Rosetta: missione prolungata fino al 2016

La missione della sonda Rosetta, che ha consentito l’atterraggio sulla cometa ‘Tchouri’ al robot Philae, sarà prolungata fino a fine settembre 2016.

Lo ha annunciato, martedì, ufficialmente l’Agenzia spaziale europea (ESA).

Inizialmente, si pensava che la missione dovesse essere finanziata fino a dicembre 2015, ma ora si sa che durerà di più.

Alla fine della missione, mentre la cometa andrà ancora verso il sole, non ci sarà più abbastanza energia solare per il corretto funzionamento degli strumenti di Rosetta.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, attualmente è a 295 milioni di chilometri dalla terra.

Philae ha comunicato ancora con la sonda Rosetta

Il robot europeo Philae, che si trova sulla cometa di ‘Tchouri’, è stato in grado di comunicare venerdì per 19 minuti con la sonda Rosetta.

Il robot, che si è risvegliato il 13 giugno scorso, dopo sette mesi di sonno, era riuscito quel giorno a comunicare per due minuti con la terra tramite la sonda e a trasmettere dei dati.

Il giorno successivo, c’era stato ancora un contatto ma di scarsa qualità. Da allora, il robot era rimasto in silenzio.

Questo terzo contatto di venerdì ha confermato che Philae sta andando bene.

Ora, per migliorare le comunicazioni il team di Rosetta che accompagnerà la cometa nella sua corsa verso il sole, ha deciso di modificare il piano di volo della sonda.

La batteria si sta ricaricando e Philae sarà in grado di lavorare anche durante la notte, dopo aver lavorato solo di giorno grazie ai suoi pannelli solari. Sulla cometa, il giorno dura un po’ più di un’ora.

Finora, la batteria era troppo fredda per potersi ricaricare.

Philae è dotato di dieci strumenti e gli scienziati sperano che possa dare le chiavi sulla comparsa della vita sulla terra.

Il robot Philae si è completamente risvegliato

Il robot Philae si è completamente risvegliato nella notte tra sabato e domenica e ha stabilito un secondo contatto a 500 milioni di chilometri di distanza con il robot europeo che sta studiando la cometa “Tchouri”.

Il robot ha mostrato che la cometa, su cui si era posato sei mesi fa, è in piena espansione, con getti di gas e polvere, che Philae ha visto dal vivo.

“Il risveglio del lander è una notizia straordinaria che, oltre a farci sognare, ci riempie d’orgoglio per l’affidabilità delle tecnologie utilizzate, molte di marca italiana”, ha detto Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

È la prima volta nella storia dell’umanità, che si è potuta vedere da vicino una cometa.

“Tchouri” è attualmente a 210 milioni di chilometri dal sole e il robot si è svegliato inaspettatamente dal suo torpore grazie alla luce e all’aumento della temperatura.

La missione della sonda Rosetta e del robot Philae cercano di studiare l’evoluzione del sistema solare fin dalla sua nascita.

Le comete sono considerate resti di materiale primitivo.

Una pioggia di meteore attesa per il 23 e 24 maggio

Una pioggia di meteore, che potrebbe trasformarsi in un vero e proprio sciame di stelle cadenti, secondo gli astronomi, potrebbe verificarsi il 23 e 24 maggio prossimo.

Questa pioggia di stelle si potrà verificare quando passerà la cometa 209P/Linear.

In particolare lo sciame di meteore potrà essere visto dagli osservatori degli Stati Uniti e del Canada meridionale.

Le stelle cadenti che appariranno nel cielo, quando la polvere dalla cometa 209P Linear si scioglierà negli strati superiori dell’atmosfera, potrà essere talmente densa da raggiungere anche le 1.000 stelle cadenti all’ora.

Questo fenomeno è relativamente nuovo e gli astronomi non sanno come si manifesterà. Dicono, però, che tutti i detriti che la cometa si era lasciata alle spalle dal 1803 fino al 1924 saranno sparsi nell’orbita questo mese.

La cometa, scoperta nel 2004, esegue una circumambulazione attorno al sole ogni 5,09 anni.

Il 29 maggio la cometa sarà nel punto della sua orbita più vicino alla terra e sarà distante dal nostro pianeta 8,3 milioni di chilometri.

Philae, il robot della sonda Rosetta, è stato risvegliato

Philae, il robot della sonda Rosetta, si è svegliata dopo 3 anni di sonno. E gli scienziati le prossime settimane controlleranno se i 10 strumenti che porta a bordo (telecamere, spettrometri, microscopi…) sono ancora funzionanti, dopo aver trascorso 10 anni nel freddo spazio.

Il robot è stato risvegliato la mattina del 28 marzo, alle 7 ora italiana, mentre il controllo degli strumenti è previsto che si concluda il 23 aprile prossimo.

Le prime osservazioni scientifiche degli strumenti del robot saranno svolte a partire da agosto 2014, durante la fase finale di avvicinamento alla cometa, da parte della sonda madre Rosetta.

La sonda Rosetta era partita nel 2004, ora entrerà in orbita intorno la cometa Churyumov-Gerasimenko 10 anni più tardi. Ma, mentre la sonda Rosetta studierà la cometa a una distanza di 100 km, il robot Philae la raggiungerà.

L’11 novembre 2014, il robot di Philae dovrebbe atterrare sulla cometa Churyumov-Gerasimenko. Poi la studierà per 4-6 mesi prima che si dissolva sotto l’effetto del calore del sole.

La cometa ISON non sopravviverà al Sole

Pareva che il Natale 2013 dovesse essere accompagnato da una cometa dalla coda lunghissima visibile ad occhio nudo. Ma per gli esperti dell’Agenzia spaziale degli Stati Uniti (NASA), molto probabilmente, non sarà più così.

Pare che ISON si sia disintegrata nel corso del suo viaggio intorno al Sole. E’ scomparsa dopo aver attraversato la corona solare e gli scienziati dell’Agenzia spaziale degli Stati Uniti (NASA) non l’hanno più trovata.

Abbiamo aspettato secondi, minuti ma nulla: dopo oltre un’ora non era riapparsa, hanno detto gli astronomi, anche se bisognerà aspettare qualche ora per poter dire con certezza che ISON non c’è più.

“Abbiamo il sospetto che la cometa si sia disintegrata e sia morta” ha scritto su Internet Karl Battams, uno scienziato del Naval Research Laboratory. “Ma dateci almeno un paio d’ore prima di iniziare a scrivere il necrologio”, ha aggiunto.

Tra la comunità scientifica su ISON c’erano grandi aspettative, tra chi sosteneva che la cometa avrebbe superato il calore solare e chi diceva che non sarebbe sopravvissuta e che si sarebbe disintegrata avvicinandosi al Sole.

ISON sta per avvicinarsi al Sole. Avremo una cometa a Natale?

Si chiama ISON e ha impiegato un milione anni per farci visita. Scoperta da un Osservatorio russo a fine 2012, la cometa si avvicinerà al sole questo giovedì.

L’affascinante e magico corpo celeste toccherà il suo punto massimo di avvicinamento al sole per tre giorni a partire dal 28 novembre.

Se la cometa sopravviverà al suo passaggio vicino al sole crescerà in intensità e sarà visibile per settimane a occhio nudo.

Con una coda lunga 10 milioni di chilometri lo spettacolo potrebbe essere magnifico intorno il 25 dicembre.

In alcuni casi le comete si sciolgono quando si avvicinano al Sole. Se resistono, il loro ghiaccio si scioglie dando vita, complice il vento solare, a una lunga coda.