Donne e Nautica: nuove opportunità professionali

In Italia le donne rappresentano circa il 42% degli occupati. Tra i campi in cui costruire una solida carriera professionale, quelli legati ad esempio alle STEM (Science, Technology, Engineering e Maths), discipline in merito alle quali si è creta una forte sensibilizzazione, perché particolarmente promettenti ma spesso precluse a studentesse e professioniste.

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Nel gioco le donne sono più fortunate degli uomini

Se il mondo dei giochi d’intrattenimento vede una netta prevalenza maschile (il 72% dei giocatori sono uomini), la Dea Bendata sembra privilegiare le donne e le premia maggiormente in termini di vincite. Sono i risultati di una ricerca svolta da LeoVegas, digital entertainment company svedese, per analizzare chi – tra uomini e donne – venga baciato più spesso dalla fortuna. Dalle statistiche di LeoVegas.it emerge che sono proprio le donne a essere le prescelte della Dea Bendata. Analizzando i numeri dei giocatori, la ricerca svela che le donne sono più fortunate degli uomini, con una percentuale di vincita superiore del 10%.

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Diabete: donne molto esposte a rischi cardiovascolari e a ictus

Diabete: focus sulle donne, le più esposte a rischi cardiovascolari e a ictus.

Le donne con diabete hanno un rischio di sviluppare una malattia coronarica maggiore del 44% rispetto agli uomini, mentre il rischio di avere un ictus: è di 2,28 nel genere femminile e di 1,83 negli uomini” sottolinea Cesare Berra, diabetologo presso Gruppo MultiMedica di Milano

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Dragon Boat: una barca a uso riabilitativo per le donne operate al seno

Una nuova imbarcazione, per l’esattezza una Dragon Boat, da destinare sia a uso sportivo ma soprattutto a uso riabilitativo per le donne in rosa operate al seno.

Acquistata dalla Lega Navale Italiana Sezione di Falconara Marittima con il contributo della Mutua sanitaria Cesare Pozzo e dell’Università Politecnica delle Marche, la barca sarà inaugurata domenica 15 Settembre 2019 alle ore 10.00 alla Base Nautica in via Monti e Tognetti a Falconara Marittima (AN).

Il progetto nasce per mettere a disposizione della
neonata squadra di Dragonesse operate al seno
che si stanno preparando ai prossimi impegni nel
circuito LILT, un’imbarcazione modello Dragon Boat
di capacità inferiore (dieci posti) a quella già in
dotazione per agevolare gli allenamenti nelle
giornate in cui la presenza delle partecipanti non è
sufficiente a completare la squadra.

La stessa imbarcazione, inoltre, sarà utilizzata nel
circuito riservato alle gare tra i vari Gruppi
Universitari.

Nella foto: Stefano Cherri (Presidente Lega Navale di
Falconara); Daniele Montali (Vice Presidente Lega Navale
di Falconara), Mirella Fava (Coordinamento Donne
CesarePozzo); alcuni soci della Lega Navale e alcune
componenti della squadra di dragonesse

La Dragon Boat è un’imbarcazione di origine
orientale simile a una canoa a forma di drago, lunga
circa dieci metri, utilizzata sia a titolo sportivo con propria federazione, FIDB afferente al CONI e
sia a livello amatoriale in virtù delle sue caratteristiche tecniche vicine alla canoa.
Da oltre vent’anni, inoltre, su intuizione del medico canadese Don Mckenzie, la Dragon Boat ha anche un utilizzo riabilitativo per le donne di tutto il mondo operate di tumore al seno, costituendo una tipologia di riabilitazione alternativa, fuori dagli schemi tradizionali, che
raccomandavano un limitato uso del braccio dopo l’intervento. Inoltre, lo stare in squadra ha da
sempre sortito benefici psicologici notevoli sulle donne accomunate dallo stesso percorso di malattia.

Il Coordinamento Donne della Mutua sanitaria Cesare Pozzo ha voluto fortemente sostenere il progetto della Lega Navale Italiana sezione di Falconara Marittima, con la volontà di portare avanti un programma itinerante su scala nazionale volto alla divulgazione e al sostegno della prevenzione, della cura e della riabilitazione in ambito oncologico come quella svolta sulle Dragon Boat.

Viaggi al femminile: dove vanno le donne quando partono da sole

Una valigia, tanta curiosità, voglia di dedicare del tempo a se stesse e nessuna compagnia maschile. Sono sempre di più le donne che decidono di vivere la dimensione del viaggio in una declinazione tutta femminile: partire insieme alle amiche, alla propria mamma o figlia, oppure in solitaria (le solo traveller italiane, secondo gli ultimi dati Istat, sono 1,4 milioni).

Una tendenza che sta portando sempre più operatori turistici a sviluppare offerte dedicate e in linea con i desideri della clientela femminile. «Oggi per noi è sempre più frequente creare viaggi su misura per donne che viaggiano da sole o in compagnia di altre donne, e questo a qualsiasi età – conferma Eleonora Sasso del reparto marketing di CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio –. C’entrano fattori sociali come il superamento di vecchi retaggi culturali, l’aumento del potere d’acquisto delle donne, l’allungarsi della vita attiva, il cambiamento delle situazioni familiari. Ma c’entra anche la tendenza a considerare sempre di più il viaggio come un’esperienza, un regalo da fare a se stesse, da godere da sole oppure assieme a compagne con gusti ed esigenze simili».

Per questo oggi gli operatori fanno molto di più che consigliare destinazioni “friendly” per le donne, garantire assistenza e prenotare servizi aggiuntivi per una maggior garanzia di sicurezza. «Bisogna entrare subito nel vivo delle aspettative delle clienti – spiega Sasso – che sono molto informate e consapevoli. Spesso hanno poco tempo a disposizione per il “fai da te” e quindi ricercano l’aiuto dei consulenti di viaggio, in grado di arricchire la proposta con esperienze particolari: corsi di cucina locale, percorsi benessere e i consigli per uno shopping autentico e ricercato sono i plus più apprezzati». Le proposte cambiano a seconda della tipologia di viaggio che si desidera: i consulenti CartOrange hanno raccolto alcuni consigli.

 

Da sole, per ritrovarsi – Un viaggio in solitaria è un modo per trovare se stesse, rimettersi in gioco, aprirsi al mondo. Le proposte non hanno virtualmente limiti, ma un occhio in più va riservato alla sicurezza: «Fornitori affidabili, possibilità di avere assistenza h24 e cura nella scelta delle destinazioni sono gli elementi che garantiscono la serenità – spiega Eleonora Sasso –. Canada e Giappone, paesi di per sé molto sicuri, sono ideali soprattutto se è la prima volta che si viaggia da sole, mentre fra le più esperte i più richiesti sono India e paesi del Sudest Asiatico: Thailandia, Malesia e Indonesia su tutti». Ma non necessariamente viaggiare da sole vuol dire cercare una vacanza avventurosa: a volte si ha solo bisogno di relax su una spiaggia incontaminata, senza però ritrovarsi in un posto “da coppie”Qui la competenza del consulente è fondamentale, spiega sempre Sasso: «Anche le Maldive, tradizionalmente considerate una meta da luna di miele, possono essere perfette per una single in cerca di relax e bellezza. Esistono strutture che offrono l’atmosfera giusta, ma bisogna ricercarle con attenzione».

 

Benessere e divertimento con le amiche – Alle donne che viaggiano in compagnia di altre donne i consulenti CartOrange consigliano una serie di mete dove unire benessere, divertimento e shopping. «In Europa c’è l’imbarazzo della scelta – suggerisce Sasso –: le capitali, il Tirolo austriaco con percorsi yoga e benessere, oltre alle isole greche e alle Baleari per unire sole e divertimento. In particolare Ibiza, con la sua città vecchia e le sue spiagge, si presta a una vacanza di pochi giorni offrendo sole, mare, locali di tendenza e occasioni di shopping originale e alla moda». Più a lungo raggio la meta consigliata è Dubai: «È sicura e ha molte attrattive che uniscono antico e moderno: dallo shopping griffato ai tatuaggi all’henné tradizionali, fino alle lussuose spa. È consigliabile anche per i locali notturni, da cui si può rientrare in hotel in sicurezza prendendo i taxi dal tetto rosa, dedicati alla clientela femminile e guidati da sole donne».

 

Un weekend mamma e figlia – Unire i gusti di clienti con età molto diverse è una sfida, ma quando ci si riesce si ottiene una vacanza indimenticabile. Ancora una volta le capitali europee sono perfette per un weekend, su tutte Londra, magari con visita agli studi cinematografici di Harry Potter. «Ma per chi vuole qualcosa di un po’ più esotico – prosegue Eleonora Sasso – sono assolutamente da considerare Istanbul e Marrakech, con la loro atmosfera unica, i profumi e sapori speziati, i bazar e l’artigianato locale». Anche se la meta shopping per eccellenza, se si ha a disposizione qualche giorno in più, è sicuramente New York.

 

Le proposte per le viaggiatrici senior – E le donne over 60 dove vanno? «Dappertutto» è la risposta di Eleonora Sasso. Si tratta di una nicchia molto interessante: le viaggiatrici senior sono donne attive, curiose, finalmente libere dagli impegni di lavoro e famiglia, che vogliono scoprire il mondo e hanno il tempo e le risorse per farlo. «Concepiscono il viaggio come un regalo per sé – spiega ancora Sasso –. I nostri consulenti seguono per esempio gruppi di amiche che ogni anno fanno un viaggio insieme, mentre chi è da sola preferisce i tour organizzati, che danno anche l’occasione di fare amicizie. In ogni caso, al primo posto c’è il comfort». Non stupisce che la tipologia più gettonata sia la crociera, per visitare tanti posti senza stancarsi troppo. Per chi vuole qualcosa di più insolito CartOrange consiglia l’Hurtigruten: «Si tratta del battello postale che percorre i fiordi norvegesi – spiega Eleonora Sasso –. Una nave di dimensioni ridotte, che tocca piccoli villaggi incontaminati, e che raccoglie una clientela internazionale mediamente over 60: perfetta quindi per sentirsi sempre in ottima compagnia».

 

 

 

Più a rischio di ictus assumendo troppi antibiotici

Le donne che assumono antibiotici per un lungo periodo di tempo sono a maggior rischio di infarto o di ictus, secondo una nuova ricerca condotta su quasi 36.500 donne.

Lo studio, pubblicato sull’European Heart Journal, ha rilevato che le donne di età pari o superiore a 60 anni che assumevano antibiotici per due o più mesi, avevano un maggior rischio di malattie cardiovascolari, ma la lunga durata dell’uso di antibiotici poteva essere anche associata ad un aumentato rischio di malattia durante mezza età (40-59 anni). I ricercatori non hanno riscontrato alcun aumento del rischio nell’uso di antibiotici da parte dei giovani adulti di età compresa tra i 20 e i 39 anni.

Il professor Lu Qi, direttore del centro di ricerca sull’obesità della Tulane University, a New Orleans, e professore della Harvard TC Chan School of Public Health, Boston, USA, che ha condotto la ricerca, dice che un possibile motivo per cui l’uso di antibiotici è collegato ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari è perché gli antibiotici alterano l’equilibrio del microambiente nell’intestino, distruggendo i batteri probiotici e aumentando la prevalenza di virus e di altri batteri o microrganismi che possono causare delle malattie.

“L’uso di antibiotici è il fattore più critico nell’alterazione dell’equilibrio dei microrganismi nell’intestino. Studi precedenti avevano già mostrato un legame tra le alterazioni dell’ambiente microbiotico dell’intestino e l’infiammazione, il restringimento dei vasi sanguigni, l’ictus e le malattie cardiache”, ha spiegato.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno studiato 36.429 donne che avevano preso parte allo studio sulla salute degli infermieri, in corso negli Stati Uniti, dal 1976. La ricerca attuale ha esaminato i dati relativi al periodo 2004 – 2012.

Nel 2004, le donne avevano almeno 60 anni ed è stato chiesto loro quanto avessero usato antibiotici quando erano giovani (20-39 anni), quando erano nella mezza età (40-59 anni) o più anziane (60 anni e più). I ricercatori hanno poi suddiviso le donne in quattro gruppi: quelle che non avevano mai assunto antibiotici, quelle che li avevano assunti per periodi di tempo inferiori a 15 giorni, quelle che li avevano presi per un periodo che andava da 15 giorni a due mesi e quelle che li avevano assunti per due mesi o più.

In un periodo di circa otto anni, durante il quale le donne avevano continuato a compilare i questionari ogni due anni, 1056 partecipanti hanno sviluppato delle malattie cardiovascolari.

Dopo gli aggiustamenti fatti per tener conto dei fattori che possono influenzare i risultati, come età, razza, sesso, dieta, stile di vita, sovrappeso, obesità, malattie, uso di farmaci, i ricercatori hanno scoperto che le donne che avevano usato gli antibiotici per due mesi o più, nella tarda età, avevano avuto il 32% più probabilità di sviluppare delle malattie cardiovascolari, rispetto alle donne che non avevano usato gli antibiotici. Le donne che avevano assunto antibiotici per più di due mesi nella mezza età avevano avuto un rischio aumentato per le malattie cardiovascolari del 28%, rispetto alle donne che non li avevano assunti.

Questi risultati indicano che, tra le donne che assumono antibiotici per due mesi o più in età adulta, 6 donne su 1.000 sviluppano una malattia cardiovascolare, rispetto alle 3 donne per 1.000 per quelle che non assumono antibiotici.

Il primo autore dello studio, dottor Yoriko Heianza. ricercatore nella Tulane University, ha affermato: “Studiando la durata dell’uso di antibiotici in varie fasi dell’età adulta, abbiamo trovato un’associazione tra l’uso a lungo termine nella mezza età e in età avanzata e un aumento del rischio di ictus e malattie cardiache negli otto anni seguenti.

Le donne, invecchiando, hanno maggiori probabilità di aver bisogno di più antibiotici e, a volte, per periodi di tempo più lunghi, il che suggerisce che un effetto cumulativo potrebbe essere la ragione del legame più forte, nell’età avanzata, tra l’uso di antibiotici e le malattie cardiovascolari”, ha spiegato l’esperto.

Le ragioni più comuni per l’uso di antibiotici nelle donne dello studio erano state le infezioni respiratorie, le infezioni del tratto urinario e i problemi dentali.

Il prof. Qi ha concluso: “Questo è uno studio osservazionale e quindi non può dimostrare che gli antibiotici causano malattie cardiache e ictus, ma solo che esiste un legame tra di loro…Il nostro studio suggerisce che gli antibiotici dovrebbero essere usati solo quando sono assolutamente necessari. Considerando gli effetti avversi potenzialmente cumulativi, è meglio usare queste medicine per un breve periodo di tempo”.