C’è una relazione tra diabete e nicotina

Un interessante lavoro pubblicato su Nature recentemente mette in relazione diretta lo sviluppo del diabete con l’abitudine e la dipendenza da nicotina, individuando un legame diretto tra il pancreas e una regione cerebrale, l’abenula mediale.

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Rilevare il diabete dal sudore, senza puntura

Un team di scienziati dell’Università della California, Berkeley, sta sviluppando dei sensori cutanei indossabili in grado di rilevare cosa c’è nel sudore.

Sperano che un giorno, il monitoraggio del sudore possa aggirare la necessità di procedure più invasive, come i prelievi di sangue, e fornire aggiornamenti in tempo reale su alcuni problemi di salute, come disidratazione o affaticamento.

In un articolo apparso su Science Advances, il team ha descritto dei nuovi sensori che possono essere rapidamente prodotti utilizzando una tecnica di elaborazione “roll-to-roll”.

I ricercatori hanno usato i sensori per monitorare la velocità del sudore, gli elettroliti e i metaboliti contenuti.

C’è bisogno di sensori che siano affidabili, riproducibili e che si possano fabbricare in scala, in modo da poter posizionare più sensori in diversi punti del corpo e per rilevare molte cose, hanno detto i ricercatori.

I nuovi sensori indossabili sviluppati dagli scienziati della UC Berkeley possono fornire misurazioni in tempo reale della velocità del sudore, degli elettroliti e dei metaboliti nel sudore. Possono essere anche rapidamente prodotti e sono dotati di sensori chimici in grado di rilevare concentrazioni di elettroliti come potassio e sodio e di metaboliti come il glucosio.

“L’elaborazione roll-to-roll consente una produzione ad alto volume di cerotti monouso a basso costo”, ha affermato Jussi Hiltunen del Centro di ricerca tecnica VTT della Finlandia, con cui i ricercatori californiani hanno collaborato per la realizzazione dei sensori.

Inalare zucchero potrebbe trattare le malattie respiratorie

Inalare zucchero potrebbe trattare le malattie respiratorie. Studi sperimentali hanno rivelato la capacità delle cellule di utilizzare il glucosio e di poter così regolare il sistema immunitario durante l’infiammazione polmonare.

I risultati di un nuovo studio fatto su dei topi e condotto dai biologi dell’Università di Manchester, dagli esperti dell’Università di Southampton, dall’Istituto Nazionale della Salute degli Stati Uniti e dalla compagnia farmaceutica AstraZeneca, ha suggerito che con lo zucchero nel polmone si potrebbe ridurre le possibilità di malattie croniche come asma, allergie e infezioni parassitarie.

Andrew MacDonald, uno scienziato dell’Università di Manchester, ha spiegato che l’idea di modificare i livelli di glucosio nei polmoni potrebbe essere un fattore determinante nel trattamento di queste condizioni.

Gli scienziati hanno capito che i globuli bianchi nei polmoni necessitano di livelli corretti di glucosio per funzionare correttamente.

Dopo l’esperienza con i topi, il passo successivo per i ricercatori sarà di analizzare l’impatto dello zucchero sui macrofagi nel polmone umano.

È ragionevole sperare che la terapia inalatoria a breve termine potrà funzionare, ma gli autori dello studio esortano a non inalare di propria iniziativa zucchero o qualsiasi altra sostanza.

Diabete, a colazione il latte è meglio dei farmaci

Diabete, a colazione il latte è meglio dei farmaci: abbassa il livello di glucosio nel sangue. Secondo una nuova ricerca, una dose quotidiana di latte a colazione può contribuire a prevenire malattie come il diabete e l’obesità.

 

Il latte è pieno di risorse. Oltre ad essere un alimento gustoso e è sempre stato un elemento fondamentale della nostra dieta per la ricchezza della sua composizione in nutrienti. Ora a quanto pare rappresenta un’arma naturale contro il diabete poiché riesce ad abbassare i livelli di glucosio nel sangue. Quando? Lo sappiamo tutti, con la prima colazione che è il pasto più importante della giornata. Per ottenere i migliori benefici sulla nostra salute, pare che non debba mancare una dose quotidiana di latte. A darci questa notizia sono i ricercatori del dipartimento Human Nutraceutical Research Unit, presso la University of Guelp, in Canada, che hanno analizzato gli effetti delle proteine del latte sul livello di glucosio nel sangue, in abbinamento con un’abbondante colazione a base di cereali, dall’alto apporto di carboidrati. In esame, oltre al glucosio, anche la sensazione di sazietà e gli effetti del latte a seguito del consumo di altri cibi durante la giornata. Nello specifico, gli scienziati hanno osservato che la concentrazione di glucosio nel sangue sarebbe inferiore dopo una colazione a base di cereali e latte, rispetto ad una con cereali ma a base d’acqua. Inoltre, abbassare il livello di glucosio è associato alla prevenzione di malattie gravi, come il diabete e l’obesità.«Le malattie del metabolismo sono in aumento in tutto il mondo», ha dichiarato dottor H. Douglas Goff. «Il diabete di tipo 2 e l’obesità sono fonte di enorme preoccupazione per la salute degli esseri umani. Per questo vogliamo agire per sviluppare strategie alimentari che inducano la riduzione del rischio e aiutino a gestire il diabete e l’obesità, dunque permettendo agli individui di godere di una salute migliore». Ma non è tutto. Il team ha rilevato anche che il consumo di latte con una colazione ad alto apporto di carboidrati può ridurre il glucosio anche dopo il pranzo. In più, le proteine del latte sarebbero in grado anche di ridurre l’appetito dopo il pasto, dato che la digestione delle proteine naturali contenute nel latte rilascia degli ormoni gastrici che agevolano la digestione ed enfatizzano la sensazione di sazietà. Il latte che cos’è? Questo alimento è importante anche soprattutto per il contenuto di minerali, in particolare calcio e fosforo, presenti in un rapporto ottimale, di magnesio, zinco, rame e selenio, e di vitamine come la A, D, E e K, la vitamina C, l’acido folico e la riboflavina. Inoltre, come dimostrato recentemente, il latte è ricco di “componenti minori”, molecole presenti in piccole quantità, come i peptidi ma in grado di svolgere azioni biologiche particolarmente importanti per il benessere della persona: antiossidanti, antipertensive, antinfiammatorie, immunomodulanti e altro. Poiché svolgono “funzioni” fisiologiche benefiche per l’uomo queste molecole sono chiamate “componenti funzionali” del latte. L’industria lattiero-casearia si è molto impegnata, soprattutto negli ultimi anni, per individuare tecnologie idonee a conservare nel tempo e nelle migliori condizioni i nutrienti e le molecole funzionali presenti nel latte. Inoltre ha studiato e prodotto i cosiddetti “latti speciali”, ossia alimenti funzionali adatti a tutti i consumatori, anche a quelli che hanno particolari esigenze nutrizionali. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questo studio conferma l’importanza di consumare il latte a colazione al fine di migliorare il processo di digestione dei carboidrati e aiutare a tenere in regola il livello di glucosio. I nutrizionisti hanno sempre enfatizzato l’importanza di consumare una sana colazione, e questo studio incoraggia gli individui ad integrare il latte nelle loro abitudini.

Lenticchie nella dieta per contrastare il diabete

Le lenticchie non dovrebbero essere consumate solo a Capodanno. Un interessante nuovo lavoro fatto nell’Università di Guelph, in Canada, dice che questo umile e piccolo legume è efficace nella riduzione dei livelli di glucosio nel sangue. Quando i carboidrati quali riso e patate sono abbinati alle lenticchie, possono abbassare il glucosio nel sangue fino al 35 per cento.

Nello studio, che è il primo del suo genere, a 24 partecipanti adulti sono state date da mangiare varie pietanze, tra cui del riso con lenticchie, del riso con patate e delle lenticchie con patate.

Dallo studio, è emerso che la combinazione di riso e lenticchie aveva tagliato del 20 per cento i livelli di glucosio nel sangue, mentre la combinazione di patate con lenticchie sveva portato ad una diminuzione del 35 per cento della glicemia.

Le lenticchie possono rallentare la digestione e il rilascio degli zuccheri nel sangue, riducendo i livelli di glucosio.

Con l’assorbimento più lento degli zuccheri non si verifica il picco di glucosio e si abbassa il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Diabete: arriva il cerotto che misura la glicemia, senza pungere

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology illustra i dettagli di un nuovo cerotto utilizzato per determinare il livello di glucosio attraverso la pelle, senza che i diabetici debbano utilizzare gli aghi per la misurazione periodica.

L’adesivo estrae il glucosio dal fluido tra le cellule epiteliali attraverso i follicoli piliferi, a cui ha accesso grazie a dei sensori miniaturizzati, che utilizzano una piccola corrente elettrica e raccolgono il glucosio.

Le letture del livello della sostanza possono essere fatte ogni 10 o 15 minuti, per diverse ore, secondo lo studio fatto nell’Università di Bath, nel Regno Unito.

Grazie a un set di sensori e serbatoi, l’adesivo non ha bisogno di essere calibrato con un campione di sangue.

Il team creatore dell’adesivo, adesso, si augura che il sistema messo a punto possa diventare un dispositivo a basso costo che invia regolarmente le misurazioni pertinenti del livello di glucosio agli smartphone e agli orologi intelligenti dell’utente e avvisa se è necessaria un’azione.

“Un importante vantaggio” di questo dispositivo, secondo i ricercatori, è che ogni sensore miniaturizzato può operare in una piccola area su un singolo follicolo pilifero, il che aumenta la precisione delle misurazioni.

Per questo studio, il team ha testato il cerotto adesivo sia sulla pelle dei suini, rilevando che poteva leggere i livelli di glucosio in modo accurato in tutte le categorie osservate nei pazienti umani diabetici, come in dei volontari, in cui era anche possibile monitorare le variazioni degli zucchero nel sangue per tutta la giornata.

Il passo successivo dei ricercatori consiste nel migliorare il design dell’adesivo per ottimizzare il numero di sensori, dimostrarne la piena efficacia nell’arco delle 24 ore e condurre test clinici chiave.