I Millennials per la salute preferiscono Internet

Il 73 % dei Millennials preferisce chiedere consigli sulla salute on-line prima di andare al medico.

Lo ha rivelato un sondaggio condotto dalla società di software per la salute Harmony Healthcare IT.

Dal sondaggio è emerso che uno su quattro giovani non è andato in uno studio medico da più di due anni.

Survey Reveals Millennials’ Relationship with Health Care

Il motivo? Il 42% dei giovani si sente sano, il 39 percento ritiene di essere troppo occupato per andare dal medico e il 31% pensa che sia scomodo fare lo sforzo necessario per una visita.

Ma anche i giovani che vanno dal dottore non rinunciano a Internet. Il 93 percento di loro completa la visita dal medico in carne ed ossa con una ricerca parallela sul web.

Aereo: i passeggeri chiedono di poter ricaricare i loro device

Non tutto ciò che è tecnologicamente possibile è anche richiesto dai passeggeri di una compagnia aerea. Ad esempio, la maggior parte dei passeggeri di Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Francia, Svezia e Germania non è d’accordo con i vettori che consentono di utilizzare il proprio cellulare durante il volo. Tra questi Paesi, il 36% in Germania e il 48% nel Regno Unito, è invece favorevole al suo utilizzo. Le motivazioni: i passeggeri si preoccupano per il potenziale disturbo (Stati Uniti: 89%, Giappone: 93%) o non ritengono sia necessario essere sempre raggiungibili (Germania: 69%). Tuttavia, la percentuale di passeggeri favorevoli all’utilizzo della telefonia mobile durante il volo è particolarmente alta in India (73%), Cina (70%) e negli Emirati Arabi Uniti (63%). La media globale è del 51%: questo è uno dei risultati dell’ultima indagine annuale relativa ai trend del settore aviazione a livello globale. Turkish Airlines, la compagnia aerea che vola verso più Paesi al mondo rispetto agli altri vettori, ha iniziato a valutare lo studio condotto dall’istituto di sondaggi Nielsen. La ricerca vuole fare luce su come l’industria dell’aviazione andrà sviluppandosi in dieci Paesi coinvolti nel 2018.

Per il futuro dei viaggi aerei, come dimostra l’indagine, le aspettative più importanti per i passeggeri sono sedili  più confortevoli e accesso a internet veloce e gratuito. Entrambi i punteggi hanno registrato un significativo aumento rispetto al precedente periodo di rilevazione. I  compartimenti letto a bordo sono in terza posizione sulla “lista dei desideri” per il futuro dell’aviazione. Commentando i risultati, M. İlker Aycı, Chairman of the Board ed Executive Committee di Turkish Airlines, ha affermato: “In Turkish Airlines ci impegniamo a offrire ai nostri passeggeri la migliore esperienza di viaggio e ospitalità per rendere unico ogni loro viaggio. Per questo motivo stiamo monitorando da vicino le ultime tendenze e innovazioni del settore dell’aviazione. I risultati dell’indagine Global Aviation Trends 2017 mostrano ancora una volta la nostra leadership nell’aviazione civile a livello globale.”

Alla domanda su quali sono le raccomandazioni di cui fidarsi, la ricerca precisa che le esperienze personali dei passeggeri si trovano al primo posto: il 70% degli intervistati le considerano come la fonte più affidabile quando si tratta di preferenze aeree, dato ancora più determinante quest’anno. In seconda posizione ci sono amici e conoscenti (57%) e in terza i portali di comparazione di viaggi (40%), che hanno migliorato  la propria posizione rispetto al periodo precedente.

In assenza di voli diretti per destinazioni intercontinentali, sorprendentemente un’ampia percentuale di passeggeri (36%) preferisce partire dall’aeroporto più vicino e fare transito in un aeroporto estero, piuttosto che raggiungere con volo domestico, treno o auto un aeroporto nazionale più grande con collegamenti diretti di lungo raggio (42%). In Francia la percentuale degli intervistati che preferisce la partenza dall’aeroporto più vicino con trasferimento verso un hub estero è addirittura superiore a coloro che preferiscono l’opzione con volo domestico, rispettivamente 43% e 32%.

La maggior parte dei passeggeri del trasporto aereo (69%) predilige prezzi all-inclusive anziché partire da  una base tariffaria più bassa, in particolare in Sud Africa, Svezia e India, e in crescita anche in Giappone e negli Stati Uniti. La convenienza è il motivo principale (72%) per preferire l’opzione di prezzo all-inclusive, soprattutto in India (91%), Cina (78%) e Sudafrica (78%). Durante l’attesa ai gate, i passeggeri danno particolare importanza a informazioni tempestive sui ritardi e relative motivazioni (95%), a una persona di riferimento aggiuntiva in caso di ritardi (87%) e a postazioni per ricaricare gratuitamente dispositivi come computer portatili o telefoni cellulari (87%).

Durante il volo, la pulizia della cabina e delle toilette (96%) rappresenta la massima aspettativa in tutti i paesi. La cordialità, attenzione e disponibilità del personale di bordo (94%) e la qualità del cibo e delle bevande (94%) vengono subito dopo la pulizia della cabina. Per quanto riguarda le aspettative dei passeggeri a bordo, l’opportunità di bere acqua è la più comune (90%). Anche la presenza di cibi sani è rilevante (83%). Entrambe le aspettative sono più elevate negli Emirati Arabi Uniti e in India.

Dopo il volo, un servizio di consegna semplice per il bagaglio smarrito (92%) si delinea quale aspettativa primaria dei passeggeri, soprattutto in Sudafrica (96%), Cina (95%) ed Emirati Arabi Uniti (94%). Ciò che i passeggeri apprezzano maggiormente dei loro precedenti voli sono l’igiene o la pulizia della cabina dell’aeromobile (91%), nonché i comportamenti e gli atteggiamenti del personale di bordo (91%). Seguono la sufficienza di luce in cabina (91%), la qualità del catering (75%) e il comfort  dei sedili (72%).

Ogni anno, come metodo di routine, Turkish Airlines analizza i comportamenti dei viaggiatori, prima, durante e dopo il viaggio. Per il recente studio Turkish Airlines Global Aviation Trends, il rinomato istituto di ricerche di mercato Nielsen ha intervistato, attraverso un sondaggio online, un totale di 8.150 individui dai 18 anni di età in su che hanno volato con una compagnia aerea negli ultimi 2 anni. Gli intervistati provenienti da Cina, Francia, Germania, India, Giappone, Sudafrica, Svezia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti hanno partecipato al sondaggio nel periodo compreso tra il 16 e il 26 febbraio 2018.

Commissione UE: 6 italiani su 10 preoccupati dei dati personali

Ogni giorno oltre 250 milioni di cittadini europei usano Internet. Mentre sono online, gli utenti condividono enormi quantità di dati personali, quali ad esempio il proprio nome e cognome, l’indirizzo di casa, il numero di carta d’identità e le informazioni sul proprio stato di salute. In particolare, il 52% degli italiani dichiara di farlo per accedere a un servizio generico, mentre il 25%, la percentuale più alta dell’UE, lo fa per ottenere un servizio adattato alle proprie esigenze e il 14% per ricevere offerte studiate ad hoc. 

 

Dalla condivisione di informazioni personali derivano numerosi rischi potenziali, come le divulgazioni non autorizzate, il furto o l’abuso di identità online. Poco meno di otto italiani su 10 ritengono di non avere il controllo completo dei propri dati personali, mentre 6 su 10 dichiarano di non fidarsi delle aziende che operano online. Inoltre, 5 italiani su 10 esprimono preoccupazione in merito alle app dei telefoni mobili che raccolgono dati senza il loro consenso e più di 6 cittadini su 10 si preoccupano dell’uso che le organizzazioni potrebbero fare delle informazioni divulgate. 

 

Qual è il grado di consapevolezza dei nostri diritti? Esaminando nel dettaglio la situazione italiana, preoccupa il dato secondo cui solo il 31% delle persone (contro una media europea del 37%) ha sentito parlare di un’autorità pubblica deputata alla protezione dei diritti dei cittadini in materia di dati personali. A ciò si aggiunge che solo il 37% degli intervistati si rivolgerebbe al garante in caso di necessità (contro il 67% dei finlandesi); l’Italia è l’unico paese in cui la maggior parte dei cittadini opterebbe per il tribunale (46%). 

  

Bufala online: 6 consigli per riconoscerla

Sai riconoscere una bufala online? Ecco 6 consigli per individuarla, emersi dal secondo appuntamento del programma Let’s Science!
I 6 consigli sono emersi dal secondo appuntamento del laboratorio creativo Let’s Science, i veri protagonisti sono stati i ragazzi: gli studenti delle scuole che hanno partecipato al concorso “Bufale in rete” che si sono confrontati con i loro docenti e con il giornalista scientifico Gianluca Dotti e lo staff di ScuolaZoo.
Durante l’incontro sono stati dati ai ragazzi alcuni importanti consigli per non condividere bufale, evitando così di danneggiare la propria salute e anche la propria reputazione digitale:
– La condivisione di contenuti su qualunque social rimane per sempre. Se si sostiene con un like una bufala, si contribuisce a diffondere una notizia falsa, compromettendo la propria reputazione.
– Il numero delle condivisioni e dei like che ha ottenuto, non è un parametro affidabile per valutare l’attendibilità di una notizia.
– I contenuti fortemente emozionali molto spesso sono falsi. Un’informazione scientifica deve essere equilibrata in tutti i suoi aspetti, emotivi e razionali.
– Controllare la url della pagina. Le bufale sono spesso condivise da siti sconosciuti o con nomi che volutamente ricordano testate famose.
– La scienza non è un sistema di verità assolute: ci possono essere temi controversi, soprattutto nella “scienza di frontiera”. Se ci si imbatte in affermazioni troppo perentorie e poco documentate, potrebbero essere poco attendibili.

Uno smartphone può cambiare il cervello

Alcuni ricercatori hanno trovato che può esserci uno squilibrio chimico nel cervello dei giovani che sono dipendenti dallo smartphone e dall’uso di Internet, un disordine che è simile a quello delle dipendenze, dell’ansia e della depressione.

I ricercatori del Pew Research Center, negli Usa, per il nuovo studio sulla dipendenza da smartphone e da Internet si sono concentrati sulla chimica del cervello di alcuni giovani a cui era stata diagnosticata una dipendenza a causa dell’uso dei loro smartphone o di Internet.

Gli studiosi hanno condotto lo studio su 19 giovani individui dipendenti da Internet o dallo smartphone e su un altro gruppo di 19 giovani sani. L’età media per entrambi i gruppi, in cui in ciascuno c’erano 9 maschi, era di 15,5 anni.

E’ emerso che i giovani dipendenti da smartphone e Internet avevano insonnia, impulsività, ansia e depressione, dopo che avevano risposto a domande incentrate sulla misura in cui l’uso di Internet e dello smartphone influiva sulla loro routine quotidiana, sulla vita sociale, sulla loro produttività, sui modelli di sonno e sui sentimenti.

I ricercatori hanno anche eseguito la spettroscopia a risonanza magnetica (MRS) per studiare la chimica del cervello dei partecipanti, sia prima che dopo averli sottoposti a una terapia cognitivo comportamentale.

Hanno scoperto che, rispetto agli individui sani, il rapporto tra acido gamma aminobutirrico (GABA) e glutammato-glutammina (Glx) era aumentato nel cervello dei partecipanti con dipendenza da Internet o da smartphone, prima della terapia.

GABA è un neurotrasmettitore nel cervello che controlla i segnali cerebrali, mentre Glx è un neurotrasmettitore che rende i neuroni eccitati. In altri studi, GABA ha dimostrato di essere coinvolto nella regolazione di alcune funzioni cerebrali, inclusa l’ansia.

I risultati dello studio hanno mostrato che, proprio come qualsiasi altra dipendenza, la dipendenza da internet e da smartphone può avere serie implicazioni.

La buona notizia è che i rapporti GAMA e Glx dei pazienti dipendenti erano tornati alla normalità dopo la terapia cognitivo comportamentale.

I risultati dello studio sono stati presentati al meeting di quest’anno della Radiological Society of North America (RSNA).

I diritti dei cittadini sul web e delle PMI italiane

I diritti dei cittadini sul web e delle PMI italiane calpestati per favorire le grandi multinazionali dei contenuti

Silenziare il web e con esso le piccole imprese che cercano di fornire ai cittadini digital divisi l’accesso ad Internet

 

I diritti dei cittadini sul web e delle PMI italiane vengono calpestati per favorire le grandi multinazionali dei contenuti. È questo ad avviso di Assoprovider il senso dell’emendamento alla legge europea del 2017 a prima firma Baruffi, approvato dalla Camera dei Deputati e che ora verrà discusso al Senato.
La norma conferisce all’Autorità di Garanzia per le Comunicazioni il potere di cancellare siti web, contenuti, blog e forum, ordinando alle piccole imprese italiane di impedire l’accesso ad internet ai cittadini italiani, su semplice richiesta delle grandi multinazionali dei contenuti.

Assoprovider come associazione di tutela delle PMI italiane che operano nel settore del ICT, senza entrare nel merito delle gravi violazioni dei diritti costituzionali determinati dall’emendamento Baruffi alla cosiddetta legge Europea 2017, annota come il legislatore italiano abbia la massima sensibilità SOLO per i diritti economici delle multinazionali e trascuri totalmente i diritti economici delle piccole aziende Italiane, che vengono chiamate ad operare GRATUITAMENTE e quindi con i propri mezzi economici senza alcuna previsione di ristoro, al solo fine di tutelare i diritti economici altrui.
Questo con grave danno della libertà di espressione e di iniziativa economica previste dalla nostra Costituzione.
È infatti veramente sorprendente constatare come il legislatore ignori che imporre vincoli operativi (che in qualsiasi azienda normale si traducono in costi di produzione) possa essere gravemente distorsivo della concorrenza.
In pratica questo lungimirante legislatore, in un periodo che vede la costante decrescita del personale di tutte le grandi aziende, non trova nulla di meglio da fare che regalare al sistema industriale italiano l’ennesima barriera di ingresso che impedisca ai giovani di trovare uno sbocco occupazionale in una piccola azienda tecnologica.
La funzione censoria attribuita ai provider dall’emendamento Baruffi priva peraltro i giovani dell’accesso ad internet, deprimendo ancora di più il mercato delle libere fonti informative sulla rete e la scelta nella selezione dei contenuti informativi presenti sul web.
Con questa misura il legislatore inoltre dimostra di non aver in alcuna considerazione i piccoli provider che senza alcun contributo pubblico da anni stanno rendendo meno pesante il digital divide in molte parti d’Italia e che tutto questo possa essere distrutto in nome della tutela dei diritti economici delle multinazionali dei contenuti.

 

Il presidente

Dino Bortolotto

ASSOPROVIDER (Associazione Provider Indipendenti)

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano porta bellezza a DigitaLife

Il FAI diventa partner del progetto che racconta 20 anni di cambiamenti grazie a internet e, con il suo mondo, i beni aperti al pubblico e i tanti volontari, sarà protagonista della fase di produzione del docufilm

 

Il gruppo di partner di DigitaLife cresce. Il FAI – Fondo Ambiente Italiano si unisce al Parco Nazionale delle Cinque Terre, a Terre des hommes, all’Associazione Europea delle Vie Francigene, all’Anso, all’Ordine dei giornalisti della Toscana per la realizzazione del film collettivo che racconterà i cambiamenti avvenuti negli ultimi vent’anni con uno sguardo proiettato al futuro.
Da questa settimana entra quindi nel progetto anche il FAI. Un accordo che valorizza i tanti aspetti dell’importante fondazione che lavora da anni per la valorizzazione dei beni artistici e culturali in Italia. Insieme all’associazione è nata la domanda da porre agli appassionati di viaggi e visite culturali: “Come è cambiato il modo di vivere la cultura?”. Tutti potranno dare una risposta: girando un video e inviandolo attraverso il sito del docufilm  www.digitalife.org

«Abbiamo scelto di partecipare a questo progetto – dice Marco Di Luccio, Responsabile della gestione dello sviluppo dei beni FAI  – perché sviluppa temi molto vicini alla missione della nostra Fondazione. Internet è un mezzo di comunicazione che ha aiutato e aiuta a diffondere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale italiano a un pubblico ampio e diversificato che può così entrare in contatto anche con il mondo del FAI, con i suoi valori, con i suoi beni e con le sue iniziative».

L’accordo con il FAI permetterà di diffondere la conoscenza del progetto e raccontare così tanti aspetti legati alle scelte del vivere la cultura. Avremo la possibilità di coinvolgere persone provenienti da ogni parte del mondo.

«La cultura e la bellezza – racconta Marco Giovannelli, presidente della Varese Web – sono un patrimonio inestimabile per il nostro Paese. Il FAI da anni svolge azioni di grande valore proprio per valorizzare tanti beni, spesso nascosti, e il cui interesse è notevole. L’attenzione ai territori è un elemento centrale per conoscere meglio i tanti aspetti della vita in Italia. In questo il FAI potrà essere di grande stimolo per il progetto di DigitaLife».

Dallavvio del progetto sono già arrivati centinaia di video. Tante letture diverse circa il rapporto nella propria vita con il digitale e con Internet. «Il lavoro procede e costruiremo il film insieme a voi – spiega Francesco G. Raganato, già regista di documentari per Sky e Rai – Sarà un lavoro collettivo nel vero senso della parola. La volontà è quella di creare una community che dia linfa vitale al film giorno per giorno. E’ una sfida in tutti i sensi, a partire dal fatto che daremo l’opportunità a chiunque di raccontare la sua storia e condividerla.”

Riconoscimenti
Tutti i video verranno pubblicati in diversi spazi e coloro che parteciperanno con l’invio di un proprio lavoro, riceveranno un riconoscimento da parte della produzione. Ogni due settimane poi sarà scelto un filmato particolarmente rappresentativo dello spirito del film e all’autore verrà offerto un weekend per due persone in una località italiana. Tutti coloro che verranno scelti per far parte di DigitaLife saranno inseriti nei titoli di coda del film e nei credits ufficiali dell’opera.

Social
Per rimanere aggiornati, o per entrare a far parte della comunità che nei prossimi mesi “costruirà” il film, DigitaLife avrà una presenza attiva su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube. Per qualsiasi altra richiesta è possibile scrivere a digitalife.film@gmail.com

Il regista Francesco G. Raganato
È stato scelto da Varese Web tramite un bando a cui hanno partecipato 230 registi e vedomaker.  Ha diretto diversi documentari per il programma “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli su Rai2, realizzando poi prodotti anche per La7 e History Channel. Parallelamente alla TV lavora ad alcuni film-documentari, creati apposta per il cinema e l’on-demand. “L’Isola Analogica”, su alcune vicende legate al consumo accidentale di LSD nella piccola isola di Alicudi nelle Eolie, vince il Gran Premio del Mediterraneo/Prix Italia, festival a cui partecipano le maggiori emittenti televisive europee. Dopo qualche anno esce al cinema e poi in dvd per Feltrinelli Real, “Tsunami tour”, l’unico documentario che racconta la prima campagna elettorale di Grillo. Con “Looking For Kadija”, mette in scena un picaresco viaggio in una sconosciuta Eritrea, riuscendo a raccogliere numerose testimonianze sulle condizioni di vita nella ex-colonia italiana. Questo documentario, prodotto da RAI Cinema, vince il primo premio al Festival del Cinema di Roma nel 2013. Tra i suoi ultimi lavori c’è la serie “Islam Italia”, ideata e condotta da Gad Lerner per Rai3, attualmente candidata al Prix Italia.

Il Fondo Ambiente Italiano
Promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. E’ questa la missione del FAI – Fondo Ambiente Italiano, fondazione nazionale senza scopo di lucro che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.

La produzione Varese Web
Varese Web è l’editore di Varesenews, il quotidiano online della provincia di Varese che nasce nel 1997. Allora la connessione era ancora una condizione di pochi. Il giornale negli anni è cresciuto grazie alla capacità di esser parte delle proprie comunità. È stato un elemento di spinta per diversi territori per far crescere la cultura digitale e oggi ha raggiunto 4 milioni di lettori al mese, 188mila fan sulla pagina Facebook, 20mila follower su Instagram e 15mila su Twitter. La produzione del docufilm DigitaLife è solo una delle iniziative che sono in programma per festeggiare i 20 anni della testata giornalistica.