Uil Scuola Rua: a Verona si vuol tornare al Medioevo

“Qualcuno a Verona sta provando a portare l’orologio della storia e dei diritti al medioevo: un’offesa violenta non solo a tutte le donne ma anche a tutti coloro che si sono battuti per l’emancipazione e per far sì che nella nostra società, nel diritto e nel mondo del lavoro si superassero, almeno dal punto di vista formale, tutte le ingiustizie che l’universo femminile ha dovuto subire”. Lo dichiara Sonia Ostrica segretaria nazionale della Federazione della Uil Scuola Rua e leader dei settori Ricerca, Università e Afam.
“Come se non bastassero gli oscurantisti di casa nostra – ogni riferimento al senatore Pillon non è casuale – dobbiamo fare i conti anche con i movimenti di estrema destra americana, della destra russa e qualche fascistoide nostrano che con la scusa di difendere la famiglia naturale propone l’abolizione di diritti come l’aborto, il divorzio, delle unioni civili. Il fatto che il governo si sia fatto coinvolgere in un evento di questo tipo (addirittura concedendo un patrocinio poi, fortunatamente ritirato) e che alcuni ministri partecipino a questa iniziativa retrograda e oscurantista la dice lunga su quanta strada abbiano ancora davanti le donne per affermare concretamente i propri diritti”, conclude la sindacalista.

Un lavoro flessibile è il sogno di tutti i genitori che lavorano

Il benefit più desiderato da tutti i genitori che lavorano? È il lavoro flessibile, che permette di passare più tempo con la famiglia, senza rinunciare a una carriera soddisfacente. L’85% sarebbe disposto a rinunciare ad altri benefit pur di ottenerlo: è quanto emerge da una ricerca inglese condotta da Regus, brand di IWG, leader nella rivoluzione degli spazi di lavoro.

Secondo 8 intervistati su 10, il lavoro flessibile permetterebbe di bilanciare vita privata e professionale. Va da sé che il 96% dei genitori partecipanti al sondaggio si dichiara interessato a lavorare per un’azienda che contempli la flessibilità lavorativa come parte del pacchetto dei benefit, mentre il 74% addirittura accetterebbe un nuovo impiego se questo offrisse la possibilità di sedi flessibili.

Lo spazio di lavoro flessibile permette a professionisti e dipendenti di poter lavorare senza dover per forza raggiungere l’ufficio, ma senza dover obbligatoriamente rimanere a casa, dove le distrazioni sono frequenti. La crescita degli spazi di lavoro flessibili facilita la vita professionale e consente un risparmio in termini di tempo, soprattutto per i lavoratori pendolari. I genitori lavoratori intervistati da Regus dedicherebbero il tempo risparmiato alla famiglia (71%) o lo impiegherebbero per attività rilassanti o per trovarsi con gli amici (38%).

Mauro Mordini, Country Manager Regus Italia, ha commentato: “I ritmi lavorativi odierni possono creare a tutti difficoltà a trovare un equilibrio tra vita privata e vita professionale, ma i genitori in particolar modo devono darsi da fare per coniugare famiglia e carriera. Grazie agli spazi di lavoro flessibile, possono evitare lunghi tragitti per raggiungere l’ufficio e adottare così un orario più flessibile in base alle esigenze personali. I genitori interessati ai vantaggi del lavoro flessibile sono sempre di più; è un elemento che i datori di lavoro dovrebbero tenere in considerazione poiché permetterebbe di rispondere a peculiari esigenze di gestione.”

Il massimo dalle opzioni flessibili

Il passaggio al lavoro flessibile può incidere in maniera significativa nella qualità della vita dei genitori. Ecco i consigli di Regus per tutti coloro che vogliono rendere la loro vita professionale un po’ più flessibile.

1. Non avere paura di parlarne con il tuo datore di lavoro. Anche se il lavoro flessibile non è un’opzione attualmente contemplata dalla tua azienda, non avere paura di esprimere le tue esigenze. Cerca di capire se puoi rinunciare a un benefit di cui non usufruisci, oppure concordare un nuovo orario di lavoro. Per esempio, i genitori lavoratori affermano di essere disposti a lavorare durante la pausa pranzo (85%) o a rinunciare ad altri benefit per privilegiare opzioni più flessibili.

2. Non solo ufficio, non solo casa. Valuta attentamente il luogo più strategico per il tuo lavoro. Grazie alla presenza di co-working in un numero sempre maggiore di località, puoi scegliere in base alle tue esigenze se rimanere vicino a una scuola o un asilo nido, a un cliente o alla tua sede principale. Con la comodità di poter cambiare location ogni giorno.

3. Non basta più solo “esserci”: preparati a una nuova organizzazione del lavoro. Per molti genitori, il fatto di dover passare al lavoro in media 9 ore al giorno per 5 giorni a settimana non permette di dedicare tempo alle esigenze familiari. Flessibilità significa poter scegliere di anticipare o posticipare l’orario di inizio (e, di conseguenza, l’orario di uscita) dal lavoro o ancora dimenticarsi degli orari e concentrarsi solo sui risultati.

4. Apprezza la flessibilità, anche solo parziale. Non riesci a passare alla flessibilità a tempo pieno? Cerca di capire se puoi usufruirne in caso di emergenza. Non per forza bisogna scegliere il lavoro flessibile a tempo pieno, ma è bene sapere che è una soluzione possibile in caso di necessità.

I limiti della genitorialità: se ne parla a Milano

Soccorso Rosa Onlus insieme a Casa dei Diritti organizzano un incontro di studio sui limiti della genitorialità, alienazione e violenza familiare. Interverranno l’Avv. Armando Cecatiello, avvocato familiarista e Presidente di Soccorso Rosa Onlus i Magistrati Laura Cosmai e Rosa Muscio della Sezione Famiglia del Tribunale di Milano e gli esperti Stefano Benzoni  e Mauro Grimoldi, entrambi consulenti del Tribunale di Milano in tema di affidamento di minori.

“Mai come in questo momento quando è in discussione la proposta di legge Pillon, la genitorialità e i suoi limiti sono un fenomeno da comprendere” sottolinea Avv. Armando “Vi sono sempre più casi di maltrattamenti ai minori, violenza assistita e alienazione compiuta indistintamente da padri e madri. Pare un fenomeno in continua ascesa. Abbiamo organizzato un incontro per cercare di capire questo fenomeno con un   confronto tra Magistrati, Psicologi, Avvocati ed esperti del settore, tutti impegnati a tutela dei minori. Un bambino che subisce abusi o assiste alla violenza dei genitori può diventare un adulto abusante o una nuova vittima di violenza.” L’Avv. Cecatiello aggiunge: “La violenza assistita da minori è una forma di abuso minorile, un maltrattamento psicologico che si verifica prevalentemente in ambito familiare, in presenza di violenza domestica. Occorre andare oltre gli schemi e i preconcetti e trovare insieme agli operatori, e mi riferisco ai Servizi Sociali, nuove formule di intervento a tutela dei minori. Per un’adeguata tutela del minore è quindi necessario che i diversi linguaggi, giuridico, psicologico, educativo, trovino spazi e forme di reciproca comprensibilità”. 

In questo senso il convegno si propone di mettere a confronto professionisti altamente specializzati in materia per comporre un orizzonte condiviso e stimolare azioni capaci di essere efficaci e che tengano sempre in debito conto il contesto affettivo ed emotivo dell’intera famiglia. Nel corso  dell’incontro verrà dato ampio spazio al confronto con i partecipanti

L’Associazione Soccorso Rosa Onlus si occupa di prevenzione della violenza di genere e contro i minori, è attiva su tutto il territorio nazionale e ha un team di esperti, tutti volontari, che si occupano non solo di studiare i fenomeni legati alla violenza ma soprattutto strategie per la prevenzione.

 

Più tempo con i genitori: i giovani lo vorrebbero

Il 43% degli under 20 predirebbe passare più tempo con i genitori e meno sui social.
 
Andrea Pandolfi: “Dai più giovani emerge una voglia di famiglia a cui occorre rispondere.”.
Il 43% degli under 20 (su un panel di 300 intervistati nel corso degli incontri formativi), ha dichiarato che passerebbe volentieri più tempo con i genitori, riducendo quello trascorso sul web e sui social network. Un dato davvero significativo, soprattutto, perché emerge dalla compilazione di domande su base anonima, somministrati nel corso di incontri formativi nelle scuole e fuori. E non si tratta di giovani con famiglie particolarmente difficili o distratte. Oltre il 30% afferma, poi, che anche i genitori, a loro avviso, “trascorrono troppo tempo sul web o sui social”.
“Nel corso dei nostri incontri sulle tematiche familiari, abbiamo voluto capire, realmente, il cosa vogliono i giovanissimi, comprendere meglio le dinamiche, che possono portare a forme di scarsa comunicazione all’interno dei nuclei familiari. Il dato emerso, non ce lo aspettavamo, anche perché, erano di norma, i genitori, che denunciavano la poca predisposizione alla comunicazione dei figli ma, anche, all’interno della coppia – ha dichiarato Andrea Pandolfi, Consulente Olista specializzato, anche, nelle dinamiche familiari – Sia chiaro: i “social” non hanno colpe e sono solo una rappresentazione simbolica di un problema più profondo.”.
Dalla ricerca e sperimentazione sul campo, i dati che emergono, dialogano con un problema centrale, determinato dall’elemento “appartenenza”. La comunicazione elettronica, sempre più veloce, altera, in maniera esponenziale, la “mistica della partecipazione”, termine usato dall’antropologo Levy-Bruhl, per significare una connessione, a livello di psiche, di natura primitiva fra due persone, da cui deriva un forte legame inconscio. Una proiezione identificativa, come direbbe C.G. Jung, di una parte della propria identità, su di un’altra persona, divenuta lo strumento su cui sperimentare ciò che è stato proiettato.
Un modo del tutto innaturale, che ha destabilizzato sia il rapporto di coppia, sia il rapporto tra genitori e figli, senza tralasciare l’importanza del ruolo, nella sua collocazione simbolica, della figura del marito/padre e della moglie/madre. Nel primo caso, si è passati dal pater familias, al pater virtualis; ossia, da chi, inizialmente, imprime il suo potere mediante modelli di autorità, in chi, nella sua assenza, sparisce come punto di riferimento. E, lo stesso fenomeno, si riscontra, anche, nella figura della “madre” che, seppure meno indebolita, inizialmente, oggi, sembra destinata alla stessa “virtualità”.
“La Famiglia e i genitori, non sono solo una organizzazione sociale, ma un riferimento simbolico essenziale, inciso nel nostro inconscio collettivo, fin dal concepimento, riferimento per millenni di tradizione religiosa e, non solo. È, quindi, evidente, che il suo indebolimento non si limita a conseguenze pratiche immediate, pure gravi, come il senso di solitudine e la mancata guida dei figli. La venuta meno del “simbolo” famiglia, incrina il senso di se stessi, lasciando i ragazzi ma, anche, la coppia, in uno smarrimento esistenziale, di cui stiamo vedendo solo l’inizio. – ha continuato Andrea Pandolfi.
“Se il simbolo e il concetto di “Famiglia”, non sono più ereditati e, compresi, spontaneamente, come accaduto per secoli occorre, nuovamente, farli conoscere e, comprendere nella loro essenza e, subito dopo, diffonderli mediante un insegnamento scevro da qualunque forma di condizionamento e interesse di tipo speculativo. Nei numerosi incontri che svolgo, per il mio lavoro, appare evidente che, i legami familiari, per quanto indeboliti, sono ancora, potenzialmente, forti. Ecco perché, il “simbolo”, può essere ricostruito attraverso un percorso di consapevolezza. E, i più consapevoli del problema ma, anche, i più predisposti al suo superamento sono proprio loro: i giovanissimi, ossia, quelli che, paradossalmente, scontano, di più, questa mancanza

Family day aziendali per superare le crisi familiari

Secondo i dati Eurispses, il tasso di separazione in Italia, negli ultimi venti anni, è aumentato da 14,4 a 43,4 su 100 matrimoni e quello dei divorzi è passato da 8,8 a 26,3 su 100.  Il maggior numero di scioglimenti si registra al Nord (54,6%), ma i valori crescono anche al Centro (dal 17,8% del 1991 al 22,1% del 2011) e al Sud, dove i casi sono più che raddoppiati in valori assoluti (da 5.482 nel 1991 a 12.562 nel 2011). Le cause di questi incrementi non sono facilmente identificabili o perlomeno non lo sono in maniera netta. Tuttavia pare che le probabilità di divorzio aumentino nel caso di determinati percorsi di carriera lavorativa che richiedono molto tempo e quindi riducono le ore di presenza in casa. Si parla quindi di Manager, Ceo e di tutte le altre figure manageriali a capo di un’azienda. “Tutto questo ha portato le aziende ad avere un’attenzione maggiore verso la Corporate Social Responsibility, cioè l’impegno dell’impresa a comportarsi in modo etico e corretto, andando oltre il semplice rispetto della legge, e arricchendo le scelte di gestione con considerazioni etiche, sociali e ambientali.” – afferma Emanuele Davenia,  Founder di KIDS ANIMAZIONE and event creator for kids che ha fondato la sua società nel 2012, specializzata nell’organizzazione di veri e propri Family Day.

“I family day aziendali non sono semplicemente una moda –  spiega Emanuele – ma iniziative sempre più adottate da aziende italiane e straniere e incluse nei piani di HR management e social responsability. Una giornata trascorsa in azienda con la famiglia può avere un impatto addirittura superiore a quello di un team building fatto con i colleghi” , continua Emanuele Davenia. Attraverso attività di questa natura, si crea quindi una sorta di ‘osmosi’ tra le aziende e le famiglie. I bimbi entrano finalmente nel vivo dell’attività aziendale dei genitori, comprendendone il valore e la mission, sentendosi inclusi e coinvolti.

“Ma perché un Family Day sia efficace va organizzato con criteri e accortezze precise”, aggiunge Davenia, che ha alle spalle una significativa esperienza nel settore della progettazione e realizzazione di grandi eventi aziendali e attualmente fornisce consulenze di marketing a diverse agenzie di animazione. “Per creare questo coinvolgimento, infatti, vengono organizzate esperienze di brand pensate ad hoc, tali da far vivere ai bimbi un’esperienza quanto più reale possibile. Non si tratta solo di aprire le porte dell’azienda per un giro turistico dei vari reparti e neppure di intrattenere i figli dei dipendenti con giochi e svaghi di ogni tipo. L’obiettivo finale è aumentare l’engagement del personale attraverso un’esperienza ad alto impatto emotivo, vissuta con la propria famiglia. Per un giorno l’ordinario posto di lavoro si trasforma in un luogo straordinario, ricco di significati positivi da condividere con i propri cari e i colleghi” – conclude Davenia.

Festival di cinema vintage “Il gusto della memoria”

Roma – 29, 30 e 31 settembre 2017

AL VIA IL BANDO 2017 PER FILM, DOCUMENTARI E SPOT REALIZZATI CON IMMAGINI D’ARCHIVIO AMATORIALI IN COLLABORAZIONE CON L’ISTITUTO LUCE


Tema: La Famiglia e tutte le sue declinazioni

Scadono il 30 luglio 2017 i termini per le iscrizioni alla quinta edizione del festival di cinema vintage “Il gusto della memoria” rassegna di film ispirati alle immagini d’archivio che si terrà a Roma il 29, 30 e 31 settembre 2017. Per il quarto anno è aperto il contest per registi appassionati di immagini d’archivio e il tema di quest’anno è “La Famiglia“. Attraverso le immagini presenti su Nos Archives si invitano registi, aspiranti tali, studenti di scuole di cinema, studenti dei licei a raccontare la Storia da un punto di vista alternativo a quello ufficiale, con una storia anche inventata e con i materiali cinematografici presenti in nosarchives.com e nell’archivio dell’Istituto Luce. La scadenza per l’iscrizione è fissata al 30 luglio 2017, mentre i materiali possono essere inviati entro il 30 agosto 2017. Tutte le informazioni per partecipare al bando si trovano al link www.ilgustodellamemoria.it


Il contest è aperto a tutti e articolato in tre sezioni:
Fiction, per cortometraggi della durata massima di 12 minuti; Documentari, per opere di reportage o di docufiction della durata massima di 30 minuti e infine la sezione Pubblicità, dedicata a spot pubblicitari per prodotti attuali o vintage, della durata massima di 3 minuti. Tutti i lavori devono contenere almeno il 60% di immagini d’archivio: max 1 minuto dall’Archivio Luce e il resto da nosarchives.com, che custodisce in full HD film realizzati tra il 1922 ed il 1984 girati in formato ridotto (8mm, 9,5mm, 16mm, 17,5mm e Super8, tutti digitalizzati in HD). I materiali sono scaricabili dopo l’iscrizione su www.nosarchives.com e sul sito Archivio LUCE. La musica deve essere originale o in regola con i diritti di utilizzo. Oltre al materiale scaricabile dall’archivio, si potranno usare immagini vecchie e nuove girate con qualsiasi supporto tecnologico.

Il 2017 è l’anno della Famiglia – sottolinea la direzione artistica – Tante polemiche in Italia ha suscitato la discussione sui matrimoni omosessuali, sulle adozioni, sulle famiglie monoparentali. Cosa hanno da dire i nuovi registi e autori? Come le raccontano? Ci interessa anche l’elaborazione di film che potrebbero essere dei nuovi home movies composti all’interno di home movies del XX secolo. Un dialogo tra immagini familiari. Ci sono veramente delle differenze nelle immagini di famiglie? O i nuclei familiari sono tutti un’eccezione? Ci aspettiamo di vedere, come nelle scorse edizioni, film che ci facciano riflettere”.

Il festival, fondato e diretto dalla montatrice e regista Cecilia Pagliarani (co-regista con Gianni Amelio di ‘Registro di classe’ e montatrice di ‘Felice chi è diverso‘, sempre di Gianni Amelio) e dall’artista Manuel Kleidman è organizzato dall’Associazione per la salvaguardia della memoria filmica amatoriale Come Eravamo, in collaborazione con l’archivio di cinema amatoriale nosarchives.com. Un evento unico, ispirato dall’opera di salvaguardia della memoria dell’archivio nosarchives, che possiede, restaura e digitalizza secondo i più innovati dispositivi dagherrotipi, negativi su vetro, diapositive, Polaroid, filmini familiari e di viaggi e di fatto costituisce il primo archivio mondiale di video ed  immagini amatoriali . Il portale ospita più di 13mila filmati e un innumerevole repertorio di immagini che hanno fatto la Storia del Ventesimo secolo.

 
Per maggiori informazioni:

www.ilgustodellamemoria.it
associazionecomeravamo@gmail.com

Famiglie con bambini: 6 consigli per scegliere il campeggio

Il blog di viaggi e vacanze con bambini Bimbieviaggi.it e il portale Campeggi.com stilano la lista delle 6 regole fondamentali per la scelta del campeggio ideale per le famiglie con bambini.

Scegliere la destinazione delle vacanze è già di per sé complicato, ma lo è ancor di più per le famiglie che viaggiano con bambini al seguito. La scoperta di nuovi posti, lo stare a contatto con la natura e con persone provenienti da ogni parte del mondo, tutte caratteristiche del soggiorno in campeggio, fanno sì che ogni viaggio si trasformi in un’esperienza indimenticabile anche per i più piccini, a patto di valutare con attenzione tutte le incognite che si pongono al momento dell’organizzazione della vacanza. Il blog Bimbieviaggi.it ( www.bimbieviaggi.it ) e il portale Campeggi.com ( www.campeggi.com ) da sempre al fianco di famiglie e turisti, hanno stilato una breve guida in 6 punti per scegliere il campeggio ideale senza troppe difficoltà.

Alle famiglie che non cadono nella facile tentazione di un family hotel o addirittura di un hotel di lusso, con prezzi alti e servizi già “confezionati”, il plein air riserva numerose possibilità di scelta, a portata di ogni tasca o stile di vita. Di seguito i 6 consigli per le famiglie con bambini che desiderano scegliere il campeggio ideale:

1. Sistemazione: un materasso per tutte le schiene

La scelta dell’alloggio cambia in base alle stile e al budget della vacanza, senza mai dimenticare che dormire in tenda è solo un’opzione. Camper, bungalow e casa mobile offrono comfort spesso vicini a quelli domestici, ma la tecnologia potrà sorprendervi: dai materassini per tenda ultra comodi alla Maggiolina, un letto portatile che si monta sul tettuccio dell’auto.

2. Mare o montagna? Città o campagna? Dipende da costi e periodo

I campeggi vicini ai punti d’interesse costano tendenzialmente di più, ma spesso offrono maggiori servizi e la possibilità di esplorare il territorio. Spostarsi in strutture un po’ più lontane consente di abbattere i costi, a patto di mettere in conto qualche minuto per gli spostamenti (anche in navetta). In estate, il caldo si combatte nelle strutture in montagna, senza dimenticare che spesso offrono piscine o si trovano vicine a un lago ( http://www.campeggi.com/le-nostre-proposte/campeggi-con-parchi-piscine_rt8 ). In inverno, il freddo si contrasta con la giusta attrezzatura in tenda o con l’alloggio in camper, roulotte o case mobili.

3. L’esperienza insegna: alla ricerca d’ombra

D’estate è fondamentale piazzare tenda o camper all’ombra, affinché non si trasformino in forni. La presenza di alberi e coperture artificiali è l’ideale, ma è difficile che la piazzola resti all’ombra tutto il giorno: scegliere piazzole ombreggiate durante la prima parte della giornata, chiedendo all’ingresso o portando con noi una piccola bussola per capire da che parte sale e scende il sole.

4. Il bagno? Ecco il problema!

Un bagno pulito e a portata di mano è fondamentale, soprattutto per le famiglie con bambini piccoli ( http://www.bimbieviaggi.it/2012/09/15/campeggio-con-bambini-consigli-pratici/ ). Meglio verificare all’arrivo le condizioni igieniche dei bagni e scegliere una posizione strategica per piazzola e alloggio: abbastanza lontana dal viavai dei turisti, non troppo distante in caso di necessità.

5. Tenda che vai, vicino che trovi

I vicini di tenda possono fare la differenza, nel bene e nel male. La socializzazione è un punto fondamentale della vacanza in campeggio, ma ogni situazione ha dei pro e dei contro: se la tenda del vicino ha tanti giochi e alcune bici da bambini si tratta probabilmente di una famiglia nordeuropea numerosa, ma con la buona abitudine di andare a letto presto la sera; cucina o barbecue super attrezzati sono sinonimo di convivialità ma anche di rischio “affumicatura”; antenna o parabola della TV non fanno al caso di chi vuole relax. Attenti poi ai personaggi tipici da campeggio, come i vicini chiacchierini, i fumatori e quelli che russano come trattori a folle velocità.

6. Animazione e servizi per famiglie: alternativa alle cicale

C’è chi ama farsi cullare dai rumori della natura e chi, invece, cerca il divertimento con i numerosi servizi che i campeggi e i villaggi mettono a disposizione delle famiglie: animazione, intrattenimenti e servizi, come i mini club, rappresentano la scelta ideale per chi vuole tornare dalla vacanza con il sorriso ed evitare il rischio noia, soprattutto per i bambini che hanno energia da vendere.

Questi sono alcuni consigli di Bimbieviaggi.it ( www.bimbieviaggi.it ) e Campeggi.com ( www.campeggi.com ) che, nell’ambito della loro collaborazione, torneranno presto con utili guide su come organizzare e vivere al meglio la vacanza con bambini.