La dieta DASH per l’ipertensione contrasta l’insufficienza cardiaca

I ricercatori della Wake Forest School of Medicine (USA) hanno trovato che la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), studiata per contrastare l’ipertensione, giova anche al cuore.

In un nuovo studio osservazionale fatto su più di 4.500 persone, di età compresa tra i 45 e gli 84 anni, e i cui risultati sono stati pubblicati sull’American Journal of Preventive Medicine, hanno visto che gli individui che avevano meno di 75 che rispettavano la dieta DASH, per contrastare l’ipertensione, avevano ridotto al 40 per cento il rischio di insufficienza cardiaca.

La dieta DASH prevede il consumo di frutta, verdura, noci, cereali integrali, pollame, pesce e latticini a basso contenuto di grassi. Scoraggia il consumo di sale, di carne rossa, di dolci e bevande zuccherate. È simile alla dieta mediterranea, ma differisce da essa in quanto raccomanda prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi ed esclude le bevande alcoliche.

“Solo pochi studi precedenti avevano esaminato gli effetti della dieta DASH sull’incidenza dello scompenso cardiaco ed essi avevano prodotto risultati contraddittori. Questa ricerca dimostra che seguendo la dieta DASH è possibile ridurre il rischio di sviluppare l’insufficienza cardiaca di circa la metà”, ha detto Claudia L. Campos, autrice principale dello studio.

 

Dieta ed esercizio fisico riducono l’ipertensione come i farmaci

Uno studio condotto da alcuni ricercatori del North Carolina ha rivelato che in 16 settimane, i cambiamenti dello stile di vita possono essere efficaci per contrastare l’ipertensione, quanto i farmaci.

Lo studio, che è stato presentato alla Joint Hypertension 2018 Scientific Sessions dell’American Heart Association, ha coinvolto 129 uomini e donne che erano in sovrappeso o obesi.

Erano tutti di età compresa tra i 40 gli 80 anni e tutti presentavano un’elevata pressione sanguigna, anche se nessuno stava assumendo dei farmaci per contrastarla, al momento dello studio. Circa la metà di essi, tuttavia, avrebbe avuto necessità dei farmaci per l’ipertensione.

Ad ogni partecipante è stato assegnato in modo casuale un tipo di intervento. Un gruppo ha cambiato la sua dieta con la dieta DASH e ha svolto esercizio fisico tre volte a settimana. Un altro gruppo ha cambiato solo la sua dieta (di nuovo, è stata utilizzata la dieta DASH). Un altro gruppo ancora non ha cambiato nulla.

Dallo studio è emerso che il primo gruppo aveva avuto il maggior successo nel ridurre la pressione sanguigna. I partecipanti avevano perso peso, in 16 settimane, e avevano ridotto la pressione sanguigna, in media, di 16 millimetri di mercurio (mm Hg) la sistolica e di 10 mm Hg la diastolica.

Anche coloro che avevano seguito solo la dieta DASH avevano mostrato una diminuzione della pressione arteriosa (11 mm Hg la sistolica e 8 mm Hg la diastolica), mentre chi non aveva modificato lo stile di vita aveva avuto, in media, una minima diminuzione della pressione sanguigna di 3 mm Hg la sistolica e 4 mm Hg la diastolica.

“Le modifiche dello stile di vita, che comprendono un’alimentazione sana e un esercizio fisico regolare, possono ridurre notevolmente il numero di pazienti che necessitano dei farmaci per abbassare la pressione sanguigna”, ha affermato l’autore dello studio, il dott. Alan Hinderliter, professore associato di medicina nella University of North Carolina a Chapel Hill.

Una dieta sana preserva anche l’udito

Una dieta sana può fare molto di più, che far perdere il peso. Un nuovo studio ha trovato che potrebbe pure contribuire a ridurre i rischi di compromissione dell’udito.

Lo studio, fatto dal Brigham and Women’s Hospital di Boston, negli Usa, ha analizzato il collegamento tra il mangiare sano e la perdita dell’udito nelle donne.

Sono state esaminate tre diverse diete:

la Mediterranea,
quella per l’ipertensione o dieta Dash,
l’Alternative Healthy Eating Index-2010, dieta con alto apporto di cereali integrali, di acidi grassi polinsaturi, di grassi Omega-3 a catena lunga e basso apporto di carni rosse/trasformate, di cereali raffinati e di bevande zuccherate e zucchero.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha concluso che l’aderenza ai modelli dietetici sani è associata con un rischio più basso di perdita dell’udito nelle donne e con la riduzione del rischio della perdita dell’udito acquisita.

Lo studio ha esaminato 81.818 donne di età compresa tra i 27 e i 44 anni, di cui sono stati analizzati i modelli di dieta per oltre 22 anni.
I ricercatori hanno trovato che le donne che avevano seguito la dieta Mediterranea e la dieta Dash avevano avuto una probabilità del 30 per cento in meno di sviluppare la perdita dell’udito, moderata o completa.

La dieta per l’ipertensione tiene lontana anche la depressione

Le persone che mangiano verdure, frutta e cereali integrali per ridurre l’ipertensione possono anche avere tassi più bassi di depressione, nel tempo, secondo un nuovo studio che sarà presentato al 70 ° Annual Meeting dell’American Academy of Neurology a Los Angeles.

Lo studio ha rilevato che le persone che avevano seguito più strettamente la dieta DASH (Dietetic Approaches to Stop Hypertension) avevano avuto meno probabilità di sviluppare la depressione rispetto a chi non aveva seguito questa dieta, basata sull’assunzione di una quantità adeguata di cibo e sostanze nutritive come frutta, verdura e cereali integrali insieme a latticini, pesce, pollame, fagioli, semi e noci.

“La depressione è comune negli anziani e più frequente nelle persone con problemi di memoria e con fattori di rischio vascolare, come ipertensione o colesterolo alto, o persone che hanno avuto un ictus”, ha detto la coautrice dello studio Laurel Cherian, del Rush University Medical Center a Chicago.

Per lo studio, sono stati seguiti 964 partecipanti con un’età media di 81 anni, valutati ogni anno, per una media di sei anni e mezzo.

Sono stati monitorati per i sintomi della depressione e i volontari hanno compilato questionari su quanto spesso usassero vari cibi.

I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, in base a quanto strettamente aderissero a delle diete.

E’ emerso che le persone che avevano seguito più strettamente la dieta DASH avevano avuto meno probabilità di sviluppare la depressione, rispetto alle persone del gruppo che non avevano seguito strettamente questa dieta.

Le persone che avevano seguito la dieta occidentale, ad alto contenuto di grassi saturi, carni rosse, povera di frutta e verdura, avevano avuto più probabilità delle altre di sviluppare la depressione.