzeria vegano, vegetariano e crudista. Qui troverete una carta ricca e per tutti i gusti, dai primi – tutti con nomi molto particolari – alle zuppe. Da provare: la zuppa Nirvana, una zuppa crudista al latte di cocco, broccoli, funghi, zenzero e peperoncino.

 

Missfagiola Green Lab, Bologna

Quando un bolognese dice che qualcosa “lo sfagiola” significa che gli piace proprio tanto! Ed è quello che penserete dopo un pasto da Missfagiola Green Lab, dove Alessia Gaggioli – proprietaria bolognese doc – propone un menù green tutto da scoprire. Da provare: Pappardelle raw km0, pappardelle crudiste di carote bio al burro di mandorle.

 

VgOloso, Venezia

Come dice il nome stesso del ristorante, da VgOloso troverete molte golosità tutte 100% vegetali, con opzioni senza glutine e biologiche. Da provare: Penne di riso, curcuma e zenzero con salsa alla zucca, cardamomo e mandorle tostate.

 

Albaspina BioAgriturismo Vegan, Monticello Conte Otto (Vicenza)

In un luogo incantevole nel vicentino troverete il BioAgriturismo Albaspina, dove poter gustare una cucina completamente vegana, fatta con ingredienti bio di alta qualità e con verdure appena raccolte dall’orto. Da provare: Polpettine di anacardi e melanzane con sugo di pomodorini e peperoni in cestino di pane con salsa guacamole.

 

Momo Cucina Sana, Pontedera (Pisa)

In questo ristorante di Pontedera, nel pisano, troverete una cucina sana – come dice il nome stesso del locale – sfiziosa e 100% vegetale, con dei nomi tutti particolari. Da provare: Cibo per la pace, riso basmati, purè di lenticchie, curry di verdure, chutney e cracker.

 

Cavò Bistrot, Cagliari

Stagionalità, biologico e cucina vegetale sono gli elementi chiave che compongono l’offerta del ristorante Cavò Bistrot di Cagliari. Qui tutto è preparato e trattato con la finalità di rimanere fedeli al gusto delle materie prime. Da provare: Cagliari Milano A/R, un risotto allo zafferano con crema di anacardi e mandorle, Campari e Mirto.

 

La Dispensa di Amelia, Arezzo

Nella dispensa di Amelia troverete solo prodotti di prima qualità con cui vengono preparati piatti di origine completamente vegetale, con cui si cerca di reinterpretare la tradizione in chiave contemporanea. Da provare: Omelette veg con cipolle rosse di Tropea caramellate al Sirah e maionese al tartufo.

 

Flower Burger (Torino)

Flower Burger è ormai noto a tutti come il primo ristorante che è riuscito a combinare tutto il gusto dei burger con una cucina completamente vegetale. Con indirizzi sparsi in tutta Italia (RomaRiminiBariPalermo, sono solo alcuni), non potrete non apprezzare i loro piatti colorati e sfiziosi. Da provare: Spicy Cecio, fatto con pane giallo, burger di ceci e orzo, tartare di cipolle di Tropea, pomodori, insalata, spinaci e salsa spicy.



[1] Indagine condotta nell’ottobre 2019 sugli utenti di TheFork, totale degli intervistati: 2.275.

[2] Dati 2019, analisi sulla base di 65.000 ristoranti partner di TheFork, lo studio si basa su ristoranti etichettati vegan o che propongono piatti vegan nel menù.

[3] Le percentuali fanno riferimento alla risposta fornita dagli intervistati alla domanda “Sei interessato al trend vegan?”

In Italia 1 detenuto su 2 presenta una malattia mentale

Dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, il tema della malattia mentale in ambito detentivo è divenuto un elemento di cronaca, trasformando un problema oggettivo e che necessita comunque di una profonda riflessione di natura giuridica e legislativa, ancor prima che sanitaria ed organizzativa, in un aspetto sensazionalistico del mondo penitenziario.

“C’è tanto, troppo, disagio mentale dentro le mura – ha spiegato Luciano Lucania – C’è l’uomo recluso, c’è la cognizione del reato, ci sono condizioni detentive troppo spesso ai limiti, ci sono tante espressioni rivendicative di istanze, anche legittime, non soddisfatte. Ma tutto ciò che non piace, dentro le mura viene medicalizzato. Quindi si chiedono i numeri, i dati. Ma continua a mancare un Osservatorio Epidemiologico nazionale. Oggi sono assicurate certamente le cure farmacologiche più aggiornate. Tuttavia manca il raccordo fra “dentro” e “fuori”, manca l’interlocuzione diretta dei Presìdi con l’Autorità Giudiziaria, manca una rete territoriale di accoglienza. Ci sono aspetti di sistema, aspetti integrati, che devono essere ripensati e ridefiniti”.

IL RAPPORTO DEL COMITATO DI BIOETICA- I DATI DEL 2019 – Secondo il rapporto del 2019 “Salute mentale e assistenza psichiatrica in carcere” del Comitato Nazionale per la Bioetica, osservando le tipologie di disturbo prevalenti sul totale dei detenuti presenti, al primo posto troviamo la dipendenza da sostanze psicoattive (23,6), disturbi nevrotici e reazioni di adattamento (17,3%), disturbi alcol correlati (5,6%). A seguire piccole percentuali per i disturbi affettivi psicotici (2,7%), disturbi della personalità e del comportamento (1,6%), disturbi depressivi non psicotici (0,9%), disturbi mentali organici senili e presenili (0,7%), disturbi da spettro schizofrenico (0,6%).

UOMINI E DONNE, DIAGNOSI DIVERSE – Analizzando le diagnosi per genere, prevale tra gli uomini la diagnosi di dipendenza da sostanze psicoattive (50, 8% degli uomini e 32,5% delle donne), e tra le donne la diagnosi di “disturbi nevrotici e reazioni di adattamento” (36,6% delle diagnosi femminili e 27,1% delle diagnosi maschili). Arrivano dopo, fra gli uomini, i “disturbi alcol correlati (9,1 % degli uomini e 6,9% delle donne), e fra le donne i disturbi affettivi psicotici (10,1% delle donne e 4,1% degli uomini), i disturbi della personalità e del comportamento (2,4% degli uomini e 3,4% delle donne), disturbi depressivi non psicotici (1,3% degli uomini e 2,8% delle donne).

Le malattie mentali, il disagio esistenziale, la depressione, gli esiti devastanti della tossicodipendenza sulla persona – conclude Lucania – non sono misurabili come le cardiopatie e le malattie infettive, dove esiste un parametro di riferimento fra positivo e negativo e la somma delle unità consente di determinare una percentuale di prevalenza. Qui abbiamo invece, una nebulosa che in carcere avvolge tutto e tutti, nei confronti della quale oggi manca il rapporto umano, delegato burocraticamente sempre a qualcun altro”.

L’uomo è scomparso, la sofferenza è quotidiana, il disagio è considerato quasi una condizione naturale. Il disagio, il dolore mentale la psicopatologia, sono temi molto diversi – ha sottolineato nel corso del convegno inaugurale “Musi…Care” – Musica, carcere e cura – Alessandro Albizzati, direttore Neuropsichiatria ASST Santi Paolo e Carlo Milano – Il comportamento violento sino al suicidio sono l’estrema risposta di chi non riesce ad uscire da questo pantano, ha concluso la Prof.ssa Liliana Lorettu della Società Italiana Psichiatria Forense.