Nuovi casi di Ebola in Guinea

Le autorità della Guinea hanno annunciato giovedì la morte di due persone a causa del virus Ebola. Si tratterebbe di una coppia morta a Koropara. Almeno due dei loro parenti sono stati infettati, dopo la fine dell’epidemia proclamata il 9 dicembre scorso.

Si tratta di “una madre e suo figlio di 5 anni”, ha dichiarato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha messo in guardia sui rischi di una possibile recrudescenza dell’ Ebola in Guinea, dal 16 marzo, dopo le morti inspiegabili in una famiglia con i sintomi del virus.

Le squadre di sanitari inviati sul posto dalla OMS e dal Ministero della Salute “cercheranno di indagare l’origine di nuove infezioni e di identificare, isolare, vaccinare e monitorare tutti coloro che hanno avuto contatti con i nuovi casi di infezione e i morti”, ha detto l’Organizzazione.

Giovedì mattina, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato la fine della malattia nella vicina Sierra Leone, ultimoi paese della regione ancora colpito dall’epidemia.

Ma, “i casi scoperti in Guinea sono una minaccia anche per la Sierra Leone”, secondo il direttore di controllo e di prevenzione delle malattia del Ministero della Salute, in Sierra Leone, il dottor Foday Dafai, cirtato da Afp.

I servizi sanitari sono stati messi in allerta al confine e “tutti gli ospedali del paese hanno riaperto i loro centri di trattamento per l’Ebola a livello regionale”, ha aggiunto il funzionario.

Partita nel dicembre del 2013, in Guinea, l’epidemia, la peggiore dalla identificazione del virus, in Africa, nel 1976, si era diffusa in Liberia e Sierra Leone, i tre paesi che avevano registrato oltre il 99% delle vittime.

La malattia ha fatto ufficialmente più di 11 300 morti, tra i 28.000 casi segnalati.

Fine del virus Ebola in Guinea

Poco più di due anni dopo la morte, il 6 dicembre 2013, di un bambino considerato il “paziente zero” a Meliandou, nel sud della Guinea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato ufficialmente, martedì 29 dicembre, che la trasmissione del virus Ebola è cessata nel paese.

In totale in Guinea ci sono stati 3804 casi confermati di Ebola, di cui 2 536 fatali.

Dopo il Sierra Leone, in cui la trasmissione del virus Ebola è ufficialmente finita dal 7 novembre, la Guinea è il secondo dei tre paesi dell’Africa occidentale più colpiti da questa epidemia senza precedenti ad essere uscito dal tunnel.

La Guinea sta ora entrando in un periodo di 90 giorni di maggiore sorveglianza per individuare senza indugio un possibile nuovo caso prima che il virus si trasmetta ad altre persone.

Da parte sua, la Liberia attende il termine del monitoraggio, il 14 gennaio, per essere a sua volta classificato come paese libero dall’Ebola.

Due volte questo paese aveva creduto di aver raggiunto un periodo di 42 giorni senza nuovi casi, ma ha dovuto affrontare una ricomparsa del virus.

Ebola: dure critiche all’Oms da un gruppo di esperti

La risposta locale e internazionale all’epidemia di Ebola in Africa occidentale è stata criticata in un rapporto, da un gruppo di esperti internazionali.

Su ‘The Lancet’ gli esperti hanno scritto che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha tergiversato nove mesi prima di dichiarare la malattia come un’emergenza di sanità pubblica.

Secondo questi esperti, guidati da Peter Piot, lo scienziato che ha scoperto il virus e che è direttore della London School of Hygiene & Tropical Medicine, l’OMS ha mostrato una risposta internazionale lenta e un fallimento della leadership.

“La reputazione e la credibilità dell’Oms ha subito un duro colpo”, hanno detto gli scienziati, che hanno anche suggerito 10 raccomandazioni per migliorare la risposta internazionale verso le eventuali future epidemie.

Circa 11.300 persone sono morte a causa della malattia in Guinea, Liberia e Sierra Leone.

Sta meglio l’infermiera scozzese guarita dall’Ebola, il virus era ancora nel suo cervello

L’infermiera scozzese che aveva contratto l’Ebola in Sierra Leone e che sembrava guarita prima della sua ricaduta, ora sta meglio, anche se il virus persiste nel suo cervello.

Il Royal Free Hospital di Londra, dove Pauline Cafferkey era stata ricoverata nel mese di ottobre, ha detto che la donna non più infettiva e l’ha inviata in un ospedale di Glasgow, in Scozia, vicino a casa sua.

“La sua condizione è stabile”, ha detto il London hospital in una dichiarazione.

La Cafferkey, 39 anni, aveva contratto l’Ebola nel dicembre 2014, quando una terribile epidemia della malattia imperversava in tre paesi dell’Africa occidentale.

La donna inizialmente guarita dalla febbre emorragica era stata mandata a casa nel mese di gennaio.
Ma nel mese di ottobre si era ammalata nuovamente e i medici avevano trovato che il virus dell’Ebola persisteva ancora nei tessuti nel suo cervello.

L’epidemia di Ebola in Sierra Leone è finita

Pare che l’epidemia di Ebola in Sierra Leone sia finita, dopo che il paese africano è stato 42 giorni senza aver registrato nuovi casi della malattia.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato sabato 7 novembre che il Sierra Leone è libero dall’Ebola, il cui virus ha causato la morte di migliaia di persone e la recessione economica nel paese.

L’epidemia, la più grave di Ebola dal momento in cui il virus era stato identificato, in Africa centrale, nel 1976, ha causato più di 11300 morti fra i quasi 29000 casi registrati.

In Guinea, il paese da cui l’epidemia era partita, ha avuto due nuovi casi confermati dall’OMS nel mese di ottobre.

La Liberia, invece, uno dei tre paesi africani più colpiti, era stata dichiarata libera dall’epidemia, nel mese di settembre di quest’anno.

In Sierra Leone, oltre ad aver provocato molte vittime, l’epidemia di Ebola ha avuto un effetto devastante sull’economia del paese.

Secondo la Banca mondiale, l’economia dovrebbe registrare una perdita di almeno 1,4 miliardi dollari, quest’anno.

Ebola: peggiorata l’infermiera scozzese che sembrava guarita

Peggiorate ancora le condizioni di salute dell’infermiera scozzese Pauline Cafferkey, che dopo essere apparentemente guarita dall’Ebola, era stata di nuovo ricoverata in ospedale a Glasgow, al Queen Elizabeth hospital, prima di essere trasferita a Londra.

La donna, 39 anni, era stata posta in isolamento al Royal Free Hospital di Londra.

Ora, l’ospedale, in un comunicato, ha fatto sapere che “le condizioni di Pauline Cafferkey si sono deterioriate” ulteriormente e “la donna è gravemente malata”.

L’infermiera era stata infettata Nel mese di dicembre 2014, in Sierra Leone. Tornata in patria e dichiarata guarita sembrava ormai fuori pericolo. Ma il virus Ebola è difficile da sconfiggere definitivamente.

In un altro paziente, il virus che sembrava sconfitto, in realtà, si era nascosto su un suo occhio.

Il virus Ebola fa paura: ha ucciso quasi 11.000 persone nel giro di pochi mesi.

Il virus Ebola rimane nello sperma anche per nove mesi

I medici dell’l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) hanno scoperto che l’Ebola può restare in alcuni sopravvissuti di sesso maschile anche per nove mesi.

In uno studio condotto su 93 uomini in Sierra Leone, gli scienziati hanno scoperto che il virus Ebola rimaneva nei campioni di sperma in circa metà degli infettati dichiarati guariti. Il rischio sembrava diminuire nel corso del tempo.

I ricercatori non sono sicuri perché il virus dell’Ebola rimanga nel liquido seminale a differenza di altri fluidi corporei e non sanno se il virus persistente potrebbe infettare gli altri.

Per cui, l’OMS raccomanda ai sopravvissuti di sesso maschile di astenersi dal sesso o di usare il preservativo per almeno tre mesi dopo la guarigione. Dopo di che, dovrebbero essere controllati ogni mese fino a quando non hanno due consecutivi test negativi.

Per gli esperti, è invece meno probabile che una donna che è sopravvissuta dall’Ebola possa trasmettere il virus a un uomo attraverso il sesso.

Lo studio fatto dai ricercatori dell’Organizzazione mondiale della sanità è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Dal lavoro è emerso che molti sopravvissuti dell’Ebola soffrono di problemi cronici, tra cui perdita della vista e dolori articolari.