Camminando, 86enne perde più di 50 chili

Una donna di 86 anni ha perso più di 50 chili camminando avanti e indietro nel suo appartamento ogni giorno, diventando vegetariana.

Ogni mattina, Jessica Slaughter, di St. Louis, nel Missouri, fa 3000 passi avanti e indietro, tra il soggiorno e la cucina, prima di iniziare la giornata.

La sua decisione di cambiare vita era arrivata quando aveva circa 70 anni e un medico le aveva detto che era pre-diabetica.

“Anche da bambina, in Mississippi, ero sempre la bambina più grassa della classe, mi hanno preso molto in giro”, ha raccontato la donna ai giornali americani. “Non sapevo come smettere di mangiare: pollo fritto, uova e pancetta, dolci”.

Ma dopo l’appuntamento col dottore, aveva smesso di mangiare carne e poi aveva iniziato le sue passeggiate quotidiane, nel suo appartamento.

Sua nipote le aveva suggerito di seguire i suoi passi con Fitbit,e ora ne fa fino a 3.000 ogni mattina.

Da quando ha iniziato il suo percorso di salute, la donna ha perso quasi 55 chili e vuole incoraggiare le altre persone anziane ad alzarsi e a muoversi.

“Voglio solo che gli anziani sappiano che solo perché abbiamo una certa età, non dobbiamo smettere di vivere”, ha detto. “Voglio dire loro che c’è un modo migliore di stare, se lo scelgono”.

La portfolio diet non riduce solo il colesterolo

La portfolio diet, una dieta a base di vegetali, riduce i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, tra cui la pressione sanguigna, i trigliceridi e l’infiammazione corporea.

I ricercatori dell’Università di Toronto hanno affermato che oltre a ridurre il colesterolo LDL (o “cattivo”) di circa il 30 per cento, questa dieta limita del 13 per cento il rischio globale di malattia coronarica, che include angina e infarto.

La portfolio diet ha quattro componenti principali. Ad esempio su una dieta da 2.000 calorie, ci sono 45 grammi di noci, circa una manciata; 50 grammi di proteine ​​vegetali (provenienti da soia o legumi come fagioli e piselli); 20 grammi di fibre solubili (da avena, melanzane, mele, ecc.); 2 grammi di steroli vegetali (composti naturali che inibiscono l’assorbimento del colesterolo).

Modificazioni dietetiche e dello stile di vita possono consentire ai pazienti di gestire il colesterolo alto e il rischio cardiovascolare. Possono altresì migliorare il profilo lipidico, la pressione sanguigna e abbassare l’infiammazione, dice il nuovo studio apparso su Progress in Cardiovascular Diseases.

Alcuni pazienti scelgono la portfolio diet per ragioni etiche e ambientali (le diete a base vegetale hanno generalmente un minore impatto ambientale rispetto alle diete occidentali standard) o, nel caso dei bambini, per prevenire futuri problemi di salute.

 

Diabete e malattie cardiovascolari: le diete a base di vegetali aiutano

Le diete a base di vegetali migliorano il controllo glicemico, portano alla perdita di peso e ad un colesterolo ottimale nelle persone con diabete di tipo 2, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition .

Per giungere a queste conclusioni, ricercatori hanno esaminato nove studi, che avevano valutato l’efficacia delle diete vegane e vegetariane nei pazienti diabetici. I risultati hanno mostrato che coloro che si erano nutriti seguendo una dieta a base vegetale avevano abbassato il loro colesterolo, avevano perso peso e migliorato altri fattori di rischio cardiometabolico, rispetto a quelli che avevano seguito una dieta non vegetariana.

I diabetici hanno da due a quattro volte più probabilità di morire per malattie cardiovascolari rispetto a chi non ha il diabete.

Il legame tra diabete e malattie cardiovascolari è forte: dal 60% al 70% delle persone che soffrono di diabete di tipo 2 muore di malattie cardiache, dice la co-autrice dello studio, Hana Kahleova, direttore della ricerca clinica presso il Physicians Committee di Washington. Seguire una dieta a base vegetale, tuttavia, può ridurre il rischio di problemi cardiaci e migliorare il diabete di tipo 2, ha detto l’esperta diabetologa.

Gli autori dello studio suggeriscono che le diete a base vegetale, che si concentrano su frutta, verdura, cereali e legumi, aiutano sia il controllo glicemico che la salute cardiovascolare, perché sono a basso contenuto di grassi saturi, ricche di sostanze fitochimiche e di fibre e spesso sono a base di alimenti a basso indice glicemico.

 

Anche la dieta vegetariana può essere malsana

Diventare vegetariani non sempre vuol dire vivere in modo più sano. Fare a meno di carne e pesce non è una garanzia a prescindere.

L’aspetto sano del cibo dipende molto dalla qualità dei prodotti selezionati.

Uno studio condotto da ricercatori della Harvard University ha esaminato la questione e ha confrontato diverse diete vegetariane per osservare il loro impatto sulle malattie legate al cuore e alle arterie.

Si tratta di un importante studio fatto seguendo più di 200 000 persone tra il 1980 e il 2013.

I ricercatori hanno osservato la dieta dei partecipanti, vegetariana o onnivora, facendo una distinzione tra vegetariano “sano” e “malsano”.

È considerato sano mangiare verdure crude, non trasformate e senza conservanti, mentre è ritenuto “non sano” incorporare prodotti dolci, come i succhi di frutta confezionati, i cibi fritti o elaborati.

I risultati dello studio hanno mostrato che le persone che avevano adottato una dieta vegetariana avevano l’8% meno probabilità di soffrire di malattie cardiovascolari. Questa cifra saliva al 25% in coloro che avevano adottato una dieta vegetariana considerata sana.

Al contrario, i vegetariani “non sani” avevano il 25% più di probabilità di soffrire di malattie legate al cuore e alle arterie.

Quindi, in concreto, per adottare una dieta vegetariana sana i ricercatori raccomandano di favorire i prodotti locali, il cibo di stagione, il consumo dei prodotti fatto subito dopo la raccolta, mangiando frutta e verdura cruda il più possibile, quando gli alimenti hanno ancora tutte le vitamine, le fibre e le sostanze nutritive.

 

La dieta vegetariana per dimagrire di più

Uno studio statunitense ha scoperto che mangiare vegetariano può essere più efficace nella perdita di peso, che seguire una dieta tradizionale a basso contenuto calorico.

Consumando varie verdure, frutta, cereali integrali e fagioli la perdita di peso è notevolmente facilitata.

Per perdere peso velocemente, però si deve sempre moderare l’apporto calorico e fare esercizio fisico.

Quando si mangiano cibi ricchi di fibre, questa spazzano l’intestino aiutando a disintossicarsi e apportando importanti miglioramenti nel colesterolo, nella pressione sanguigna, nella glicemia e in molti altri aspetti della salute.

La nuova ricerca, fatta a Washington, suggerisce che una dieta vegetariana aiuta a migliorare il metabolismo riducendo il grasso muscolare.

Per la ricerca, sono stati reclutati 74 partecipanti, tutti con diabete di tipo 2, e i soggetti sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi, uno nutrito con una dieta vegetariana e uno con una dieta tradizionale anti-diabetica.

La dieta vegetariana includeva verdure, cereali, legumi, frutta e noci, aveva prodotti animali limitati ad un massimo di una porzione di yogurt a basso contenuto di grassi, al giorno.

La dieta diabetica convenzionale seguiva le raccomandazioni ufficiali dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD).

Tutti i partecipanti hanno tagliato nelle loro diete quotidiane 500 calorie al giorno.

I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica (MRI) per esaminare il tessuto adiposo (grasso) nelle cosce dei soggetti per vedere come le due diverse diete influenzassero il grasso sottocutaneo, che si trova sotto la pelle, il grasso sottofasciale, che è sulla superficie del muscoli, e i grassi intramuscolari, all’interno dei muscoli.

Il team ha scoperto che la dieta vegetariana era stata quasi il doppio più efficace nel ridurre il peso corporeo, con una perdita media di 6,2 chilogrammi, rispetto ai 3,2 chilogrammi della dieta convenzionale.

I risultati dello studio, che possono essere trovati nel Journal of the American College of Nutrition, dicono che la dieta vegetariana può essere utile per le persone che cercano di perdere peso, comprese quelle che soffrono di sindrome metabolica e (o) diabete di tipo 2, ma anche a chiunque voglia gestire il suo peso seriamente e voglia restare magro e sano.

La dieta vegetariana può aumentare il rischio di cancro e di malattie cardiache

La dieta vegetariana a lungo termine può portare a una mutazione genetica che può aumentare il rischio di cancro e di avere malattie cardiache, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Cornell.

Il gene identificato dagli scienziati aiuta coloro che consumano solo vegetali a elaborare gli acidi grassi omega-3 e omega-6 in composti che favoriscono lo sviluppo dell’infiammazione del cervello e alcune forme di cancro.

Il gene potrebbe causare un picco nella produzione di acido arachidonico, che rende il corpo soggetto ad infiammazione ed è stato collegato a malattie cardiache e cancro. Questo può essere nocivo se una persona con il gene include nella dieta alte dosi di alcuni oli vegetali, come l’olio di girasole, tramite cui il corpo metabolizza l’acido arachidonico più rapidamente.

I ricercatori della Cornell University hanno scoperto una variazione genetica, un allele, che si è evoluto nelle popolazioni dei paesi che storicamente avevano favorito le diete vegetariane, come India, Africa e altre parti dell’Asia orientale.

Hanno anche scoperto una versione diversa di questo gene adattato a una dieta marina, scoperta tra gli Inuit della Groenlandia, che consumano principalmente pesce.

L’allele vegetariano si è evoluto nelle popolazioni che hanno seguito una dieta a base di vegetali per centinaia di generazioni.

Il corpo umano non può produrre gli acidi grassi omega-3 e omega-6 che devono necessariamente provenire dall’alimentazione.

Gli organismi umani si sono dovuti perciò adattare alla situazione alimentare esistente nel posto o adottata dalla gente, in un contesto in cui lo scambio di prodotti non era facile come adesso.

Il giusto equilibrio tra gli acidi grassi omega-3 e omega-6 nella dieta è essenziale per mantenersi una buona salute dice la ricerca, pubblicata sulla rivista ‘Molecular Biology and Evolution’.

Ricchi di acidi grassi omega-3 sono il pesce, i cereali integrali, la frutta, l’olio d’oliva e le verdure. Gli acidi grassi omega-6 si trovano, invece, nelle carni bovine, suine, negli snack confezionati (come biscotti, caramelle, il dolci e patatine) negli oli delle noci e nei vegetali.

Dieta vegetariana per una pressione sanguigna più bassa

Le persone vegetariane tendono ad avere la pressione sanguigna più bassa rispetto alle persone non-vegetariane, secondo una nuova revisione di studi passati.

I ricercatori hanno detto che per alcune persone, una dieta vegetariana potrebbe essere un buon modo per trattare la pressione alta, senza l’utilizzo di farmaci.

“Per molte persone, l’unico trattamento è il farmaco, ma questo vuol dire costi e possibili effetti collaterali”, ha detto l’autore dello studio Yoko Yokoyam, che lavora ad Osaka, in Giappone.

Il nuovo studio, pubblicato JAMA Internal Medicine, ha esaminato i risultati di 39 studi precedenti.

I ricercatori hanno trovato che, in alcuni studi osservazionali, le persone che avevano seguito una dieta vegetariana avevano una pressione arteriosa sistolica media che era di circa 7 mm Hg inferiore, rispetto alla pressione di quelli che avevano seguito una dieta a base di carne, e una pressione diastolica che era 5 mm Hg più bassa.

I partecipanti ai trial clinici che avevano seguito diete vegetariane avevano avuto, in media, una pressione arteriosa sistolica, che era 5 mm Hg più bassa e una pressione diastolica che era 2 mm Hg più bassa, dei partecipanti che non avevano seguito questa dieta.

“A differenza dei farmaci, non non c’è nessun costo per seguire una dieta di questo tipo e tutti gli ‘effetti collaterali’ sono desiderabili (perdita di peso, abbassamento del colesterolo e migliore controllo della glicemia, tra gli altri)”, ha detto Yokoyama.