Partorisce in mare, come se niente fosse

A Dahad, in Egitto, una turista russa ha partorito nel Mar Rosso, poi è uscita dall’acqua, come se niente fosse accaduto. Le foto sono diventate rapidamente virali, dopo che Hadia Hosny El Said ha pubblicato il 10 marzo 2018 la storia e le foto fuori dal comune.

Su Facebook, l’egiziana ha raccontato di aver visto una donna partorire nel Mar Rosso mentre era a Dahab , sulla costa orientale dell’Egitto e di aver immortalato la scena dal balcone di suo zio.

La donna incinta, la cui identità non è stata rivelata, era andata a nuotare nel mare, seguita a ruota dal suo compagno e da un medico, evidentemente  specializzato in parti nell’acqua.

Questa nascita insolita era, dunque, stata pianificata.

Dopo il parto, i due uomini sono usciti dall’acqua, uno tenendo il bambino e una bacinella contenente la placenta, che era ancora collegata al cordone ombelicale.

una Pavia: una mummia egizia in perfetto stato di conservazione

Nel 1824 il Gabinetto di anatomia Umana dell’Università di Pavia ricevette in dono una mummia egizia proveniente dal Cairo. Nel 1933 passò al Museo di Storia Naturale e quindi negli anni ‘60 fu collocata in una torre del Castello Visconteo di Pavia, dove è rimasta fino al trasferimento presso le raccolte archeologiche dell’ateneo.

La mummia è misteriosa: riposa in una cassa ottocentesca, il cui coperchio riporta l’enigmatica scritta “Mummia Egiziana di una donna morta 810 anni prima dell’era volgare. Dono di S. Giorgiani del Cairo del 1824“.

Per dare voce a questo reperto, solo apparentemente silenzioso, sono interventi il Prof. Maurizio Harari, direttore del Museo Archeologico dell’Ateneo e docente ordinario di Etruscologia ed Archeologia Italica dell’Università di Pavia e Sabina Malgora, archeologa e direttore del Mummy Project Research, équipe multidisciplinare votata allo studio delle mummie.

Dal 2013 la mummia è stata al centro di una serie di accurate ricerche con le più moderne tecniche di indagine medica e forense. Lo scopo è quello di restituirle l’identità, scoprire la sua età ed il periodo in cui è vissuta. Per questo è stata sottoposta alla tomografia computerizzata (TC) all’Ospedale San Matteo di Pavia e sono stati effettuati prelievi per analisi molecolari, tra cui quella del radio carbonio C14. Inoltre l’antropologa Chantal Milani ha studiato il profilo antropologico e lo specialista americano,  Jonathan Elias ha ricostruito il volto questa donna vissuta millenni prima di noi. Infine è stata creata una copia 3D del reperto ad opera di Spazio Geco di Pavia.

La ricerca sulla mummia è stata realizzata con il sostegno della Regione Lombardia nel progetto:“Condividere il patrimonio museale universitario: nuove modalità di fruizione rivolte anche agli utenti con disabilità sensoriali”.

Sabato 11 marzo 2017 i risultati degli studi saranno quindi resi noti per la prima volta al pubblico presso il Museo Archeologico dell’Università di Pavia, dove verrà presentata tutta la collezione egizia in una nuova esposizione.

È l’identità restituita alla mummia a dare il nome all’inaugurazione:

“Il volto dell’antico Egitto”

Un Egyptian Corner all’Università di Pavia

Museo Archeologico Sistema Museale dell’Università di Pavia

Strada Nuova 65 Pavia

11 marzo 2017 ore 17 e 30

Solar Impulse 2 è atterrato in Egitto

Solar Impulse 2, l’aereo alimentato solo da energia solare, è atterrato mercoledì 13 luglio, nell’aeroporto internazionale del Cairo, in Egitto, alle 07.10 ora locale, per il suo ultimo scalo prima di partire per Abu Dhabi, da dove era partito e dove completerà l’impresa, nei prossimi giorni.

Proveniva dalla città spagnola di Siviglia e dopo 49 ore di viaggio, l’aereo solare è arrivato senza problemi all’aeroporto della capitale egiziana, dopo aver sorvolato le famose piramidi di Giza.

All’arrivo, il pilota svizzero André Borschberg è stato ricevuto dai membri del team del progetto, che a decine si erano riuniti al Cairo.

Ore prima dell’arrivo, l’altro pilota e direttore del progetto, Bertrand Piccard, che effettuerà il volo per Abu Dhabi, ha detto che è stato scelto l’Egitto come ultimo intervallo di viaggio, perché in Egitto, 2.800 anni fa, il faraone Amenofis IV decise di adorare il sole.

Fu il primo posto in cui il sole venne trasformato in un Dio, l’unico Dio. Questo è molto simbolico, ha detto Piccard che, inoltre, ha rivelato che l’idea di Solar Impulse è nata proprio in Egitto nel 1999, quando egli volava intorno al mondo in mongolfiera.

Solar Impulse 2 è un aeroplano in grado di volare senza carburante grazie alle sue batterie che immagazzinano energia solare.
       

Egiziano dirotta aereo a Cipro, forse per amore

Un egiziano descritto come “psicologicamente instabile” ha dirottato martedì a Cipro un aereo della EgyptAir con una falsa cintura esplosiva, prima di rilasciare i passeggeri.

Questo dirottamento si è concluso senza aver fatto danni ai 55 passeggeri e all’equipaggio dell’Airbus A – 320 della compagnia di bandiera EgyptAir.

Il dirottatore, un egiziano identificato dalle autorità come Seif al – Din Mohamed Mostafa, si è arreso senza resistenza alle 14:30 locali nell’Aeroporto di Larnaca, il principale scalo dell’isola di Cipro.

Mani in alto, ha fatto pochi passi sull’asfalto prima essere messo a terra da due poliziotti che poi lo hanno portato.

Pochi minuti prima, alla fine di sei ore di crisi, le ultime sette persone detenute a bordo dell’aeromobile erano state liberate.

L’Airbus A – 320 era stato dirottato al mattino presto, dall’uomo che minacciava di far esplodere una cintura carica e aveva costretto il pilota a deviare a Larnaca, in cui il velivolo era atterrato alle 08.30.

Nessuna traccia di esplosivo è stata trovata nell’uomo e sull’aereo alla fine del dirottamento, secondo le autorità cipriote.

‘Questo non è terrorismo’ ma l’azione individuale di una persona psicologicamente instabile, ha detto Alexandros Zenon, un funzionario del governo cipriota.

Una volta a Larnaca, le autorità cipriote avevano avviato trattative con il dirottatore.

Le motivazioni del gesto fatto dall’uomo sono sconosciute. Secondo alcuni, l’egiziano voleva parlare con la moglie cipriota, dalla quale è separato.
Altri, invece, sostengono che l’uomo ha chiesto la liberazione di alcune donne detenute in Egitto.

L’aeroporto di Larnaca è stato chiuso temporaneamente e i voli di linea sono stati deviati verso un’altra destinazione.

L’EgyptAir ha detto che sull’aereo c’erano otto americani, quattro inglesi, quattro olandesi, due belgi, un italiano e 30 egiziani.

Morto a 93 anni l’ex Segretario Boutros-Ghali

Il vecchio Segretario dell’Onu Boutros Boutros-Ghali, è morto all’età di 93 anni. Discendente da famiglia politica cristiana, era stato il primo di un paese africano a essere stato a capo delle Nazioni Unite.

Guidò l’Onu in un momento estremamente difficile con il crollo dell’Unione Sovietica, alla fine della guerra fredda.

Dopo gli attriti con l’amministrazione Clinton, gli Stati Uniti bloccarono il rinnovo del suo mandato, nel 1996, e venne sostituito dal ghanese Kofi Annan.

Nato nel 1922, aveva studiato al Cairo e a Parigi. Era diventato professore di diritto all’Università del Cairo.

Nominato ministro nel 1977 ebbe un ruolo fondamentale nei negoziati avviati a Camp David che portarono al trattato tra Egitto e Israele nel 1979.

Era stato il sesto Segretario generale delle Nazioni Unite, dal 1° gennaio 1992 al 31 dicembre 1996. Durante la sua permanenza in carica assistette al deteriorarsi della situazione in Medio Oriente e in particolare delle relazioni tra Israele e Palestina, col tramonto delle speranze maturate con gli accordi di Oslo del 1993.

Sotto il suo mandato aveva dovuto far fronte a gravi crisi, con i conflitti dell’ex Jugoslavia, della Somalia e del Medio Oriente e il genocidio in Ruanda.

Suo nonno, Boutros Pasha, primo ministro dell’Egitto, era stato assassinato nel 1910.

L’attuale Presidente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, il venezuelano Rafael Ramirez ha dato l’annuncio della sua morte all’apertura di una riunione sulla crisi umanitaria nello Yemen, martedì. Ha chiesto ai membri delle Nazioni Unite di osservare un minuto di silenzio.

Egitto: Mohamed Morsi condannato a 20 anni di carcere

L’ex presidente egiziano, l’islamista Mohamed Morsi, deposto nel 2013 da parte dell’esercito, è stato condannato martedì dalla Corte d’assise del Cairo a 20 anni di carcere per il suo coinvolgimento nell’arresto e nella tortura dei manifestanti durante il suo mandato. Si è trattato di una condanna più mite di quello che ci si aspettava.

Morsi è stato assolto dall’accusa di aver incitato all’assassinio durante una protesta davanti al palazzo presidenziale nel 2012, per la quale la maggior parte degli osservatori prevedeva che sarebbe stato condannato a morte.

Dodici altri imputati accanto Morsi, sono stati condannati a 20 anni di carcere per le stesse accuse, per aver usato violenza, arrestato e torturato dei manifestanti che protestavano contro un suo decreto, il 5 Dicembre 2012. Altri due imputati sono stati condannati a 10 anni di carcere.

I 15 imputati sono stati assolti dalle accuse di omicidio e possesso d’armi.

In definitiva, il verdetto è sembrato relativamente mite se rapportato alle condanne a morte sistematiche effettuate in altri processi.

Il leader del gruppo islamista della Fratellanza musulmana Mohamed Morsi aveva vinto le elezioni, dopo la caduta di Hosni Mubarak nel 2011. Era stato deposto nel 2013.

Egitto: scoperta la tomba di una regina sconosciuta

Alcuni archeologi cechi hanno scoperto in Egitto la tomba di una sconosciuta regina, probabilmente la moglie di un Faraone che apparteneva alla Quinta dinastia, vissuta circa 4.500 anni fa.

La tomba di questa regina sconosciuta è stata scoperta, a sud-ovest del Cairo, sul sito Abu Sir, dove si possono trovare molte tombe dei faraoni della Quinta dinastia.

La scoperta permette di fare maggiore chiarezza su alcuni aspetti sconosciuti di questo periodo, che insieme con la Quarta dinastia vide la costruzione delle prime piramidi.

Gli archeologi cechi hanno trovato nella tomba anche anche una ventina di vasi in pietra calcarea e numerosi utensili di rame, mentre hanno trovato nelle camere laterali della nuova tomba dei disegni e delle iscrizioni.

La tomba è stata scoperta del complesso della tomba del faraone Neferefre, di cui la regina, probabilmente, era la moglie.

La regina finora sconosciuta si chiamava Chentkaus III.