Fermo, Macerata ed Ancona: al via la 3° Edizione della Settimana Nazionale della Dislessia

Dall’1 al 7 di ottobre 2018, Associazione Italiana Dislessia organizza la 3° edizione della Settimana Nazionale della Dislessia, in concomitanza a livello europeo, con la European Dyslexia Awareness Week.

L’iniziativa, dopo il successo delle scorse edizioni, prevede un ricco programma di eventi di informazione e sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale, che vedrà impegnati oltre 1.000 volontari AID, in collaborazione con 300 istituzioni tra enti pubblici e istituti scolastici.

Filo conduttore della manifestazione di quest’anno sarà la sinergia di due elementi fondamentali nella visione dell’Associazione: il potenziale e la collaborazioneLe persone con DSA possono riuscire ad esprimere e valorizzare il proprio potenziale, grazie alla cooperazione delle persone che li circondano siano essi genitori, docenti, specialisti o datori di lavoro, attraverso diverse strategie d’apprendimento o metodologie di lavoro.

Di seguito l’evento in evidenza:

 

·         Venerdì 05 ottobre dalle ore 08:00 alle ore 18:00

Convegno “Università e DSA: percorsi e prospettive”

L’evento si svolgerà presso l’Auditorium Banca Marche in Via Padre Matteo Ricci 2, Macerata.

L’evento è organizzato dalle sezioni di Fermo, Macerata e Ancona.

L’incontro è rivolto a studenti universitari, docenti, genitori.

L’evento sarà diviso in due sessioni: una mattutina ed una pomeridiana.

Relatori: Clara Bravetti, Luigina Sermarini, Lucia Iacopini, Presidenti delle sezioni AID di Macerata, Ancona e Fermo; Maria Teresa Baglione, MIUR USP – Ambito territoriale provincia di Macerata; Giorgio Trentin, Direttore dell’Istituto Confucio dell’Università di Macerata; Francesca Gesù, Università di Macerata; Catia Giaconi, docente di didattica e pedagogia speciale; Giuseppina Rubechini, studentessa del corso Teorie culture e tecniche per il servizio sociale, Università di Macerata; Lucia Iacopini, formatrice AID, Presidente del Comitato tecnico scientifico per la legge regionale n.32 Regione Marche; Carlos Melero, docente di Spagnolo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, vicedirettore del gruppo di Ricerca DEAL.

L’ingresso è gratuito.

I posti sono limitati, si richiede iscrizione online

Omicidio Fermo, Cecile Kyenge sarà parte civile

L’ex componente del Governo Letta, Cecile Kyenge, essendo nera, sa bene cosa sia vivere sulla propria pelle il razzismo. La donna è stata anche oggetto di insulti simili a quelli che sono stati rivolti recentemente alla compagna di di Emmanuel Chidi Namdi ucciso a Fermo.

Intervenendo a 24Mattino su Radio 24, la donna ha detto che si costituirà parte civile perché è una questione di dignità personale. Il PD ha sottovalutato il problema e non ha dato risposta adeguata, ha asserito.

Mi costituirò parte civile “perché è una questione di dignità della persona. Quindi bisogna non sottovalutare i segnali e far capire l’importanza e le diverse responsabilità che da una parte sono responsabilità politiche, dall’altra parte sono responsabilità anche culturali” mi costituirò “come persona che porta avanti la lotta con un gruppo di realtà, di associazioni sulla lotta contro il razzismo”.

IL PARTITO

“Non c’entra niente il partito. Il partito se vuole costituirsi lo potrebbe fare – ha aggiunto – anzi non sarebbe neanche male perché a mio avviso questo tema è stato sottovalutato e noi non abbiamo dato una risposta adeguata. Come classe politica non abbiamo saputo dare la risposta a quello che fu uno dei punti che mi hanno fatto partire anche come lotta su questo tema”.

L’ex ministro per l’Integrazione ed eurodeputata Pd, intervistata oggi a 24Mattino su Radio 24 ha spiegato la volontà di costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio di Emmanuel Chidi Namdi a Fermo.

HO DECISO DI NON LASCIARLA SOLA

“Ho deciso di non lasciare da sola lei (la vedova di Emmanuel Chidi Namdi, ndr), di starle accanto perché io so come mi sono sentita, molto sola in alcuni momenti, dove mancava anche un supporto proprio di chi doveva dare una risposta concreta: la legge, le istituzioni”.

Alla domanda se si fosse sentita lasciata sola anche dal suo partito, l’eurodeputata Pd Kyenge ha risposto ai conduttori di 24Mattino su Radio 24: “Non si può generalizzare all’interno del nostro partito ci sono persone, c’è la base che è stata al mio fianco, ma si può dire che in generale il partito non ha saputo dare una risposta, la politica non ha saputo dare una risposta. Io su questo sono molto netta, ma anche sul fatto che di essermi costituita parte civile in tutti i processi che sto seguendo, perché li sto seguendo io, li sto pagando personalmente, attraverso anche un mio avvocato, e non vorrei che si trovasse così anche lei perché so cosa significa. E proprio per questo che le mie motivazioni sono molto precise” e chiude affermando a Radio 24: “l’insulto a sfondo raziale con istigazione all’odio raziale di Calderoli non ha mai trovato una risposta, io oggi con lui andrò fino alla corte costituzionale”.