A Dublino il primo bar d’Irlanda senza alcolici

A guardarlo, nella sua location di Canal Street a Dublino, ha proprio l’aspetto, l’atmosfera e la vivacità di un pub tradizionale – c’è persino lo snug, la zona dei salottini riservati – ma in realtà si tratta del primo bar completamente alcool-free d’Irlanda, e sta facendo affari d’oro.

Questo innovativo locale è un esempio unico in una delle strade più vivaci e goderecce della città, con i suoi pub, caffè e ristoranti tutti a portata di mano.

Al Virgin Mary si degustano tantissimi tipi di cocktail, vini, birre e bevande varie, tutti con una caratteristica in comune: zero per cento di alcool.

E quello del Virgin Mary è un approccio che non sta passando inosservato: nonostante sia aperto solo da poche settimane, il bar è già stato nominato tra i finalisti nella categoria Innovative Bar del prestigioso Ireland’s Bar of the Year Award. Giunto alla dodicesima edizione, questo premio è il più importante del settore in Irlanda e il 19 agosto il Virgin Mary scoprirà se è riuscito a sconfiggere la concorrenza.

Il Virgin Mary, che prende il nome dal più famoso cocktail analcolico, naturalmente ne offre la sua versione, fatta con succo di pomodoro e succo di lime spremuti sul momento, salsa piccante Scarlet (prodotta a Dublino con peperoncini coltivati nella zona), un mix esclusivo di spezie e guarnizione di cetriolino.

La carta dei cocktail del bar comprende una bevanda a base di melograno, ibisco e cardamomo nero dal nome Tiki Street, e una a base di datteri, latte d’avena e salsa tahini dal nome Dessert Anyone?.

Il Virgin Mary propone anche una vasta gamma di birre analcoliche come la danese Mikkeler, vini de-alcolati come lo spagnolo Natureo, liquori senz’alcool come il britannico Ceder’s, e l’irlandese Silk Tree e persino caffè nitro all’azoto da bere alla spina, realizzato usando la birra scura analcolica Braxzz.

Perfetto per chi è astemio, per chi beve alcool solo saltuariamente e per chiunque sia alla ricerca di una serata un po’ diversa, questo bar di dimensioni ridotte è capace di creare un’atmosfera intima e accogliente nella quale tutti si sentono a proprio agio.

Alla guida del pub c’è Anna Walsh, che ha imparato il mestiere in bar prestigiosi di Cork e Dublino ed ha rappresentato più volte l’Irlanda ad eventi internazionali per baristi. Il suo entusiasmante menu di originali cocktail analcolici è ideato con lo stesso amore e cura per i dettagli ed equilibrio, di un qualsiasi corrispettivo alcolico.

L’idea di questo bar, nasce dalla crescente popolarità delle birre artigianali e dei cocktail analcolici, e dal desiderio di offrire agli astemi uno spazio in cui socializzare in modo completamente alcool-free.

In una città che ama socializzare, il Virgin Mary è zero per cento alcool, cento per cento craic!

https://thevirginmarybar.com/
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Si inietta il proprio sperma per curare la schiena

Un uomo di 33 anni, in Irlanda, ha lasciato i medici perplessi, dicendo loro che si era iniettato il proprio sperma, in un tentativo fallito di curare il suo mal di schiena.

L’uomo si era iniettato nel braccio il proprio seme per un anno e mezzo, prima di cercare assistenza medica per il suo forte dolore alla schiena.

La dott.ssa Lisa Dunne ha scritto sull’Irish Medical Journal che il paziente aveva ideato questa ‘cura’ indipendentemente da qualsiasi consiglio medico.

La dottoressa Dunne ha riferito che l’uomo si era iniettato una “dose” di sperma ogni mese, per 18 mesi consecutivi, utilizzando un ago ipodermico acquistato online.

Ora, l’uomo è stato dimesso dall’Adelaide & Meath Hospital, nella Repubblica d’Irlanda.

Saint Patrick’s Day, 5 curiosità

Il prossimo 17 marzo si festeggia il Saint Patrick’s Day, la festa di San Patrizio, patrono d’Irlanda, che unisce i milioni di persone originarie dell’isola sparse per il mondo. Da qualche anno la festa nazionale irlandese è approdata anche in Italia, dove ha preso piede l’usanza di ritrovarsi con gli amici per celebrare in compagnia. ABA English, scuola d’inglese online con milioni di studenti in tutto il mondo, svela 5 curiosità sulla festa nazionale irlandese per conoscerne meglio origini e tradizioni.

 

1. Drowning the shamrock

Il simbolo della festa è lo shamrock (il trifoglio), con cui, secondo la leggenda, San Patrizio spiegò il dogma della Trinità alle popolazioni irlandesi durante i suoi anni da missionario. Per il Saint Patrick’s Day, è tradizione indossare un piccolo shamrock e farlo cadere a fine giornata nell’ultimo bicchiere di birra o whisky, bevande tradizionali dell’isola. L’usanza è nota come drowning the shamrock, ovvero “affogare il trifoglio”: si dice che il gesto porti un anno di prosperità.

 

2. In alto i calici e…sláinte!

Una delle bevande tipiche della festa è la Guinness, nata nel 1759 nella storica St. James’s Gate Brewery di Dublino, dove tuttora viene prodotta questa birra di colore bruno a base d’orzo. Per il Saint Patrick’s Day, il consumo mondiale passa da 2,3 milioni di litri al giorno a oltre 6 milioni, al grido di Sláinte, la parola gaelica che si pronuncia tradizionalmente prima di un brindisi e significa appunto “salute”. Si pensa che la tradizione di bere con gusto per il Saint Patrick’s Day sia nata perché, in occasione della festa, veniva sospesa per un giorno l’astensione quaresimale da alcool e cibo.

 

3. Il santo pastore

Saint Patrick non era nato in Irlanda, non si chiamava Patrick e, tecnicamente, non è nemmeno un santo, non essendo mai stato ufficialmente canonizzato. Si dice che nacque in Scozia o in Galles alla fine del quarto secolo, durante la dominazione romana, e che il suo nome di nascita fosse Maewyn Succat. All’età di 16 anni, venne rapito dai pirati e portato in Irlanda, dove passò l’adolescenza a pascolare pecore. Dopo essere fuggito e tornato in Inghilterra, Maewyn fece voto di vita monastica e adottò “Patrick” come nome cristiano (tuttora uno dei nomi più diffusi in Irlanda). Da adulto, tornò sull’isola come missionario e introdusse il cristianesimo tra le popolazioni celte, motivo per il quale è ora venerato come santo dalla Chiesa Cattolica.

 

4. La festa degli emigrati

Il Saint Patrick’s Day non è nato in Irlanda, ma negli Stati Uniti, dove gli immigrati irlandesi cominciarono a festeggiarlo già dal 1700 per mantenere vive le loro radici. La presenza di irlandesi divenne ancora più massiccia nel 1800, quando la grande carestia costrinse molti a lasciare la loro terra. Attualmente, oltre 40 milioni di americani vantano origini irlandesi, 14 milioni di britannici e 7 milioni di australiani, mentre gli abitanti dell’isola sono poco più di 6 milioni. In onore della comunità irlandese della città, la cattedrale cattolica di New York è dedicata proprio a San Patrizio.

 

5. Tutto il mondo si colora di verde

Il colore tradizionale di San Patrizio e dell’Irlanda è il verde, che ricorda i prati e le colline di quella che viene soprannominata “I’Isola di Smeraldo” (Emerald Isle). In occasione del Saint Patrick’s Day, le città dei vari paesi di lingua inglese si colorano di verde. L’Empire State Building e la Sydney Opera House vengono illuminati con il colore tradizionale dell’Irlanda, e persino il fiume che attraversa la città di Chicago si tinge di un verde brillante!

Morte improvvisa del giovane che mordeva sul volo Aer Lingus: nello stomaco aveva 80 capsule

Aveva destato curiosità e preoccupazione la morte improvvisa di un 24enne brasiliano sul volo EI485 di Aer Lingus, da Lisbona a Dublino.

John Kennedy dos Santos Gurjao era morto dopo aver cominciato a mordere gli altri passeggeri che si trovavano al suo fianco, collassato era deceduto dopo una disperata agonia.

Un medico e un infermiere che erano a bordo avevano cercato invano di rianimarlo. Il velivolo era dovuto atterrare al Cork Airport, dopo che il capitano aveva segnalato un’emergenza medica.

Ora, l’autopsia, eseguita in un obitorio di Dublino ha rivelato che il giovane aveva nello stomaco 80 capsule di cocaina, per un valore stimato di quasi 60 mila euro.

Una di quelle capsule che aveva ingerito evidentemente gli è scoppiata dentro causando emorragie e la morte dell’uomo.

John Kennedy dos Santos Gurjao in aereo era accompagnato da una donna di origine portoghese, che aveva delle anfetamine nel suo bagaglio. Gli investigatori sospettano che si tratti di un caso di traffico di droga.

Sull’aereo c’erano 168 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio.