Malattie cardiovascolari, per le donne è diverso

Le malattie cardiovascolari costituiscono la principale causa di morte al mondo, ma non colpiscono allo stesso modo uomini e donne. Più donne che uomini muoiono per insufficienza cardiaca, ma solo il 50% dei casi di insufficienza cardiaca tra le donne è causata da un attacco di cuore.

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Sigaretta elettronica gli esplode in bocca

Un adolescente di 17 anni si è fratturato la mascella dopo che una sigaretta elettronica gli è esplosa in bocca.

Il giovane ha dovuto sottoporsi a varie procedure chirurgiche, secondo il New England Journal of Medicine.

Secondo la stessa fonte, l’adolescente è stato ricoverato in ospedale con gravi lacerazioni in bocca e agli incisivi inferiori.

Ora, il giovane si è ripreso bene dalle operazioni e sta aspettando l’impianto di alcuni denti.

Vedere la vegetazione riduce le voglie malsane

Un nuovo studio ha trovato che vedere della vegetazione giorno per giorno può predisporre a un umore migliore e ridurre le voglie di consumare sostanze nocive come l’alcol, le sigarette e il cibo spazzatura.

Secondo questo nuovo studio, fatto nell’Università di Plymouth, essere in grado di vedere il verde e la natura dalla propria casa porterà a desideri meno frequenti e intensi di sostanze nocive.

La ricerca si è basata su lavori precedenti che avevano stabilito un legame tra l’esercizio fisico all’aria aperta e il desiderio ridotto di consumare sostanze nocive, ma gli autori di questo studio affermano che l’esercizio fisico non è necessario per raccogliere i benefici della natura.

Il lavoro è il primo del suo genere e i gli autori affermano che le loro scoperte sottolineano la necessità per le città e le comunità di tutto il mondo di investire in spazi verdi pubblici, proteggendo anche gli spazi esistenti.

Nello studio, i partecipanti hanno compilato un sondaggio online che aveva posto domande sulla loro esposizione quotidiana alla natura, sulle loro voglie abituali di sostanze nocive e sulla frequenza con cui provavano emozioni negative. Per quanto riguarda la natura, l’indagine ha misurato l’esposizione dei partecipanti alla vegetazione nei loro quartieri, la quantità di fogliame visibile dalle loro case, l’accesso a un giardino e la frequenza con cui frequentavano i parchi pubblici.

I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista scientifica Health & Place, hanno indicato che l’accesso giornaliero a un giardino o ad altri spazi verdi riduce la frequenza e l’insorgenza di voglie nocive. Inoltre, la possibilità di vedere la natura dalla propria casa provoca risultati simili.

I ricercatori hanno anche preso in considerazione l’esercizio fisico nei sondaggi, ma hanno scoperto che i partecipanti avevano riferito di aver avuto meno desiderio di cose nocive dopo aver visto la natura, indipendentemente dal fatto avessero fatto esercizio fisico o meno.

Ciò che è pericoloso per il cuore lo è anche per il cervello

Ciò che è pericoloso per il cuore è anche pericoloso per il cervello, dice un nuovo studio pubblicato recentemente sull’European Heart Journal.

Se era noto che fattori quali il fumo, l’ipertensione, l’obesità, il colesterolo alto e il diabete potessero influenzare la salute dei vasi sanguigni, i ricercatori dell’Università di Edimburgo ora dicono che tutto questo può essere anche associato a cervelli meno sani.

Il dott. Simon Cox e i suoi colleghi, per giungere a queste conclusioni, hanno studiato il cervello di circa 10.000 persone di età compresa tra i 44 e i 79 anni. Hanno scoperto che questi fattori, ad eccezione dell’ipercolesterolemia, erano correlati a un restringimento del cervello, a una minore quantità di materia grigia e a una sostanza bianca meno sana.

Nello studio, più un soggetto presentava rischi vascolari, peggiore era la salute del suo cervello.

L’associazione era altrettanto robusta nella mezza età come in seguito.

Ma non tutte le aree del cervello erano colpite allo stesso modo: le aree colpite erano per lo più quelle associate alla capacità di ragionamento più complesse e quelle che erano state modificate da demenza, come quella causata dal morbo di Alzheimer.

Fumo, diabete e ipertensione erano  i tre fattori di rischio più coerentemente associati a questi cambiamenti.

I quattro fattori che restringono il cervello

Alcuni fattori possono influenzare seriamente le capacità mentali.

Gli scienziati dell’Università di Edimburgo, nel Regno Unito, dicono che ci sono quattro abitudini o situazioni specifiche che causano l’invecchiamento precoce del cervello e la riduzione del suo volume:

fumo
pressione alta
obesità
diabete

Lo studio, pubblicato sull’European Heart Journal, per giungere a queste conclusioni ha esaminato in totale 9.772 soggetti, di età compresa tra i 44 e i 79 anni, utilizzando delle risonanze magnetiche.

E’ emerso che i soggetti con l’abitudine di fumare o con situazioni di diabete, sovrappeso e ipertensione, tendevano a ridurre la quantità di materia grigia nel loro cervello.

Il volume del cervello era diminuito e lo stato della sostanza bianca si era deteriorato in modo rilevabile tra i soggetti che avevano partecipato allo studio e che avevano insane abitudini o patologie non controllate.

la complicità dei venditori nelle cattive abitudini dei nostri figli

I venditori favoriscono l’acquisizione di cattive abitudini nei nostri figli. Lo segnala un’indagine del MOIGE – Movimento Italiano Genitori

Pub, discoteche e bar (64%), sono il principale accesso all’alcol dei nostri figli,  mentre il 65% dei rivenditori non ha controllato la loro età. Gravissimo il dato che segnala che quasi la  metà (48%) dei venditori di alcolici continua a somministrare alcol, nonostante lo stato di ubriacatura del minorenne.

 Il 40% del tabacco ai minori viene venduto nelle tabaccherie, mentre il 15% dichiara di avere accesso ai distributori automatici che vendono senza chiedere tessera.

Mentre nei negozi che vendono la sigaretta elettronica, il 78% ha venduto ricarica di nicotina al  minore, senza verifica età.

 In 7 cannabis shop su 10 erano assenti indicazioni relativamente all’uso del prodotto da collezione non adatto alla combustione e in ben il 68% dei rivenditori (quasi 7 su 10) dei cannabis shop hanno venduto il prodotto nonostante fossero minorenni.

 Rispetto al gioco d’azzardo, al 62% dei minori non è stato mai chiesto il documento per verificare l’età ed in un caso su due il rivenditore non si è rifiutato di farlo  giocare d’azzardo.

Oltre 3 minori su 4 non hanno alcun filtro parental control sui propri device per impedire l’accesso ai siti porno. Solo il 15% dei rivenditori di connessione hanno avvertito del rischio pornografia utilizzando i device con le loro connessioni.

Ben il 56% dei rivenditori dei videogiochi vende ai minori dei videogiochi 18+ cioè  con contenuti violenti o volgari.

Obiettivo della ricerca è stato quello di conoscere il fenomeno della vendita, da parte degli adulti, ai minori dei prodotti vietati dalla legge come Alcol, Tabacco, Cannabis, Giochi d’azzardo, Pornografia ed autoregolamentati come i Videogiochi 18+.

“L’indagine del Moige apre uno squarcio molto ampio e decisamente preoccupante ed evidenzia la necessità di agire con urgenza per la tutela dei minori, rilanciando anche il tema dei controlli. Occorrono interventi normativi più stringenti verso chi compie atti così miserabili verso un minore.

Come Presidente di Commissione intendo, quindi, garantire un concreto e vigile supporto alle iniziative parlamentari nella individuazione di regole efficaci e inderogabili, per ricordarci che la tutela dei minori non è un optional per un Paese come l’Italia che deve ripartire puntando sui più piccoli: il senso stesso della vita futura”, ha affermato la Sen. Licia Ronzulli, Presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

‘’Sono dati molto gravi e preoccupanti che fanno emergere un grande pericolo per la tutela dei nostri figli. Occorre ripensare e ridefinire il sistema di sanzioni, controlli e formazione. L’impegno a proteggere  i minori non può essere confinato solo in famiglia, ma riguarda tutti coloro che producono tali prodotti nocivi ai minori, che devono attivarsi fattivamente per garantire che non vadano a finire nelle mani dei nostri figli’’,  ha dichiarato Antonio Affinita, direttore generale del Moige – Movimento Italiano Genitori