Mangiare a pasto sprona a muoversi

Limitare l’assunzione di cibo ai pasti o praticare il digiuno intermittente, può aiutare le persone in sovrappeso a fare esercizio fisico, a perdere peso e ad evitare complicazioni debilitanti come il diabete e le malattie cardiache.

Un nuovo studio fatto su dei topi e pubblicato nel Journal of Endocrinology ha rilevato che limitare l’accesso al cibo aumenta i livelli di grelina, cosa che può anche aumentare la motivazione a praticare esercizio fisico.

La ricerca rivela che un aumento dei livelli dell’ormone che promuove l’appetito, la grelina, dopo un periodo di digiuno, aveva portato i topi dello studio a iniziare a fare esercizio fisico, volontariamente.

In questo studio, il Dr. Yuji Tajiri e i suoi colleghi della Kurume University School of Medicine in Giappone hanno studiato la relazione tra l’esercizio fisico e livelli di grelina nei topi.

E’ emerso che mantenere una dieta sana, con pasti regolari o praticare il digiuno intermittente, può incoraggiare a fare esercizio fisico in chi è in sovrappeso.

Il medico e il suo team hanno ora in programma di condurre altri esperimenti per confermare questi risultati negli esseri umani.

Per non riguadagnare peso, meglio una dieta a basso contenuto di carboidrati

Riguadagnare dei chili indesiderati dopo una perdita di peso è un problema fin troppo comune… e non si tratta solo di forza di volontà. Anche quando le persone seguono la loro dieta e l’esercizio di routine, non è raro che i loro corpi brucino meno calorie.

Ora, un nuovo studio suggerisce che ridurre i carboidrati potrebbe aumentare il metabolismo e aiutare le persone a bruciare più calorie.

Secondo una nuova ricerca pubblicata su BMJ il temuto riacquisto del peso dopo la dieta può essere evitato attenendosi a un piano alimentare a basso contenuto di carboidrati.

Lo studio, per giungere le sue conclusioni, ha coinvolto 164 individui in sovrappeso, che avevano appena perso dal 10 al 14% del peso corporeo, durante un periodo di dieta iniziale di 10 settimane.

Queste persone sono state suddivise in gruppi e sono state assegnate a una dieta a basso, moderato o alto contenuto di carboidrati per ulteriori 20 settimane.

L’apporto calorico totale in tutti e tre i gruppi è stato adattato durante lo studio in modo che nessuno dei partecipanti acquisisse o perdesse peso.

In queste 20 settimane, gli autori dello studio hanno tenuto traccia del dispendio energetico dei partecipanti o del numero totale di calorie bruciate. E hanno scoperto che, a parità di peso corporeo, chi seguiva un regime a basso contenuto di carboidrati bruciava circa 250 calorie in più al giorno rispetto a chi seguiva una dieta ad alto contenuto di carboidrati.

Hanno anche scoperto che la grelina, l’ormone della fame, era significativamente inferiore nella dieta a basso contenuto di carboidrati.

Dimagrire controllando la fame

Un nuovo studio americano, pubblicato su ACS Journal of Medicinal Chemistry dice che un team di ricercatori sta lavorando su un potenziale nuovo trattamento per l’obesità, che si basa sul controllo della fame e sulla sensazione di sazietà.

Lo studio, fatto dagli scienziati dell’American Chemical Society (ACS) si basa sulla realizzazione di un ormone in grado di sopprimere la fame e di spingere alla sazietà, allo stesso tempo.

Quando alcuni ormoni si legano ai recettori di grelina, le persone hanno fame, ma quando altri ormoni si legano ai recettori Y2, si sentono sazie, dice lo studio.

I ricercatori hanno progettato un peptide che si lega alla grelina e ai recettori Y2, che sperimentato sui topi obesi, li ha indotti a mangiare di meno.

L’ormone afrodisiaco, che aumenta il desiderio

Un ormone che aumenta il desiderio sessuale nei ratti potrebbe aiutare le persone dipendenti dal sesso, secondo uno studio svedese pubblicato su ‘Addiction Biology’.

Si tratta della grelina, un ormone intestinale, che stimola l’appetito, così come il desiderio di consumare alcol e altre droghe, che aumenterebbe anche l’appetito sessuale.

Nello studio svedese, quando i ratti ricevevano un supplemento di grelina, il loro appetito sessuale aumentava, così come aumentavano i loro sforzi per trovare un partner.

Dallo studio fatto nell’Università di Göteborg, è emerso che riducendo la grelina nei topi, anche il loro appetito sessuale diminuiva.

I ricercatori dicono che diminuire la grelina forse potrebbe essere la chiave per i futuri trattamenti contro la dipendenza da sesso.

Quando l’obesità è legata a un gene difettoso…

obesitàUn team internazionale di scienziati ha trovato che il rischio di obesità, in una persona su sei, è legato a un gene difettoso.

Il gene FTO (Fat mass and obesity associated) negli studi precedenti era stato associato all’obesità addominale. Il nuovo studio, pubblicato sul “Journal of Clinical Investigation (JCI), ha rivelato che la variante cattiva del gene rende più attraenti i cibi grassi e zuccherati, oltre ad alterare i livelli dell’ormone della fame, la grelina.

Chi ha ereditato due copie della variante cattiva del FTO, una da ciascun genitore, ha il 70% più probabilità di diventare obeso.
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