I batteri dell’intestino possano avere un ruolo nel disturbo post-traumatico (PTSD) che si sviluppa, appunto, dopo aver sperimentato un evento traumatico. I ricercatori, in un nuovo studio, hanno trovato che gli individui con PTSD avevano livelli significativamente inferiori di un trio di batteri (Actinobacteria, Lentisphaerae e Verrucomicrobia), rispetto ai gruppiRead More →

Si dice che una mela al giorno toglie il medico di torno, ma un nuovo studio suggerisce che può proteggere nello specifico da cinque diversi tipi di cancro: allo stomaco, all’esofago, alla mammella, al polmone e al colon. A dirlo i ricercatori dell’Università di Perugia, che hanno pubblicato i risultatiRead More →

L’Alzheimer è collegto alla flora intestinale. Alcuni ricercatori di Ginevra e di Brescia hanno pubblicato un nuovo studio che rafforza la convinzione che ci sia un collegamento tra i microbi intestinali e il cervello, anche in relazione allo sviluppo della malattia di Alzheimer. I risultati dello studio italo-svizzero sono statiRead More →

Alcuni batteri che abitano nel nostro intestino risalgono ad almeno 15 milioni di anni ed esistevano ben prima che diventassimo umani. Lo ha rivelato una ricerca pubblicata sulla rivista americana Science. Questi batteri contribuirono alle prime fasi di sviluppo del nostro intestino. Recenti ricerche hanno dimostrato che i microbi possonoRead More →

I batteri intestinali possono predire il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide secondo un nuovo studio fatto nella  Mayo Clinic (Stati Uniti). Lo studio ha trovato che uno specifico microbiota nell’intestino può aiutare i medici a prevedere e a prevenire l’insorgenza di una malattia autoimmune che provoca dolorosi gonfiori alle articolazioni.Read More →

Alcuni scienziati statunitensi hanno scoperto che i batteri intestinali umani devono nutrirsi di alcune sostanze chimiche secrete dal cervello. Questi microbi consumano acido γ-amminobutirrico o GABA, una molecola fondamentale per calmare il cervello, hanno detto gli autori della ricerca, guidati da Philip Strandwitz, della Northeastern University di Boston, in unRead More →