Gli smartphone stanno inquinando l’Europa

Gli smartphone stanno inquinando l’Europa. Ogni anno vengono prodotte 14 milioni di tonnellate di CO2eq. Da Refurbed la sfida a scegliere dispositivi ricondizionati, ma come nuovi, e a contrastare le emissioni negative, con la produzione di ossigeno

Gli smartphone inquinano. A ribadirlo è l’ultimo rapporto dell’European Environmental Bureau, secondo il quale ogni anno, solo in Europa, immettono nell’atmosfera 14 milioni di tonnellate di CO2eq, unità di misura che indica l’impatto sul riscaldamento globale di un determinato quantitativo di gas serra, rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica. Se il ciclo di vita di tutti i nostri dispositivi tecnologici fosse 5 anni più lungo, risparmieremmo quasi 10 milioni di tonnellate di CO2eq, l’equivalente dell’impatto prodotto da tutte le auto immatricolate annualmente in Belgio.
Se lavatrici e aspirapolveri vengono cambiate solo quando smettono di funzionare, lo stesso non accade con gli smartphone. Le promozioni di molti gestori telefonici, che offrono l’ultimo modello acquistabile in rate di 2 anni, e poi sostituibile con uno più nuovo, sono una tentazione alla quale non sempre è facile resistere, così come il desiderio di poter usufruire di tecnologie sempre più all’avanguardia, o la necessità di installare app compatibili solo con i modelli più nuovi.
In Europa, il ciclo di vita medio di uno smartphone è di circa 3 anni, e spesso quando viene cambiato, è ancora perfettamente funzionante. Inoltre, capita che vengano gettati via stock di prodotti invenduti, che non riescono più a trovare spazio nelle vetrine, perché ne sono usciti di nuovi, o perché sono stati esposti in negozi o fiere, e nessuno vuole acquistare uno smartphone “toccato” da centinaia di clienti.
Rendere la tecnologia più green, senza troppe rinunce, è possibile, ed è la sfida lanciata da Refurbed, la startup fondata da tre giovani ragazzi austriaci, che promuove un nuovo concetto di “seconda mano”, performante come un nuovo, sia esteticamente, sia tecnicamente, e che per bilanciare le emissioni negative dei prodotti tecnologici, ad ogni acquisto sulla sua piattaforma, pianta un albero che immetterà nell’atmosfera abbondanti quantità di ossigeno.
“L’impatto degli smartphone gettati via è notevole, e questo non solo se non vengono smaltiti adeguatamente. – hanno commentato Peter Windischhofer, Kilian Kaminski e Jürgen Riedl, fondatori di Refurbed – Anche noi siamo tech-addicted e amiamo sperimentare le nuove app e, più in generale, le nuove tecnologie, ma non crediamo sia giusto farlo ai danni dell’ambiente. Spesso, non è necessario acquistare un dispositivo nuovo per avere l’ultimo modello uscito, ma ancora c’è una generale diffidenza nei confronti dei prodotti che non siano nuovi di zecca.”
“Con Refurbed, noi vendiamo dispositivi che vengono definiti usati ma che, in realtà, spesso non lo sono. Stock di smartphone invenduti, o scartati perché sono stati esposti al pubblico, ma anche prodotti resi da parte di clienti che hanno solamente cambiato idea su modello, colore o altro, ma che essendo stati in loro possesso per qualche giorno, non possono più essere etichettati come nuovi, sebbene non siano nemmeno usati. Capita di frequente che i prodotti che proponiamo sulla nostra piattaforma, non abbiano richiesto alcun intervento di sostituzione di componenti o altro, perché già in perfetto stato. I nostri tecnici di laboratorio ne testano il funzionamento sotto tutti gli aspetti (ad esempio, la durata della batteria, il microfono, l’audio, la risoluzione…), resettano alle impostazioni di fabbrica e ripuliscono il prodotto a livello estetico. Nulla di più. Prodotti che differiscono da uno nuovo acquistato in negozio, solo perché inquinano meno, rimettendo in circolo ‘uno scarto’” concludono i fondatori di Refurbed.

Qualità dell’aria a Milano, contrastare lo smog

Milano – Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria di Milano, inserita al sesto posto nella classifica stilata da Legambiente nel suo rapporto annuale Mal’aria di città 2019. L’allarme smog è un’emergenza costante nel nostro Paese, non più giustificabile con le avverse condizioni meteo-climatiche della pianura padana o legate alla sola stagionalità invernale, che costerà multe salate alla Penisola visto il deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea in merito alle procedure di infrazione per qualità dell’aria.
Per contrastare la situazione, le città più popolose come Milano stanno adottando misure drastiche per ridurre lo smog, ma oltre a limitare il traffico automobilistico, esistono altre soluzioni concrete per combattere l’inquinamento urbano. Una tra questa è intervenire in modo risolutivo sul patrimonio edilizio della città, implementando l’efficienza energetica degli edifici obsoleti ed energivori, contribuendo al miglioramento del decoro degli stabili e del comfort dei condòmini.

 

Di questo tema si è parlato oggi, alla presenza di oltre 50 amministratori condominiali e professionisti, nel corso del convegno “Efficienza Energetica E Ristrutturazione Edilizia Dei Condomini Esistenti” che si è svolto a Milano presso il Grand Visconti Palace, organizzato da ECOndominio®, ESCo specializzata nella diagnosi e riqualificazione degli stabili condominiali vetusti, in collaborazione con Unicredit ed Eni gas e luce, e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Monza Brianza, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Comune di Monza ed ENEA.

 

Dopo i saluti istituzionali di Marco Granelli, Assessore Mobilità e Lavori Pubblici Comune di Milano, di Roberto Maviglia, Consigliere Delegato per le politiche energetiche ed edilizie, Città Metropolitana di Milano, e di Elena Cremascoli, Direzione Transizione Ambientale Area Energia e Clima Comune di Milano, Filippo Solibello noto conduttore radiofonico e televisivo ha moderato gli interventi di Domenico Prisinzano, Resp. Laboratorio ENEA, Marsilio Gusella, Studio di Ingegneria e Progettazione, Giovanni Colombo, Head of Energy Services Sales (ESCo) di Eni gas e luce, Stefano Biancolini, AD e Direttore Tecnico ECOndominio®.

 

“Città Metropolitana è impegnata da anni in iniziative destinate all’uso efficiente dell’energia attraverso attività di controllo delle caldaie nei condomini” – ha dichiarato Roberto Maviglia – “La volontà ora è quelli di far evolvere il proprio ruolo da controllore a promotore attraverso iniziative destinate a sensibilizzare i cittadini e in questo contesto si inserisce l’accordo con ENEA e lo stesso convegno di oggi che hanno l’obiettivo di presentare azioni concrete alle realtà condominiali che vogliono fare efficientamento”.

 

Fil rouge di quest’anno è la figura di Leonardo da Vinci, che si dedicò al tema delle «città ideali» tra il 1487 e il 1490, con un approccio molto concreto: la sporcizia, il traffico, la movimentazione delle merci, l’approvvigionamento idrico, l’illuminazione.

“Mai banale, sempre multidisciplinare, sempre un passo avanti rispetto al suo tempo, Leonardo immaginò luoghi non solo belli esteticamente, ma anche estremamente funzionali e integrati nelle attività quotidiane degli abitanti” – ha dichiarato Filippo Solibello – “Cinquecento anni dopo, la stessa sfida – come vivere meglio rispettando il nostro pianeta – incrocia la strada degli amministratori di condominio, di chi deve gestire case, edifici e palazzi, valorizzando il patrimonio esistente e inventando soluzioni nuove a problemi antichi. Proprio come fece Leonardo, oggi gli amministratori di condominio, i costruttori, gli abitanti stessi delle città devono caricarsi sulle spalle la responsabilità di rispondere colpo su colpo alle emergenze ambientali che minacciano i nostri quartieri, le nostre economie e le nostre vite”.

Prendendo a modello l’ideale del grande genio, gli interventi degli esperti si sono focalizzati sulla situazione attuale degli edifici milanesi, esaminando le opportunità esistenti per abbattere il problema dei condomini obsoleti e fatiscenti, segnalando le risorse finanziate e le detrazioni fiscali in vigore per il 2020 che permettono ai condomini di realizzare interventi di riqualificazione energetica.

 

Nel corso del convegno, Eni gas e luce ha presentato il progetto Cappotto Mio che ha l’obiettivo di riqualificare il patrimonio edilizio in collaborazione con ECOndominio® e Unicredit.

A seguire alcuni Amministratori Condominiali milanesi – Alessandro Brambilla, Valeria Vezzani, Francesco Ceccarelli, Filippo Techel – hanno portato la propria esperienza in una tavola rotonda che ha suscitato interesse e partecipazione.

 

In occasione del Convegno sono stati diffusi i dati relativi all’attività di ECOndominio®, ESCo specializzata nella promozione e diffusione della cultura dell’efficienza energetica in condominio. Nel biennio 2017/2018 sono state oltre 800 le famiglie informate e sensibilizzate sull’argomento, residenti in 61 condomini diagnosticati gratuitamente. Di questi, 10 sono già stati efficientati, ossia sono stati oggetto di interventi di ristrutturazione e ammodernamento che hanno portato a un risparmio in bolletta di circa € 80.000,00 e a una riduzione di emissioni inquinanti di 170 ton CO2/anno. Il tutto senza alcuno esborso da parte dei residenti grazie all’utilizzo del Contratto di Rendimento Energetico decennale (che garantisce per 10 anni i risultati preventivati), abbinato al Finanziamento Tramite Terzi e alle detrazioni fiscali (fino al 75%) che includono l’importante novità della Cessione del Credito per tutti i lavori finalizzati al miglioramento energetico.

“Sono certo che gli amministratori condominiali oggi presenti al convegno torneranno a svolgere la propria attività con la consapevolezza di avere maggiori conoscenze oltre che valori nuovi e importanti da portare ai loro condòmini. Tutti i cittadini hanno il diritto di vivere in ambienti confortevoli, sicuri, salubri oltre che accoglienti sotto l’aspetto estetico. Queste esigenze si sposano perfettamente con quelle dell’ambiente che, a gran voce, reclama rispetto ecologico oltre che urbanistico. Veicolare informazioni e trasferire conoscenze è per noi un grande orgoglio in quanto lo facciamo con la consapevolezza di interpretare sia le esigenze dei condòmini che quelle dell’ambiente. Vedere che poi tale informazione spesso si trasforma in interventi di efficientamento e rigenerazione globale di vecchi condomini, non fa altro che spronarci ulteriormente nel continuare in questa attività” ha spiegato Stefano Biancolini.

Una fotografia dello stato di salute degli stabili condominiali di Milano che suggerisce un necessario maggior impegno per poter proseguire nella campagna di sensibilizzazione contro l’inquinamento ambientale per portare alla riqualificazione energetica-strutturale degli immobili. Con questo obiettivo, ECOndominio® ha avviato la Campagna 2020 di Diagnosi Energetica con 100 nuove diagnosi gratuite a disposizione di altrettanti edifici condominiali energivori dell’hinterland milanese.

ECOndominio®, che opera in 39 province delle 7 regioni italiane, ne ha fatto una battaglia ormai diffusa, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema fondamentale sia da un punto di vista individuale che collettivo. Dal 2012 ad oggi, infatti, sono oltre 2.000 le diagnosi energetiche gratuite realizzate; un dato notevole che sottolinea il desiderio non solo delle Istituzioni, ma anche di cittadini ed amministratori lungimiranti, che premono per il miglioramento strutturale di edifici deteriorati, con un conseguente dispendio energetico ed economico.

 

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.econdominio.eu

 

Difendere la pelle e i capelli dall’inquinamento

Vivere in città ha moltissimi vantaggi, è un luogo ricco di stimoli e di opportunità, ma, allo stesso tempo, nasconde alcune insidie per la cura del nostro corpo. Uno dei nostri peggiori nemici è l’inquinamento che, attraverso le microparticelle presenti nell’aria e gli agenti inquinanti come ozono, piombo, zolfo e ossido di azoto, può danneggiare pelle e capelli,  causando invecchiamento precoce e indebolimento dei tessuti.

 

Abiby, talent scout di prodotti must have nel mondo beauty, con la nuova beauty box del mese di ottobre, “Time is now”, presenta un vero e proprio kit di sopravvivenza anti-smog, ideale per restituire luminosità e benessere anche tra le strade trafficate e vivere al meglio proteggendosi dal frenetico ritmo della vita cittadina.

 

Detergere la pelle del viso con un prodotto delicato

Per una beauty routine efficace, è necessario partire dalla detersione, soprattutto quando si parla di smog. La pelle ha bisogno di essere preparata e pulita adeguatamente per far penetrare in profondità i prodotti che si applicano successivamente e ottenere l’effetto desiderato. Se durante la giornata l’epidermide è soggetta a fattori esterni come vento o inquinamento, è preferibile un detergente delicato per evitare ulteriore stress alle cellule. Fondamentale è la detersione anche alla sera: oltre a rimuovere il trucco, aiuta a eliminare le particelle di smog che si sono appoggiate sulla pelle durante il giorno e che impediscono la sua ossigenazione ostruendo i pori.

 

Applicare una crema giorno che contrasti i problemi causati dallo smog

L’inquinamento interferisce con la nostra pelle anche aumentando il livello di radicali liberi: entrando in contatto con le cellule, ne riducono l’apporto di ossigeno e interferiscono con la produzione di collagene ed elastina, favorendo la comparsa della couperose. Per stimolare il rinnovamento cellulare e contrastare l’azione dello smog, dopo la detersione è importante utilizzare creme giorno a base di vitamine A, E e C, acido ialuronico, ceramidi, zinco e manganese, sostanze che incentivano l’elasticità e contrastano la comparsa delle rughe.

 

Usare il fondotinta o una BB cream

Dopo la crema, un altro grande alleato contro l’inquinamento è il fondotinta: oltre a uniformare l’incarnato, regala alla pelle una pellicola protettiva in grado di contrastare l’assorbimento delle polveri sottili, tanto dannose per l’organismo. Per chi cerca un prodotto più leggero, esistono le BB cream, che garantiscono lo stesso effetto protettivo sulla pelle mantenendola idratata. Buona norma è optare per fondotinta o BB cream dotati anche di filtri solari, per proteggere l’epidermide non solo dallo smog, ma anche dai raggi UV che in inverno colpiscono la pelle tanto quanto in estate.

 

Proteggere le labbra con prodotti ristrutturanti

Le labbra sono uno dei punti più fragili e delicati e sono in grado di assorbire le sostanze con una velocità e una facilità maggiore rispetto al resto del corpo: per questo è fondamentale proteggerle. Per ridurre al minimo i problemi causati dallo smog, come l’irritazione, la secchezza e la successiva screpolatura, i prodotti migliori sono quelli a base di vitamina E, sostanza antiossidante che aiuta a rallentare l’invecchiamento, a idratare, a proteggere dai danni causati dal sole e a stimolare la scomparsa di piccoli e grandi taglietti dovuti a fattori esterni, come il vento o il freddo. Gloss, burrocacao e rossetti ristrutturanti vanno applicati non solo mentre si è all’aperto, ma anche e soprattutto prima di affrontare la giornata.

 

Coccolare e rinforzare i capelli

Il viso e la pelle non sono gli unici a soffrire l’inquinamento: le polveri sottili si depositano anche tra i capelli. Lo smog da una parte intacca la salute del follicolo, agevolando lo sviluppo dei radicali liberi che indeboliscono i capelli e ne favoriscono la caduta, dall’altra si appoggia sulle ciocche rendendole più secche, spente e opache. In questo caso è importante prestare attenzione sia alla spazzolatura, da fare ogni sera e possibilmente con prodotti con delicate setole naturali, sia ai prodotti usati in doccia. Farsi lo shampoo a giorni alterni può essere una buona soluzione, purché vengano utilizzati prodotti delicati, altrimenti si rischia di indebolire ulteriormente l’intera struttura causando l’effetto contrario. Altra buona pratica è dedicare un lavaggio a settimana a una coccola extra, come massaggi della cute, scrub per il cuoio capelluto (anche home made, con il sale grosso) o balsami e maschere a base di zeolite, ornitina o taurina, veri alleati nella cura del capello.

 

Tenere a portata di mano uno spray anti inquinamento
Per un’effettiva protezione contro tutti i tipi di inquinamento – dal fumo alle polveri sottili – e contro gli odori che durante la giornata si attaccano a pelle, capelli e vestiti, il segreto è avere a portata di mano uno spray anti inquinamento come il City Spray Solution della linea pollution Free del brand skincare Guudcure, che sarà presente all’interno della box di Abiby di ottobre “Time is now”. Grazie alla Zeolite, questo spray aiuta la pelle a respirare e mantenere la sua vitalità: la carnagione appare più fresca e tonica, si assorbe velocemente e non macchia. Utilizzato quotidianamente su tutto il corpo e sui capelli, assicura una sensazione di benessere prolungata, accompagnata da una profumazione fresca e delicata. Inoltre, grazie al pratico formato da borsetta, può essere portato davvero ovunque, per avere sempre con sé un valido alleato per combattere smog e cattivi odori durante tutta la giornata.

Per scoprire tutti gli altri prodotti pensati per combattere l’inquinamento sulla propria pelle, è possibile acquistare la box di Abiby “Time is now” fino al 12 ottobre 2019 su www.abiby.it

L’autotrasporto non è la principale causa di inquinamento

Il recente dibattito provocato dalla bozza di decreto-legge “salva ambiente” presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nei primi giorni di ottobre, poi di fatto espunta, a causa delle molteplici proteste pervenute da parte di più settori della società, ha posto nuovamente l’autotrasporto sul banco degli imputati, ritenuto dai più come il principale “soggetto inquinatore”.

 

L’AUTOTRASPORTO NON E’ LA PRINCIPALE CAUSA DI INQUINAMENTO – Il tema della lotta all’inquinamento per fronteggiare i cambiamenti climatici è estremamente complesso e delicato. Per affrontarlo seriamente serve dunque una riflessione seria con solide basi tecniche e con competenze precise sulla sostenibilità socio-economica, che permetta un pieno coinvolgimento di tutti gli attori; deve essere invece evitata la via della propaganda semplicistica e la politica basata sugli slogan.

“Una prima distinzione utile per una corretta impostazione dell’argomento si rinviene tra il concetto di inquinamento atmosferico (prodotto essenzialmente dalle polveri sottili) e quello di Riscaldamento Globale (dovuto dall’aumento della CO2 immessa in atmosfera) – sottolinea il Segretario Generale di Assotir Claudio Donati. – Per quanto riguarda gli effetti sul riscaldamento globale, la tecnologia non offre ancora soluzioni più sostenibili alternative a quelle esistenti. Anche i mezzi elettrici non sono al momento utilizzabili nel settore dei veicoli pesanti. Quindi, per il momento, sarebbe molto più ragionevole concentrare l’attenzione sulla riduzione, fino alla completa eliminazione, delle polveri sottili emesse dai motori per autotrazione”.

 

UN PARCO MEZZI VECCHIO E OBSOLETO – Il contrasto all’inquinamento atmosferico necessita di misure significative, che dovrebbero partire da un progressivo e radicale, rinnovo del parco veicolare italiano. L’Italia, infatti, è il fanalino di coda in Europa per età media dei mezzi (ben 13,5 anni). Per raggiungere l’obiettivo di eliminare dal mercato i veicoli più inquinanti occorrerebbe uno sforzo economico rilevante, sia da parte delle imprese di autotrasporto sia da parte dello Stato: un investimento complessivo dai 30 ai 50 miliardi di euro.

Il parco veicolare italiano dei mezzi pesanti, inclusi anche i veicoli per il trasporto di persone, è costituito da circa 5 milioni di unità – spiega la Presidente Nazionale di Assotir Anna Vita Manigrasso. – Di questi, solo ¼ riguarda il trasporto professionale (cioè, il trasporto di merci per conto di terzi) e per ben ¾ si tratta di veicoli che trasportano merci in conto proprio (veicoli, cioè, di proprietà di aziende industriali, commerciali, agricole, ecc, utilizzati per il trasporto esclusivo di merce di produzione o, comunque, attinente alle specifiche attività aziendali). Per trasportare la medesima quantità di merce attualmente trasportata dai veicoli in conto proprio sarebbe necessaria, in via teorica, una capacità di carico corrispondente ad appena la metà dei veicoli oggi impiegati. Ecco perché sarebbe opportuno pensare a una riorganizzazione e razionalizzazione del trasporto in conto proprio, con l’obiettivo di trasportare la stessa quantità di merce con un numero di mezzi abbondantemente inferiore. In tal modo si andrebbe ad incidere in maniera significativa sul volume del parco circolante e, quindi, sull’inquinamento ad esso dovuto”.

 

IL TEMA DEL GASOLIO – Meno mezzi inquinanti in circolazione ed efficientamento del trasporto in conto terzi sono quindi le ricette avanzate da Assotir, che non si sottrae neppure ad affrontare il tema del gasolio.

Il gasolio per autotrazione in Italia è uno dei più cari d’Europa (siamo terzi, dopo Svezia e Regno Unito). Nonostante la riduzione dell’accisa di 0,2142 centesimi al litro, che viene riconosciuta a tutti i mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate e di categoria Euro 3 e superiore, il costo del gasolio resta sempre tra i più elevati a livello europeo. Considerando, inoltre, che su ogni euro di spesa destinato al suo acquisto 60 centesimi (tra IVA e accise) vanno allo Stato, ogni ipotesi di taglio lineare delle attuali riduzioni sulle accise, che colpisse in maniera indifferenziata tutto il parco veicolare, appare quanto mai controproducente, sia sotto il profilo ambientale, sia sotto l’aspetto economico.

Porre sullo stesso piano veicoli appartenenti a classi ecologiche diverse produrrebbe un effetto paradossale, dal punto di vista del contrasto all’inquinamento, poiché si finirebbe per penalizzare i veicoli meno inquinati (Euro 6) rispetto ai veicoli  più inquinati (Euro3). – afferma il Segretario Nazionale Assotir Claudio Donati. – Inoltre, eventuali ulteriori aggravi di costi sul gasolio spingerebbero i vettori ad approvvigionarsi mediante gasolio proveniente dall’estero (spesso in maniera illegale), stimato già oggi, in via del tutto prudenziale, intorno al 10% dell’intero gasolio consumato in Italia o, per chi ne avesse l’opportunità (ad esempio, le imprese italiane ubicate vicino ai confini settentrionali), andando a fare rifornimento di carburante oltre confine, dove il costo del gasolio è molto più basso che in Italia”.

Tutti questi temi – aggiunge Anna Vita Manigrasso, Presidente Assotir  – nonostante al momento possano sembrare accantonati, sono destinati a tornare centrali nel dibattito politico. È infatti assai probabile che vengano reintrodotti nella fase di definizione della manovra finanziaria per il 2020. Noi siamo pronti al confronto, che, anzi, auspichiamoNon pretendiamo di avere la verità in tasca, ma rivendichiamo il diritto ad avere un confronto serio, al cui interno esprimere il nostro punto di vista”.

Che il sabato sia un giorno di consumo responsabile

Far diventare il sabato, quando gran parte delle persone fa la spesa settimanale, il giorno della sensibilizzazione e dell’impegno per la produzione e il consumo responsabili a favore dello sviluppo sostenibile. Con quest’obiettivo, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) lancia il sito www.saturdaysforfuture.it e invita a cambiare le abitudini di spesa e a proporre iniziative in vista della mobilitazione nazionale che si terrà il 28 settembre per dare concretezza al Goal 12 dell’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi dell’Onu, incluso il nostro.

L’idea dei Saturdays for Future, per rendere il sabato il giorno della responsabilità per ciò che si acquista e si produce, è stata lanciata il 5 giugno dal portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini e dal presidente del comitato scientifico di NeXt Leonardo Becchetti. Prendendo spunto dalla mobilitazione globale sul clima ‘Fridays for Future’, l’iniziativa invita tutte e tutti a cambiare le abitudini di spesa, rendendo concreto l’impegno per la sostenibilità dello sviluppo.

Consumare in modo consapevole e responsabile significa, in primo luogo, evitare lo spreco, ridurre al minimo i rifiuti, riciclare e scegliere in modo responsabile i prodotti che si acquistano, guardando alla sostenibilità del nostro modello di sviluppo”, dichiara il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini. “Il cambio di abitudini potrà innescare un processo virtuoso, incidere positivamente sui modelli di produzione e rendere le aziende più responsabili e più sostenibili, non solo sul piano ambientale ma anche su quello sociale, in primo luogo verso i propri dipendenti”. Come ricorda il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini, “la proposta di rendere il sabato, cioè il giorno successivo alla mobilitazione per il clima, quando oltre la metà delle persone fa abitualmente la spesa settimanale, il giorno a favore della sostenibilità ambientale e sociale è stata accolta da molti soggetti della società italiana. Siamo quindi fiduciosi sull’impatto che questa iniziativa potrà avere nei mesi e negli anni a venire, con benefici concreti anche per i bilanci delle famiglie italiane”.

Attraverso il sito www.saturdaysforfuture.it da oggi è possibile informarsi sull’iniziativa, proporre eventi su tutto il territorio nazionale  e prepararsi alla mobilitazione nazionale del 28 settembre, giorno successivo al prossimo sciopero globale degli studenti per la lotta al cambiamento climatico. Sarà la prima tappa di un percorso verso una maggiore presa di coscienza sulla sostenibilità dei modelli di produzione e consumo.

L’ASviS invita tutte e tutti, compresi gli organi di informazione, a lavorare insieme per i Saturdays for Future e si rivolge in particolare:

  • alle consumatrici e i consumatori, soprattutto i giovani desiderosi di partecipare alla creazione di un modello sostenibile di sviluppo;
  • alle oltre 230 organizzazioni aderenti all’ASviS che vogliono contribuire al cambiamento di modelli di produzione e di consumo e renderli coerenti con uno sviluppo sostenibile;
  • ai docenti che vogliono utilizzare i Saturdays for Future per una formazione “attiva” sui modelli di produzione e consumo responsabile;
  • alle associazioni di consumatori che vogliono passare dalla “tutela ex post” dei consumatori alla tutela “ex ante”, promuovendo la nuova figura del consum-attore;
  • alle associazioni imprenditoriali e i sindacati che vogliono coinvolgere i loro iscritti per realizzare iniziative volte alla promozione di modelli di produzione e consumo responsabili;
  • alle imprese produttrici di beni e servizi che intendono rendere più sostenibili i processi produttivi e migliorare la trasparenza delle informazioni rivolte ai consumatori;
  • alle imprese della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e le Botteghe del commercio equo e solidale che vogliono valorizzare le buone pratiche di sostenibilità nei confronti dei loro clienti;
  • ai media che vogliono sensibilizzare il grande pubblico attraverso la comunicazione sul consumo responsabile e lo sviluppo sostenibile.

Per la diffusione di comportamenti di consumo e produzione responsabili, l’ASviS invita a:

  • Partecipare al sondaggio online e indicare le priorità di produzione e consumo responsabili sulle quali si ritiene necessario un maggiore impegno da parte di tutte e tutti;
  • Organizzare eventi o iniziative specifiche dedicate alla promozione di modelli responsabili di produzione e consumo;
  • Partecipare alla campagna di sensibilizzazione social con l’hashtag #SaturdaysforFuture.

Attraverso il sito www.saturdaysforfuture.it l’ASviS informerà sugli eventi in programma e metterà a disposizione materiali utili per realizzare le diverse iniziative. Tra l’altro, attraverso il sito, nella settimana del 20-28 settembre sarà disponibile gratuitamente il corso e-learning dell’ASviS sull’Agenda 2030.

Inquinamento, l’auto ibrida può essere una scelta

L’ultima notizia che riguarda Greta Thunberg annuncia la sua partecipazione, il 23 settembre, al vertice delle Nazioni Unite di New York. Per arrivarci Greta non utilizzerà un aereo ma l’eco yatch di Pierre Casiraghi. Senza arrivare a scelte così estreme ma sicuramente significative, ciascuno di noi può avere un occhio di riguardo per il pianeta attraverso un compromesso tra vantaggio individuale e benessere collettivo. Sicuramente, eliminare le auto con il loro inquinamento farebbe molto bene all’ambiente ma, per chi non è pronto ad approcciare le nuove forme di mobilità e non si sente sicuro nella scelta delle auto elettriche, una preferenza per le auto ibride potrebbe essere un’ottima soluzione.

Per questo motivo automobile.it, il sito di annunci di auto usate, nuove, Km 0 e a noleggio di proprietà del gruppo eBay, ha realizzato una mini guida per fare chiarezza sulle auto ibride e, tra informazioni utili come quelle sugli incentivi, curiosità e classifiche fa chiarezza sul questo mondo.

Incentivi auto ibride 2019

Sono stati di recente attivati, in seguito all’approvazione in via definitiva della Legge di Bilancio 2019, gli Incentivi Auto 2019, che prevedono di premiare, tramite un Ecobonus, coloro che decidono di acquistare una nuova auto poco inquinante. Per consultare le auto incluse nella manovra, è disponibile una lista completa in Ecobonus 2019.

Come funziona? le vetture che usufruiranno degli incentivi auto 2019 vengono distinte principalmente in due fasce, in base al valore delle emissioni:

Da 0 a 20 g/km di CO2 il bonus oscillerà tra 6.000 e 4.000 euro, a seconda che l’acquisto avvenga con o senza rottamazione.

Da 21 a 70 g/km di CO2 l’Ecobonus sarà compreso tra i 2.500 euro in caso di rottamazione, e i 1.500 euro senza rottamazione.

A fronte di questi incentivi, il Governo ha anche previsto una ecotassa per scoraggiare l’acquisto di vetture inquinanti ma questa disposizione non riguarderà tutte le vetture.

 

Nello specifico, dal primo marzo 2019 sino al 31 dicembre 2021, tutti coloro che acquisteranno un’auto con emissioni tra 161 e 175 g/km si vedranno costretti a pagare un importo pari a 1.100 euro che diventerà di 1.600 euro per le vetture fino a 200 g/km, di 2.000 euro fino a 250 e di 2.500 euro per tutte le auto con emissioni superiori ai 250 g/km.

Auto ibride 2019

Sono molte le novità nel mondo delle auto ibride. Il 2019 rappresenta quasi un anno di svolta, non solo per le auto ecologiche, grazie alle tecnologie sempre più evolute, un ampliamento dell’offerta e un abbassamento dei prezzi. Tra queste:

  • Jeep Renegade Ibrida – Tra le principali novità presentate nel 2019 ma che vedranno la luce nelle concessionarie nel 2020 c’è la Jeep Renegade ibrida, con tecnologia PHEV. La Renegade 4x4e ibrida plug-in arriverà a erogare potenze comprese tra i 190 e i 240 CV.
  • BMW ibrida – Annunciate da poco durante il Salone di Ginevra 2019, sono la BMW Serie 3 Ibrida e BMW X5 Ibrida, con nuove motorizzazioni ibride plug-in che permettono di abbassare emissioni e consumi. L’uscita ufficiale in concessionaria è attesa per agosto 2019, ma bisogna aspettare per ulteriori dettagli.
  • Hyundai Kona ibrida – Ultima novità nel mondo delle ibride, è l’uscita del SUV di punta di casa Hyundai, la Kona Ibrida, famosa per la motorizzazione elettrica con la Hyundai Kona EV, disponibile in italia da agosto 2019 con un prezzo di partenza di 23.000 euro. Il sistema ibrido di Kona, si assomiglia molto a quello della Hyundai Ioniq Ibrida, disponendo di un 4 cilindri benzina 1.6 GDI, con 105 cv di potenza e 147 Nm di coppia. Il motore è poi associato a ad un propulsore elettrico da 43.5 cv e 170 Nm, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 1.56 kWh.

Ecco le 3 migliori auto ibride secondo automobile.it:

  • Toyota Yaris Ibrida – La Toyota Yaris è  l’auto ibrida più venduta in Italia e all’estero. Silenziosa e piacevole da guidare, la Yaris Hybrid ha un motore benzina da 100 CV che, in associazione con il propulsore elettrico, permette di percorrere 100 km con 3,3 litri di carburante. Disponibile sul mercato in quattro allestimenti, si parte da 19.500 euro per la versione Cool e si arriva a 22.300 euro per quella Style.
  • Toyota Prius Ibrida – Innanzitutto dobbiamo subito distinguere tra la Prius plug-in, con batteria ricaricabile, e la versione ibrida normale, non solo per una differenza di prezzo. La Toyota Prius plug-in, oltre a essere diversa dal punto di vista estetico con un frontale con griglia prominente e gruppi ottici a quattro led, permette sia di superare i 135 km/h con il solo elettrico e di marciare molto più a lungo in totale autonomia, oltre i 50 km secondo quanto dichiara Toyota. La Toyota Prius ibrida benzina normale viene offerta a 5 o 7 posti con un motore 1.8 in allestimento Active, Lounge o Style con prezzi che partono da 29.500 euro per la 5 posti e arrivano fino al 36.050 euro per la 7 posti. Attenzione, perché la versione plug-in costa ben 41.650 euro!
  • Hyundai Ioniq ibrida – La Hyundai Ioniq rappresenta, insieme alla Kia Niro, l’eccellenza dell’ibrido alla coreana. L’aspetto più interessante è la commercializzazione della Ioniq in ben tre motorizzazioni diverse: l’ibrida normale, l’ibrida plug-in e l’elettrica pura. Una vera e propria offensiva di auto ibride! Veniamo ai prezzi: si parte da 25.300 euro per la versione ibrida normale 1.6 in allestimento base Classic, 33.900 euro per la versione plug-in in allestimento Comfort e si arriva a 37.150 euro per l’elettrica pura con un una batteria da 28 kWh in allestimento comfort. Trattandosi di un modello del 2016, c’è già un buon mercato di questa auto ibrida usata.

Suzuki Ignis Ibrida: l’auto ibrida più economica

Se cercate un’auto ibrida economica, l’auto ibrida con il miglior rapporto qualità prezzo del 2019 è sicuramente la Suzuki Ignis. Una city car di ultima generazione che, neanche a dirlo, arriva dal Sol Levante, si fa apprezzare per il suo aspetto sportivo e aggressivo. Le dimensioni “urban” da appena 370 cm. di lunghezza, ne fanno la macchina ibrida più piccola sul mercato, una specie di mini crossover ibrida.

 

La secchezza degli occhi colpisce il 35 per cento delle persone

L’alto inquinamento atmosferico nelle città e gli ambienti climatizzati provoca la secchezza degli occhi.

La malattia interessa milioni di persone in tutto il mondo, circa il 35 per cento della gente.

La secchezza oculare, in generale, è più frequente nelle donne che hanno più di 40 anni e che utilizzano il computer in modo frequente.

Nelle città più grandi, nell’ambiente con aria condizionata e/o inquinamento atmosferico elevato, la patologia ha un tasso più elevato.

I fattori ambientali, la menopausa, l’uso di lenti a contatto, lo stare svegli fino a tarda notte, l’insonnia, lo stare in ambienti sporchi, come quelli in cui si fa uso del tabacco, peggiorano la situazione.

Ci sono molte ragioni che innescano la secchezza oculare.

I sintomi di secchezza oculare sono bruciore, soprattutto nella tarda sera, sfocatura delle immagini, fatica, uso delle lenti a contatto.

Normalmente, nell’occhio, viene prodotta una lacrima continua di cui non ci accorgiamo e questo strato lacrimale crea un ambiente umido nel segmento anteriore dell’occhio.

La secchezza dell’occhio emerge come conseguenza del deterioramento di questo stato, per vari motivi. Di conseguenza, i problemi di sfocatura, dolore, bruciore… possono essere molto fastidiosi.

Anche in presenza di malattie reumatiche, si riscontrano problemi di secchezza oculare.

Il trattamento delle malattie reumatiche esistenti, dà sollievo ai sintomi di infezione delle palpebre. Le lacrime artificiali e i gel forniscono un sollievo alla secchezza oculare.