Obesità: il meccanismo molecolare che blocca il dimagrimento

I tassi di obesità nel mondo sono saliti alle stelle. Dimagrire e rimanere in forma, sembra un’impresa impossibile.

Secondo un nuovo studio, una delle ragioni per cui le persone obese hanno difficoltà a perdere peso riguarda il modo in cui il corpo reagisce alle riserve di grasso.

L’organismo mette in moto una serie di eventi molecolari che impediscono il processo metabolico, che normalmente mette un freno alla fame.

Il grasso desensibilizza il cervello a un ormone che diminuisce l’appetito, dice il nuovo studio pubblicato su Science Translational Medicine.

Questo processo si verifica perché un ormone chiamato leptina, che regola la dieta umana, viene inibita dal grasso.

Man mano che si aumenta di peso, il corpo diventa meno sensibile alla leptina e questo rende sempre più difficile dimagrire. In altre parole, l’aumento di peso genera un aumento di peso maggiore.

In un esperimento fatto su dei topi obesi, un team internazionale ha scoperto che l’obesità aumenta l’attività di un enzima chiamato matrice metalloproteinasi-2 o MMP-2.

L’MMP-2 elimina una porzione del recettore della leptina nell’ipotalamo, compromettendo la segnalazione del senso di sazietà.
Lo studio ha anche rivelato che disabilitando la MMP-2 si riduceva l’aumento di peso nei topi obesi, prevenendo la scissione del recettore della leptina. Viceversa, la somministrazione virale di MMP-2, nella stessa regione del cervello, favoriva nei topi l’aumento di peso.

I ricercatori sperano di poter mettere a punto dei farmaci in grado di regolare questo meccanismo, per evitare l’obesità, che causa un aumento del rischio di malattie cardiache, di diabete, di disturbi del sonno e di ipertensione.

Diete: solo il 25 % ha risultati significativi

Le “Diete” per perdere peso sono uno dei settori che non conosce crisi: il 51% degli italiani ha dichiarato di averne seguita almeno una, il 31% in particolare una “Dieta fai da te” (Dati Osservatorio Nestlè – Fondazione ADI).
Purtroppo però i risultati di tutte questa diete sono tutti da dimostrare: solo il 25% di chi ha seguito una dieta negli ultimi 3 anni ha avuto risultati significativi e duraturi nel tempo (Dati trattamentimetabolismo.com).
“Il problema è che moltissimi pensano che seguendo una dieta, spesso regolandosi da soli, i risultati possano arrivare ed anche velocemente. Invece una parte importante di chi lamenta problemi di peso, ha sopratutto problemi di metabolismo. – ha dichiarato Barbara Allegro, esperta di trattamentimetabolismo.com – Ovviamente questo non significa che non sia giusto seguire una alimentazione corretta o fare sport, ma certamente le disfunzioni metaboliche sono costantemente sottovalutate dalla opinione pubblica. Il 70% della popolazione ha almeno un paio di sintomi, che magari non rappresentano una vera e propria patologia, ma che possono incidere sulla qualità della vita e sul peso.”.
Molti piccoli segnali, come una certa stanchezza cronica, dolori muscolari, disturbi del sonno, oppure proprio un “peso” che non riesce ad essere ridotto nonostante diete e attività sportive, possono essere campanelli d’allarme che ci segnalano un metabolismo lento. Addirittura il ricorso a diete che portano il corpo a repentine e provvisorie riduzioni del peso poi subito recuperato, possono anch’esse comportare disfunzioni nel naturale metabolismo della persona.” – ha continuato Allegro – “Ecco perché prima di intraprendere una dieta, è sempre consigliata una visita ed una analisi del metabolismo.”
“ Il metabolismo certo dipende da molteplici fattori, quali l’età, il sesso, lo stress, la situazione ormonale. Ma è anche possibile riattivarlo, sia con piccoli accorgimenti alimentari e nello stile di vita, sia con metodi naturali e sedute specifiche. Questo permette non solo di perdere peso o di superare alcuni disturbi connessi, ma anche di mantenere i risultati nel tempo, cambiando il modo con il quale il nostro corpo “brucia” l’energia assunta per vivere.” – ha concluso.
Ecco quindi alcuni consigli:
– Fare subito una visita da uno specialista o in un centro specializzato per i trattamenti per il metabolismo;
– Bere molta acqua
– Dormire di più
– Fare anche piccole attività fisiche quotidiane
– Prendere in considerazione sedute specifiche finalizzati a trattare il proprio metabolismo

Dimagrire: la tecnologia indossabile non aiuta

La tecnologia indossabile utilizzata per monitorare l’attività fisica non sempre aiuta. Uno studio fatto su delle persone che erano a dieta ha scoperto che coloro che utilizzavano dei dispositivi tecnologici di controllo avevano perso meno peso rispetto a coloro che non li indossavano.

Per il nuovo studio, i ricercatori dell’Università di Pittsburgh hanno lavorato con 470 adulti di 18 – 35 anni, in sovrappeso o obesi. Più di tre su quattro dei partecipanti erano donne.

I ricercatori hanno diviso casualmente i partecipanti in due gruppi per studiare la perdita di peso in 24 mesi.

Entrambi i gruppi hanno partecipato ad attività fatte per incoraggiare la perdita di peso. Tutti i partecipanti hanno ricevuto consigli su alimentazione e attività fisica.

Settimanalmente, i partecipanti hanno seguito sessioni di gruppo durante i sei mesi iniziali, e mensilmente, tra i sette e 24 mesi. In quei mesi, i partecipanti anche ricevuto telefonate informative, una volta al mese, e messaggi di testo.

Metà dei partecipanti hanno utilizzato un dispositivo indossabile, mentre l’altra metà ha semplicemente registrato la sua attività su un sito web.

E’ emerso che a 24 mesi il gruppo che aveva utilizzato un monitor aveva perso, in media, 3,5 chili, mentre l’altro gruppo, in media, aveva perso 5,9 chili. Entrambi i gruppi avevano avuto miglioramenti nella composizione corporea, nella forma fisica, nel movimento e nella dieta, dice lo studio pubblicato sul Journal of American Medical Association.

I monitor per l’attività fisica sono cominciati ad arrivare sul mercato dopo il 2000, ma non sono diventati popolari fino a circa due anni fa.

Bastano 10 minuti di attività intensa più volte a settimana

Fare 10 minuti di esercizio fisico intenso più volte a settimana aiuta a rimanere in buona salute e a prevenire il rischio di malattie croniche, come fare 45 minuti continuativi di attività fisica a settimana.

Lo ha trovato un team di ricercatori dell’Università di McMaster a Hamilton in Ontario, che ha reclutato dei giovani uomini, che non facevano esercizio fisico regolare e li ha divisi in tre gruppi. Il primo gruppo doveva continuare a non fare nulla, il secondo ha condotto le classiche sessioni di esercizio fisico per 45 minuti su una cyclette e il terzo ha fatto brevi sessioni di esercizi intensi.

I membri di questo terzo gruppo dovevano riscaldarsi per due minuti, poi pedalare per venti secondi, rallentando il ritmo per due minuti, e così via fino a rallentare per tre minuti. In totale, i partecipanti sono rimasti solo dieci minuti sulla cyclette e hanno fatto solo un minuto di sforzo vigoroso.

I ricercatori hanno misurato i benefici cardiovascolari e il dimagrimento dei due gruppi, trovando che i risultati erano identici, ma il primo aveva sudato per 27 ore nel corso di dodici settimane e il secondo solo 6 ore nello stesso periodo, tra cui solo 36 minuti ad alta intensità.

I risultati ottenuti dallo studio hanno mostrato che 10 minuti di attività intensa più volte a settimana sono più che sufficienti per rimanere in buona salute e prevenire il rischio di malattie croniche.

Astenersi dall’alcol per un mese è meglio di tanti farmaci

Uno britannico ha trovato che non bere alcolici per un mese ha ottimi effetti sul corpo. Lo studio fatto nell’University College e nel Royal Free Hospital di Londra ha visto che in sole quattro settimane di astinenza dall’alcol il fegato, anche se danneggiato da anni di eccesso, inizia a riparare se stesso. I livelli di colesterolo si riducono e migliorano la concentrazione e il sonno.

I partecipanti allo studio, 102 individui sani e 40 che avevano bevuto più del dovuto, non bevendo alcol per un mese, hanno avuto una diminuzione del 40% del grasso nel fegato, hanno migliorato la loro resistenza all’insulina, hanno perso circa tre chili e hanno migliorato i loro livelli di colesterolo e di ipertensione.

Le donne dello studio che consumavano troppo alcol avevano bevuto più di quattro bicchieri al giorno, invece di fermarsi due, come avrebbero dovuto fare, e gli uomini avevano ingerito sempre più di quattro bicchieri al giorno, invece di fermarsi a tre.

Il professor Kevin Moore, uno degli autori dello studio, definisce “sconcertante” gli effetti dell’astinenza dall’alcool per un mese. Se ci fosse un farmaco che producesse lo stesso effetto, farebbe guadagnare miliardi, ha commentato.